Sant'Anna,
troppi
malati
immaginari
Pronto
soccorso,
che
fatica
Luglio:
quasi
l’80%
dei
pazienti
è
stato
rinviato
al
medico
di
base
Solo
700
i
ricoveri
su
un
totale
di
oltre
4000
accessi
in
un
mese
Foto by Carlo Pozzoni
Pronto soccorso del Sant'Anna in affanno
Rinviato
al
medico
di
base
il
78%
delle
persone
che
si
sono
presentate
al
pronto
soccorso
dell’ospedale
Sant’Anna
nel
mese
di
luglio.
Su
un
totale
di
4.421
accessi
registrati
il
mese
scorso,
infatti,
i
pazienti
ricoverati
sono
stati
solo
732,
mentre
3.477
(quasi
otto
su
dieci)
hanno
potuto
lasciare
la
struttura
di
via
Napoleona
dopo
la
visita
e le
opportune
cure.
Non
in
tutti
i
casi,
naturalmente,
si
tratta
di
accessi
impropri,
ma i
dati
forniti
dall’azienda
ospedaliera
fanno
quantomeno
riflettere.
Anche
perché
la
percentuale
di
persone
per
le
quali
non
si è
reso
necessario
il
ricovero
cresce
di
anno
in
anno,
così
come
il
numero
complessivo
dei
pazienti
visitati
al
Pronto
soccorso.
A
luglio
2007
gli
accessi
erano
stati
in
tutto
4.090,
con
3.166
cittadini
«rinviati
al
medico
di
base»
(77%)
e
707
ricoverati;
la
quota
restante
di
pazienti
(217
nel
luglio
2007,
242
nel
luglio
di
quest’anno)
comprende
chi
è
deceduto,
è
stato
trasferito
in
un’altra
struttura
ospedaliera,
si è
allontanato,
oppure
ha
rifiutato
il
ricovero.
E si
registra
una
crescita
anche
confrontando
il
mese
di
giugno
di
quest’anno
con
lo
stesso
periodo
del
2007.
Nel
giugno
2008
gli
accessi
al
Pronto
soccorso
di
via
Napoleona
sono
stati
complessivamente
4.245,
contro
i
4.076
registrati
a
giugno
dell’anno
scorso,
mentre
i
ricoveri
sono
passati
da
718
a
693,
con
una
percentuale
che
si
aggira
in
entrambi
i
casi
intorno
al
76%.
In
tutto
sono
stati
718
i
pazienti
ricoverati
nel
giugno
dell’anno
scorso,
mentre
693
nello
stesso
periodo
di
quest’anno.
Virus
causa
3/4
parti
bimbi
morti
sono
quelli
comuni,
ad
esempio
dell'herpes
(ANSA)
-
SYDNEY
Dei
comuni
virus,
come
quelli
dell'herpes,
sono
coinvolti
in
ben
tre
quarti
di
tutte
le
nascite
con
feto
morto.Lo
hanno
scoperto
gli
scienziati
australiani
dell'ospedale
Prince
of
Wales
di
Sydney,
guidati
dal
virologo
Bill
Rawlinson.
La
scoperta
fa
sperare
che
una
buona
parte
dei
casi,
che
solo
in
Australia
arrivano
a
circa
2000
l'anno,
potra'
essere
prevenuta
sviluppando
vaccini
specifici
e
seguendo
semplici
norme
d'igiene.
Farmaci:
falsi 10%
nel mondo,
in Italia
pericolo e'
su web
Parigi
Non solo
borse e
scarpe. Il
mercato del
falso
allarga
sempre di
più i propri
confini e si
consolida
stabilmente
in un
settore
nevralgico
per il suo
peso
economico e
sociale:
quello dei
farmaci. Gli
esperti
avvertono:
il fenomeno
é segnalato
in crescita
in tutto il
mondo ed è
ormai
globalizzato.
Le ultime
stime dell'Oms
lo
dimostrano:
a livello
mondiale
risulta
infatti
contraffatto
un farmaco
su dieci.
Neanche
l'Italia si
salva, ma da
noi il
pericolo
viaggia
essenzialmente
via web:
internet è
il
principale
canale, non
autorizzato,
per
l'acquisto
di ogni
sorta di
farmaco, e
spopolano
quelli
illegali.
Per averne
la prova
basta fare
un check
alla propria
mail: in
media prima
l'Osservatorio
dei farmaci,
chi ha una
casella di
posta riceve
ogni
settimana
almeno tre
proposte di
acquisto
medicine
spesso di
origine
dubbia e
proprio per
fare il
punto sulla
situazione
ne sulle
contromisure
per arginare
il fenomeno
domani dsi
riuniranno a
Parigi i
vertici
delal
federazione
europea
delle
industrie e
associazioni
farmaceutiche
(Efpia). Ma
qual è la
situazione
italiana? Il
fenomeno,
afferma il
vice
presidente
di
Farmindustria,
Emilio
Stefanelli,
"é
preoccupante
e si sta
allargando
anche in
Italia, ma
da noi non
riguarda la
distribuzione
tradizionale
e legale
bensì i
canali 'paralleli',
primo tra
tutti
Internet. Da
noi -
precisa
l'esperto -
la
distribuzione
di farmaci
attraverso
farmacie e
corner è
molto
controllata,
più che in
altri Paesi;
quindi, il
farmaco
contraffatto
arriva da
canali non
ammessi,
come appunto
l'acquisto
su
internet".
Il nodo è
dunque
intervenire
sui canali
di
distribuzione
impropri,
come lo è la
rete: "Come
Farmindustria
- sottolinea
Stefanelli -
stiamo
lavorando
con il
ministero
del Welfare
per
realizzare
una
tracciatura
dei farmaci
sempre più
precisa per
prevenire il
fenomeno. Ma
è chiaro che
è necessario
intensificare
i controlli
delle
autorità di
polizia per
impedire la
diffusione
dei farmaci
da canali
non
autorizzati.
- NEL MONDO
E' FALSO 1
SU 10,
ALLARME 'GIALLO':
le
contraffazioni,
rileva l'Oms,
riguardano
soprattutto
antibiotici,
28%), ormoni
(18),
antiallergici
(8%) e
antimalarici
(7%). E se
il problema
dei falsi
farmaceutici
riguarda
circa l'1%
del mercato
dei paesi
occidentali,
è a livelli
di guardia
in quelli in
via di
sviluppo: il
30-50% delle
medicine
vendute in
Africa, Asia
e America
Latina è
infatti
contraffatto.
In testa ai
paesi
produttori
dei falsi
farmaci c'é
la Cina, da
dove
provengono
anche molti
principi
attivi non
certificati:
il 75% dei
farmaci
generici
circolanti
in Europa
sarebbe
prodotto
utilizzando
tali
principi. -
GIRO
D'AFFARI DA
500 MILIONI
EURO:
secondo
Confesercenti
il giro
d'affari dei
farmaci
contraffatti
nel 2005 era
pari a 500
milioni di
euro con
circa 800
mila
confezioni
di medicine
sequestrate.
In base ai
dati Usa il
giro
d'affari
atteso per
il 2010 è
pari a 75
miliardi di
dollari. -
IN ITALIA AL
LAVORO 007
ANTICONTRAFFAZIONE:
si tratta di
esperti
addestrati
dall'agenzia
italiana del
farmaco (Aifa).
Il gruppo
rappresenta
l' 'anello
italiano' di
Impact, la
task force
anticontraffazione
farmaci e
l'organizzazione
mondiale
della
Sanità. - SI
ESCOGITANO
NUOVO METODI
CONTRO
FALSI: sono
allo studio
nuove
tecniche per
identificare
i farmaci
contraffatti.
Ad esempio i
test
colorimetrici,
messi a
punto per
smascherare
antimalarici
falsi. In
sperimentazione
ci sono
anche
sistemi
identificativi
a
radiofrequenza
per
"accompagnare"
i farmaci
lungo tutta
la catena
distributiva.
I
Chirurghi
Ospedalieri
Italiani
prendono
posizione su
quanto
accaduto
alla clinica
Santa Rita
di Milano
La
drammatica e
sconcertante
vicenda
della
clinica
Santa Rita
di Milano
porta
l’Associazione
dei
Chirurghi
Ospedalieri
Italiani (ACOI)
a
considerare
con estrema
attenzione
le
ripercussioni
correlate
che
feriscono
non solo i
malati e le
loro
famiglie ma
anche quel
prevalente
mondo di
medici e
chirurghi
onesti che
esplicano
quotidianamente
la propria
professione
con
competenza e
impegno.
I chirurghi
ospedalieri
sono
profondamente
turbati e
preoccupati
da quanto
accaduto
perché è
venuto meno
uno dei
capisaldi
della loro
consuetudine
professionale:
il rispetto
totale della
persona
malata che
ricorre alle
loro cure.
I chirurghi
ospedalieri
sono parte
attiva e
fondamentale
di quel
sistema
complesso
che è il
Servizio
Sanitario
Nazionale,
oggi
improntato a
criteri
gestionali
di tipo
aziendale.
La Regione
Lombardia
vanta
certamente
un Piano
Socio
Sanitario di
assoluta
eccellenza
in grado di
offrire un
servizio
efficiente,
economicamente
sostenibile
e,
soprattutto,
vicino alle
esigenze dei
cittadini.
Alla
realizzazione
di tale
progetto,
conciliando
diritto alle
cure e
costi, sono
chiamati
anche i
dirigenti
medici,
pubblici e
privati, con
le proprie
competenze
scientifiche
e di eticità
professionale.
Questo
equilibrio
non può
essere
stravolto da
comportamenti
spregiudicati
che
privilegino
il business
rispetto
alla salute
dei malati.
In un tale
sistema non
dovrebbero
evidenziarsi
simili
distorsioni,
pena
l’aumento
della
diffidenza
dei
cittadini
verso le
strutture
ospedaliere
del nostro
paese,
peraltro
capaci di
offrire
prestazioni
sanitarie di
altissimo
livello.
Simili crepe
di sistema
non possono,
pertanto,
essere
tollerate!
Quanto
successo ha
però anche
evidenziato
la capacità
del sistema
di
identificare
e fermare
comportamenti
scorretti.
La Regione
Lombardia è
infatti
anche parte
virtuosa
nella
vigilanza e
nei
controlli e
noi
auspichiamo
che quanto è
avvenuto sia
un caso
abnorme ed
isolato, ma
vogliamo
sperare che
vigilanza e
controlli
siano ancora
più
minuziosi e
presenti
diffusamente
su tutto il
territorio
nazionale.
L’Associazione
dei
Chirurghi
Ospedalieri
Italiani
crede nella
rilevanza
sociale
della
professione
chirurgica e
nella
necessità di
recuperarne
per intero
la dignità,
anche
nell’ambito
di un
rinnovato
rapporto di
fiducia con
i cittadini,
considerando
quest’ultimo
patrimonio
irrinunciabile
del nostro
Servizio
Sanitario
Nazionale.
La nostra
Associazione
è da anni
intenta a
portare
avanti
progetti in
tal senso:
- la
creazione
della
“Carta della
Qualità in
Chirurgia”,
redatta in
collaborazione
con il
Tribunale
per i
diritti del
malato,
nella quale
dall'
accoglienza
nei reparti
al consenso
informato
prima di un
intervento,
dalla
sicurezza in
sala
operatoria
fino alle
dimissioni
dall'ospedale,
vengono
riportate
tutte le
fasi del
percorso di
un cittadino
malato cui
si deve
assicurare
massima
attenzione
in termini
di qualità e
sicurezza.
Farmaci:
5 morti in Inghilterra legate a pillola
antiobesità. Sarebbero cinque le morti
legate al farmaco antiobesità a base di
Rimonabant, il medicinale del gruppo
farmaceutico Sanofi-Aventis, registrate nel
Regno Unito nel 2006 dopo l'immissione in
commercio da parte dell'Agenzia britannica dei
farmaci. Secondo un documento pubblicato sul
sito internet dell'Agenzia regolatoria dei
farmaci, il medicinale antiobesità ha avuto 720
segnalazioni di effetti indesiderati e cinque
casi di decessi, di cui un suicidio. Il farmaco
a base di rimonabant, scoperto negli anni '90,
e' presentato come in grado di trattare il
sovrappeso e i disordini cardio-metabolici ad
esso associati, ma ora sul gruppo gravano
pesanti incertezze sul futuro della molecola sul
mercato. L'Unione Europea ne ha autorizzato la
commercializzazione nel giugno del 2006 con il
nome commerciale di Acomplia per il trattamento
di alcuni tipi di obestità ma negli Stati Uniti
gli esperti hanno rigettato l'anno successivo la
domanda di omologazione giudicando che il
prodotto poteva provocare un aumento dei
pensieri suidici anche in pazienti senza
precedenti di depressione