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Archivio Mds 2005
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La mortalità per tumore diminuisce in Italia al ritmo di circa il 2% l’anno. Vale a dire che ogni anno le statistiche registrano circa 2.300 decessi in meno (1.300 per gli uomini e 930 per le donne) dovuti a neoplasie.
La diminuzione della mortalità tumorale è più marcata al Nord e tra i giovani, ma le differenze tra Nord, Centro e Sud si sono pressoché azzerate, lasciando il posto ad una sostanziale omogeneità su tutto il territorio nazionale. Merito dei progressi nelle diagnosi, nelle terapie e nella prevenzione, ma colpa anche, oggi più che nel passato, degli stili di vita.
E’ quanto emerge dal rapporto ISTAT “Nuove evidenze nell’evoluzione della mortalità per tumori in Italia”, elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità, l’ISTAT e l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, e presentato al Ministero della Salute, alla presenza del Ministro Francesco Storace.
La ricerca, che aggiorna i trend di mortalità tumorale nel nostro Paese a 10 anni dall’ultimo rapporto, presenta i risultati osservati in 30 anni, dal 1970 al 1999, relativi a tutti i tumori maligni, per un totale di 20 tipi di cancro, che rappresentano nel loro insieme la causa dell’84% dei decessi per tumore maligno registrati nel 1999.
Questa riduzione, ha detto il Ministro Storace, è stata resa possibile, essenzialmente, da tre fattori:
- I progressi terapeutici. L’incidenza dei progressi terapeutici sulla diminuzione della mortalità per tumori dimostra l’efficacia della ricerca in Sanità: gli oltre 2.000 morti in meno all’anno ne sono testimonianza concreta. E questo rinnova e rinforza la volontà di ottenere maggiori risorse da investire nella ricerca
- la prevenzione. Su questo fronte c’è un impegno diretto del Ministero, che ha messo in atto una politica di forte sostegno agli screening, con l’avvio di una grande campagna per lo screening per il tumore della cervice uterina, del colon retto e della mammella, alla quale sono stati destinati più di 50 milioni di euro
- gli stili di vita.
Cambiamenti più evidenti messi in luce dal Rapporto:
- grossa riduzione della mortalità, dovuta alla prevenzione e a terapie più mirate e avanzate
- diminuzione negli uomini dell’incidenza dei tumori del cavo orale esofago, della vescica e del polmone; al tempo stesso, però, aumentano nelle donne i tumori del cavo orale, esofago, laringe e polmoni. Da sottolineare, in particolare, il trend di mortalità in aumento per le donne, sia per il cancro al cavo orale (praticamente raddoppiato tra il 1970 e il 1999) che per il tumore al polmone, tanto da poter parlare, specialmente per le ragazze più giovani, di “epidemia” di cancro polmonare, con un incremento spiccato al Centro-sud. L’aumento di questi tumori tra le donne viene posto in stretta relazione col fatto che le donne fumano più degli uomini
- diminuzione della forbice di incidenza dei tumori tra Sud e Nord (negli anni Settanta il rischio tumore, al Nord, era quasi doppio, ora si va verso l’omogeneità). La spiegazione sembra dovuta soprattutto al cambiamento degli stili di vita. Al Nord diminuisce, in particolare per gli uomini, l’abitudine al fumo di sigaretta, ma non per le donne che continuano ad essere forti fumatrici. Al Sud aumentano, invece, i tumori relativi alle abitudini alimentari (mammella, tumori digestivi e prostata) e la causa va ricercata nel cambiamento della dieta, che va in direzione del consumo di cibi di produzione industriale e pubblicizzati a scapito dell’alimentazione tradizionale e della dieta mediterranea.
Si registra un aumento del rischio per alcuni tumori:
- melanomi della pelle, tra i pochi tumori in reale aumento, causati, in particolare, dalle abitudini all’esposizione solare e a un’abbronzatura esagerata e senza protezione
- linfomi non Hodgkin (i linfomi sono tumori delle ghiandole linfatiche; si classificano in linfomi di Hodking - gruppo eterogeneo di tumori che può derivare dalle ghiandole linfatiche e linfomi non Hodking - tumori tipici dell’età adulta)
- tumori del cavo orale e dell’esofago in crescita tra le donne soprattutto per l’aumento dell’abitudine al fumo che nella popolazione femminile è passata dal 12% al 18%.
Il quadro complessivo, dunque, ci parla di una mortalità in calo a partire dalla seconda metà degli anni Novanta: la sopravvivenza in Italia a cinque anni, nel 2000, è stata stimata in media del 46%, in linea col dato europeo del 45%.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità
(Redazione Ministerosalute.it - 26 settembre 2005) Consiglio dei Ministri, approvato decreto legge su influenza aviaria
A regolare il tema dell'influenza aviaria c'è da oggi un nuovo provvedimento: è stato infatti approvato dal Consiglio dei Ministri n.20 del 16 settembre 2005 un decreto legge, proposto dal Presidente Berlusconi e dal Ministro della Salute Francesco Storace, finalizzato a prevenire i rischi di una pandemia influenzale aviaria e, in generale, di malattie degli animali. A tale scopo, è previsto un approvvigionamento di scorte di farmaci antivirali, nonché il potenziamento delle strutture e degli organici del Ministero della Salute, attraverso l'istituzione di un Centro nazionale di lotta ed emergenza contro le malattie degli animali e di un Dipartimento per la sanità veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti. In particolare, ha sottolineato il Ministro Storace durante la Conferenza Stampa, "verrà potenziato il comparto della Sanità veterinaria con l'assunzione, attraverso concorso, di 60 medici veterinari con contratto a tempo determinato e di 50 operatori esperti in prevenzione e assistenza. Inoltre, verrà aumentato di 96 unità l'organico dei carabinieri dei Nas, per i controlli alle frontiere sulle carni importate e l'eventuale ingresso di animali clandestini". Il Ministro della Salute ha poi reso noto che "il Ministero dell'Economia ha autorizzato la spesa per acquistare i farmaci antivirali per coprire il 10% della popolazione, proponendo alle Regioni di fare altrettanto, in linea con quanto dichiarato dall'Oms e dall'Unione Europea". Per quanto riguarda i vaccini contro l'influenza aviaria, essi non rientrano nel decreto legge approvato oggi in Consiglio dei Ministri, ma fanno parte di un atto del Ministero, e il Ministro dell'Economia Siniscalco ha reso noto che, nel caso in cui si dovesse verificare una pandemia, sono già pronte le risorse da utilizzare.
Vicenda donazione sangue negata ad omosessuale: dichiarazione ministro Storace
“Quanto accaduto al Policlinico di Milano è inaccettabile e potrebbe configurare l’esistenza di un reato”. Lo dichiara il ministro della Salute, Francesco Storace, in merito alla vicenda del rifiuto del Policlinico di prelevare sangue ad un omosessuale. Il ministro Storace ha anche disposto l’apertura di un’inchiesta, finalizzata ad accertare responsabilità amministrative, ovvero segnalare comportamenti sanzionabili dal punto di vista penale, alla Direzione Generale della Prevenzione del Ministero in collaborazione con la Direzione della Ricerca, a cui è demandata la vigilanza sugli Irccs.
Liste di attesa incontro Ministero-medici di famiglia
Il ministro della Salute Francesco Storace ha incontrato, l'altroieri pomeriggio, i sindacati dei medici di famiglia, in vista del 'vertice' del 7 luglio con le Regioni sulle liste d'attesa. Erano presenti i rappresentanti di Snami, Fimmg, Federazione medici, Intesa, Fimp. Il ministro, riferisce lo Snami in una nota, ''ha voluto sottolineare l'importanza del consulto con i medici di medicina generale, protagonisti della sanità del territorio''. L'abbattimento delle liste d'attesa, afferma il presidente Snami Piergiuseppe Conti, ''e' il punto di arrivo di una politica di informazione nei confronti del cittadino che ha, tra l'altro, il diritto di essere educato alla salute fin dai primi anni di studio, in modo da poter utilizzare al meglio, attraverso il rapporto di fiducia con il suo medico, le risorse disponibili, che non sono infinite''. Per Conti, i camici bianchi di famiglia ''hanno il diritto-dovere di riappropriarsi di patologie di loro competenza, con le adeguate incentivazioni. Occorre eliminare doppioni costituiti da ambulatori di primo livello in strutture ospedaliere pubbliche o convenzionate, che invece si devono occupare strettamente di medicina di secondo livello, cioe' la specialistica. Il tutto - sottolinea - con un notevole risparmio economico per le casse pubbliche''. No, infine, a progetti che aumentano la burocrazia, ''che avvilisce la figura del medico.
Storace, già attivo su liste di attesa e contratto dei medici
''Da lunedì chiederò agli uffici ministeriali e ai Nas di predisporre gli atti necessari ad un'indagine sulle liste d'attesa in tutto il Paese''. Lo ha annunciato in un comunicato il ministro della Salute , Francesco Storace.
Su questo tema, ''nessuno può credere, a partire da chi applaude a sinistra, che il problema sia circoscritto ad una sola Regione'', dice Storace. ''Se le notizie di stampa, sulle probabili conclusioni dell'inchiesta della Procura di Roma corrispondono al vero - continua - è evidente che ora c'è il dovere di verificare se le violazioni degli accordi sottoscritti fra Stato e Regioni sono avvenute in tutta Italia''. Francesco Storace - riferisce una nota del dicastero - ha inoltre relazionato al consiglio dei Ministri sulla situazione del contratto dei medici, sottolineando la necessità di guardare anche all'intero comparto della Sanità. Storace ha sollecitato particolare attenzione del ministro dell'Economia alle aspettative della categoria, in vista della posizione da assumere per la trattativa in corso fra Aran e sindacati medici.
Ufficiale il nuovo piano vaccinale
Vaccinazione contro la meningite e la varicella. Il nuovo Piano Nazionale Vaccini, che introduce le novità della prevenzione contro lo pneumococco, il meningococco C e la varicella, ha completato tutto l'iter previsto dalla legge. Sulla Gazzetta Ufficiale n.86 del 14 aprile è stato pubblicato l'accordo fra il Ministro della Salute, i Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome. "E' ultimo atto del percorso che il provvedimento doveva compiere - dice Pier Luigi Tucci, presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) - per diventare operativo. Un provvedimento cui molto hanno contribuito i pediatri di famiglia della FIMP nella consapevolezza che esistono vaccini sicuri e quindi tutti i bambini ne devono usufruire. Adesso, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale le Regioni e le ASL non hanno più alibi e giustificazioni: devono cercare, nel più breve tempo possibile e su tutto il Territorio di competenza, di predisporre gli strumenti necessari a garantire le vaccinazioni".
Commissione nazionale Aids: presentati i dati epidemiologici 2004
Si è riunita oggi presso il Ministero della Salute la Commissione nazionale per lotta contro l’Aids. Nell’ambito della Commissione sono stati presentati e discussi i dati, forniti dal CoA dell’Istituto Superiore di Sanità, relativi all’epidemiologia della malattia nel 2004. I dati hanno evidenziato l’aumento della percentuale dei casi di Aids attribuibili a contagio sessuale (gli eterosessuali rappresentano il 40,3%) e la diminuzione, invece, dei casi attribuibili alle altre modalità di trasmissione (tossicodipendenza e trasfusioni). Tutta la popolazione sessualmente attiva nel suo insieme diventa perciò fascia potenzialmente più a rischio perché poco consapevole del pericolo derivante da rapporti occasionali e non protetti. E’ emerso, infatti, che nel 2004 più della metà dei malati di Aids, prevalentemente eterosessuali e omosessuali, non era mai stata a conoscenza di essere sieropositiva.
Nel primo semestre 2004 sono stati diagnosticati 848 nuovi casi, mentre i decessi sono stati 321. Tra le regioni più colpite Lombardia, Lazio, Liguria ed Emilia Romagna. L’età media della popolazione affetta da Aids si è innalzata passando dai 29 anni per gli uomini e 24 per le donne nel 1985 a 41 anni per gli uomini e 38 per le donne nel 2004. La percentuale di immigrati colpiti da Aids aumenta, passando da 8,6% nel 2003 a 9,8% nel 2004.
Infine, per quanto riguarda i dati relativi alla sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv, messa in atto da quattro regioni e tre province, dopo un periodo caratterizzato da una diminuzione sembra delinearsi un quadro di ripresa dell’epidemia nel nostro Paese.
Numero verde corretta applicazione legge per tutela salute dei non fumatori. Ai fini della corretta applicazione della legge 16 gennaio 2003 per la tutela della salute dei non fumatori, il Ministero della Salute attiverà da lunedì 10 gennaio il numero verde 800571661 per avere chiarimenti sulle nuove regole e altre informazioni utili. Rispondono medici ed operatori appositamente formati. Il numero verde sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 17.
Cursi soddisfatto per rinnovo convenzione
''Soddisfazione'' per l'intesa sul rinnovo della convenzione dei medici di famiglia che regola il rapporto di medicina generale e guardia medica e' stata espressa dal sottosegretario alla Salute Cesare Cursi. ''L'intesa raggiunta - sottolinea Cursi in una nota - e' importante perche' conferma quanto gia' inserito nella recente finanziaria in ordine sulla validita' di un accordo di lavoro nazionale''. ''L'augurio - conclude Cursi - e' che nella riunione dell'apposita commissione, gia' fissata per mercoledi', possano essere risolti alcuni problemi di carattere tecnico-normativo, rimasti ancora aperti' |
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