Archivio Casi Clini

 Caso clinico - Ecco i risultati
Gastrite cronica da Helicobacter pylori
Efficacia e riduzione recidive

La triplice terapia nei vari schemi proposti (vedi domande percentuali sotto) è efficace nell'eradicazione nel 75% dei casi, secondo un recente studio multicentrico, rispetto alla terapia sequenziale che si è dimostata efficace nel 92% dei casi. La triplice terapia è stata opzionata, nei tre differenti schemi, dal 75% dei Colleghi che hanno risposto, mentre la terapia sequenziale dal 15%.
E' stato osservato che il pre-trattamento con amoxicillina sembrerebbe ridurre l'insorgenza di resistenza ad un successivo trattamento con claritromicina. La tollerabilità della terapia sequenziale inoltre si è rivelata simile a quella della triplice terapia.
Per quanta riguarda il punto 6, il significato è che comunque non esiste ancora una evidenza clinica sulla necessità di eradicare in assenza di patologie associate ( ulcera bulbare o MALtoma) ed anche l'efficacia sui sintomi è controversa ( Maastricht Guidelines). Il 6% dei Colleghi concorda con questa ipotesi.
La redazione di OMCweb

1) Triplice  terapia (1°schema): PPI ( inibitore di pompa protonica) a piene dosi + amoxicillina 1000 x 2+  claritromicina 500 x2 durata: 14 giorni ( Maastricht Guidelines - 54%

2) PPI + Bismuto colloidale 2cp +2 +metronidazolo 250 2 c+2+ 2 +   tetraciclina, durata 14 giorni. 3%

3) Triplice terapia (2° schema): PPI  a piene dosi + amoxicillina 500 x 3 + metronidazolo 250 2 +2+2  durata: una settimana. 9%

4) Terapia sequenziale: primi 5 giorni: PPI  a dose piena + amoxicillina 1000 x 2 secondi 5 giorni: claritromicina 500 x 2  + tinidazolo 500 x2 - 15%

5) Triplice terapia (3° schema) PPI+ tinidazolo /metronidazolo + claritromicina 500 x 2 , durata 1 settimana. - 12%

6) Nessuna terapia eradicante: breve trial con il solo PPI. - 6%

 

Il file con tutti i risultati del sondaggio >
 

 

Caso Clinico, ecco i risultati

100 Colleghi hanno risposto al questionario (poco meno del 10% di quanti dovrebbero averlo ricevuto via mail). IL 65% di chi ha risposto ha meno di 40 anni, il 5% più di 55 anni, il 60% sono colleghi Ospedalieri o Mmg, il resto liberi professionisti. La risposta "D" è stata scelta complessivamente dal 42 % dei partecipanti, le altre risposte sono state:
A = 17%; B = 11%; C=15%; E = 15%.
Ci spiega Franco Radaelli (Gastroenterologo) : la risposta più corretta ( o meno sbagliata) è la "D" per i seguenti motivi: i COX2 sono teoricamente controindicati in pazienti con malattia cardiovascolare per il supposto aumentato rischio di eventi vascolari e cardiovascolari legati allo sbilanciamento del rapporto tra produzione di PGI e TXA (APPROVe trial, NEJM 2005).
L'utilizzo concomitante di ASA annulla i potenziali effetti benefici di ridotta tossicità gastroduodenale dei COX2 selettivi (CLASS trial, JAMA 2000). L'associazione COX2 e PPI ha vantaggi potenziali nei pazienti ad alto rischio di eventi emorragici in trattamento con FANS, ma è stato dimostrato solo nei pazienti con pregresso episodio di sanguinamento digestivo ed inoltre questa strategia NON è rimborsabile secondo le note AIFA ( nota 1),
La risposta "D" è la più corretta ed infatti la nota AIFA 1 legittima la rimborsabilità di tale associazione. Ilo Marco Fini (MMG) aggiunge poi che nella GAZZETTA UFFICIALE del 19-05-07 pag 115 "FANS per uso sistemico soggetti a prescrizione medica" che" studi clinici di epidemiologia suggeriscono che l'uso di alcuni FANS (specialmente a alti dosaggi e per lunghi periodi) puo' essere associato ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ictus e infarto del miocardio)". Per cui alcune raccomandazioni valide per i coxib dovrebbero essere estese anche ai FANS nel caso citato. Inoltre puo' essere una opzione altrettanto valida l'uso di PARACETAMOLO A 1 o 2 gr die che non interferisce con la terapia del paziente .
La redazione di OMC WEB

 

 

Risultati del  form sulla profilassi con eparina.

170 Colleghi, su circa 1000 e-mail inviate, hanno risposto ai quesiti proposti relativi ad un paziente di 70 anni con una previsione di allettamento a domicilio per almeno 4 giorni, con diagnosi di broncopolmonite acuta.
Le domande riguardavano l’uso eventuale di Eparina a Basso Peso Molecolare (EBPM), con indicazione specifica per l’Enoxaparina, per la profilassi del tromboembolismo venoso in paziente di tipo medico.
Il maggior numero di risposte (59%) si è avuto da Colleghi nella fascia di età intermedia, mentre pensavamo che i più giovani fossero i più “avvezzi “ all’uso dei mezzi informatici.
Nello specifico, sorprende il fatto che metà dei partecipanti userebbe nel paziente proposto l’EBPM mentre l’altra metà no. L’83% di chi non userebbe l’eparina motiva “perché non la ritiene indicata”. Il 30 % di chi invece la userebbe ritiene di usarla per un minimo di 3 giorni, il 50 % almeno per 7 giorni, il 20 % per 14 giorni. Il 55% userebbe enoxaparina 4000, il 34% enoxaparina 2000, l’11% enoxaparina 6000. Infine il 38 % non ritiene di controllare il conteggio piastrinico durante il trattamento.
La profilassi del tromboembolismo è indicata nei pazienti non chirurgici anziani o allettati > 60 anni con infezioni acute (ACCP 2004 , 7a conference – grado 1A ), sempre che non ne esistano controindicazioni all’uso. Il trattamento va effettuato per un periodo minimo di 7 giorni con enoxaparina 4000 ogni 24 ore . Il trattamento con enoxaparina 2000 non risulta, dai dati di letteratura, sufficientemente efficace per la prevenzione.
Il conteggio piastrinico deve essere controllato in 3a, 6a ed eventualmente 10 giornata.
(La Redazione di OMC WEB con la collaborazione di Angelo Beretta)