Mercoledì 14 Luglio
2011
| CReG
Comunicato dell'Ordine dei Medici di Como

Il Consiglio dell'Ordine dei Medici di Como, nella seduta del giorno 11 luglio 2011, dopo aver analizzato i possibili scenari professionali che potrebbero verificarsi con l'introduzione dei CReG, all'unanimità ha emesso un comunicato indirizzato a tutti i Presidenti degli Ordini della Lombardia, all’Assessore alla Sanità Dr. Bresciani, al Direttore Regionale alla Sanità Dr. Lucchina , al Dirigente U.O. Governo Dr. Merlino e al Direttore Generale ASL Dr. Bollina. Il Consiglio ha inoltre deciso di creare un “Osservatorio”, su tale sperimentazione, della Commissione Territorio (Pierluigi Bianchi, Patrizia Fumagalli , Giancarlo Ghezzi e Giuseppe Enrico Rivolta ) con il compito di raccogliere ed “evidenziare tutte le eventuali criticità che possano entrare in collisione con i principi etici e deontologici della Professione”. Compito di tale Osservatorio è segnalare gli eventuali “aspetti deontologicamente scorretti” al Presidente, affinché questi possa portarli “all'attenzione della Commissione Regionale di monitoraggio del CReG”.
Il comunicato dell'Ordine >>>
Venerdì 1°
Luglio
2011
|
Fnomceo
Finanziaria e Ordine dei Medici:
infondato parlare di abolizione
“L’abolizione degli Ordini dei
medici non è assolutamente a
tema in questa Finanziaria: noi
non applichiamo alcuna
restrizione numerica o
territoriale”: queste le parole
con cui Amedeo Bianco,
presidente FNOMCeO, ha liquidato
alcune voci che leggevano gli
articoli del capo 14 della
manovra, come tentativo di
preparare il terreno
all’abolizione degli ordini. La
finanziaria da 47 miliardi, che
il Consiglio dei Ministri (nella
foto) varerà giovedì prossimo,
contiene più di un argomento che
tocca da vicino salute e sanità
degli italiani, siano essi
cittadini-pazienti, che
cittadini-operatori sanitari, a
partire dai ticket, che verranno
reintrodotti su alcune
prestazioni specialistiche, per
proseguire con il prezzo dei
farmaci e con i tetti di spesa
regionali. Ma il punto delle
“Disposizioni urgenti per la
stabilizzazione economica”, su
cui alcune letture si sono
concentrate, riguarda la
liberalizzazione delle
professioni (capo14, art. 1-3),
che alcuni quotidiani ed agenzie
di stampa hanno interpretato
come avvio del percorso di una
possibile abolizione dell’Ordine
dei medici. Alla base delle
interpretazioni, c’è l’articolo
2 della bozza - Abrogazione
delle indebite restrizioni
all'accesso e all'esercizio
delle professioni – nel quale si
legge che “le restrizioni in
materia di accesso ed esercizio
delle professioni previste
dall’ordinamento vigente,
diverse da quelle di architetto,
ingegnere, avvocato, notaio,
farmacista, autotrasportare”,
sono abrogate quattro mesi dopo
l’entrata in vigore del decreto.
Il comma 2 dell’articolo
specifica poi di che si tratta
quando si parla di
“restrizione”: qui l’analisi
delle varie possibilità si fa
sensibilmente ampia, ma non
sembra riguardare l’esistenza
stessa dell’Ordine dei Medici,
che non ha alcuna funzione
restrittiva all’accesso alla
professione, ma solo una
funzione di controllo dei
requisiti professionali previsti
dall’ordinamento dei medici e
degli odontoiatri e
dell’aggiornamento degli stessi,
a tutela della salute e del
benessere dei cittadini.
Stemperando le preoccupazioni
espresse in queste ore, Bianco
ha voluto sottolineare che “le
preoccupazioni serpeggiate in
queste ore non ci sembrano
plausibili, anche perché
crediamo che nessun paese
avanzato voglia immaginare il
proprio futuro senza un chiaro
riferimento normativo ai profili
professionali che servono per
garantire le basi stesse del
vivere civile, della salute e
del benessere della
popolazione”. “In ogni caso – è
la conclusione del Presidente
della Federazione degli Ordini –
vigileremo con attenzione sul
percorso che farà in questi
giorni la Finanziaria,
assicurando a tutti, cittadini e
medici, che le nostre energie
sono rivolte continuamente alla
nostra funzione primaria, che
voglio ricordare non è quella
delle difesa più o meno
anacronistica di una
corporazione, bensì quella della
tutela dei diritti del
cittadino: il diritto alla
salute, il diritto ad essere
curati da professionisti
accreditati, la garanzia di
comportamenti professionali
improntati alla più profonda
eticità. Ricordando che
contemporaneamente seguiamo da
vicino l’iter che sta compiendo
il Ddl 1142, che riguarda
Istituzione di Ordini e Albi
professioni sanitarie, un
disegno approvato dall’attuale
governo, che sancirà non tanto
l’abolizione, quanto il
rinnovamento e la profonda
attualizzazione degli ordini”.
Lunedì 16
Maggio
2011
|
News
Lavoro notturno usurante anche per
medico, ora e' legge

Pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale il decreto
legislativo per l'accesso anticipato al
pensionamento per gli addetti alle
lavorazioni particolarmente faticose e
pesanti. Tra questi anche i medici. Il
decreto riconosce infatti come attività
particolarmente usurante anche il lavoro
notturno dei camici bianchi dipendenti.
Per ottenere i benefici - spiega la Cgil
medici - fino al 31 dicembre del 2017 i
medici con almeno 35 anni di
contribuzione dovranno aver effettuato
almeno 7 anni di lavoro notturno negli
ultimi 10 di attività, compreso l'anno
di maturazione dei requisiti. Dal 2018,
ferma restando la quota dei 35 anni di
contributi, la soglia si innalzerà alla
metà della vita lavorativa. Matura,
sempre su richiesta, un anno di anticipo
della pensione il medico che ha svolto
da 64 a 71 notti l'anno, due anni di
anticipo da 72 a 77 notti l'anno, tre
anni oltre le 78 notti. In caso di
insufficienza delle risorse finanziarie,
la decorrenza del trattamento potrà
essere differita con criteri di priorità
in base alla maturazione dei requisiti.
"Per la prima volta - sottolinea Massimo
Cozza, segretario nazionale della Fp
Cgil medici - per i medici ospedalieri
c'è il riconoscimento di lavoro
particolarmente usurante, se svolto
anche di notte per circa 6 turni al
mese, ferie escluse". "Per i medici -
aggiunge Cozza - si tratta di un primo
risultato concreto, anche se parziale e
con limitazioni dopo circa venti anni di
inutili tentativi per il riconoscimento
di alcune specificità. Nel decreto
legislativo 273 del 1993, mai attuato,
erano inclusi nei benefici
esclusivamente i medici e chirurghi
d'urgenza, anestesisti e rianimatori.
Oggi anche queste specificità possono
essere finalmente considerate usuranti
se svolte di notte, ma insieme a loro i
benefici possono riguardare tutti i
medici dipendenti che effettuano lavoro
notturno con una elevata frequenza, dai
chirurghi generali agli internisti, dai
cardiologi ai ginecologi, dagli
ortopedici ai nefrologi".Il segretario
nazionale della Fp Cgil medici assicura
che la guardia non verrà abbassata.
"Continueremo comunque a batterci -
afferma Cozza - per un più esteso
riconoscimento del lavoro usurante dei
medici e per una equa applicazione dei
benefici del decreto a tutti coloro che
svolgono costantemente turni notturni, a
partire dai medici convenzionati della
continuità assistenziale e del 118, per
i quali abbiamo già chiesto al ministro
del Lavoro, Maurizio Sacconi,
l'assimilabilità al lavoro dipendente".
Marzo
2011
|
Cassazione
Medico di medicina
generale e IRAP

La Corte di Cassazione, sezione
tributaria, con sentenza n. 10240/10, ha
affermato che ha diritto al rimborso
dell’Irap corrisposta all’erario il
medico di medicina generale che si
avvalga per la sua attività dello studio
e delle relative attrezzature che sono
obbligatorie in base alla normativa che
regola questa attività svolta in
convenzione. La disponibilità di uno
studio medico con determinate
caratteristiche è, infatti, prescritta
ai fini dell’instaurazione e del
mantenimento del rapporto convenzionale
e, quindi, in assenza di personale
dipendente ovvero di collaboratori non
occasionali, rientra nell’ambito del
“minimo indispensabile” per l’esercizio
dell’attività professionale e non
integra il requisito dell’autonoma
organizzazione rilevante ai fini Irap.
Questo orientamento è stato confermato,
nella sostanza, nella successiva
decisione della Suprema Corte n.
24503/10, depositata il 2/12/10, che ha
rigettato la tesi dell’Agenzia delle
Entrate secondo la quale lo svolgimento
dell’attività di medico convenzionato
con il S.S.N. comporterebbe la
sussistenza del presupposto impositivo
dell’Irap. Il diritto al rimborso
sussiste sempre che la relativa istanza
venga effettuata nei termini prescritti
dalla legge a pena di decadenza e sempre
che, come stabilito dalla Cassazione
nella sentenza n. 25918/10, il medico
assolva all’onere di dimostrare
l’insussistenza del presupposto Irap
dell’autonoma organizzazione, fornendo
adeguata documentazione, quale, ad
esempio, la dichiarazione dei redditi
con i relativi quadri. Questo messaggio
è stato controllato da Sophos e ritenuto
valido.
Gennaio
2011
|Istat
Certificati di morte 2011
Dal
2011 entra in vigore un nuovo
modello per la certificazione
delle cause di morte con alcune
sostanziali differenze rispetto
alle versioni precedenti. Tali
variazioni sono state effettuate
per migliorare le qualità
statistiche e per facilitarne la
compilazione da parte del Medico
Ecco le diverse novità nella
parte A (che compete al Medico)
A) soppressione dei modelli
distinti per maschi e femmine.
B) Dai quattro modelli
precedenti sono ora previsti
solo due modelli che registrano
i decessi oltre il primo anno di
vita e quelli nel primo anno di
vita C) Non è più diviso in
morte da causa naturale e in
morte da causa violenta . D)
Sono stati unificati i quesiti
per la descrizione della
sequenza morbosa o lesioni di
avvelenamenti che hanno condotto
alla morte. E) Ai fini di una
migliore qualità statistica , in
caso di morte da traumatismo o
avvelenamento vengono richieste
ulteriori informazioni: la
circostanza che ha dato origine
alle lesioni, la modalità in cui
è avvenuto il
trauma/avvelenamento e se si
tratta di infortunio sul lavoro.
F) Viene chiesto inoltre nel
caso di incidente di trasporto
di indicare il mezzo, il tipo di
incidente, l’oggetto e/o i
veicoli coinvolti e se la
vittima era il conducente,
passeggero o pedone. Questo
certificato dovrà essere
utilizzato dai Medici
certificatori dal 01 Gennaio
2011.
Scarica il nuovo
modulo 2011 Istat >
Dicembre
2010
|
Lombardia
In Lombardia le ricette per esami medici valgono un anno

In Lombardia le ricette per gli esami rilasciate da medici di famiglia saranno valide per un anno e non più per soli 6 mesi come succedeva finora. In più i "bollini verdi" per gli esami urgenti da effettuare nell'arco delle 72 ore potranno essere rilasciati anche dai medici specialisti che lavorano nelle strutture private accreditate. Questi i due nuovi provvedimenti varati dalla Giunta regionale "per migliorare il servizio all'utenza e sburocratizzare la medicina" come ha ricordato l'Assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani. Tra le altre iniziative varate, anche l'esenzione dal ticket per chi è sottoposto a terapie contro il dolore.
Novem
bre 2010
|
Irap
Irap, la Cassazione conferma che i medici non devono pagarla.
Ma chi l’ha versata non ne chiede il rimborso

Perché i medici di medicina generale che hanno pagato l’Irap non ne chiedono il rimborso pur avendone il diritto? Se lo chiedono alla Fimmg, come riporta il Sole24ore, che ha svolto un’indagine sul territorio accertando appunto che nel 2009 il 61,7% dei camici bianchi interpellati dalla Federazione ha versato l’imposta regionale sulle attività produttive con i veneti e i pugliesi tra i più corretti. Eppure, nonostante le sempre più numerose pronunce delle Commissioni tributarie in senso favorevole ai “generalisti” - che sottolineano come per essere assoggettati all’imposta bisogna possedere il requisito dell’autonoma organizzazione - appena il 45,8% ha chiesto il rimborso.