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15 Dicembre 2009 Ministero Salute
Ministero della Salute rinasce: il prof. Ferruccio Fazio è il nuovo Ministro

Dopo l'entrata in vigore della Legge 13 novembre 2009, n. 172, il 13 dicembre, che istitutisce nuovamente il Ministero della Salute scorporandolo dal Ministero del Lavoro, della salute e delle Politiche sociali, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Silvio Berlusconi, il decreto di nomina del prof. Ferruccio Fazio a Ministro della Salute, nonchè il decreto relativo al senatore Maurizio Sacconi, Ministro in carica, che assume la denominazione di Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Subito dopo si è svolta al Palazzo del Quirinale la cerimonia di giuramento del nuovo Ministro della Salute, prof. Ferruccio Fazio. Erano presenti, in qualità di testimoni, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere di Stato Donato Marra, e il Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Generale Rolando Mosca Moschini.Era presente il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, dott. Gianni Letta.

26 ottobre 2009 Ministero Salute
Sanità: Fazio, meno ricoveri più assistenza tecnologica

Riduzione dei ricoveri in ospedale, assistenza domiciliare, innovazione nel campo della prevenzione e impulso alla ricerca con equiparazione tra medico ospedaliero e universitario: il futuro della sanita' in Italia e' stato tracciato cosi' dal vice ministro della salute, Ferruccio Fazio, che oggi a Mestre (Venezia) e' intervenuto al convegno ''Salute@Venezia: la Persona al centro della sanita'', promosso dall'Ulss 12 veneziana. Fazio ha sottolineato i grandi cambiamenti che la societa' italiana ha conosciuto in questi ultimi 20 anni e le loro conseguenze, a cominciare dal progressivo aumento degli over 65, che rappresentano il 20% della popolazione, ma che supereranno il 30% nel 2050. ''Il problema degli anziani, che generalmente presentano piu' patologie - ha detto Fazio - non potra' essere gestito negli ospedali ma nel territorio'', grazie all'assistenza domiciliare. ''Ai fini della centralita' del paziente - ha proseguito - e' necessario identificare un percorso che parta dai medici di medicina generale, che vanno dotati di strutture tecnologiche per diagnosi chiare ed evitare, cosi', ricoveri impropri'', e arrivare tra 7-8 anni ad avere tre posti letto per mille abitanti. Proprio l'evoluzione della tecnologia e' uno dei cambiamenti citati da Fazio, in particolare in relazione all'assistenza al di fuori dell'ospedale. Il vice ministro si e' quindi soffermato sui cambiamenti politico-istituzionali: ''spalmando sulle Regioni la responsabilita' della gestione della sanita''', ha detto, e' stato ottimizzato il sistema, con risultati che in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana hanno raggiunto l'eccellenza. ''C'e' la necessita' di migliorare la sanita' in Regioni non virtuose - ha osservato Fazio -, mettendo in piedi un meccanismo di valutazione efficace''. Per quanto riguarda la ricerca, il vice ministro ha reso noto che il governo ha gia' messo a bando 100 milioni di euro per il 2010, cifra che dovra' essere integrata dalle singole Regioni, e dovra' essere messa a sistema integrando l'attivita' degli ospedali con quella delle universita'.(ANSA).

28 Settembre 2009 News
Fazio: la medicina difensiva pesa sulla spesa sanitaria

Secondo il Vice Ministro della Salute Ferruccio Fazio, la medicina difensiva, che spinge medici a prescrivere esami, farmaci e consulti poco utili per difendersi da eventuali cause dei pazienti, pesa sul bilancio della Sanità pubblica per 12-20 mld di euro l’anno. In Italia le richieste di risarcimento dei pazienti a medici e strutture sono aumentate del 65%, passando da 17.000 nel 1995 a 28.500 nel 2005. Un’indagine del Centro studi Federico Stella dell’Università Cattolica di Milano, condotta su 1.000 chirurghi della Società Italiana di Chirurgia e su una ventina di altri specialisti, rivela che circa il 78% degli intervistati dichiara di aver “praticato”, nel mese precedente, la medicina difensiva.

 

9 Settembre 2009 News
Il vaccino contro l'influenza sarà sicuro

Fabrizio Oleari, direttore generale prevenzione e sanità del ministero del Welfare, fuga le preoccupazioni di alcuni specialisti sulla sicurezza del vaccino in arrivo, "Quando sarà autorizzato in Italia, avrà subito tutti i controlli necessari"
Nessun timore sulla sicurezza del vaccino allo studio contro la nuova influenza. "Quando sarà autorizzato in Italia, avrà subito tutti i controlli necessari", assicura Fabrizio Oleari, direttore generale prevenzione e sanità del ministero del Welfare, fugando le preoccupazioni di alcuni specialisti sulla sicurezza del vaccino in arrivo, visti anche i tempi rapidi di produzione. Secondo Oleari, non si è accelerato troppo il percorso a discapito della sicurezza. "I tempi sono gli stessi più o meno in tutto il mondo e si è partiti tutti insieme - sottolinea - I test sono comunque in corso e, in base ai piani di produzione, possiamo dire che le dosi di vaccino dovrebbero essere a disposizione del ministero per la fine di ottobre. Dunque il ministero del Welfare dovrebbe avere a disposizione 48 milioni di dosi di vaccino pandemico, 24 milioni da un fornitore e altrettante da un altro". Naturalmente il prodotto continuerà ad essere monitorato anche in seguito. "Sarà attivato un attento piano di farmacovigilanza", garantisce l'esperto. Inoltre è importante che la campagna di vaccinazione contro l'H1N1 non si sovrapponga a quella contro l'influenza stagionale. "Per questo motivo - spiega Oleari - la diffusione dell'annuale circolare relativa a questa ultima è stata anticipata". Quanto ai tempi di vaccinazione "entro la prima metà di novembre - prosegue - dovrebbe iniziare la prima fase della campagna di vaccinazione contro l'influenza A/H1N1, rivolta a 8 milioni di persone, tra cui i lavoratori dei servizi essenziali. Il piano logistico è pronto, e prevediamo di somministrare 2 dosi di vaccino a paziente". Alla richiesta dei pediatri di includere anche i bambini sotto i 2 anni nella vaccinazione, Oleari risponde che "valuteremo con attenzione anche i dati che stanno emergendo dai test in corso. I dettagli della campagna di vaccinazione saranno illustrati alla popolazione con una serie di comunicazioni mirate, e resta confermato che il vaccino non arriverà nelle farmacie". Nell'incontro dell'unità di crisi sulla nuova influenza in programma ieri a Roma. "si punta a chiudere il cerchio a livello regionale", ma il piano è disegnato e l'Italia è pronta. E se dalla Spagna hanno rivisto il programma relativo alla vaccinazione, estendendo la campagna al 60% della popolazione (contro il 40% iniziale), "noi per ora procediamo con il 40%, come annunciato", conclude Oleari.

 

Odontoiatria sociale, Accordo tra Ministero, Andi e Oci

Il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio presenta l'iniziativa in collaborazione con l'Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) e l'Associazione Odontoiatri Cattolici Italiani (OCI) che prevede di favorire l'accesso alle cure odontoiatriche per alcune categorie di cittadini meno abbienti, di incentivare modelli di prevenzione e di combattere l'abusivismo in campo odontoiatrico.
L'Accordo include una serie di prestazioni odontoiatriche ad onorari calmierati ed uniformi: visita odontoiatrica, ablazione tartaro e insegnamento igiene orale; sigillatura dei solchi dei molari e premolari; estrazione di elemento dentario compromesso; protesi parziale con ganci; protesi totale

Ammodernamento del Ssn: via libera del Consiglio dei ministri al Dd

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Ddl collegato alla finanziaria 2008, presentato dal Ministro della Salute Livia Turco per la “qualità e sicurezza del Servizio sanitario nazionale”.

«Il disegno di legge - ha dichiarato il Ministro Livia Turco - nasce dall’esigenza di migliorare la qualità e la sicurezza delle molteplici prestazioni erogate dalla sanità pubblica italiana e lo fa intervenendo in diversi ambiti del Ssn.
A partire dall’aggiornamento dei suoi grandi principi ispiratori, confermando l’unitarietà, l’universalità e l’equità del sistema, ma alla luce dei cambiamenti del quadro costituzionale (che hanno visto un ruolo sempre più rilevante delle Regioni) e della necessità di garantire appieno i nuovi bisogni di salute della popolazione.

Ma questo ddl è anche frutto di questi primi 18 mesi di governo che ci hanno consentito di verificare sul campo esperienze, problemi, criticità, buone pratiche in atto. L’abbiamo fatto scegliendo la politica del confronto permanente con le Regioni, i sindacati, il mondo degli operatori e delle associazioni dei cittadini e del volontariato.

Da questa stagione di ascolto deriva questo testo, che rappresenta una forte e precisa assunzione di responsabilità della politica per la salvaguardia e il miglioramento del sistema sanitario nazionale.
Per questo vengono ridefiniti i principali strumenti di governo del sistema a partire dal Piano sanitario nazionale e dalla programmazione regionale degli interventi, fino alla determinazione di un vero e proprio “sistema nazionale di valutazione” delle cure per monitorare costantemente i risultati di salute in rapporto agli obiettivi fissati dai piani nazionali e locali.

Si attua poi il definitivo riordino della medicina territoriale per determinare un nuovo assetto delle cure e dell’assistenza extraospedaliera, basato sulla continuità dell’assistenza per tutto l’arco della settimana e soprattutto indirizzando gli interventi verso i nuovi bisogni legati all’invecchiamento e alla crescita delle malattie croniche che richiedono risposte sempre più mirate sull’esigenza della persona.

Nasce così il secondo pilastro del Ssn, per una medicina realmente vicina al cittadino ed in grado, nel contempo, di riqualificare l’attività della rete ospedaliera.
In questo senso abbiamo anche riannodato le fila del processo di integrazione tra servizi sociali e sanitari, in sintonia con l’altro ddl sulla non autosufficienza, per arrivare ad un vero e proprio “sportello unico assistenziale” dove il cittadino possa trovare tutte le risposte e le soluzioni indipendentemente dal soggetto erogatore (Asl, Comuni, ecc.).
Ma perché qualità e sicurezza? Perché oggi dopo l’aziendalizzazione del sistema, la determinazione del diritto alla salute con la fissazione di livelli essenziali di assistenza omogenei su tutto il territorio, dobbiamo rispondere alla forte domanda di qualità e sicurezza che ci proviene giustamente dal cittadino.

Qualità e sicurezza nelle cure, ma anche nei processi gestionali e organizzativi. Perchè qualità e sicurezza sono anche trasparenza nelle nomine e nelle scelte di manager e primari e si ottengono anche coinvolgendo nella gestione e nelle decisioni gli operatori sanitari che si affiancheranno al direttore generale, attuando finalmente il tanto atteso “governo clinico” nelle Asl e negli ospedali.

Ma qualità e sicurezza è anche avere i dirigenti con responsabilità gestionali completamente dedicati all’azienda sanitaria pubblica per la quale lavorano e quindi con rapporto esclusivo per tutta la durata del loro incarico.
E, ovviamente, qualità e sicurezza è dotare le Asl e gli ospedali degli strumenti giusti per gestire il rischio clinico per evitare errori e disorganizzazione che causano disservizi e malasanità.
Insomma quello che stiamo disegnando con questo ddl - conclude Livia Turco - è un servizio sanitario nazionale sempre più amico, responsabile, accogliente, trasparente, capace di prendere in carico e interamente proiettato alla promozione e alla tutela della salute in qualità e sicurezza».

Ecco in sintesi le novità principali del Ddl:

- il riordino complessivo della medicina territoriale, finalizzato a creare una rete di assistenza extraospedaliera basata sulla continuità assistenziale per tutto l’arco della settimana e per 24 ore al giorno. A tal fine saranno istituite in tutte le Asl le Unità di medicina generale e le Unità di pediatria, dove convergeranno tutti i servizi e le prestazioni non ospedaliere, prevedendo anche nuovi compiti per la rete delle farmacie;
- il governo clinico nelle aziende sanitarie, per la responsabilizzazione e il coinvolgimento degli operatori nella gestione della sanità, trasformando il Collegio di direzione (composto da manager e operatori sanitari) in organo dell’azienda che esprime pareri obbligatori sui principali atti gestionali;
- nuovi criteri per la nomina dei direttori generali delle Asl e dei dirigenti di struttura complessa (ex primari) basati sulla trasparenza delle scelte attraverso nomine scaturite da una pre-valutazione da parte di commissioni indipendenti, prevedendo la pubblicazione su internet dei curriculum e il vincolo di scelta dei candidati tra la terna selezionata dalla commissione di valutazione;
- l’istituzione di specifiche unità per la gestione del rischio clinico e di servizi di ingegneria clinica nelle Asl e negli ospedali per ottimizzare le attività e gli interventi di prevenzione degli errori e per il controllo costante della sicurezza delle apparecchiature;
- nuove misure atte a favorire la soluzione extragiudiziale delle controversie conseguenti ad errori medici che consentano un rapido accesso agli indennizzi per i pazienti danneggiati;
- l’esclusività di rapporto per i primari ai quali sarà comunque garantito il diritto alla libera professione intramoenia;
- l’istituzione di un Sistema nazionale di verifica della qualità delle cure erogate dal Ssn, prevedendo la partecipazione dei cittadini nei processi valutativi;
- istituzione di un Sistema nazionale di linee guida per l’appropriatezza, la qualità e la sicurezza in campo diagnostico, clinico e terapeutico;
- cambia il Piano sanitario nazionale che diventerà quinquennale (oggi vale per un triennio) orientandolo maggiormente verso precisi obiettivi di riduzione dell’incidenza delle malattie evitabili intervenendo sui diversi determinanti di salute;
- viene potenziato il tirocinio pratico per i medici specializzandi con nuovi accordi tra Università e Ssn;
- specifiche sanzioni in caso di truffa ai danni del Ssn sono previste anche per le strutture sanitarie accreditate per le quali è prevista la decadenza della convezione con il Ssn in caso di reati di truffa o danni al patrimonio dello Stato, come già accade oggi per farmacie e operatori sanitari coinvolti in attività di truffa ai danni del Ssn (vedi legge finanziaria 2007).

 

 

Professione Anche fare il medico è usurante
Le attività dei medici dipendenti e convenzionati svolte nei turni notturni e nei presidi di continuità assistenziale vengano inseriti tra i lavori usuranti. A chiederlo, in una lettera inviata ai ministri della Salute e del Lavoro, Livia Turco e Cesare Damiano, è il Sindacato dei medici Italiani (Smi). "Ci aspettiamo - spiega in una nota Francesco Medici, vice segretario nazionale Smi - che venga riconosciuto al lavoro medico la stessa dignità di altre categorie. Vogliamo ricordare che il D.Lgs del 1993, in applicazione della normativa europea, riconosceva come lavoro usurante anche quello svolto dai medici che operano in turni di servizio notturno. Successivamente un decreto del ministero del Lavoro limitava il beneficio di legge esclusivamente a categorie di 'lavoro manuale'. Eppure, tanti studi dimostrano come queste categorie di colleghi siano soggette a maggiore 'burn out', e come tali lavori, anche in campo medico, siano oggetto di un notevole 'turn over', ovvero pochi medici vogliono svolgere tale funzioni ritenute giustamente più onerose". "Vogliamo, inoltre - continua Medici - rivolgere una particolare attenzione ai medici della continuità assistenziale, una volta guardie mediche, che pur non avendo un rapporto di dipendenza, bensì di parasubordinazione, svolgono il proprio lavoro con una retribuzione e un orario predeterminato, e con l'assoggettamento al potere disciplinare del datore di lavoro, con tanto di sanzioni graduali sino alla revoca del rapporto convenzionale: in sintesi, in una situazione assimilabile al lavoro dipendente. E' bene ricordare che questi colleghi operano di notte e spesso in condizioni strutturali e ambientali precarie, come dimostrano le tante aggressioni subite, alcune anche con risvolti tragici. Chiediamo - conclude - di essere ascoltati dalla Commissione competente per poter illustrare bene le nostre ragioni, in modo che si possano identificare correttamente i beneficiari del provvedimento".

Più risorse contro l'Alzheimer
In occasione della Giornata mondiale Alzheimer, celebrata il 21 settembre, il Ministro della Salute, Livia Turco ha ribadito l'impegno del Governo contro la malattia attraverso una strategia di investimenti sull'assistenza domiciliare, strettamente collegata al varo del Fondo per la non autosufficienza. "La malattia di Alzheimer - ha ricordato il Ministro nel messaggio - rappresenta il paradigma delle demenze e di quanto dobbiamo ancora fare per assicurare risposte efficaci ai problemi posti dall'incremento della cronicità e dalla necessità di convivere a lungo con la malattia. Dobbiamo essere capaci di declinare insieme la necessaria attenzione per standard e linee guida con l'indispensabile personalizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali". L'impegno del ministero, ricorda la Federazione Alzheimer Italia, si è accompagnato all'apertura di un Tavolo di lavoro sulle demenze collegato alla Commissione ministeriale sulle cure primarie e l'integrazione socio-sanitaria. "Il messaggio del ministro rappresenta una risposta forte e concreta ai nostri appelli - ha commentato Gabriella Salvini Porro, presidente dell'Onlus - e noi, a nostra volta, ci impegniamo a collaborare attivamente alla costruzione della rete di servizi e di interventi assistenziali indispensabili ai malati e alle loro famiglie".

Finanziaria Ministero, in manovra norme per precari SSN
Per i precari impegnati nella sanità arriva il riconoscimento del lavoro svolto all'interno del SSN. Fino ad oggi, infatti, anche un periodo di servizio di diversi anni svolto da precario non aveva alcun riconoscimento tra i titoli valutabili ai fini dell'assunzione. Il Consiglio dei ministri della scorsa settimana, che ha approvato il ddl Finanziaria 2008 e il decreto legge economico, ha dato il via libera a nuove norme anche su questo fronte. "E' previsto - precisa una nota del ministero della Salute - che i dirigenti sanitari del SSN con contratti o incarichi di lavoro precari possano far valere gli anni di servizio prestati come titolo nella valutazione ai fini dell'assunzione a tempo indeterminato a mezzo concorso".

Appello radiologi, incontro con Turco prima della prossima finanziaria
"Il varo della Finanziaria si avvicina. Prima che i giochi siano fatti, sarebbe opportuno un incontro tra il ministro della Salute e i sindacati, per discutere assieme i contenuti che riguardano la sanità". Così Francesco Lucà, segretario del Sindacato nazionale radiologi, ricorda in una nota i temi caldi della salute, sui quali la Finanziaria dovrà agire. "La nostra richiesta - prosegue - è che il ministro Turco tenga fede agli impegni presi in passato e faccia il possibile affinché con la Finanziaria si trovino le soluzioni più appropriate a questioni aperte da tempo. Penso all'aumento dell'indennità di esclusività, ma anche al problema del precariato, aspetti che difficilmente troveranno tutti una risposta nel prossimo rinnovo contrattuale. Quello che chiediamo, quindi, è un incontro con il ministro Turco per chiarire quali saranno i contenuti dei suoi colloqui con il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Incontro che, data la ristrettezza dei tempi, speriamo avvenga il prima possibile".

Mussi, entro novembre nuovi esami per accedere a specialità. Lettera del ministro a Turco, Lanzillotta ed Errani

"Il ministro dell'Università e della ricerca, Fabio Mussi, ha scritto ieri una lettera al ministro della Salute, Livia Turco, al ministro per gli Affari regionali e autonomie locali, Linda Lanzillotta, e al presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, con la quale ha affermato la propria volontà di far tenere alle università gli esami per l'ammissione alle scuole di specializzazione per l'area medica, per l'anno accademico 2007/2008, entro il prossimo mese di novembre". Lo riferisce in una nota il ministero dell'Università e della ricerca. "Il ministro - prosegue il comunicato - ha ricordato che il fabbisogno di medici specializzandi deve essere stabilito triennalmente e ha invitato, in ogni caso, a utilizzare per il prossimo anno accademico il numero di 5 mila specializzandi definito lo scorso 18 aprile in sede di Conferenza Stato-Regioni".

Turco, no a banche private staminali da cordone ma sì a uso autologo

Confermato il divieto di conservazione del cordone ombelicale in banche private. L'ordinanza, firmata ieri dal ministro della Salute Livia Turco su "misure urgenti in materia di cellule staminali da cordone ombelicale" stabilisce, infatti, che l'attività di conservazione del sangue cordonale potrà essere effettuata esclusivamente dalle banche di strutture pubbliche o assimilate. L'ordinanza - che è  stata illustrata dallo stesso ministro ieri in occasione della presentazione della campagna a favore della donazione di organi e tessuti, al ministero della Salute - consente però, per la prima volta, la possibilità per le donne di conservare il proprio cordone per uso autologo, anche in quei casi in cui il neonato non sia affetto o a rischio di patologie per le quali è già oggi provata l'utilità del trapianto. Per garantire un principio di equità è intenzione del ministro della Salute far sì che questa norma, che prevede il pagamento delle spese di conservazione per la parte riservata all'uso autologo, garantisca comunque fasce di esenzione per reddito. L'ordinanza, presentata ieri al ministero della Salute, sostituisce la precedente, elaborata dall'ex ministro della Salute Gerolam Sirchia, in scadenza il 9 maggio.

Al via sperimentazioni "casa della salute"
Lo ha annunciato il ministro della Salute Livia Turco

Al via le sperimentazioni della "Casa della salute", una nuova realtà destinata a cambiare il volto della sanità italiana. Queste strutture, destinate a migliorare la medicina sul territorio e l'assistenza ai cittadini, sono già partite in alcune regioni della penisola. Lo ha annunciato il ministro della Salute Livia Turco in un convegno a Roma su questo tema, sottolineando che "la 'Casa della salute' sarà il secondo pilastro della sanità italiana", insieme agli ospedali. In una stessa struttura medici di famiglia, pediatri, infermieri, altri operatori sanitari lavoreranno insieme per garantire visite ed esami, ma anche servizi sociali, ai cittadini 24 ore su 24 sette giorni a settimana.

Da oggi le Regioni potranno presentare i loro progetti per accedere ai 10 milioni di euro previsti in Finanziaria per la sperimentazione di queste strutture . Ma c'è chi non ha perso tempo e ha già avviato i progetti senza attendere i fondi del Governo. "Del resto - spiega lo stesso ministro - mi sono innamorata della 'Casa della salute' vedendone una con i miei occhi in un quartiere di Torino". La responsabile della Sanità, rivolgendosi agli assessori di numerose Regioni italiane che hanno preso parte al convegno, ha definito i 10 punti che dovranno caratterizzare la 'Casa della salute'. Centralità del cittadino, riconoscibilità, accessibilità, unitarietà, integrazione ed efficacia tra gli elementi che queste strutture dovranno fare proprie. La 'Casa della Salute' dovrà diventare "un punto di riferimento per i cittadini - afferma Turco - tanto quando lo sono gli ospedali della penisola. Che, per quanto se ne possa discutere costituiscono comunque un riferimento forte per ogni cittadino".

"La Casa della Salute - assicura il ministro - è un'opportunità che vogliamo offrire a chi ci crede". Si tratta di "un'idea strategica da costruire in tempi rapidi" e a partire dal cittadino, senza imporre "modelli dall'alto". "La medicina del territorio oggi è polverizzata - prosegue Turco - non sai dove trovarla, perdi tempo ma in realtà ne hai un disperato bisogno". Affinché la 'Casa della Salute' possa diventare una realtà diffusa e concreta "è importante che i medici di famiglia lavorino insieme, ma anche gli infermieri e gli altri operatori sanitari". Per questo, "incentiveremo fortemente questo percorso con tutti gli strumenti a nostra disposizione". "Rinnovo delle convenzioni", dunque, "ma anche risorse in legge finanziaria e uno strumento legislativo", assicura il ministro riferendosi al disegno di legge sulla qualità e la sicurezza del Ssn, che ad aprile affronterà la fase delle consultazioni con gli addetti ai lavori. Intanto ad "aprile e maggio avvierò un viaggio nella medicina del territorio che c'è, per verificare di persona il tanto che è già stato realizzato e toccare con mano, per quello che si può attraverso una visita, punti di forza e di debolezza, anche in preparazione della prima Conferenza nazionale sulle cure primarie e l'integrazione socio-sanitaria, che si terrà a Bologna"

Turco incontra Spinelli (Fism):
collaborazione su formazione, sicurezza e umanizzazione cure

Il Ministro della Salute Livia Turco ha incontrato oggi il presidente della Federazione delle società medico-scientifiche (Fism) Pasquale Spinelli.

L’incontro è stato utile al fine di avviare una collaborazione tra Ministero e Fism sui temi della formazione, della sicurezza delle cure e della promozione di linee di indirizzo volte a dare maggiore attenzione alle esigenze dei pazienti e all’umanizzazione delle cure.

Turco, d'accordo su sentenza Cognetti, l'ho anticipata

"Da una prima lettura della sentenza del Consiglio di Stato emerge che alla figura del direttore scientifico non si applicherebbe lo spoil system. Sono talmente d'accordo sul fatto che al direttore scientifico, e nella sanità in generale, non si applichi lo spoil system, che ho anticipato la sentenza. Anche se può sembrare un paradosso". Lo ha affermato il ministro della Salute Livia Turco, a margine dell'audizione in Commissione Affari sociali della Camera, precisando che valuterà attentamente il pronunciamento dei giudici e ne trarrà le conseguenze, d'intesa con la Regione Lazio. Il ministro ci tiene a ricordare "il provvedimento portato in Consiglio dei ministri sui nuovi criteri per la nomina dei direttori scientifici degli Irccs. Non ha precedenti - sottolinea - e prevede che si autolimiti un ministro che, sulla base di una legge del Governo Berlusconi, potrebbe decidere totalmente da solo sulle nomine. Lo ricordo a Storace e a tutti gli altri che stanno parlando in questo momento". La Turco non entra "né nel merito della sentenza, né sulle conseguenze che adotterò in modo rigoroso d'intesa con la Regione Lazio. Prendo molto sul serio gli atti della magistratura, e sto ancora studiando la sentenza", conclude.

La Turco incontra le Regioni
Un piano interministeriale, che faccia della sanità e della salute questioni trasversali di confronto e collaborazione tra più ministeri e le Regioni. E la verifica immediata dei conti e del disavanzo della sanità. Questi, in sintesi, i temi al centro dell'incontro fra il ministro della Salute Livia Turco e la delegazione delle Regioni. Oltre tre ore di discussione in un clima che i rappresentanti delle Regioni, lasciando il ministero, hanno definito positivo e costruttivo "Si è concordato di promuovere una nuova metodologia di lavoro che consenta una consultazione costante tra il ministro della Salute e gli assessori regionali alla Sanità su tutte le questioni di rispettiva competenza". Lo afferma il ministro della Salute, Livia Turco, in una nota al termine del primo incontro con gli assessori regionali alla Sanità, a cui hanno partecipato anche il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore dell'Emilia Romagna Vasco Errani e il ministro degli Affari regionali Linda Lanzillotta. "Nello stesso tempo - prosegue la Turco - è stato deciso di dar luogo quanto prima a un confronto tra Governo e Regioni in vista dell'imminente definizione del Documento di programmazione economica finanziaria e della prossima legge Finanziaria 2007". "E' stata una riunione molto proficua che ha consentito di avviare quell'operazione di ascolto e monitoraggio delle diverse realtà regionali, indispensabile per costruire le basi dell'iniziativa di Governo nel settore della tutela della salute.

Piano pandemico italiano, precisazioni su articolo rivista “Lancet”

In merito alla pubblicazione prevista per domani, 20 aprile, sulla rivista scientifica “Lancet” dell’articolo “How prepared is Europe for pandemic influenza? Analysis of national plans”- promosso da due ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine di Londra e sponsorizzato dalla ditta Roche produttrice dell’antivirale Tamiflu - secondo cui in caso di una pandemia di influenza aviaria l’Italia sarebbe uno dei Paesi europei meno preparati a fronteggiarla, il Ministero della Salute precisa che:

lo studio, che effettua una meta-analisi dei Piani nazionali anti pandemia influenzale, per quanto riguarda l’Italia ha preso in esame il “Piano Italiano Multifase d’emergenza per una pandemia influenzale” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 26 marzo 2002.

Si tratta di un vecchio Piano pandemico, elaborato sulla base di Linee guida emanate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2000, che conteneva le indicazioni di principio per l’organizzazione di una risposta ad una eventuale pandemia concertate da un gruppo di lavoro ad hoc, istituito dal Ministero della Salute, tenendo conto anche degli indirizzi forniti dalla Commissione europea.

Negli anni successivi, però, l’emanazione da parte dell’Oms di nuove Linee guida per la stesura o modifica dei Piani pandemici nazionali, conseguenti al diffondersi di focolai di influenza aviaria in molte regioni del sud est asiatico, e l’assunzione da parte del Governo italiano di  una serie di provvedimenti (tra cui il  Decreto Legge 202/2005 “Misure urgenti per la prevenzione dell’influenza aviaria”) finalizzati a prevenire e contrastare il rischio della diffusione dei focolai di influenza aviaria sul territorio nazionale, hanno portato il  Ministero della Salute a lavorare di concerto con Regioni, PA e Protezione Civile alla stesura di un nuovo Piano Nazionale di Preparazione e Risposta ad una Pandemia Influenzale.

Il nuovo Piano pandemico italiano è stato approvato in Conferenza Stato Regioni il 9 febbraio scorso (G.U. n. 77 del 1 aprile 2006) ed è stato pubblicato sul sito web del Ministero della Salute e sul sito dell’Oms sia nella versione italiana che nella versione inglese.

Si ricorda, inoltre, che il Governo italiano ha costituito importanti scorte di farmaci antivirali (40 milioni di dosi) e stipulato, con tre delle maggiori aziende produttrici di vaccini, contratti di prelazione (con durata fino al dicembre del 2010) che acquisiscono il diritto alla fornitura di circa 36 milioni di dosi del futuro vaccino pandemico.

Il Ministero della Salute ha offerto direttamente agli autori dello studio che sarà pubblicato domani su “Lancet” la nuova versione del Piano pandemico italiano alla fine di febbraio 2006, vale a dire due settimane dopo la sua approvazione, ma la risposta dei ricercatori è stata negativa perché avevano già chiuso l’analisi dei Piani ed inviato l’articolo per la pubblicazione.

In conclusione, il Ministero della Salute non ritiene attendibile lo studio inglese perché, per quanto concerne l’Italia, è basato sul vecchio Piano pandemico italiano e non sulla nuova versione, attualmente divulgata, del Piano. Purtroppo i ricercatori inglesi hanno redatto l’articolo analizzando il Piano del 2002 senza richiedere preventivamente al Ministero della Salute alcuna autorizzazione o informazioni circa eventuali aggiornamenti intercorsi dal 2002 ad oggi.

Tabelle ministero, con 15-20 spinelli è spaccio

Sono 15-20 spinelli e 5 'tiri' di cocaina il limite massimo oltre il quale scatta lo spaccio di sostanze stupefacenti, punibile con sanzioni penali. Le quantità sono fissate dalle tabelle messe a punto dalla Commissione istituita dal ministero della Salute lo scorso 11 febbraio, in attuazione delle nuove norme sulle droghe, e presentate ieri a Palazzo Chigi dal ministro per i rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi. Le quantità massime stabilite per le diverse sostanze vengono fissate sulla base della dose media singola, indicato dalla Commissione come parametro supportato da evidenze scientifiche: "si tratta della quantità di principio attivo di ogni singola assunzione - spiega Claudio De Giuli, coordinatore della Commissione - idonea a produrre un effetto psicotropo in un soggetto tollerante e dipendente, non in una persona alla sua prima esperienza". Per la cocaina la quantità massima di principio attivo è di 750 milligrammi (45%), cioè 1,6 grammi per un totale di 5 assunzioni. Per la cannabis la quantità massima di principio attivo è 500 milligrammi (10%), cioè 5 grammi per un totale di 15-20 spinelli. Per l'eroina non si devono superare i 250 milligrammi (15% di principio attivo): cioè 1,7 grammi per 10 assunzioni. Lo spaccio scatta anche se si viene trovati con più di 5 compresse di ecstasy (750 mg. di principio attivo), 5 compresse di anfetamina (500 mg.), 3 francobolli di Lsd (0,150 mg.). I consumatori, cioè trovati con quantità non superiori a quelle fissate nelle tabelle - è stato ribadito - non verranno puniti con sanzioni penali, ma amministrative, come il ritiro della patente di guida o il divieto di usare il motorino. La Commissione è stata incaricata di continuare i lavori fino al 30 luglio, monitorando nel tempo l'evoluzione della situazione.

Denunce ai medici in crescita esponenziale

Il numero delle denunce contro medici o strutture sanitarie in Italia e' aumentato del 148%, dal '94 a oggi

A rendere noti i dati del ministero della Salute è il sottosegretario Domenico Di Virgilio intervenuto ieri a Roma al convegno 'Dalla vocazione all'inquisizione - Proposte per restituire la serenità al rapporto medico paziente', organizzato dall'Associazione dei medici accusati di malpractice ingiustamente (Amami), in corso presso Palazzo Marini. Di Virgilio ha inoltre annunciato l'avvio "prima della fine della legislatura" di una campagna ministeriale, attraverso i media nazionali, per informare i cittadini su tutti gli aspetti del rapporto medico-paziente.

Dal punto di vista assicurativo, il costo medio dei sinistri - ha puntualizzato il sottosegretario - è inoltre aumentato del 21% nel caso della responsabilità civile professionale medica e addirittura del 67% nel caso della responsabilità civile delle strutture sanitarie. "Moltissimi errori che avvengono nelle strutture sanitarie -sottolinea Di Virgilio- possono pero' dipendere da fattori indipendenti dalle condotte del personale medico. Il medico si trova spesso in una situazione delicata, in 'bilico' tra le aspettative del paziente, accresciute rispetto al passato e le esigenze organizzative e funzionali della struttura pubblica di riferimento".   "Per i medici italiani, quello tracciato dall'Amami è un quadro davvero allarmante - continua il sottosegretario Di Virgilio - che vede gli specialisti in ostetricia, ginecologia e chirurgia generale in 'prima fila' per quanto riguarda il rischio di denuncia. Per risolvere il problema - aggiunge - siamo impegnati nell'accelerare l'iter di una proposta di legge, da tempo pendente in Parlamento, sul rischio professionale dei medici nelle strutture ospedaliere pubbliche e private, il cui obiettivo è approntare una rete di protezione assicurativa efficiente sia per il cittadino che per il medico e allo stesso tempo priva di oneri eccessivi per il Fondo sanitario nazionale".

"Certo, le soluzioni 'di diritto' - puntualizza - non sempre bastano, e sicuramente non in questo caso, perchè la 'malpractice' sanitaria che giunge nelle aule di giustizia e negli uffici assicurativi è solo la 'punta' di un iceberg che vede nei cosiddetti eventi 'sentinella' elementi importantissimi per la riduzione del rischio clinico. Insomma, la Responsabilità Civile giunge a danno conclamato, mentre il nostro obiettivo è prevenire. Su questo versante, il nuovo Piano sanitario nazionale e le risorse stabilite in Finanziaria destinate ai rinnovi contrattuali indicano la volontà di assicurare una qualificazione continua del medico e un accrescimento della capacità dell'Azienda sanitaria a sostenere la qualità delle prestazioni senza venire meno ai canoni di economicità e di efficienza".

Vietata l'infibulazione in Italia Approvato disegno di legge, prevista campagna di informazione. La Commissione Giustizia del Senato, nella riunione del 22 dicembre scorso, ha approvato definitivamente il disegno di legge in materia di “Prevenzione e divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile”. Vengono così sanzionate pratiche intollerabili che colpiscono bambine e adolescenti, e che violano i fondamentali diritti della persona, primo fra tutti quello alla integrità fisica. Quello delle mutilazioni genitali femminili è un fenomeno estraneo alla nostra cultura, che tuttavia è presente in Italia a causa della forte emigrazione dai paesi in cui ancora si praticano mutilazioni di tal genere. Con le nuove regole, chiunque praticherà l'infibulazione sarà punito con la reclusione da 4 a 12 anni: pena aumentata di un terzo se la mutilazione viene compiuta su una minorenne, nonché in tutti i casi in cui viene eseguita per fini di lucro. Il provvedimento prevede anche una serie di campagne di informazione dirette alle comunità interessate residenti nel nostro paese.

Nota Ministero su aziende Nestle’  e  Tetra Pak

“Nestlé e Tetra Pak hanno il dovere della prudenza”. Lo afferma in un comunicato il Ministero della Salute in cui si condivide “la nota inviata oggi anche al dicastero italiano dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, in cui le due aziende sono invitate a non spacciare per definitive le prime analisi sulla sicurezza della loro produzione. L’Efsa - esattamente come ricordato nel comunicato diramato ieri dal Ministero della Salute -  ha detto con chiarezza che l’assenza di rischi immediati per la salute è riferita alle attuali conoscenze ai livelli sinora riscontrati. Fare pubblicità affermando altro rischia di essere ingannevole.
Il fatto che l’Unione Europea non abbia ritenuto di intraprendere misure di ritiro dal mercato dei prodotti coinvolti non significa che non debbano esservi controlli ed è quello che il Ministero e le Regioni hanno deciso di continuare a fare nella riunione di ieri”.

Storace querela presidente Nestlè

La vicenda riguarda le affermazioni di Brabeck che aveva parlato di un presunto accordo intercorso fra ministero della Salute

Il ministro della Salute, Francesco Storace, e il direttore della Direzione generale della Sanità veterinaria  e degli Alimenti, Romano Marabelli,  hanno presentato al comandante dei Carabinieri dei Nas, generale Emilio Borghini, le querele nei confronti del presidente e amministratore delegato della Nestle, Peter Brabeck, per le affermazioni false e offensive pronunciate ieri.

La vicenda riguarda le affermazioni di Brabeck che aveva parlato di un presunto accordo intercorso fra ministero della Salute , ambienti comunitari e responsabili della Nestle' per lo smaltimento delle scorte di latte 'incriminato'.

Nota del Ministero sul T.U. concernente la delega al Governo per la disciplina delle professioni non regolamentate. leggi