In
rete una truffa sulla FAD AIFA
Tentata una truffa ai danni di medici e
operatori sanitari interessati all'aggiornamento
attraverso la formazione a distanza. In un falso
sito ECCE si proponevano attività a pagamento
quando quelle proposte dall'AIFA sono gratuite
Rischio truffa on-line per
i medici e operatori sanitari a caccia di
formazione a distanza. E' stato registrato,
infatti, un falso sito del progetto Ecce
(Educazione continua centrata sull'evidenze)
dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Un
indirizzo 'taroccato' che vende corsi a
pagamento, sfruttando il nome e l'autorevolezza
dell'ente istituzionale."Attenzione. Si tratta
di millantatori, contro i quali agiremo nelle
sedi opportune", avverte Antonio Addis,
dirigente dell'Ufficio Informazioni sui farmaci
dell' Aifa, ricordando che il progetto di
formazione dell'Agenzia regolatorio italiana è
completamente gratuito. "Chiunque chieda soldi
per la partecipazione al progetto Ecce - spiega
Addis - va considerato alla stessa stregua di
chi chiede soldi per la lettura del gas: un
truffatore. Abbiamo, infatti, appena scoperto
che qualcuno ha registrato un sito che si
differenzia da quello originale solo per la
mancanza di un punto tra Aifa e progettoEcce e
promuove formazione a pagamento. Ricordo che il
nostro progetto è rintracciabile, in tutta
sicurezza, attraverso il sito dell'Aifa (www.agenzia.farmaco.it
)". Al progetto di formazione a distanza 'Ecce',
rivolto a diversi operatori sanitari, si sono
registrati 128 mila utenti che, una volta
completati i percorsi di formazioni a distanza,
ottengono gratuitamente crediti validi per l'Ecm.
Si tratta di esperienze formative
particolarmente gradite dai fruitori: "è una
formazione totalmente indipendente - conclude
Addis - percepita come tale anche da chi la
utilizza: dalle nostre misurazioni l'84 per
cento la ritiene completamente 'libera' da
interessi commerciali".
Organizzazione Corsi Presso L’ordine
Il decreto legislativo n.626 del 19/09/1994 prescrive “ misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro, in tutti i settori pubblici e privati.”
Essendo legge dello Stato, questo decreto obbliga tutti i colleghi che hanno nel proprio studio uno o più lavoratori dipendenti, assunti dopo l’entrata in vigore di detta legge, ad adeguarsi alle disposizioni previste, anche per non incorrere in sanzioni penali.
Il nostro Ordine Professionale, per agevolare tutti i colleghi che non sono ancora in regola con dette norme, ha intenzione di organizzare dei corsi di formazione, sia per i medici che per il personale dipendente, grazie anche all’aiuto dei tutor dell’ ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) che già da anni organizza tali corsi per i propri iscritti.
I corsi saranno così suddivisi secondo le regole previste dal Decreto Ministeriale:
- per i medici 16 ore totali suddivise in 2 giornate di 8 ore ciascuna;
- per il personale dipendente (segretaria o infermiera) 32 ore totali suddivise in 4 giornate sempre di 8 ore ciascuna.
Alla fine di ogni corso sarà rilasciato idoneo attestato di formazione, previsto dalla legge 626/94, come RSPP (responsabile del servizio di prevenzione e protezione) per i medici e come RLS (responsabile dei lavoratori per la sicurezza) per il personale dipendente; sarà inoltre fornito l’elenco di tutta la documentazione che ogni collega è obbligato a tenere nel proprio studio professionale e l’elenco di tutte le operazioni necessarie per la 626 /94.
Tale iniziativa ha il grosso vantaggio di poter organizzare corsi specifici per il nostro settore di competenza senza correre il rischio di dover scegliere di frequentare corsi, presenti sul mercato, aperti a tutte le professioni e oltremodo costosi, come io stesso ho potuto constatare di persona.
Per organizzare tutto ciò è necessario che i colleghi interessati forniscano i propri dati alla nostra segreteria (tel 031/572613) entro il 29 marzo 2008; il tutto servirà per quantificare il numero degli interessati ai corsi, che ripeto saranno aperti ai medici e al personale dipendente in orari distinti.
Il Corso RSPP per i medici si terrà nei seguenti giorni:
12 aprile - 10 maggio 2008 dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 14,00 alle ore 18,00.
- € 300.00 per i medici;
- € 450.00 per il personale dipendente, naturalmente a carico del datore di lavoro.
Le cifre sopra indicate sono comprensive di IVA e con regolare ricevuta.
Scheda di iscrizione >
Aspettando la nuova ECM
L'anno nuovo porterà con sé la nuova ECM. È il sistema di formazione e aggiornamento in medicina che è stato messo a punto dal gruppo paritetico Stato-Regioni, valutando criticità e debolezza emerse nei cinque anni di sperimentale [1]. Il nuovo Programma di ECM 2008-2010 – che è ora in attesa di essere approvato dal Parlamento – dovrebbe rispondere ai bisogni di tutte le categorie professionali del sistema salute italiano, anche i liberi professionisti. In quest'ottica rientrano nel nuovo circuito nazionale di ECM anche gli operatori socio-sanitari mentre viene lasciata alle politiche Regionali la decisione sull'obbligo di formazione di tecnici e amministratici del settore. Ma quali le novità? E quali i punti di forza?
ECM
nazionale
e
regionale
Un
elemento
di
novità
è la
ridefinizione
della
Commissione
Nazionale
per
la
Formazione
continua
che
nel
nuovo
sistema
viene
trasferita
all'organo
tecnico-scientifico-organizzativo
dell'Agenzia
per
i
servizi
sanitari
regionali,
a
cui
spetterà
l'insieme
di
azioni
di
indirizzo
e
coordinamento
che
nel
passato
programma
sperimentale
erano
proprie
del
Ministero
della
Salute.
Ivan
Cavicchi
–
presidente
del
Collegio
di
direzione
del
Servizio
di
controllo
che
ha
coordinato
il
gruppo
di
lavoro
Stato-Regione
– lo
definisce
un
nuovo
sistema
di
governance
che
è
stato
appositamente
pensato
per
superare
quelle
disuguaglianze
riscontrate
lungo
lo
stivale
dei
cinque
anni
di
sperimentazione,
garantendo
allo
stesso
tempo
un
ruolo
centrale
delle
Regioni.
"Purtroppo
anche
per
l'ECM
valgono
gli
squilibri
storici
tra
Nord
e
Sud:
alcune
Regioni
faticano
a
decollare
mentre
altre
Regioni
sono
avanti
nel
programma.
Questo
squilibrio
è
stato
causato,
in
particolare,
dall'assenza
di
politiche
di
orientamento
nazionale",
ha
commentato
Cavicchi
in
un'intervista
rilasciata
a
Va'
Pensiero.
"Abbiamo
pensato
a un
nuovo
modello
di
governance
del
sistema
di
ECM,
nel
quale
partecipano
sia
le
rappresentanze
sia
gli
ordini:
un
modello
di
governance
embricato
con
le
professioni
e,
quindi,
volto
ad
essere
orientato
dalle
esperienze
e
dalle
conoscenze,
con
le
Regioni
naturalmente"
[2].
In
sintesi,
per
aumentare
il
grado
di
appropriatezza
è
stato
scelto
un
sistema
di
ECM
con
un
coordinamento
a
livello
sia
nazionale
sia
regionale,
secondo
la
filosofia
della
Ministra
Livia
Turco
"governare
con
le
Regioni".
Il
punto
chiave
dovrebbe
essere
la
stretta
collaborazione
tra
Ministero
e
rappresentanti
delle
Regioni
e
delle
aziende,
affinché
la
formazione
diventi
uno
strumento
di
supporto
alle
politiche
di
programmazione
regionali,
aziendali
e di
servizio.
"Il
nuovo
accordo
Stato-Regioni
prevede
una
tendenziale
suddivisione
dei
crediti
tra
attività
di
richiamo
ad
obiettivi
nazionali
(20
per
cento),
obiettivi
regionali
ed
aziendali
(50
per
cento)
ed
obiettivi
individuali
(30
per
cento)",
ci
spiega
Enrico
Rossi
coordinatore
degli
assessori
alla
Sanità
della
Conferenza
Stato-Regioni,
sottolineando
che
questa
singolare
ripartizione
"conferma
la
struttura
generale
del
sistema
ECM
che,
partendo
da
indirizzi
concordati
a
livello
nazionale,
offre
adeguati
spazi
alla
valorizzazione
delle
specifiche
realtà
regionali
fino
a
quelle
del
singolo
operatore".
Dossier
formativo
e
aggiornamento
in
tutte
le
salse
Un
secondo
importante
elemento
di
cambiamento
è
infatti
l'introduzione
del
"dossier
formativo
del
professionista"
che
permetterà
al
medico,
all'operatore
socio-sanitario
e al
libero
professionista
di
disegnare
un
percorso
di
ECM
personalizzato
per
soddisfare
i
propri
bisogni
di
crescita
professionale
e di
aggiornamento
all'interno
del
gruppo
e
dell'organizzazione
in
cui
opera.
Sulla
modalità
di
formazione,
il
lavoro
di
riordino
ha
introdotto
diverse
tipologie
di
formazione
che
non
sono
più
relegate
solamente
alla
formazione
residenziale
ma
anche
ad
altre
modalità
quali
la
formazione
sul
campo,
l'autoapprendimento
con
o
senza
tutor,
stage
e
gruppi
di
miglioramento
e
infine
la
tanto
attesa
FAD
(formazione
a
distanza).
Come
sottolinea
Cavicchi
si
tratta
di "strategia
di
strategie":
"Non
possiamo
pensare
di
puntare
le
nostre
carte
su
un
solo
strumento,
ma
dobbiamo
garantire
un
pluralismo
metodologico
proprio
per
aderire
il
più
possibile
alle
caratteristiche
delle
realtà
che
vogliamo
affrontare;
per
questo
il
nuovo
programma
di
ECM
prevede
modalità
formative
diverse
e
dei
criteri
per
quantificarle"
[2].
Con
il
nuovo
sistema
cambia
il
passaggio
dall'accreditamento:
non
verrà
più
accreditato
l'evento
ma
il
provider
per
garantire
una
maggiore
trasparenza
e
sicurezza.
Quanti
crediti
per
il
trienno
2008-2010?
Il
Ministero
della
Salute
ha
rilasciato
l'autorizzazione
alla
registrazione
degli
eventi
formativi
e
dei
programmi
formativi
aziendali
per
il
2008.
Secondo
l'Accordo
Stato-Regioni,
ciascun
discente
deve
accumulare
150
crediti
nel
triennio
2008-2010,
con
una
media
di
50
crediti
formativi
all'anno
che
possono
andare
da
un
minimo
di
30 e
un
massimo
di
70.
Tre
quinti
dei
150
crediti
richiesti
dovranno
essere
acquisiti
nel
triennio
(crediti
"nuovi"),
mentre
fino
a 60
potranno
provenire
dal
riconoscimento
di
crediti
formativi
acquisiti
tra
il
2004
e il
2007.
Le
misure
legate
agli
incentivi
e/o
alle
sanzioni
che
interverranno
in
ordine
all'acquisizione
dei
crediti
formativi
saranno
adottate
e
rese
note
a
seguito
di
un
confronto
con
i
soggetti
interessati
(parti
sociali,
organizzazioni
di
categoria,
ecc.)
[3,4].
ECM
come
diritto
e
dovere
Aspettando
che
il
nuovo
sistema
italiano
di
ECM
venga
approvato
in
sede
parlamentare
ed
entri
a
pieno
regime,
resta
aperto
il
quesito
del
valore
dell'aggiornamento
professionale
che
dovrebbe
essere
alla
base
di
qualsiasi
sistema
venga
adottato
e
della
sua
relazione
intrinseca
con
la
professionalità
del
medico
e –
di
conseguenze
–
delle
qualità
delle
cure
e
dell'assistenza
sanitaria
erogata.
Perché
aggiornarsi?
Interessante
è la
posizione
di
Joseph
Gonnella,
del
Jefferson
Medical
College,
secondo
il
quale
"per
un
medico
l'impegno
ad
aggiornarsi
nel
corso
di
tutta
la
vita
è un
dovere
morale,
etico
e
professionale"
e
"l'obiettivo
dell'educazione
medica
è
preparare
il
medico
alla
sfida
di
una
pratica
clinica
che
lo
vedrà
interpretare
il
ruolo
dell'educatore
e
del
gestore
di
risorse"
[5].
In
sintesi,
l'ECM
come
diritto
e/o
dovere
dei
professionisti
della
salute?
Bibliografia
- Conferenza Stato Regioni 1 agosto 2007: riordino del sistema di Formazione continua in Medicina. Documento del Ministero della Salute. [pdf]
- Anno nuovo, ECM nuova. Intervista a Ivan Cavicchi. Va' Pensiero n. 327, 5 dicembre 2007.
- ECM: si riparte per il 2008. Sanità Sole 24 Ore, 4-10 dicembre 2007
- Accreditamento 2008. Documento del Ministero della salute. [pdf]
- Perché, se aggiornarsi è un dovere professionale, deve essere riconosciuto con crediti? Commento di Joseph Gonnella, pubblicato su Va' Pensiero n. 310, 4 luglio 2007.
Malpractice OMS, 10mln vittime per errori medici
Ogni anno sono circa 10 milioni le persone morte o ferite a causa degli errori medici. Solo in Europa, un paziente su dieci che entra in ospedale incorre in qualche procedura poco sicura o pericolosa, ma prevenibile. L'allarme è dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che ha organizzato una conferenza internazionale a Oporto, in Portogallo, proprio per parlare di sicurezza dei malati. L'appuntamento, che ha il sostegno della Commissione europea, vuole mettere intorno a un tavolo ricercatori e politici per creare una sinergia sul Vecchio continente. "I paesi Ue hanno ora uno strumento - afferma Liam Donaldson, che guida l'alleanza mondiale per la sicurezza dei malati dell'Oms - per tradurre le scoperte scientifiche in azioni concrete a vantaggio dei pazienti. In modo da salvare delle vite". Ma la strada da fare sembra lunga, visto che gli esperti dell'Agenzia dell'Onu per la sanità affermano che "in ogni caso ulteriori ricerche sono necessarie prima di determinare l'esatto impatto della scarsa sicurezza dei malati sulla loro salute". Altre Notizie >
Prescrivi ampicillina a un pz. con tonsillite e compare un rush cutaneo: a cosa pensare? Mononucleosi infettiva. È una malattia legata all'infezione da Epstein Barr virus (EBV), che si manifesta tipicamente con febbre, faringodinia e malessere generale. Per queste caratteristiche cliniche, spesso viene posta una diagnosi errata di faringotonsillite e prescritto un antibiotico. Tra i segni obiettivi, oltre ai classici linfoadenopatia, splenomegalia (50%), faringite essudativa e tonsillite, nel 15% dei pazienti si verifica la comparsa di un rush cutaneo maculopapulare o, talora, petecchiale. Nei pazienti che stanno seguendo terapia con ampicillina, invece, la frequenza di comparsa del rush è superiore al 90% (a causa della produzione transitoria di anticorpi EBV-indotti contro l'ampicillina)
Sulla via del contratto per medicina generale
Potrebbero essere firmati oggi gli atti di indirizzo preliminari al rinnovo degli accordi collettivi nazionali di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti convenzionati. E' infatti convocato alle 9.00, presso la segreteria della Conferenza delle Regioni, il Comitato di settore per il comparto sanità, come si legge in una nota del ministero della Salute. "L'approvazione di tali documenti - scrive il ministero - consentirà il sollecito avvio delle trattative".
Stetoscopio addio, in pensione dopo 200 anni
L'intramontabile stetoscopio, al collo dei 'camici bianchi' ormai da oltre 200 anni, rischia di andare in pensione. Al suo posto potremmo presto trovare nello studio del medico un lettore Mp3, di quelli coloratissimi e 'gettonati' soprattutto da giovani e teenager. E' questa una delle novità presentate al Congresso dell'European Respiratory Society (Ers) in corso a Stoccolma. Ad accelerare la fine dello stetoscopio, usato dai medici per 'ascoltare' cuore e polmoni testandone la salute, sono stati soprattutto gli ultimi studi che ne hanno messo in dubbio l'efficacia. O meglio la capacità dei camici bianchi di decifrare i suoni 'amplificati' dallo strumento. In particolare, una recente ricerca danese ha mostrato come gran parte dei medici avesse difficoltà nel distinguere suoni provenienti da cuore, bronchi e polmoni. Neanche l'arrivo dello stetoscopio elettronico, sosteneva lo studio, era servito a migliorare le cose. Altre due indagini, inoltre, avevano mostrato come gli studenti di medicina dovessero riascoltare i suoni provenienti da uno stetoscopio circa 500 volte prima di riconoscerne la provenienza. Da qui la decisione di un ricercatore canadese, Neil Skjodt del Dipartimento di Medicina dell'università dell'Alberta di Edmonton, di correre ai ripari. Con il supporto di un collega otorino, Bill Hodgetts, Skjodt ha sostituito il classico stetoscopio con un lettore Mp3, di quelli in vendita nei grandi magazzini. Appoggiando l'insolito strumento sulla cassa toracica di alcuni pazienti, il ricercatore ha registrato i suoni provenienti da bronchi e polmoni. "La qualità dei suoni è molto alta - spiega il ricercatore a Stoccolma - di gran lunga migliore di quella ottenuta dai migliori stetoscopi". E la conferma arriverebbe anche dagli studenti di medicina a cui Skjodt ha fatto ascoltare le registrazioni. "I risultati sono stati diversi, ma di certo non disastrosi come quelli emersi dagli studi realizzati sul tradizionale stetoscopio", assicura lo studioso. Se non altro, "la maggior parte degli studenti è stata in grado di capire da quale parte dell'organismo i suoni provenissero". Inoltre, "ci sono una serie di altri motivi che rendono - secondo Skjodt - il lettore Mp3 preferibile allo stetoscopio. Innanzitutto, questo strumento ci consente di registrare i suoni, nonché di trasmetterli a uno specialista se crediamo ce ne sia bisogno. Inoltre - aggiunge il ricercatore - possiamo condividerli con altri camici bianchi, qualora avessimo dei dubbi sullo stato di salute del nostro paziente". Senza contare che, all'occorrenza, il lettore potrebbe nuovamente trasformarsi nell'apparecchio che tutti noi conosciamo: una playlist di tutti i brani preferiti, compresi motivi e canzoni più amati dai medici.
Maniche
corte in corsia
Il ministro della Salute britannica,
Alan Johnson, dal prossimo gennaio
manderà in soffitta i tradizionali
camici bianchi dei medici Medici in
'maniche corte' negli ospedali inglesi?
Una prassi già consolidata in Italia.
Soprattutto nei reparti di terapia
intensiva e di chirurgia, dove
l'abbigliamento dei dottori, già da
tempo, è 'a prova di infezioni'. E' il
commento di Carlo Lusenti, segretario
nazionale Anaao-Assomed (Associazione
nazionale dei medici dirigenti
ospedalieri), al provvedimento firmato
dal ministro della Salute britannica,
Alan Johnson, che dal prossimo gennaio
manderà in soffitta i tradizionali
camici bianchi dei medici. Camici
sostituiti grembiuli in plastica e
divise a maniche corte, considerate più
igieniche. "Questa norma - spiega
Lusenti - è pienamente condivisibile. Da
noi però è già superata dai fatti, visto
che è messa in pratica già da tempo.
Soprattutto nei reparti più a rischio
infezioni: terapia intensiva e
chirurgia". Un provvedimento che, se
'importato' ufficialmente nella
penisola, non aggiungerebbe quindi
granché, assicura Lusenti. "Ormai -
aggiunge - credo che nel nostro Paese
solo un 5 per cento dei medici indossi
in corsia il 'vecchio' camice bianco. Il
mio - conclude - mi sono pure
dimenticato dove l'ho riposto".
Fassino,
sì a testamento
biologico ma no
a eutanasia
"Sul testamento
biologico è
possibile
ricercare una
soluzione
equilibrata, che
sia capace di
dare al nostro
Paese una
normativa
moderna, civile
e rispettosa
della volontà
delle persone,
senza
minimamente
concedere
nessuna forma di
eutanasia". Lo
ha detto il
segretario
nazionale dei Ds,
Piero Fassino,
commentando con
i giornalisti
l'apertura al
testamento
biologico da
parte del
ministro
dell'Interno,
Giuliano Amato,
nel corso della
Conferenza
nazionale sulla
famiglia. "Mi
pare che in
commissione, al
Senato, si sia
fatto un ottimo
lavoro grazie al
presidente
Marino - ha
sottolineato
Fassino - e ci
sono tutte le
condizioni per
trovare una
soluzione
equilibrata e
largamente
condivisa: noi
lavoriamo per
questo.
L'intervento di
Amato lo ha
dimostrato,
facendo
riferimenti a un
testo della
Chiesa in cui
parla della
possibilità di
disporre di sé,
del proprio
corpo e della
propria volontà
- ha concluso il
leader Ds -
senza per questo
aprire a nessuna
forma di
eutanasia".
Per
ammodernare Ssn
più cooperazione
tra regioni.
E' questa la
ricetta del
ministro della
Salute Livia
Turco "Più
cooperazione tra
le Regioni per
ammodernare il
Servizio
sanitario
nazionale". E'
questa la
ricetta del
ministro della
Salute Livia
Turco, che
questa mattina
ha partecipato
al convegno 'Uno
sguardo al
futuro:
l'ammodernamento
del sistema
sanitario per la
sostenibilità',
in corso al
Forum della
Pubblica
amministrazione
a Roma. "Mi
auguro - spiega
Turco - uno
spirito forte di
cooperazione tra
le Regioni.
Altrimenti non
si costruisce
l'universalità
del Ssn". Il
ministro ritorna
sulla polemica a
distanza con il
governatore
della Lombardia
Roberto
Formigoni,
relativa ai tre
miliardi
stanziati dal
Governo per
ripianare i
debiti delle
Regioni con i
conti della
sanità in rosso.
"Quei tre
miliardi non
sono stati
stanziati per
chi ha speso
male. Mi è
dispiaciuta la
discussione -
incalza Turco -
e Formigoni ha
dimostrato
scarso senso
dello Stato". Il
ministro spiega
che invece i
finanziamenti
accordati alle
Regioni che
hanno varato
piani di rientro
dal deficit
"sono misure di
accompagnamento
per aiutare chi,
come il Lazio,
deve vincere la
sfida". Dunque
ribadisce il
significato che
lei attribuisce
al federalismo
sanitario. "La
discussione su
quale
federalismo
adottare -
prosegue - deve
tenere conto
dell'esempio
delle Regioni
virtuose. Per
questo credo nel
valore della
politica dell'affiancamento,
delle Regioni
virtuose che
devono essere di
esempio alle
altre".
Veronesi,
quando non
guarisce
medicina ha
dovere di lenire
dolore.
"Quando non può
più guarire, il
dovere più alto
e umano della
medicina resta
quello di
curare. Togliere
il dolore, far
sì che l'uomo
non sia mai
umiliato". Così
l'oncologo ed ex
ministro della
Sanità
Umberto Veronesi,
in un messaggio
inviato alla
Fondazione
nazionale Gigi
Ghirotti che
ieri al
ministero della
salute, a Roma,
ha presentato la
VI Giornata
nazionale del
sollievo. "Il
medico -
riprende - deve
sentirsi
moralmente
chiamato a
curare il dolore
sempre, a tutti
i livelli e a
tutti gli stadi
di una malattia.
Anche quando la
medicina non è
più in grado di
guarire, e senza
aspettare che la
sofferenza del
paziente arrivi
a un livello
insopportabile
che gli tolga
lucidità e
dignità". "Non
soffrire - dice
Veronesi - è un
diritto
fondamentale di
ogni uomo. E non
far soffrire è
uno dei doveri
più alti della
medicina".
Medico guardia? risponde da casa, basta presidi insicuri
A chiedere una "seria riforma" della guardia medica è Domenico Crisarà, segretario nazionale della Fimmg-continuità assistenziale
Guardia medica sempre reperibile, ma con camici bianchi che rispondono anche dal proprio domicilio, dove, se è necessario, possono anche visitare i pazienti. Basta con i presidi, troppo spesso mal dislocati e fatiscenti, che non garantiscono la sicurezza del medico. A chiedere una "seria riforma" della guardia medica è Domenico Crisarà, segretario nazionale della Fimmg-continuità assistenziale che, a margine del congresso dello Snami in corso a Copanello di Stalettì (Cz), ha ricordato i rischi che ogni giorno corrono i medici di guardia. "L'ultimo episodio grave - ha precisato - solo qualche giorno fa in provincia di Lecce, dove sono stati sparati colpi di arma da fuoco contro un presidio di guardia medica. Il fatto più tragico è che l'aggressione è avvenuta nella stessa zona dove otto anni fa fu uccisa il medico di guardia Maria Monteduro".
E' quindi anche per tutelare i camici bianchi, secondo Crisarà, "che è necessario cambiare volto a questo servizio. Per farlo i medici di guardia devono essere inseriti a pieno titolo nel servizio territoriale offerto dalla medicina generale, in un sistema cioè di cure primarie che garantisca una presenza più efficace sul territorio con l'alternanza di diverse figure professionali". Secondo Crisarà, i medici di guardia devono trasformarsi, passare da professionisti anonimi, come sono spesso considerati oggi, a camici bianchi di fiducia. "I medici - ha spiegato - devono essere identificabili e poter identificare i cittadini, con i quali devono poter instaurare un rapporto di fiducia. Basta, dunque, con il presidio. Bisogna puntare soprattutto sulla reperibilità anche domiciliare del medico. In pratica il camice bianco può rimanere a casa sua, l'importante è garantire l'efficacia delle prestazioni, in particolare di quelle che non possono essere rimandate". E se, invece, è necessaria l'attività di ambulatorio, questa "deve essere riprogettata e modellata sulle esigenze del territorio. Ma soprattutto non possiamo più accettare ambulatori che non garantiscono la sicurezza".
Snami si prepara a cambio al vertice
Non ripresenterà più la sua candidatura Piergiuseppe Conti, attuale presidente, che non partecipa alla 'corsa' per la guida del sindacato per ragioni personali Cambio di vertice in vista per lo Snami, il sindacato nazionale autonomo dei medici italiani, che ha aperto ieri il suo XXVI congresso, a Copanello (CZ) dove sarà eletto, alla fine della settimana, il nuovo presidente. Non ripresenterà più la sua candidatura Piergiuseppe Conti, attuale presidente, che non partecipa alla 'corsa' per la guida del sindacato per ragioni personali. Ma il cambiamento, assicura il presidente uscente, non 'rivoluzionerà' lo Snami. "Con ogni probabilità - spiega Conti - salvo che a Copanello, come in tutti i congressi nazionali elettivi, succeda il terremoto, saranno figure già collaudate ad assumere la responsabilità gestionale del sindacato, affiancate da nomi nuovi di personalità che hanno già dimostrato con incarichi specifici o responsabilità periferiche, di saper continuare la politica sindacale Snami, da sempre caratterizzata dalla difesa strenua della libertà professionale, del rapporto medico paziente, della eticità del lavoro del medico" Tra gli argomenti 'forti' dell'appuntamento congressuale c'è il rinnovo della convenzione che per lo Snami "deve essere davvero 'una convenzione'. Non ci va bene - dice Conti - la dipendenza dal Ssn, né qualsiasi soluzione che la mascheri. Da alcuni anni abbiamo chiesto una 'convenzione ponte' prima osteggiata da altri sindacati, poi condivisa, ma mai accettata dalla parte pubblica". Proprio alla parte pubblica, continua , "sono state fatte due proposte: siamo pronti a farne una terza purché porti a una conclusione rivalutativa della professionalità (per esempio della continuità assistenziale), della normativa e della parte economica. Riteniamo che il rapporto di fiducia paziente-medico sia un valore da mantenere e non da affossare, per questo siamo disponibili a una trattativa senza limiti di tempo"
Anaao querela l'Espresso per articolo su "dottor truffa"
Il titolo 'dottor truffa', che campeggiava sulla copertina dell'Espresso del numero 16 del 26 aprile, è costato al settimanale una querela per diffamazione a mezzo stampa. A sporgerla è l'Anaao Assomed, principale sindacato della dirigenza medica. L'articolo dell'Espresso evidenziava una buona percentuale di medici evasori nell'esercizio della libera professione intramoenia. "Ritengo che si possa, e si debba, indignarsi - commenta il segretario nazionale dell'associazione, Carlo Lusenti - e reagire di fronte a un'accusa, tanto generica quanto infamante, quale quella gridata dalla copertina dell'Espresso che equivale a dire: i medici sono tutti truffatori. Io non sono un truffatore, e non lo sono le decine di migliaia di medici ospedalieri - sottolinea - che ogni giorno, con dedizione e competenza, svolgono tra mille difficoltà la loro opera a favore dei cittadini italiani". Lusenti precisa di non voler "con questo affermare che non ci possano essere, in una categoria così vasta ed eterogenea, comportamenti scorretti e censurabili. Né voglio attribuire una patente di legalità e fedeltà fiscale a ciascun medico ospedaliero. La responsabilità penale riguarda il definitivo accertamento di fatti illeciti compiuti da singoli individui, alla cui difesa nessuno si vuol dedicare, riconoscendo per di più a tali provati comportamenti la grave responsabilità di danneggiare la reputazione di tutti i camici bianchi onesti".
Ma, per Lusenti, "cosa ben diversa è sbattere in prima pagina una mostruosa categoria di professionisti, esporla al generale ludibrio sulla base di pochi dati riportati non senza inesattezze, ingenerare la convinzione che la libera professione sia esercitata in modo illegale e truffaldino, danneggiare in un colpo solo la credibilità di migliaia di professionisti e la fiducia che ripongono in loro milioni di cittadini. Siamo i primi a rivendicare e pretendere - continua - il rispetto delle leggi e dei contratti, che prevedono in modo analitico i diritti e i doveri (deontologici, amministrativi, penali, civili, fiscali) dei medici ospedalieri, anche riguardo alla libera professione. Siamo i primi a chiedere che siano fatti tutti i controlli necessari ad individuare i comportamenti scorretti e illegali. Ma siamo anche i primi e i più intransigenti difensori del buon nome di decine di migliaia di medici onesti e capaci, che non possono sopportare silenziosamente la calunnia e la diffamazione".
Presto un disegno legge sulla sicurezza cure.
E Sarà un disegno di legge di prossima emanazione sulla qualità e la sicurezza delle cure a stabilire l'istituzione di specifiche unità per la sicurezza in ogni Asl e ospedale da porre in staff alla direzione generale, annunciato oggi dal ministro della Salute Livia Turco commentando i fatti dell'ospedale di Castellaneta. Errore umano e carenze organizzative possono essere entrambi affrontati, queste le misure del ministero della Salute. - IL CONTROLLO DEL RISCHIO CLINICO. Oltre al disegno di legge in arrivo nel mese di dicembre nel 2006 è stato istituito il 'Centro di riferimento Nazionale sulla sicurezza dei pazienti'. Per questo organismo è previsto un finanziamento iniziale di 300 mila euro e poi di 1 milione di euro l'anno (ddl febbraio 2007 già all esame del Parlamento). Sulla base del nuovo Patto per la salute, è stato poi concordato con le Regioni di arrivare ad un'intesa sul Programma Nazionale per la promozione permanente della Qualità nel SSN, che conterrà, tra l'altro, un capitolo dedicato al tema sicurezza dei pazienti.In proposito i nuovi finanziamenti (2,5 miliardi di euro) previsti dalla finanziaria 2007 per l ammodernamento degli ospedali avranno come priorità la messa in sicurezza delle strutture. - MONITORAGGIO. E' stato preparato un sistema per l'allarme sui cosiddetti eventi sentinella e cioé quegli eventi di particolare gravità che una volta segnalati devono essere oggetto di immediate analisi e verifiche per capire cosa non ha funzionato. Il modello è pronto ora bisogna applicarlo in tutti gli ospedali. E' stato inoltre messo a punto uno specifico "Sistema Informativo per il Monitoraggio degli errori in Sanità" (in siglia SIMES), che diventerà uno degli strumento del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS). - LE RACCOMANDAZIONI. Si tratta di una serie di indicazioni per la prevenzione degli errori nelle procedure che una volta messe a punto sui singoli aspetti sanitari e organizzativi, vengono diramate, volta dopo volta, in tutte le Asl e gli ospedali. - LA FORMAZIONE DEGLI OPERATORI. Sono stati già elaborati diversi programmi specifici e un primo corso nazionale rivolto a tutti i medici e agli infermieri italiani, realizzato in collaborazione con gli Ordini dei Medici e degli Infermieri. - IL COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI. Il problema della Sicurezza deve essere affrontato con la partecipazione attiva di tutte le componenti. In particolare di cittadini, pazienti e familiari. Per arrivare a questo obiettivo è in corso di preparazione una serie di materiali informativi che saranno distribuiti negli ospedali e abbiamo predisposto delle vere e proprie campagne di comunicazione rivolte ai cittadini sul rischio clinico e la sicurezza delle cure. - CONSENSO INFORMATO. Oggi è spesso solo una formalità burocratica che il cittadino firma senza neanche conoscere bene il contesto e la dinamica degli interventi sanitari a cui verrà sottoposto. Il ministero intende rafforzare questo momenti di informazione per i pazienti così come la comunicazione dell'errore.
Denunce contro medici +184 per cento in 10 anni
Un fenomeno che ha costi elevati: pari all'1 per cento del Pil, 10 miliardi di euro l'anno
Sono aumentate del 184 per cento negli ultimi 10 anni le denunce ai medici per malpractice (errori medici), attestandosi a 150 mila all'anno. Un fenomeno che ha costi elevati: pari all'1 per cento del Pil, 10 miliardi di euro l'anno, secondo recenti stime. Lo ricordano i camici bianchi dell'Amami (Associazione medici accusati di malpractice ingiustamente) che, dal 38.esimo Congresso nazionale dell'Otodi (Ortopedici e traumatologi ospedalieri d'Italia) in corso a Tirrenia, protestano contro "la 'sindrome americana' che spinge a far causa ai camici bianchi per presunte lesioni legate alle prestazioni sanitarie". Una protesta che potrebbe presto trasformarsi in azioni. "I medici - avverte il presidente dell'associazione Maurizio Maggiorotti - sono pronti ad azioni clamorose, perché le loro richieste, fatte nel solo interesse di ridare serenità al rapporto con il paziente, vengano ascoltate".
Maggiorotti invita a smetterla "con le vessazioni delle assicurazioni, con i risparmi della spesa sanitaria decisi dai manager, sopportati dai medici e sofferti dai cittadini. Basta con il silenzio dei politici. Dalle prestazioni mediche - dice Maggiorotti - si pretendono ormai risultati miracolosi e la conseguente tensione generata negli ospedali è così forte che sulla medicina tradizionale, basata solo sulla considerazione della salute del paziente, si sta imponendo quella 'difensiva' che porta gli specialisti a rinunciare alla chirurgia che ritengono più idonea, nel timore di finire in tribunale". L'Amami ricorda che anche i chirurghi dal Congresso della Sic (Società italiana di chirurgia) - che si tiene in questi giorni a Roma - chiedono l'osservatorio del contenzioso e dell'errore medico, proposto dall'Amami dal 2005. L'aumento delle denunce negli ultimi anni pesa anche economicamente. L'Associazione italiana oncologia medica (Aiom) - ricorda ancora Amami - sostiene che i costi di questa "macchina" siano pari all'1 per cento del Pil, 10 miliardi di euro l'anno. "Soprattutto i chirurghi vengono denunciati o subiscono richieste di risarcimento con estrema superficialità, mentre 2 su 3, dopo un lungo calvario giudiziario, verranno riconosciuti innocenti", conclude l'associazione.
Anaao,
pochi
casi
medici
evasori
non
giustificano
accuse
generalizzate
I
casi
di
evasione
fiscale
da
parte
di
medici
che
lavorano
in
intramoenia,
segnalati
dall'Agenzia
delle
Entrate
"seppure
siano
espressione
di
assenza
di
controllo
e
siano
da
condannare,
non
giustificano
campagne
mediatiche
di
accuse
generalizzate
nei
confronti
dell'intera
categoria.
Si
tratta
infatti
di
poche
centinaia
di
casi
su
50.000
professionisti
che
esercitano
tale
attività".
Commenta
così
l'Anaao-Assomed
la
notizia,
che
sarà
pubblicata
domani
sul
settimanale
'L'Espresso',
secondo
cui
fra
il
30 e
il
50
per
cento
dei
circa
200
medici
sottoposti
a
ispezioni
fiscali
è
risultato
'evasore'.
"La
violazione
delle
regole
- si
legge
in
una
nota
-
non
implica
l'abolizione
delle
regole
stesse.
Se
ad
esempio
l'evasione
fiscale
si
riscontra
con
maggiore
frequenza
negli
esercizi
commerciali
non
induce
nessuno
a
pensare
di
vietare
l'attività
commerciale.
L'Anaao
Assomed
-
prosegue
il
comunicato
- si
augura
che
sia
giunta
l'ora
di
confrontare
proposte
concrete
che
evitino
un
dibattito
ideologico
per
permettere
di
dedicare
le
energie
di
istituzioni
e
professionisti
ai
problemi
più
urgenti
del
servizio
sanitario
nazionale".
E
sempre
in
tema
di
intramoenia,
l'Anaao
Assomed
conferma
l'apprezzamento
già
espresso
per
le
conclusioni
della
indagine
sulla
libera
professione
intramoenia
allargata
approvate
dalla
Commissione
Igiene
e
Sanità
del
Senato,
pur
riservandosi
di
analizzare
in
dettaglio
le
proposte
avanzate.
In
modo
particolare
-
affermano
i
medici
dirigenti
-
condividiamo
il
giudizio
di
"poco
realistico"
espresso
nei
confronti
del
termine
del
31
luglio
prossimo
posto
dal
Decreto
Bersani
per
l'utilizzo
degli
studi
privati,
apprezzando
la
volontà,
ribadita
anche
dalle
recenti
posizioni
del
ministero
della
Salute,
di
porre
fine
al
regime
delle
proroghe
che
si
susseguono
da 8
anni
attraverso
un
percorso
condiviso
che
traguardi
la
fine
del
2008.
L'inserimento
della
attività
intramoenia,
ancorché
allargata,
in
un
sistema
organizzato
di
controllo
e
gestione
aziendale
che
utilizzi,
se
necessario,
anche
spazi
esterni
alla
azienda
potrebbe
dare
l'avvio
ad
un
sistema
stabile
e
trasparente
che
garantisca
il
diritto
dei
medici
e
quello
dei
cittadini.
Ovviamente
-
conclude
la
nota
-
fatte
le
necessarie
verifiche
tecniche
e
con
la
collaborazione
di
organismi
professionali.
Valutazione rischi prodotti tessili
Nasce un osservatorio nazionale per valutare i rischi sulla salute legati ai prodotti tessili: sono 60 mila i casi di patologie in Italia. Il progetto, che sara' finanziato dal Ministero della Salute, dovra' bloccare l'immissione nel mercato di prodotti confezionati con sostanze nocive alla salute umana, offrendo garanzie ai produttori italiani che le merci prodotte nell'Ue, e fuori dall'Ue, non provochino danni per l'industria nazionale. L'iniziativa e' stata giudicata positiva dai sindacati.
Comunicazione degli indirizzi e.mail degli iscritti
Molti di voi avranno già ricevuto la newsletter dell'Ordine, rinnovata nella parte grafica, inviata con un nuovo apposito software. Uno strumento che vi terrà il più possibile informati sull'attività dell'Ordine, sui servizi e sulle notizie del nostro portale internet. Dopo questo primo invio abbiamo riscontrato che molti indirizzi e-mail sono cambiati oppure non funzionanti. Vi preghiamo quindi di comunicare alla segreteria dell'Ordine ogni eventuale variazione di indirizzo di posta elettronica. Chi invece non lo avesse mai fatto è pregato di segnalarlo tempestivamente. Grazie per la collaborazione .
Boom
prescrizioni
'occulte',
40 per
cento
non
parte da
medico
famiglia
Un
fenomeno
sempre
più
diffuso
nelle
grandi
città
italiane
Il
paziente
presenta
al suo
medico
di
famiglia
la
richiesta
di un
esame
diagnostico,
di una
visita
specialistica,
di una
nuova
cura o
addirittura
di un
ricovero.
E il
camice
bianco
la
trascrive
sul
ricettario
del
Servizio
sanitario
nazionale,
anche se
la
prescrizione
non è
'farina
del suo
sacco'.
Sono le
cosiddette
prescrizioni
'occulte',
un
fenomeno
sempre
più
diffuso
nelle
grandi
città
italiane,
e in
virtù
del
quale
molte
delle
domande
di
accertamenti,
terapie
e
ospedalizzazioni
attribuite
al
medico
di
medicina
generale
'partono'
in
realtà
dalla
medicina
di
secondo
livello.
Secondo
una
ricerca
osservazionale
condotta
da 12
medici
di
famiglia
della
Asl
provinciale
di
Brescia,
la
percentuale
di
prescrizioni
'occulte'
è pari
al 40
per
cento.
Ma per
Roberto
Carlo
Rossi,
segretario
nazionale
Snami
(Sindacato
nazionale
autonomo
medici
italiani),
"il
calcolo
è
prudenziale:
nei
grandi
centri
urbani -
spiega
l'esperto
all'Adnkronos
salute -
le
prescrizioni
'occulte'
sono ben
di più e
forse
superano
il 50
per
cento".
L'indagine
bresciana
si
concentra
sulla
diagnostica
ed è
pubblicata
sull'ultimo
numero
del
trimestrale
'Politiche
Sanitarie'.
Per sei
mesi,
dall'ottobre
2005 al
marzo
2006,
gli
autori
hanno
classificato
le loro
prescrizioni
in
quattro
categorie:
esami
prescritti
di
propria
iniziativa,
esami
suggeriti
da
specialisti
pubblici,
esami
consigliati
da
specialisti
privati/accreditati
ed esami
suggeriti
dagli
assistiti.
Su un
totale
di
65.471
contatti
ambulatoriali
medico-paziente
registrati
nel
periodo
in
analisi,
sono
state
raccolte
in tutto
19.063
prescrizioni
corrispondenti
alle
quattro
tipologie
sopra
indicate.
E se nel
60 per
cento
dei casi
la
prescrizione
partiva
direttamente
dal
medico
di
famiglia,
nel 40
per
cento
risultava
'indotta':
dallo
specialista
pubblico
(19 per
cento),
dallo
specialista
privato
(13 per
cento)
oppure
dallo
stesso
paziente
(8 per
cento).
Ma
considerando
le
prestazioni
di
diagnostica
per
immagini,
le più
tecnologiche
e
costose,
il
rapporto
svelato
dallo
studio
bresciano
si
ribalta:
il 40
per
cento
delle
prescrizioni
viene
deciso
nell'ambulatorio
del
medico
di
medicina
generale,
il 60
per
cento in
quello
specialistico.
Decreto Legislativo
N. 626 del
19/09/1994
Organizzazione
corsi
presso
l’ordine
Il decreto
legislativo
n.626 del
19/09/1994
prescrive
“ misure per
la tutela
della salute
e per la
sicurezza
dei
lavoratori
durante il
lavoro, in
tutti i
settori
pubblici e
privati.”
Essendo
legge dello
Stato,
questo
decreto
obbliga
tutti i
colleghi che
hanno nel
proprio
studio
uno o più
lavoratori
dipendenti,
assunti dopo
l’entrata in
vigore di
detta legge,
ad
adeguarsi
alle
disposizioni
previste,
anche per
non
incorrere in
sanzioni
penali.
Il nostro
Ordine
Professionale,
per
agevolare
tutti i
colleghi che
non sono
ancora in
regola con
dette norme,
ha
intenzione
di
organizzare
dei corsi di
formazione,
sia per i
medici che
per il
personale
dipendente,
grazie anche
all’aiuto
dei tutor
dell’ ANDI
(Associazione
Nazionale
Dentisti
Italiani)
che già da
anni
organizza
tali corsi
per i propri
iscritti.
Alla fine di
ogni corso
sarà
rilasciato
idoneo
attestato di
formazione,
previsto
dalla legge
626/94, e
tutta la
documentazione
che ogni
collega è
obbligato a
tenere nel
proprio
studio
professionale.
Tale
iniziativa
ha il grosso
vantaggio di
poter
organizzare
corsi
specifici
per il
nostro
settore di
competenza
senza
correre il
rischio di
dover
scegliere di
frequentare
corsi,
presenti sul
mercato,
aperti a
tutte le
professioni
e oltremodo
costosi,
come io
stesso ho
potuto
constatare
di persona.
Per
organizzare
tutto ciò è
necessario
che i
colleghi
interessati
forniscano i
propri dati
alla nostra
segreteria (tel
031/572613)
entro il
15 Maggio
2007; il
tutto
servirà per
fare una
prima stima
degli
eventuali
iscritti ai
corsi, che
ripeto
saranno
aperti ai
medici e al
personale
dipendente
in orari
distinti.
Chi volesse
prendere
visione
dell’intero
decreto
legislativo,
è
disponibile
o presso la
segreteria
del nostro
Ordine
Provinciale
o sul nostro
Sito
Farmindustria,
presto
novità su
sponsor
convegni
medici
In
dirittura
d'arrivo
"nuove
regole
trasparenti
e
controllate,
frutto di un
lavoro di
condivisione
con la
Federazione
degli Ordini
dei medici,
i sindacati
e le società
scientifiche"
Potrebbero
arrivare
presto
novità sui
convegni
medici e
dunque sull'Ecm,
l'aggiornamento
per i camici
bianchi,
sponsorizzati
dalle
aziende
farmaceutiche.
Dopo il
blocco degli
sponsor
farmaceutici
ai convegni,
deciso da
Farmindustria
dallo scorso
novembre
'causa
Finanziaria',
potrebbero
essere in
dirittura
d'arrivo
"nuove
regole
trasparenti
e
controllate,
frutto di un
lavoro di
condivisione
con la
Federazione
degli Ordini
dei medici,
i sindacati
e le società
scientifiche".
Ad
annunciarlo
è stato il
presidente
di
Farmindustria,
Sergio Dompè,
a margine di
un convegno
sulle
piccole e
medie
imprese
farmaceutiche,
in corso a
Roma.
"Abbiamo
bisogno di
riaggiornare
le regole in
questo
settore,
soprattutto
per capitoli
che hanno
avuto i
maggiori
'effetti
collaterali'
- ha detto
Dompè - e
abbiamo
voluto
ridiscuterle
con tutto il
mondo
medico.
Stiamo
lavorando
dunque per
arrivare a
un'autoregolamentazione
per le
imprese, ma
in
collaborazione
con i medici
e con il
controllo
delle
Istituzioni".
Le novità,
secondo il
presidente
di
Farmindustria,
porterebbero
a una
"modifica
più
selettiva
delle regole
attuali,
basata su
una
condivisione
con i
medici". Non
solo.
Farmindustria
chiede che
ci sia una
costante
verifica
esterna,
attraverso
maggiori
controlli,
soprattutto
da parte
dell'Agenzia
italiana del
farmaco.
Intanto, per
domani, è
convocata la
giunta di
Farmindustria.
E non si
esclude che
questi temi
possano
essere posti
sul tavolo.
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