Ordine dei Medici e Odontoiatri di Como                                                                         

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Venerdì 16 Dicembre 2011 | Ordini. Renzo (Odontoiatri)                        "Non difendono la casta ma la salute dei cittadini

Gli “Stati generali della professione odontoiatrica” in svolgimento a Roma centrano l’attenzione sulle liberalizzazioni che stanno investendo anche le istituzioni professionali. Pochi mesi fa, quando si discuteva nelle Commissioni parlamentari della riforma degli Ordini delle professioni sanitarie, gli odontoiatri sembravano essere arrivati ad un passo dall’ottenere lo “scorporo” dall’Ordine dei medici, per poterne creare uno autonomo. Ma il vento che viene dall’Europa, e in particolare la lettera della Bce sulla crisi economica italiana che chiede anche la “piena liberalizzazione dei servizi professionali”, ha completamente cambiato lo scenario, mettendo in discussione l’esistenza stessa di queste istituzioni, viste da molti come organismi corporativi e di “casta”. Proprio questo è il tema centrale degli “Stati generali della professione odontoiatrica” in svolgimento a Roma. “Il mondo delle professioni è investito dal vento di riforma ed è alla vigilia di una probabile rivoluzione copernicana per quanto riguarda il ruolo ed i compiti dell’Istituzione ordinistica – ha detto il presidente nazionale Cao Giuseppe Renzo, pena la loro abolizione. – Forse non molti sono a conoscenza della scadenza imposta dal governo (estate 2012) entro la quale si dovranno riformare gli ordini pena il loro scioglimento. Un profondo mutamento che, seppur cadenzato in modo repentino, non ci trova impreparati. Tutte le espressioni rappresentative della professione odontoiatrica, istituzionali , associative, culturali sono pronte a fornire il proprio contributo all’interesse comune e da Medici posto al primo posto la tutela della salute dei nostri assistiti e generalmente dei cittadini. La professione odontoiatrica – ha sottolineato Renzo – vuol dare forte il senso del proprio ruolo sociale a difesa della salute del cittadini dimostrando con i fatti e con le cifre che l’Ordine non è uno strumento di autotutela di privilegi corporativi degli iscritti, bensì un elemento insostituibile per garantire la salute e la qualità dell’atto medico”. Ieri i rappresentanti dei Cao (Commissioni Albo odontoiatri) provenienti da tutta Italia si sono confrontati in gruppi di lavoro su temi specifici, molti dei quali focalizzati proprio sulle liberalizzazioni. Oggi invece spazio soprattutto al confronto con gli interlocutori istituzionali (dal generale dei Nas Cosimo Piccino, alle dirigenti del ministero della Salute Maria Linetti, Maria Teresa Camera, Egle Parisi) e con i rappresentanti della politica. La tavola rotonda dedicata ai politici, moderata da Gigi Marzullo, ha visto la partecipazione di Laura Allegrini (Pdl), Pierluigi Mantini (Udc) e Luigi Lettieri D’Ambrosio (Pdl), sostanzialmente concordi nel dirsi convinti che non si arriverà ad una cancellazione degli Ordini professionali, ma piuttosto ad una loro necessaria riforma, peraltro già avviata in Parlamento. Toni più preoccupati, però, da parte del senatore Lettieri, che ha definito la lettera della Bce “uno spartiacque” che ha messo a rischio la stessa sopravvivenza degli Ordini, aprendo la strada a norme che negli ultimi sei mesi “hanno modificato il patrimonio genetico degli Ordini professionali”. Il confronto proseguirà nel pomeriggio in un “faccia a faccia” a tre voci, che avrà come protagonisti Giuseppe Renzo, Franco Stefanoni, giornalista economico autore del libro I veri intoccabili nel quale definisce gli Ordini “lobby del privilegio”, e Primo Mastrantoni, presidente dell’Aduc (Associazione dei diritti degli utenti e dei consumatori). In serata è previsto l’intervento del ministro della Salute Renato Balduzzi.

Martedì 18 Ottobre 2011 | Ecm                                                                                    
A Cernobbio si fa il punto sul nuovo programma

Armonizzare i sistemi di accreditamento Ecm, conciliando le contrapposizioni tra livello nazionale e regionale, e verificare la tenuta del metodo di valutazione, ma anche fare il punto sul nuovo programma Ecm, a un anno dall'entrata a regime, e promuovere esperienze di innovazione nella formazione. Questo al centro della terza Conferenza sulla Formazione continua in medicina, che si apre oggi a Cernobbio (Como), con la direzione scientifica della Commissione Ecm e del ministero della Salute, in collaborazione con l'Agenzia nazionale per i servizi sanitaria regionali (Agenas). A partecipare alla due giorni dedicata alla formazione tutto il mondo della sanità, "tra provider e strutture sanitarie, aziende di tecnologie formative e ordini professionali, società scientifiche e istituzioni". Grande spazio, fin dall'apertura dei lavori, viene dato alla presentazione delle novità in cantiere per i provider, al nuovo manuale di accreditamento e agli schemi di contratto per la sponsorizzazione degli eventi, ma anche alla mappatura delle esperienze territoriali e al dibattito sulle criticità emerse in termini di offerta formativa dalle nuove regole. Tra i principali nodi sul tappeto, anche la valutazione del sistema complessivo, nel duplice aspetto della certificazione dell'avvenuta formazione dei professionisti e della tenuta del sistema. In particolare, ci sarà un intervento della Fnomceo, che si candida a un ruolo di garanzia: "Vorremmo che fossero esperti degli Ordini e non solo medici a valutare gli eventi formativi e il possesso dei principi e delle caratteristiche base da parte dei provider. Ma su questo punto la strada è ancora lunga". Come l'anno scorso, è stato previsto uno spazio permanente per il confronto: verrà replicata l'esperienza della Cittadella, vera e propria piazza nella quale la Commissione incontra i provider per rispondere a dubbi e raccogliere riflessioni. Altro momento importante è quello dedicato alle sperimentazioni delle metodologie di formazione più innovative, selezionate e finanziate dalla Commissione, che sarà anche occasione per presentare il nuovo bando.

Venerdì 7 ottobre 2011 | Amami, proposta shock                                        
Angio-rm per ogni caso di cefalea

Da un lato si critica la medicina difensiva, che determina scelte costose e allunga le liste di attesa, e dall'altro i medici vengono condannati dai giudici se non utilizzano le tecniche più eccezionali ed evolute per escludere le patologie meno probabili. Questa la denuncia, partita dal convegno dell'Ordine dei medici di Cosenza, di Maurizio Maggiorotti, presidente di Amami, all'indomani della sentenza della corte di Cassazione (6 settembre 2011, n. 33152), di cui ha dato notizia Doctornews nella rubrica Diritto sanitario. Una sentenza che Maggiorotti ha definito «scioccante», in quanto il medico «è stato ritenuto colpevole di non aver prescritto una angio-risonanza a una paziente affetta da una cefalea, cosa che non avrebbe fatto nemmeno per il proprio figlio». Il problema è che «in assenza della legge che chiediamo da anni, i sanitari fanno medicina dell'osservanza giurisprudenziale, con l'orecchio sempre teso all'ultima sentenza per orientare le scelte cliniche. Da oggi, ogni medico dovrà prescrivere una angio-rm per ogni cefalea, non potendo escludere a priori che si tratti di una cefalea sentinella di un sanguinamento intracranico. La deriva iniziata da tempo, oggi tocca baratri inimmaginabili». Intanto, sempre in tema contenzioso, dal 66° Congresso nazionale Fimmg-Metis in corso a Villasimius arriva una conferma dei dati sulla crescita del fenomeno negli ultimi quindici anni. «Il contenzioso» si legge in una nota, in cui si ricorda il nuovo istituto della conciliazione obbligatoria, «ha visto un'escalation spaventosa negli ultimi anni: 9.567 denunce nel 1994, 29.543 nel 2007. Con la conseguenza di un aumento dei premi assicurativi da 35 milioni e 406 mila euro del 1994 a 453 milioni del 2007, il mille per cento».
 

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