Ammodernamento
del Ssn: via libera del
Consiglio dei ministri al Dd
Il
Consiglio dei Ministri ha
approvato il
Ddl
collegato alla finanziaria 2008,
presentato dal Ministro della
Salute Livia Turco per la
“qualità e sicurezza del
Servizio sanitario nazionale”.
«Il disegno di legge - ha
dichiarato il Ministro Livia
Turco - nasce dall’esigenza di
migliorare la qualità e la
sicurezza delle molteplici
prestazioni erogate dalla sanità
pubblica italiana e lo fa
intervenendo in diversi ambiti
del Ssn.
A partire dall’aggiornamento dei
suoi grandi principi ispiratori,
confermando l’unitarietà,
l’universalità e l’equità del
sistema, ma alla luce dei
cambiamenti del quadro
costituzionale (che hanno visto
un ruolo sempre più rilevante
delle Regioni) e della necessità
di garantire appieno i nuovi
bisogni di salute della
popolazione.
Ma questo ddl è anche frutto di
questi primi 18 mesi di governo
che ci hanno consentito di
verificare sul campo esperienze,
problemi, criticità, buone
pratiche in atto. L’abbiamo
fatto scegliendo la politica del
confronto permanente con le
Regioni, i sindacati, il mondo
degli operatori e delle
associazioni dei cittadini e del
volontariato.
Da questa stagione di ascolto
deriva questo testo, che
rappresenta una forte e precisa
assunzione di responsabilità
della politica per la
salvaguardia e il miglioramento
del sistema sanitario nazionale.
Per questo vengono ridefiniti i
principali strumenti di governo
del sistema a partire dal Piano
sanitario nazionale e dalla
programmazione regionale degli
interventi, fino alla
determinazione di un vero e
proprio “sistema nazionale di
valutazione” delle cure per
monitorare costantemente i
risultati di salute in rapporto
agli obiettivi fissati dai piani
nazionali e locali.
Si attua poi il definitivo
riordino della medicina
territoriale per determinare un
nuovo assetto delle cure e
dell’assistenza
extraospedaliera, basato sulla
continuità dell’assistenza per
tutto l’arco della settimana e
soprattutto indirizzando gli
interventi verso i nuovi bisogni
legati all’invecchiamento e alla
crescita delle malattie croniche
che richiedono risposte sempre
più mirate sull’esigenza della
persona.
Nasce così il secondo pilastro
del Ssn, per una medicina
realmente vicina al cittadino ed
in grado, nel contempo, di
riqualificare l’attività della
rete ospedaliera.
In questo senso abbiamo anche
riannodato le fila del processo
di integrazione tra servizi
sociali e sanitari, in sintonia
con l’altro ddl sulla non
autosufficienza, per arrivare ad
un vero e proprio “sportello
unico assistenziale” dove il
cittadino possa trovare tutte le
risposte e le soluzioni
indipendentemente dal soggetto
erogatore (Asl, Comuni, ecc.).
Ma perché qualità e sicurezza?
Perché oggi dopo l’aziendalizzazione
del sistema, la determinazione
del diritto alla salute con la
fissazione di livelli essenziali
di assistenza omogenei su tutto
il territorio, dobbiamo
rispondere alla forte domanda di
qualità e sicurezza che ci
proviene giustamente dal
cittadino.
Qualità e sicurezza nelle cure,
ma anche nei processi gestionali
e organizzativi. Perchè qualità
e sicurezza sono anche
trasparenza nelle nomine e nelle
scelte di manager e primari e si
ottengono anche coinvolgendo
nella gestione e nelle decisioni
gli operatori sanitari che si
affiancheranno al direttore
generale, attuando finalmente il
tanto atteso “governo clinico”
nelle Asl e negli ospedali.
Ma qualità e sicurezza è anche
avere i dirigenti con
responsabilità gestionali
completamente dedicati
all’azienda sanitaria pubblica
per la quale lavorano e quindi
con rapporto esclusivo per tutta
la durata del loro incarico.
E, ovviamente, qualità e
sicurezza è dotare le Asl e gli
ospedali degli strumenti giusti
per gestire il rischio clinico
per evitare errori e
disorganizzazione che causano
disservizi e malasanità.
Insomma quello che stiamo
disegnando con questo ddl -
conclude Livia Turco - è un
servizio sanitario nazionale
sempre più amico, responsabile,
accogliente, trasparente, capace
di prendere in carico e
interamente proiettato alla
promozione e alla tutela della
salute in qualità e sicurezza».
Ecco in sintesi le novità
principali del Ddl:
- il riordino complessivo della
medicina territoriale,
finalizzato a creare una rete di
assistenza extraospedaliera
basata sulla continuità
assistenziale per tutto l’arco
della settimana e per 24 ore al
giorno. A tal fine saranno
istituite in tutte le Asl le
Unità di medicina generale e le
Unità di pediatria, dove
convergeranno tutti i servizi e
le prestazioni non ospedaliere,
prevedendo anche nuovi compiti
per la rete delle farmacie;
- il governo clinico nelle
aziende sanitarie, per la
responsabilizzazione e il
coinvolgimento degli operatori
nella gestione della sanità,
trasformando il Collegio di
direzione (composto da manager e
operatori sanitari) in organo
dell’azienda che esprime pareri
obbligatori sui principali atti
gestionali;
- nuovi criteri per la nomina
dei direttori generali delle Asl
e dei dirigenti di struttura
complessa (ex primari) basati
sulla trasparenza delle scelte
attraverso nomine scaturite da
una pre-valutazione da parte di
commissioni indipendenti,
prevedendo la pubblicazione su
internet dei curriculum e il
vincolo di scelta dei candidati
tra la terna selezionata dalla
commissione di valutazione;
- l’istituzione di specifiche
unità per la gestione del
rischio clinico e di servizi di
ingegneria clinica nelle Asl e
negli ospedali per ottimizzare
le attività e gli interventi di
prevenzione degli errori e per
il controllo costante della
sicurezza delle apparecchiature;
- nuove misure atte a favorire
la soluzione extragiudiziale
delle controversie conseguenti
ad errori medici che consentano
un rapido accesso agli
indennizzi per i pazienti
danneggiati;
- l’esclusività di rapporto per
i primari ai quali sarà comunque
garantito il diritto alla libera
professione intramoenia;
- l’istituzione di un Sistema
nazionale di verifica della
qualità delle cure erogate dal
Ssn, prevedendo la
partecipazione dei cittadini nei
processi valutativi;
- istituzione di un Sistema
nazionale di linee guida per l’appropriatezza,
la qualità e la sicurezza in
campo diagnostico, clinico e
terapeutico;
- cambia il Piano sanitario
nazionale che diventerà
quinquennale (oggi vale per un
triennio) orientandolo
maggiormente verso precisi
obiettivi di riduzione
dell’incidenza delle malattie
evitabili intervenendo sui
diversi determinanti di salute;
- viene potenziato il tirocinio
pratico per i medici
specializzandi con nuovi accordi
tra Università e Ssn;
- specifiche sanzioni in caso di
truffa ai danni del Ssn sono
previste anche per le strutture
sanitarie accreditate per le
quali è prevista la decadenza
della convezione con il Ssn in
caso di reati di truffa o danni
al patrimonio dello Stato, come
già accade oggi per farmacie e
operatori sanitari coinvolti in
attività di truffa ai danni del
Ssn (vedi legge finanziaria
2007).
Professione Anche fare il medico è usurante
Le attività dei medici dipendenti e convenzionati svolte nei turni notturni e nei presidi di continuità assistenziale vengano inseriti tra i lavori usuranti. A chiederlo, in una lettera inviata ai ministri della Salute e del Lavoro, Livia Turco e Cesare Damiano, è il Sindacato dei medici Italiani (Smi). "Ci aspettiamo - spiega in una nota Francesco Medici, vice segretario nazionale Smi - che venga riconosciuto al lavoro medico la stessa dignità di altre categorie. Vogliamo ricordare che il D.Lgs del 1993, in applicazione della normativa europea, riconosceva come lavoro usurante anche quello svolto dai medici che operano in turni di servizio notturno. Successivamente un decreto del ministero del Lavoro limitava il beneficio di legge esclusivamente a categorie di 'lavoro manuale'. Eppure, tanti studi dimostrano come queste categorie di colleghi siano soggette a maggiore 'burn out', e come tali lavori, anche in campo medico, siano oggetto di un notevole 'turn over', ovvero pochi medici vogliono svolgere tale funzioni ritenute giustamente più onerose". "Vogliamo, inoltre - continua Medici - rivolgere una particolare attenzione ai medici della continuità assistenziale, una volta guardie mediche, che pur non avendo un rapporto di dipendenza, bensì di parasubordinazione, svolgono il proprio lavoro con una retribuzione e un orario predeterminato, e con l'assoggettamento al potere disciplinare del datore di lavoro, con tanto di sanzioni graduali sino alla revoca del rapporto convenzionale: in sintesi, in una situazione assimilabile al lavoro dipendente. E' bene ricordare che questi colleghi operano di notte e spesso in condizioni strutturali e ambientali precarie, come dimostrano le tante aggressioni subite, alcune anche con risvolti tragici. Chiediamo - conclude - di essere ascoltati dalla Commissione competente per poter illustrare bene le nostre ragioni, in modo che si possano identificare correttamente i beneficiari del provvedimento".
Più risorse contro l'Alzheimer
In occasione della Giornata mondiale Alzheimer, celebrata il 21 settembre, il Ministro della Salute, Livia Turco ha ribadito l'impegno del Governo contro la malattia attraverso una strategia di investimenti sull'assistenza domiciliare, strettamente collegata al varo del Fondo per la non autosufficienza. "La malattia di Alzheimer - ha ricordato il Ministro nel messaggio - rappresenta il paradigma delle demenze e di quanto dobbiamo ancora fare per assicurare risposte efficaci ai problemi posti dall'incremento della cronicità e dalla necessità di convivere a lungo con la malattia. Dobbiamo essere capaci di declinare insieme la necessaria attenzione per standard e linee guida con l'indispensabile personalizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali". L'impegno del ministero, ricorda la Federazione Alzheimer Italia, si è accompagnato all'apertura di un Tavolo di lavoro sulle demenze collegato alla Commissione ministeriale sulle cure primarie e l'integrazione socio-sanitaria. "Il messaggio del ministro rappresenta una risposta forte e concreta ai nostri appelli - ha commentato Gabriella Salvini Porro, presidente dell'Onlus - e noi, a nostra volta, ci impegniamo a collaborare attivamente alla costruzione della rete di servizi e di interventi assistenziali indispensabili ai malati e alle loro famiglie".
Finanziaria Ministero, in manovra norme per precari SSN
Per i precari impegnati nella sanità arriva il riconoscimento del lavoro svolto all'interno del SSN. Fino ad oggi, infatti, anche un periodo di servizio di diversi anni svolto da precario non aveva alcun riconoscimento tra i titoli valutabili ai fini dell'assunzione. Il Consiglio dei ministri della scorsa settimana, che ha approvato il ddl Finanziaria 2008 e il decreto legge economico, ha dato il via libera a nuove norme anche su questo fronte. "E' previsto - precisa una nota del ministero della Salute - che i dirigenti sanitari del SSN con contratti o incarichi di lavoro precari possano far valere gli anni di servizio prestati come titolo nella valutazione ai fini dell'assunzione a tempo indeterminato a mezzo concorso".
Appello radiologi, incontro con Turco prima della prossima finanziaria
"Il varo della Finanziaria si avvicina. Prima che i giochi siano fatti, sarebbe opportuno un incontro tra il ministro della Salute e i sindacati, per discutere assieme i contenuti che riguardano la sanità". Così Francesco Lucà, segretario del Sindacato nazionale radiologi, ricorda in una nota i temi caldi della salute, sui quali la Finanziaria dovrà agire. "La nostra richiesta - prosegue - è che il ministro Turco tenga fede agli impegni presi in passato e faccia il possibile affinché con la Finanziaria si trovino le soluzioni più appropriate a questioni aperte da tempo. Penso all'aumento dell'indennità di esclusività, ma anche al problema del precariato, aspetti che difficilmente troveranno tutti una risposta nel prossimo rinnovo contrattuale. Quello che chiediamo, quindi, è un incontro con il ministro Turco per chiarire quali saranno i contenuti dei suoi colloqui con il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Incontro che, data la ristrettezza dei tempi, speriamo avvenga il prima possibile".
Mussi, entro novembre nuovi esami per accedere a specialità.
Lettera del ministro a Turco, Lanzillotta ed Errani
"Il ministro dell'Università e della ricerca, Fabio Mussi, ha scritto ieri una lettera al ministro della Salute, Livia Turco, al ministro per gli Affari regionali e autonomie locali, Linda Lanzillotta, e al presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, con la quale ha affermato la propria volontà di far tenere alle università gli esami per l'ammissione alle scuole di specializzazione per l'area medica, per l'anno accademico 2007/2008, entro il prossimo mese di novembre". Lo riferisce in una nota il ministero dell'Università e della ricerca. "Il ministro - prosegue il comunicato - ha ricordato che il fabbisogno di medici specializzandi deve essere stabilito triennalmente e ha invitato, in ogni caso, a utilizzare per il prossimo anno accademico il numero di 5 mila specializzandi definito lo scorso 18 aprile in sede di Conferenza Stato-Regioni".
Turco, no a banche private staminali da cordone ma sì a uso autologo
Confermato
il
divieto
di
conservazione
del
cordone
ombelicale
in
banche
private.
L'ordinanza,
firmata
ieri
dal
ministro
della
Salute
Livia
Turco
su
"misure
urgenti
in
materia
di
cellule
staminali
da
cordone
ombelicale"
stabilisce,
infatti,
che
l'attività
di
conservazione
del
sangue
cordonale
potrà
essere
effettuata
esclusivamente
dalle
banche
di
strutture
pubbliche
o
assimilate.
L'ordinanza
-
che
è
stata
illustrata
dallo
stesso
ministro
ieri
in
occasione
della
presentazione
della
campagna
a
favore
della
donazione
di
organi
e
tessuti,
al
ministero
della
Salute
-
consente
però,
per
la
prima
volta,
la
possibilità
per
le
donne
di
conservare
il
proprio
cordone
per
uso
autologo,
anche
in
quei
casi
in
cui
il
neonato
non
sia
affetto
o a
rischio
di
patologie
per
le
quali
è
già
oggi
provata
l'utilità
del
trapianto.
Per
garantire
un
principio
di
equità
è
intenzione
del
ministro
della
Salute
far
sì
che
questa
norma,
che
prevede
il
pagamento
delle
spese
di
conservazione
per
la
parte
riservata
all'uso
autologo,
garantisca
comunque
fasce
di
esenzione
per
reddito.
L'ordinanza,
presentata
ieri
al
ministero
della
Salute,
sostituisce
la
precedente,
elaborata
dall'ex
ministro
della
Salute
Gerolam
Sirchia,
in
scadenza
il 9
maggio.
Al
via
sperimentazioni
"casa della
salute"
Lo ha
annunciato
il ministro
della Salute
Livia Turco
Al via le
sperimentazioni
della "Casa
della
salute", una
nuova realtà
destinata a
cambiare il
volto della
sanità
italiana.
Queste
strutture,
destinate a
migliorare
la medicina
sul
territorio e
l'assistenza
ai
cittadini,
sono già
partite in
alcune
regioni
della
penisola. Lo
ha
annunciato
il ministro
della Salute
Livia
Turco in
un convegno
a Roma su
questo tema,
sottolineando
che "la
'Casa della
salute' sarà
il secondo
pilastro
della sanità
italiana",
insieme agli
ospedali. In
una stessa
struttura
medici di
famiglia,
pediatri,
infermieri,
altri
operatori
sanitari
lavoreranno
insieme per
garantire
visite ed
esami, ma
anche
servizi
sociali, ai
cittadini 24
ore su 24
sette giorni
a settimana.
Da oggi le
Regioni
potranno
presentare i
loro
progetti per
accedere ai
10 milioni
di euro
previsti in
Finanziaria
per la
sperimentazione
di queste
strutture .
Ma c'è chi
non ha perso
tempo e ha
già avviato
i progetti
senza
attendere i
fondi del
Governo.
"Del resto -
spiega lo
stesso
ministro -
mi sono
innamorata
della 'Casa
della
salute'
vedendone
una con i
miei occhi
in un
quartiere di
Torino". La
responsabile
della
Sanità,
rivolgendosi
agli
assessori di
numerose
Regioni
italiane che
hanno preso
parte al
convegno, ha
definito i
10 punti che
dovranno
caratterizzare
la 'Casa
della
salute'.
Centralità
del
cittadino,
riconoscibilità,
accessibilità,
unitarietà,
integrazione
ed efficacia
tra gli
elementi che
queste
strutture
dovranno
fare
proprie. La
'Casa della
Salute'
dovrà
diventare
"un punto di
riferimento
per i
cittadini -
afferma
Turco -
tanto quando
lo sono gli
ospedali
della
penisola.
Che, per
quanto se ne
possa
discutere
costituiscono
comunque un
riferimento
forte per
ogni
cittadino".
"La Casa
della Salute
- assicura
il ministro
- è
un'opportunità
che vogliamo
offrire a
chi ci
crede". Si
tratta di
"un'idea
strategica
da costruire
in tempi
rapidi" e a
partire dal
cittadino,
senza
imporre
"modelli
dall'alto".
"La medicina
del
territorio
oggi è
polverizzata
- prosegue
Turco - non
sai dove
trovarla,
perdi tempo
ma in realtà
ne hai un
disperato
bisogno".
Affinché la
'Casa della
Salute'
possa
diventare
una realtà
diffusa e
concreta "è
importante
che i medici
di famiglia
lavorino
insieme, ma
anche gli
infermieri e
gli altri
operatori
sanitari".
Per questo,
"incentiveremo
fortemente
questo
percorso con
tutti gli
strumenti a
nostra
disposizione".
"Rinnovo
delle
convenzioni",
dunque, "ma
anche
risorse in
legge
finanziaria
e uno
strumento
legislativo",
assicura il
ministro
riferendosi
al disegno
di legge
sulla
qualità e la
sicurezza
del Ssn, che
ad aprile
affronterà
la fase
delle
consultazioni
con gli
addetti ai
lavori.
Intanto ad
"aprile e
maggio
avvierò un
viaggio
nella
medicina del
territorio
che c'è, per
verificare
di persona
il tanto che
è già stato
realizzato e
toccare con
mano, per
quello che
si può
attraverso
una visita,
punti di
forza e di
debolezza,
anche in
preparazione
della prima
Conferenza
nazionale
sulle cure
primarie e
l'integrazione
socio-sanitaria,
che si terrà
a Bologna".

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