Archivio News 2007

 

In rete una truffa sulla FAD AIFA

Tentata una truffa ai danni di medici e operatori sanitari interessati all'aggiornamento attraverso la formazione a distanza. In un falso sito ECCE si proponevano attività a pagamento quando quelle proposte dall'AIFA sono gratuite

Rischio truffa on-line per i medici e operatori sanitari a caccia di formazione a distanza. E' stato registrato, infatti, un falso sito del progetto Ecce (Educazione continua centrata sull'evidenze) dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Un indirizzo 'taroccato' che vende corsi a pagamento, sfruttando il nome e l'autorevolezza dell'ente istituzionale."Attenzione. Si tratta di millantatori, contro i quali agiremo nelle sedi opportune", avverte Antonio Addis, dirigente dell'Ufficio Informazioni sui farmaci dell' Aifa, ricordando che il progetto di formazione dell'Agenzia regolatorio italiana è completamente gratuito.  "Chiunque chieda soldi per la partecipazione al progetto Ecce - spiega Addis - va considerato alla stessa stregua di chi chiede soldi per la lettura del gas: un truffatore. Abbiamo, infatti, appena scoperto che qualcuno ha registrato un sito che si differenzia da quello originale solo per la mancanza di un punto tra Aifa e progettoEcce e promuove formazione a pagamento. Ricordo che il nostro progetto è rintracciabile, in tutta sicurezza, attraverso il sito dell'Aifa (www.agenzia.farmaco.it )". Al progetto di formazione a distanza 'Ecce', rivolto a diversi operatori sanitari, si sono registrati 128 mila utenti che, una volta completati i percorsi di formazioni a distanza, ottengono gratuitamente crediti validi per l'Ecm. Si tratta di esperienze formative particolarmente gradite dai fruitori: "è una formazione totalmente indipendente - conclude Addis - percepita come tale anche da chi la utilizza: dalle nostre misurazioni l'84 per cento la ritiene completamente 'libera' da interessi commerciali".

Organizzazione  Corsi  Presso  L’ordine

Il decreto legislativo n.626 del 19/09/1994  prescrive “ misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro, in tutti i settori pubblici e privati.”

Essendo legge dello Stato, questo decreto obbliga tutti i colleghi che hanno nel proprio studio uno o più lavoratori dipendenti, assunti dopo l’entrata in vigore di detta legge, ad adeguarsi alle disposizioni previste, anche per non incorrere in sanzioni penali.

Il nostro Ordine Professionale, per agevolare tutti i colleghi che non sono ancora in regola con dette norme, ha intenzione di organizzare dei corsi di formazione, sia per i medici che per il personale dipendente, grazie anche all’aiuto dei tutor dell’ ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) che già da anni organizza tali corsi per i propri iscritti.

I corsi saranno così suddivisi secondo le regole previste dal Decreto Ministeriale:

-          per i medici 16 ore totali suddivise in 2 giornate di 8 ore ciascuna;

-          per il personale dipendente (segretaria o infermiera) 32 ore totali suddivise in 4 giornate sempre di 8 ore ciascuna.

Alla fine di ogni corso sarà rilasciato idoneo attestato di formazione, previsto dalla legge 626/94, come RSPP (responsabile del servizio di prevenzione e protezione) per i medici e come RLS (responsabile dei lavoratori per la sicurezza) per il personale dipendente; sarà inoltre fornito l’elenco di tutta la documentazione che ogni collega è obbligato a tenere nel proprio studio professionale e l’elenco di tutte le operazioni necessarie per la 626 /94.

Tale iniziativa ha il grosso vantaggio di poter organizzare corsi specifici per il nostro settore di competenza senza correre il rischio di dover scegliere di frequentare corsi, presenti sul mercato, aperti a tutte le professioni e oltremodo costosi, come io stesso ho potuto constatare di persona.

Per organizzare tutto ciò è necessario che i colleghi interessati forniscano i propri dati alla nostra segreteria (tel 031/572613) entro il 29 marzo 2008; il tutto servirà per quantificare il numero degli interessati  ai corsi, che ripeto saranno aperti ai medici e al personale dipendente in orari distinti.

Il Corso RSPP per i medici si terrà nei seguenti giorni:

12 aprile  - 10 maggio 2008 dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 14,00 alle ore 18,00.

-          € 300.00 per i medici;

-          € 450.00 per il personale dipendente, naturalmente a carico del datore di lavoro.

Le cifre sopra indicate sono comprensive di IVA e con regolare ricevuta.
Scheda di iscrizione >


Aspettando la nuova ECM

L'anno nuovo porterà con sé la nuova ECM. È il sistema di formazione e aggiornamento in medicina che è stato messo a punto dal gruppo paritetico Stato-Regioni, valutando criticità e debolezza emerse nei cinque anni di sperimentale [1]. Il nuovo Programma di ECM 2008-2010 – che è ora in attesa di essere approvato dal Parlamento – dovrebbe rispondere ai bisogni di tutte le categorie professionali del sistema salute italiano, anche i liberi professionisti. In quest'ottica rientrano nel nuovo circuito nazionale di ECM anche gli operatori socio-sanitari mentre viene lasciata alle politiche Regionali la decisione sull'obbligo di formazione di tecnici e amministratici del settore. Ma quali le novità? E quali i punti di forza?

ECM nazionale e regionale
Un elemento di novità è la ridefinizione della Commissione Nazionale per la Formazione continua che nel nuovo sistema viene trasferita all'organo tecnico-scientifico-organizzativo dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali, a cui spetterà l'insieme di azioni di indirizzo e coordinamento che nel passato programma sperimentale erano proprie del Ministero della Salute. Ivan Cavicchi – presidente del Collegio di direzione del Servizio di controllo che ha coordinato il gruppo di lavoro Stato-Regione – lo definisce un nuovo sistema di governance che è stato appositamente pensato per superare quelle disuguaglianze riscontrate lungo lo stivale dei cinque anni di sperimentazione, garantendo allo stesso tempo un ruolo centrale delle Regioni. "Purtroppo anche per l'ECM valgono gli squilibri storici tra Nord e Sud: alcune Regioni faticano a decollare mentre altre Regioni sono avanti nel programma. Questo squilibrio è stato causato, in particolare, dall'assenza di politiche di orientamento nazionale", ha commentato Cavicchi in un'intervista rilasciata a Va' Pensiero. "Abbiamo pensato a un nuovo modello di governance del sistema di ECM, nel quale partecipano sia le rappresentanze sia gli ordini: un modello di governance embricato con le professioni e, quindi, volto ad essere orientato dalle esperienze e dalle conoscenze, con le Regioni naturalmente" [2]. In sintesi, per aumentare il grado di appropriatezza è stato scelto un sistema di ECM con un coordinamento a livello sia nazionale sia regionale, secondo la filosofia della Ministra Livia Turco "governare con le Regioni".

Il punto chiave dovrebbe essere la stretta collaborazione tra Ministero e rappresentanti delle Regioni e delle aziende, affinché la formazione diventi uno strumento di supporto alle politiche di programmazione regionali, aziendali e di servizio. "Il nuovo accordo Stato-Regioni prevede una tendenziale suddivisione dei crediti tra attività di richiamo ad obiettivi nazionali (20 per cento), obiettivi regionali ed aziendali (50 per cento) ed obiettivi individuali (30 per cento)", ci spiega Enrico Rossi coordinatore degli assessori alla Sanità della Conferenza Stato-Regioni, sottolineando che questa singolare ripartizione "conferma la struttura generale del sistema ECM che, partendo da indirizzi concordati a livello nazionale, offre adeguati spazi alla valorizzazione delle specifiche realtà regionali fino a quelle del singolo operatore".

Dossier formativo e aggiornamento in tutte le salse
Un secondo importante elemento di cambiamento è infatti l'introduzione del "dossier formativo del professionista" che permetterà al medico, all'operatore socio-sanitario e al libero professionista di disegnare un percorso di ECM personalizzato per soddisfare i propri bisogni di crescita professionale e di aggiornamento all'interno del gruppo e dell'organizzazione in cui opera.
Sulla modalità di formazione, il lavoro di riordino ha introdotto diverse tipologie di formazione che non sono più relegate solamente alla formazione residenziale ma anche ad altre modalità quali la formazione sul campo, l'autoapprendimento con o senza tutor, stage e gruppi di miglioramento e infine la tanto attesa FAD (formazione a distanza). Come sottolinea Cavicchi si tratta di "strategia di strategie": "Non possiamo pensare di puntare le nostre carte su un solo strumento, ma dobbiamo garantire un pluralismo metodologico proprio per aderire il più possibile alle caratteristiche delle realtà che vogliamo affrontare; per questo il nuovo programma di ECM prevede modalità formative diverse e dei criteri per quantificarle" [2].

Con il nuovo sistema cambia il passaggio dall'accreditamento: non verrà più accreditato l'evento ma il provider per garantire una maggiore trasparenza e sicurezza.

Quanti crediti per il trienno 2008-2010?
Il Ministero della Salute ha rilasciato l'autorizzazione alla registrazione degli eventi formativi e dei programmi formativi aziendali per il 2008. Secondo l'Accordo Stato-Regioni, ciascun discente deve accumulare 150 crediti nel triennio 2008-2010, con una media di 50 crediti formativi all'anno che possono andare da un minimo di 30 e un massimo di 70. Tre quinti dei 150 crediti richiesti dovranno essere acquisiti nel triennio (crediti "nuovi"), mentre fino a 60 potranno provenire dal riconoscimento di crediti formativi acquisiti tra il 2004 e il 2007. Le misure legate agli incentivi e/o alle sanzioni che interverranno in ordine all'acquisizione dei crediti formativi saranno adottate e rese note a seguito di un confronto con i soggetti interessati (parti sociali, organizzazioni di categoria, ecc.) [3,4].

ECM come diritto e dovere
Aspettando che il nuovo sistema italiano di ECM venga approvato in sede parlamentare ed entri a pieno regime, resta aperto il quesito del valore dell'aggiornamento professionale che dovrebbe essere alla base di qualsiasi sistema venga adottato e della sua relazione intrinseca con la professionalità del medico e – di conseguenze – delle qualità delle cure e dell'assistenza sanitaria erogata. Perché aggiornarsi? Interessante è la posizione di Joseph Gonnella, del Jefferson Medical College, secondo il quale "per un medico l'impegno ad aggiornarsi nel corso di tutta la vita è un dovere morale, etico e professionale" e "l'obiettivo dell'educazione medica è preparare il medico alla sfida di una pratica clinica che lo vedrà interpretare il ruolo dell'educatore e del gestore di risorse" [5]. In sintesi, l'ECM come diritto e/o dovere dei professionisti della salute?

Bibliografia

  1. Conferenza Stato Regioni 1 agosto 2007: riordino del sistema di Formazione continua in Medicina. Documento del Ministero della Salute. [pdf]
  2. Anno nuovo, ECM nuova. Intervista a Ivan Cavicchi. Va' Pensiero n. 327, 5 dicembre 2007.
  3. ECM: si riparte per il 2008. Sanità Sole 24 Ore, 4-10 dicembre 2007
  4. Accreditamento 2008. Documento del Ministero della salute. [pdf]
  5. Perché, se aggiornarsi è un dovere professionale, deve essere riconosciuto con crediti? Commento di Joseph Gonnella, pubblicato su Va' Pensiero n. 310, 4 luglio 2007.
 

Malpractice OMS, 10mln vittime per errori medici
Ogni anno sono circa 10 milioni le persone morte o ferite a causa degli errori medici. Solo in Europa, un paziente su dieci che entra in ospedale incorre in qualche procedura poco sicura o pericolosa, ma prevenibile. L'allarme è dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che ha organizzato una conferenza internazionale a Oporto, in Portogallo, proprio per parlare di sicurezza dei malati. L'appuntamento, che ha il sostegno della Commissione europea, vuole mettere intorno a un tavolo ricercatori e politici per creare una sinergia sul Vecchio continente. "I paesi Ue hanno ora uno strumento - afferma Liam Donaldson, che guida l'alleanza mondiale per la sicurezza dei malati dell'Oms - per tradurre le scoperte scientifiche in azioni concrete a vantaggio dei pazienti. In modo da salvare delle vite". Ma la strada da fare sembra lunga, visto che gli esperti dell'Agenzia dell'Onu per la sanità affermano che "in ogni caso ulteriori ricerche sono necessarie prima di determinare l'esatto impatto della scarsa sicurezza dei malati sulla loro salute".
Altre Notizie  >

Prescrivi ampicillina a un pz. con tonsillite e compare un rush cutaneo: a cosa pensare? Mononucleosi infettiva. È una malattia legata all'infezione da Epstein Barr virus (EBV), che si manifesta tipicamente con febbre, faringodinia e malessere generale. Per queste caratteristiche cliniche, spesso viene posta una diagnosi errata di faringotonsillite e prescritto un antibiotico. Tra i segni obiettivi, oltre ai classici linfoadenopatia, splenomegalia (50%), faringite essudativa e tonsillite, nel 15% dei pazienti si verifica la comparsa di un rush cutaneo maculopapulare o, talora, petecchiale. Nei pazienti che stanno seguendo terapia con ampicillina, invece, la frequenza di comparsa del rush è superiore al 90% (a causa della produzione transitoria di anticorpi EBV-indotti contro l'ampicillina)

Sulla via del contratto per medicina generale
Potrebbero essere firmati oggi gli atti di indirizzo preliminari al rinnovo degli accordi collettivi nazionali di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti convenzionati. E' infatti convocato alle 9.00, presso la segreteria della Conferenza delle Regioni, il Comitato di settore per il comparto sanità, come si legge in una nota del ministero della Salute. "L'approvazione di tali documenti - scrive il ministero - consentirà il sollecito avvio delle trattative".

Stetoscopio addio, in pensione dopo 200 anni
L'intramontabile stetoscopio, al collo dei 'camici bianchi' ormai da oltre 200 anni, rischia di andare in pensione. Al suo posto potremmo presto trovare nello studio del medico un lettore Mp3, di quelli coloratissimi e 'gettonati' soprattutto da giovani e teenager. E' questa una delle novità presentate al Congresso dell'European Respiratory Society (Ers) in corso a Stoccolma. Ad accelerare la fine dello stetoscopio, usato dai medici per 'ascoltare' cuore e polmoni testandone la salute, sono stati soprattutto gli ultimi studi che ne hanno messo in dubbio l'efficacia. O meglio la capacità dei camici bianchi di decifrare i suoni 'amplificati' dallo strumento. In particolare, una recente ricerca danese ha mostrato come gran parte dei medici avesse difficoltà nel distinguere suoni provenienti da cuore, bronchi e polmoni. Neanche l'arrivo dello stetoscopio elettronico, sosteneva lo studio, era servito a migliorare le cose. Altre due indagini, inoltre, avevano mostrato come gli studenti di medicina dovessero riascoltare i suoni provenienti da uno stetoscopio circa 500 volte prima di riconoscerne la provenienza. Da qui la decisione di un ricercatore canadese, Neil Skjodt del Dipartimento di Medicina dell'università dell'Alberta di Edmonton, di correre ai ripari. Con il supporto di un collega otorino, Bill Hodgetts, Skjodt ha sostituito il classico stetoscopio con un lettore Mp3, di quelli in vendita nei grandi magazzini. Appoggiando l'insolito strumento sulla cassa toracica di alcuni pazienti, il ricercatore ha registrato i suoni provenienti da bronchi e polmoni. "La qualità dei suoni è molto alta - spiega il ricercatore a Stoccolma - di gran lunga migliore di quella ottenuta dai migliori stetoscopi". E la conferma arriverebbe anche dagli studenti di medicina a cui Skjodt ha fatto ascoltare le registrazioni. "I risultati sono stati diversi, ma di certo non disastrosi come quelli emersi dagli studi realizzati sul tradizionale stetoscopio", assicura lo studioso. Se non altro, "la maggior parte degli studenti è stata in grado di capire da quale parte dell'organismo i suoni provenissero". Inoltre, "ci sono una serie di altri motivi che rendono - secondo Skjodt - il lettore Mp3 preferibile allo stetoscopio. Innanzitutto, questo strumento ci consente di registrare i suoni, nonché di trasmetterli a uno specialista se crediamo ce ne sia bisogno. Inoltre - aggiunge il ricercatore - possiamo condividerli con altri camici bianchi, qualora avessimo dei dubbi sullo stato di salute del nostro paziente". Senza contare che, all'occorrenza, il lettore potrebbe nuovamente trasformarsi nell'apparecchio che tutti noi conosciamo: una playlist di tutti i brani preferiti, compresi motivi e canzoni più amati dai medici.

 

Maniche corte in corsia
Il ministro della Salute britannica, Alan Johnson, dal prossimo gennaio manderà in soffitta i tradizionali camici bianchi dei medici Medici in 'maniche corte' negli ospedali inglesi? Una prassi già consolidata in Italia. Soprattutto nei reparti di terapia intensiva e di chirurgia, dove l'abbigliamento dei dottori, già da tempo, è 'a prova di infezioni'. E' il commento di Carlo Lusenti, segretario nazionale Anaao-Assomed (Associazione nazionale dei medici dirigenti ospedalieri), al provvedimento firmato dal ministro della Salute britannica, Alan Johnson, che dal prossimo gennaio manderà in soffitta i tradizionali camici bianchi dei medici. Camici sostituiti grembiuli in plastica e divise a maniche corte, considerate più igieniche. "Questa norma - spiega Lusenti - è pienamente condivisibile. Da noi però è già superata dai fatti, visto che è messa in pratica già da tempo. Soprattutto nei reparti più a rischio infezioni: terapia intensiva e chirurgia". Un provvedimento che, se 'importato' ufficialmente nella penisola, non aggiungerebbe quindi granché, assicura Lusenti. "Ormai - aggiunge - credo che nel nostro Paese solo un 5 per cento dei medici indossi in corsia il 'vecchio' camice bianco. Il mio - conclude - mi sono pure dimenticato dove l'ho riposto".

 

Fassino, sì a testamento biologico ma no a eutanasia

"Sul testamento biologico è possibile ricercare una soluzione equilibrata, che sia capace di dare al nostro Paese una normativa moderna, civile e rispettosa della volontà delle persone, senza minimamente concedere nessuna forma di eutanasia". Lo ha detto il segretario nazionale dei Ds, Piero Fassino, commentando con i giornalisti l'apertura al testamento biologico da parte del ministro dell'Interno, Giuliano Amato, nel corso della Conferenza nazionale sulla famiglia. "Mi pare che in commissione, al Senato, si sia fatto un ottimo lavoro grazie al presidente Marino - ha sottolineato Fassino - e ci sono tutte le condizioni per trovare una soluzione equilibrata e largamente condivisa: noi lavoriamo per questo. L'intervento di Amato lo ha dimostrato, facendo riferimenti a un testo della Chiesa in cui parla della possibilità di disporre di sé, del proprio corpo e della propria volontà - ha concluso il leader Ds - senza per questo aprire a nessuna forma di eutanasia".

 

Per ammodernare Ssn più cooperazione tra regioni. E' questa la ricetta del ministro della Salute Livia Turco "Più cooperazione tra le Regioni per ammodernare il Servizio sanitario nazionale". E' questa la ricetta del ministro della Salute Livia Turco, che questa mattina ha partecipato al convegno 'Uno sguardo al futuro: l'ammodernamento del sistema sanitario per la sostenibilità', in corso al Forum della Pubblica amministrazione a Roma. "Mi auguro - spiega Turco - uno spirito forte di cooperazione tra le Regioni. Altrimenti non si costruisce l'universalità del Ssn". Il ministro ritorna sulla polemica a distanza con il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, relativa ai tre miliardi stanziati dal Governo per ripianare i debiti delle Regioni con i conti della sanità in rosso. "Quei tre miliardi non sono stati stanziati per chi ha speso male. Mi è dispiaciuta la discussione - incalza Turco - e Formigoni ha dimostrato scarso senso dello Stato". Il ministro spiega che invece i finanziamenti accordati alle Regioni che hanno varato piani di rientro dal deficit "sono misure di accompagnamento per aiutare chi, come il Lazio, deve vincere la sfida". Dunque ribadisce il significato che lei attribuisce al federalismo sanitario. "La discussione su quale federalismo adottare - prosegue - deve tenere conto dell'esempio delle Regioni virtuose. Per questo credo nel valore della politica dell'affiancamento, delle Regioni virtuose che devono essere di esempio alle altre".
 

Veronesi, quando non guarisce medicina ha dovere di lenire dolore. "Quando non può più guarire, il dovere più alto e umano della medicina resta quello di curare. Togliere il dolore, far sì che l'uomo non sia mai umiliato". Così l'oncologo ed ex ministro della Sanità Umberto Veronesi, in un messaggio inviato alla Fondazione nazionale Gigi Ghirotti che ieri al ministero della salute, a Roma, ha presentato la VI Giornata nazionale del sollievo. "Il medico - riprende - deve sentirsi moralmente chiamato a curare il dolore sempre, a tutti i livelli e a tutti gli stadi di una malattia. Anche quando la medicina non è più in grado di guarire, e senza aspettare che la sofferenza del paziente arrivi a un livello insopportabile che gli tolga lucidità e dignità". "Non soffrire - dice Veronesi - è un diritto fondamentale di ogni uomo. E non far soffrire è uno dei doveri più alti della medicina".

 

Medico guardia? risponde da casa, basta presidi insicuri

A chiedere una "seria riforma" della guardia medica è Domenico Crisarà, segretario nazionale della Fimmg-continuità assistenziale

Guardia medica sempre reperibile, ma con camici bianchi che rispondono anche dal proprio domicilio, dove, se è necessario, possono anche visitare i pazienti. Basta con i presidi, troppo spesso mal dislocati e fatiscenti, che non garantiscono la sicurezza del medico. A chiedere una "seria riforma" della guardia medica è Domenico Crisarà, segretario nazionale della Fimmg-continuità assistenziale che, a margine del congresso dello Snami in corso a Copanello di Stalettì (Cz), ha ricordato i rischi che ogni giorno corrono i medici di guardia. "L'ultimo episodio grave - ha precisato - solo qualche giorno fa in provincia di Lecce, dove sono stati sparati colpi di arma da fuoco contro un presidio di guardia medica. Il fatto più tragico è che l'aggressione è avvenuta nella stessa zona dove otto anni fa fu uccisa il medico di guardia Maria Monteduro".

E' quindi anche per tutelare i camici bianchi, secondo Crisarà, "che è necessario cambiare volto a questo servizio. Per farlo i medici di guardia devono essere inseriti a pieno titolo nel servizio territoriale offerto dalla medicina generale, in un sistema cioè di cure primarie che garantisca una presenza più efficace sul territorio con l'alternanza di diverse figure professionali". Secondo Crisarà, i medici di guardia devono trasformarsi, passare da professionisti anonimi, come sono spesso considerati oggi, a camici bianchi di fiducia. "I medici - ha spiegato - devono essere identificabili e poter identificare i cittadini, con i quali devono poter instaurare un rapporto di fiducia. Basta, dunque, con il presidio. Bisogna puntare soprattutto sulla reperibilità anche domiciliare del medico. In pratica il camice bianco può rimanere a casa sua, l'importante è garantire l'efficacia delle prestazioni, in particolare di quelle che non possono essere rimandate". E se, invece, è necessaria l'attività di ambulatorio, questa "deve essere riprogettata e modellata sulle esigenze del territorio. Ma soprattutto non possiamo più accettare ambulatori che non garantiscono la sicurezza".

 

Snami si prepara a cambio al vertice
Non ripresenterà più la sua candidatura Piergiuseppe Conti, attuale presidente, che non partecipa alla 'corsa' per la guida del sindacato per ragioni personali Cambio di vertice in vista per lo Snami, il sindacato nazionale autonomo dei medici italiani, che ha aperto ieri il suo XXVI congresso, a Copanello (CZ) dove sarà eletto, alla fine della settimana, il nuovo presidente. Non ripresenterà più la sua candidatura Piergiuseppe Conti, attuale presidente, che non partecipa alla 'corsa' per la guida del sindacato per ragioni personali. Ma il cambiamento, assicura il presidente uscente, non 'rivoluzionerà' lo Snami. "Con ogni probabilità - spiega Conti - salvo che a Copanello, come in tutti i congressi nazionali elettivi, succeda il terremoto, saranno figure già collaudate ad assumere la responsabilità gestionale del sindacato, affiancate da nomi nuovi di personalità che hanno già dimostrato con incarichi specifici o responsabilità periferiche, di saper continuare la politica sindacale Snami, da sempre caratterizzata dalla difesa strenua della libertà professionale, del rapporto medico paziente, della eticità del lavoro del medico" Tra gli argomenti 'forti' dell'appuntamento congressuale c'è il rinnovo della convenzione che per lo Snami "deve essere davvero 'una convenzione'. Non ci va bene - dice Conti - la dipendenza dal Ssn, né qualsiasi soluzione che la mascheri. Da alcuni anni abbiamo chiesto una 'convenzione ponte' prima osteggiata da altri sindacati, poi condivisa, ma mai accettata dalla parte pubblica". Proprio alla parte pubblica, continua , "sono state fatte due proposte: siamo pronti a farne una terza purché porti a una conclusione rivalutativa della professionalità (per esempio della continuità assistenziale), della normativa e della parte economica. Riteniamo che il rapporto di fiducia paziente-medico sia un valore da mantenere e non da affossare, per questo siamo disponibili a una trattativa senza limiti di tempo"

 

Anaao querela l'Espresso per articolo su "dottor truffa"

Il titolo 'dottor truffa', che campeggiava sulla copertina dell'Espresso del numero 16 del 26 aprile, è costato al settimanale una querela per diffamazione a mezzo stampa. A sporgerla è l'Anaao Assomed, principale sindacato della dirigenza medica. L'articolo dell'Espresso evidenziava una buona percentuale di medici evasori nell'esercizio della libera professione intramoenia. "Ritengo che si possa, e si debba, indignarsi - commenta il segretario nazionale dell'associazione, Carlo Lusenti - e reagire di fronte a un'accusa, tanto generica quanto infamante, quale quella gridata dalla copertina dell'Espresso che equivale a dire: i medici sono tutti truffatori. Io non sono un truffatore, e non lo sono le decine di migliaia di medici ospedalieri - sottolinea - che ogni giorno, con dedizione e competenza, svolgono tra mille difficoltà la loro opera a favore dei cittadini italiani". Lusenti precisa di non voler "con questo affermare che non ci possano essere, in una categoria così vasta ed eterogenea, comportamenti scorretti e censurabili. Né voglio attribuire una patente di legalità e fedeltà fiscale a ciascun medico ospedaliero. La responsabilità penale riguarda il definitivo accertamento di fatti illeciti compiuti da singoli individui, alla cui difesa nessuno si vuol dedicare, riconoscendo per di più a tali provati comportamenti la grave responsabilità di danneggiare la reputazione di tutti i camici bianchi onesti".

Ma, per Lusenti, "cosa ben diversa è sbattere in prima pagina una mostruosa categoria di professionisti, esporla al generale ludibrio sulla base di pochi dati riportati non senza inesattezze, ingenerare la convinzione che la libera professione sia esercitata in modo illegale e truffaldino, danneggiare in un colpo solo la credibilità di migliaia di professionisti e la fiducia che ripongono in loro milioni di cittadini. Siamo i primi a rivendicare e pretendere - continua - il rispetto delle leggi e dei contratti, che prevedono in modo analitico i diritti e i doveri (deontologici, amministrativi, penali, civili, fiscali) dei medici ospedalieri, anche riguardo alla libera professione. Siamo i primi a chiedere che siano fatti tutti i controlli necessari ad individuare i comportamenti scorretti e illegali. Ma siamo anche i primi e i più intransigenti difensori del buon nome di decine di migliaia di medici onesti e capaci, che non possono sopportare silenziosamente la calunnia e la diffamazione".
 

Presto un disegno legge sulla sicurezza cure.

E Sarà un disegno di legge di prossima emanazione sulla qualità e la sicurezza delle cure a stabilire l'istituzione di specifiche unità per la sicurezza in ogni Asl e ospedale da porre in staff alla direzione generale, annunciato oggi dal ministro della Salute Livia Turco commentando i fatti dell'ospedale di Castellaneta. Errore umano e carenze organizzative possono essere entrambi affrontati, queste le misure del ministero della Salute. - IL CONTROLLO DEL RISCHIO CLINICO. Oltre al disegno di legge in arrivo nel mese di dicembre nel 2006 è stato istituito il 'Centro di riferimento Nazionale sulla sicurezza dei pazienti'. Per questo organismo è previsto un finanziamento iniziale di 300 mila euro e poi di 1 milione di euro l'anno (ddl febbraio 2007 già all esame del Parlamento). Sulla base del nuovo Patto per la salute, è stato poi concordato con le Regioni di arrivare ad un'intesa sul Programma Nazionale per la promozione permanente della Qualità nel SSN, che conterrà, tra l'altro, un capitolo dedicato al tema sicurezza dei pazienti.In proposito i nuovi finanziamenti (2,5 miliardi di euro) previsti dalla finanziaria 2007 per l ammodernamento degli ospedali avranno come priorità la messa in sicurezza delle strutture. - MONITORAGGIO. E' stato preparato un sistema per l'allarme sui cosiddetti eventi sentinella e cioé quegli eventi di particolare gravità che una volta segnalati devono essere oggetto di immediate analisi e verifiche per capire cosa non ha funzionato. Il modello è pronto ora bisogna applicarlo in tutti gli ospedali. E' stato inoltre messo a punto uno specifico "Sistema Informativo per il Monitoraggio degli errori in Sanità" (in siglia SIMES), che diventerà uno degli strumento del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS). - LE RACCOMANDAZIONI. Si tratta di una serie di indicazioni per la prevenzione degli errori nelle procedure che una volta messe a punto sui singoli aspetti sanitari e organizzativi, vengono diramate, volta dopo volta, in tutte le Asl e gli ospedali. - LA FORMAZIONE DEGLI OPERATORI. Sono stati già elaborati diversi programmi specifici e un primo corso nazionale rivolto a tutti i medici e agli infermieri italiani, realizzato in collaborazione con gli Ordini dei Medici e degli Infermieri. - IL COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI. Il problema della Sicurezza deve essere affrontato con la partecipazione attiva di tutte le componenti. In particolare di cittadini, pazienti e familiari. Per arrivare a questo obiettivo è in corso di preparazione una serie di materiali informativi che saranno distribuiti negli ospedali e abbiamo predisposto delle vere e proprie campagne di comunicazione rivolte ai cittadini sul rischio clinico e la sicurezza delle cure. - CONSENSO INFORMATO. Oggi è spesso solo una formalità burocratica che il cittadino firma senza neanche conoscere bene il contesto e la dinamica degli interventi sanitari a cui verrà sottoposto. Il ministero intende rafforzare questo momenti di informazione per i pazienti così come la comunicazione dell'errore.

 

 

Denunce contro medici +184 per cento in 10 anni

Un fenomeno che ha costi elevati: pari all'1 per cento del Pil, 10 miliardi di euro l'anno

Sono aumentate del 184 per cento negli ultimi 10 anni le denunce ai medici per malpractice (errori medici), attestandosi a 150 mila all'anno. Un fenomeno che ha costi elevati: pari all'1 per cento del Pil, 10 miliardi di euro l'anno, secondo recenti stime. Lo ricordano i camici bianchi dell'Amami (Associazione medici accusati di malpractice ingiustamente) che, dal 38.esimo Congresso nazionale dell'Otodi (Ortopedici e traumatologi ospedalieri d'Italia) in corso a Tirrenia, protestano contro "la 'sindrome americana' che spinge a far causa ai camici bianchi per presunte lesioni legate alle prestazioni sanitarie". Una protesta che potrebbe presto trasformarsi in azioni. "I medici - avverte il presidente dell'associazione Maurizio Maggiorotti - sono pronti ad azioni clamorose, perché le loro richieste, fatte nel solo interesse di ridare serenità al rapporto con il paziente, vengano ascoltate".

Maggiorotti invita a smetterla "con le vessazioni delle assicurazioni, con i risparmi della spesa sanitaria decisi dai manager, sopportati dai medici e sofferti dai cittadini. Basta con il silenzio dei politici. Dalle prestazioni mediche - dice Maggiorotti - si pretendono ormai risultati miracolosi e la conseguente tensione generata negli ospedali è così forte che sulla medicina tradizionale, basata solo sulla considerazione della salute del paziente, si sta imponendo quella 'difensiva' che porta gli specialisti a rinunciare alla chirurgia che ritengono più idonea, nel timore di finire in tribunale". L'Amami ricorda che anche i chirurghi dal Congresso della Sic (Società italiana di chirurgia) - che si tiene in questi giorni a Roma - chiedono l'osservatorio del contenzioso e dell'errore medico, proposto dall'Amami dal 2005. L'aumento delle denunce negli ultimi anni pesa anche economicamente. L'Associazione italiana oncologia medica (Aiom) - ricorda ancora Amami - sostiene che i costi di questa "macchina" siano pari all'1 per cento del Pil, 10 miliardi di euro l'anno. "Soprattutto i chirurghi vengono denunciati o subiscono richieste di risarcimento con estrema superficialità, mentre 2 su 3, dopo un lungo calvario giudiziario, verranno riconosciuti innocenti", conclude l'associazione.

 

Anaao, pochi casi medici evasori non giustificano accuse generalizzate

I casi di evasione fiscale da parte di medici che lavorano in intramoenia, segnalati dall'Agenzia delle Entrate "seppure siano espressione di assenza di controllo e siano da condannare, non giustificano campagne mediatiche di accuse generalizzate nei confronti dell'intera categoria. Si tratta infatti di poche centinaia di casi su 50.000 professionisti che esercitano tale attività".

Commenta così l'Anaao-Assomed la notizia, che sarà pubblicata domani sul settimanale 'L'Espresso', secondo cui fra il 30 e il 50 per cento dei circa 200 medici sottoposti a ispezioni fiscali è risultato 'evasore'. "La violazione delle regole - si legge in una nota - non implica l'abolizione delle regole stesse. Se ad esempio l'evasione fiscale si riscontra con maggiore frequenza negli esercizi commerciali non induce nessuno a pensare di vietare l'attività commerciale. L'Anaao Assomed - prosegue il comunicato - si augura che sia giunta l'ora di confrontare proposte concrete che evitino un dibattito ideologico per permettere di dedicare le energie di istituzioni e professionisti ai problemi più urgenti del servizio sanitario nazionale". E sempre in tema di intramoenia, l'Anaao Assomed conferma l'apprezzamento già espresso per le conclusioni della indagine sulla libera professione intramoenia allargata approvate dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato, pur riservandosi di analizzare in dettaglio le proposte avanzate. In modo particolare - affermano i medici dirigenti - condividiamo il giudizio di "poco realistico" espresso nei confronti del termine del 31 luglio prossimo posto dal Decreto Bersani per l'utilizzo degli studi privati, apprezzando la volontà, ribadita anche dalle recenti posizioni del ministero della Salute, di porre fine al regime delle proroghe che si susseguono da 8 anni attraverso un percorso condiviso che traguardi la fine del 2008. L'inserimento della attività intramoenia, ancorché allargata, in un sistema organizzato di controllo e gestione aziendale che utilizzi, se necessario, anche spazi esterni alla azienda potrebbe dare l'avvio ad un sistema stabile e trasparente che garantisca il diritto dei medici e quello dei cittadini. Ovviamente - conclude la nota - fatte le necessarie verifiche tecniche e con la collaborazione di organismi professionali.

 

Valutazione rischi prodotti tessili
Nasce un osservatorio nazionale per valutare i rischi sulla salute legati ai prodotti tessili: sono 60 mila i casi di patologie in Italia. Il progetto, che sara' finanziato dal Ministero della Salute, dovra' bloccare l'immissione nel mercato di prodotti confezionati con sostanze nocive alla salute umana, offrendo garanzie ai produttori italiani che le merci prodotte nell'Ue, e fuori dall'Ue, non provochino danni per l'industria nazionale. L'iniziativa e' stata giudicata positiva dai sindacati.

 

 

 

Comunicazione degli indirizzi e.mail degli iscritti
Molti di voi avranno già ricevuto la newsletter dell'Ordine, rinnovata nella parte grafica,  inviata con un nuovo apposito software. Uno strumento che vi terrà il più possibile informati sull'attività dell'Ordine, sui servizi e sulle notizie del nostro portale internet. Dopo questo primo invio abbiamo riscontrato che molti indirizzi e-mail sono cambiati oppure non funzionanti. Vi preghiamo quindi di comunicare  alla segreteria dell'Ordine ogni eventuale variazione di indirizzo di posta elettronica. Chi invece non lo avesse mai fatto è pregato di segnalarlo tempestivamente. Grazie per la collaborazione .

 

Boom prescrizioni 'occulte', 40 per cento non parte da medico famiglia
 

Un fenomeno sempre più diffuso nelle grandi città italiane

Il paziente presenta al suo medico di famiglia la richiesta di un esame diagnostico, di una visita specialistica, di una nuova cura o addirittura di un ricovero. E il camice bianco la trascrive sul ricettario del Servizio sanitario nazionale, anche se la prescrizione non è 'farina del suo sacco'. Sono le cosiddette prescrizioni 'occulte', un fenomeno sempre più diffuso nelle grandi città italiane, e in virtù del quale molte delle domande di accertamenti, terapie e ospedalizzazioni attribuite al medico di medicina generale 'partono' in realtà dalla medicina di secondo livello. Secondo una ricerca osservazionale condotta da 12 medici di famiglia della Asl provinciale di Brescia, la percentuale di prescrizioni 'occulte' è pari al 40 per cento. Ma per Roberto Carlo Rossi, segretario nazionale Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani), "il calcolo è prudenziale: nei grandi centri urbani - spiega l'esperto all'Adnkronos salute - le prescrizioni 'occulte' sono ben di più e forse superano il 50 per cento". L'indagine bresciana si concentra sulla diagnostica ed è pubblicata sull'ultimo numero del trimestrale 'Politiche Sanitarie'. Per sei mesi, dall'ottobre 2005 al marzo 2006, gli autori hanno classificato le loro prescrizioni in quattro categorie: esami prescritti di propria iniziativa, esami suggeriti da specialisti pubblici, esami consigliati da specialisti privati/accreditati ed esami suggeriti dagli assistiti. Su un totale di 65.471 contatti ambulatoriali medico-paziente registrati nel periodo in analisi, sono state raccolte in tutto 19.063 prescrizioni corrispondenti alle quattro tipologie sopra indicate. E se nel 60 per cento dei casi la prescrizione partiva direttamente dal medico di famiglia, nel 40 per cento risultava 'indotta': dallo specialista pubblico (19 per cento), dallo specialista privato (13 per cento) oppure dallo stesso paziente (8 per cento). Ma considerando le prestazioni di diagnostica per immagini, le più tecnologiche e costose, il rapporto svelato dallo studio bresciano si ribalta: il 40 per cento delle prescrizioni viene deciso nell'ambulatorio del medico di medicina generale, il 60 per cento in quello specialistico.
 

Decreto Legislativo  N. 626 del  19/09/1994
Organizzazione  corsi  presso  l’ordine


Il decreto legislativo n.626 del 19/09/1994  prescrive “ misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro, in tutti i settori pubblici e privati.”

Essendo legge dello Stato, questo decreto obbliga tutti i colleghi che hanno nel proprio studio uno o più lavoratori dipendenti, assunti dopo l’entrata in vigore di detta legge, ad adeguarsi alle disposizioni previste, anche per non incorrere in sanzioni penali.

Il nostro Ordine Professionale, per agevolare tutti i colleghi che non sono ancora in regola con dette norme, ha intenzione di organizzare dei corsi di formazione, sia per i medici che per il personale dipendente, grazie anche all’aiuto dei tutor dell’ ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) che già da anni organizza tali corsi per i propri iscritti.

Alla fine di ogni corso sarà rilasciato idoneo attestato di formazione, previsto dalla legge 626/94, e tutta la documentazione che ogni collega è obbligato a tenere nel proprio studio professionale.

Tale iniziativa ha il grosso vantaggio di poter organizzare corsi specifici per il nostro settore di competenza senza correre il rischio di dover scegliere di frequentare corsi, presenti sul mercato, aperti a tutte le professioni e oltremodo costosi, come io stesso ho potuto constatare di persona.

Per organizzare tutto ciò è necessario che i colleghi interessati forniscano i propri dati alla nostra segreteria (tel 031/572613) entro il 15 Maggio 2007; il tutto servirà per fare una prima stima degli eventuali iscritti ai corsi, che ripeto saranno aperti ai medici e al personale dipendente in orari distinti.

Chi volesse prendere visione dell’intero decreto legislativo, è disponibile o presso la segreteria del nostro Ordine Provinciale o sul nostro Sito

 

Farmindustria, presto novità su sponsor convegni medici
In dirittura d'arrivo "nuove regole trasparenti e controllate, frutto di un lavoro di condivisione con la Federazione degli Ordini dei medici, i sindacati e le società scientifiche"

Potrebbero arrivare presto novità sui convegni medici e dunque sull'Ecm, l'aggiornamento per i camici bianchi, sponsorizzati dalle aziende farmaceutiche. Dopo il blocco degli sponsor farmaceutici ai convegni, deciso da Farmindustria dallo scorso novembre 'causa Finanziaria', potrebbero essere in dirittura d'arrivo "nuove regole trasparenti e controllate, frutto di un lavoro di condivisione con la Federazione degli Ordini dei medici, i sindacati e le società scientifiche". Ad annunciarlo è stato il presidente di Farmindustria, Sergio Dompè, a margine di un convegno sulle piccole e medie imprese farmaceutiche, in corso a Roma. "Abbiamo bisogno di riaggiornare le regole in questo settore, soprattutto per capitoli che hanno avuto i maggiori 'effetti collaterali' - ha detto Dompè - e abbiamo voluto ridiscuterle con tutto il mondo medico. Stiamo lavorando dunque per arrivare a un'autoregolamentazione per le imprese, ma in collaborazione con i medici e con il controllo delle Istituzioni". Le novità, secondo il presidente di Farmindustria, porterebbero a una "modifica più selettiva delle regole attuali, basata su una condivisione con i medici". Non solo. Farmindustria chiede che ci sia una costante verifica esterna, attraverso maggiori controlli, soprattutto da parte dell'Agenzia italiana del farmaco. Intanto, per domani, è convocata la giunta di Farmindustria. E non si esclude che questi temi possano essere posti sul tavolo.