Droga:
un interruttore accende e spegne la dipendenza
Un
interruttore per accendere e spegnere a piacimento la dipendenza dalla
droghe. Bloccando semplicemente un enzima nella regione del cervello
chiamata area tegumentale ventrale (VTA), scienziati dell'università di
Toronto, hanno trovato un interruttore che, quando acceso o spento da tale
enzima, blocca o attiva la tossicodipendenza. Ciò potrebbe portare
all'ideazione di farmaci che spengano l'interruttore eliminando la
tossicodipendenza nel giro di poco tempo in modo che non si possa generare
neanche la sensazione di astinenza da parte del
malato.
L'interruttore è un recettore dei neuroni che si chiama GABA-A, l'enzima
invece è l'anidrasi carbonica. I ricercatori, lavorando su roditori, hanno
dimostrato che normalmente l'anidrasi, legandosi al GABA-A, riporta il
cervello ad una condizione di non dipendenza. Ma affinché questo avvenga,
precisano, ci vogliono settimane di astinenza dagli stupefacenti. In una
seconda fase dello studio gli scienziati hanno usato un farmaco che modifica
l'anidrasi. In questa maniera hanno accelerato l'effetto enzimatico,
riportando gli animali a una condizione di non-dipendenza nel giro di poche
ore. Poiché questo circuito nervoso è presente tale e quale nell'uomo,
ipotizzano gli esperti, potrebbe essere fattibile combattere le dipendenze
solo alterando farmacologicamente l'anidrasi.
STAMINALI:
CELLULE DA EMBRIONI CONGELATI IN COREA SUD
(ANSA)
- SEUL, 2 MAR - Dopo aver stupito il mondo di recente ricavando all'universita'
statale di Seul cellule staminali a scopo terapeutico da un embrione
ottenuto per clonazione, un altro gruppo di ricercatori sudcoreani ha
annunciato oggi di aver sviluppato una tecnologia ad alta efficienza per
ricavare cellule staminali da embrioni
congelati.
Lo ha reso noto Park Se Pill, leader del team di ricercatori della societa'
'Maria Biotech', precisando di aver ricavato 7 linee di cellule staminali da
11 masse cellulari interne utilizzando 20 embrioni congelati ricevuti da
donatori. Il capo del team ha aggiunto che la percentuale di successo e'
stata del 63,6%, cinque volte di piu' di quella finora ottenuta con tecniche
convenzionali.
''Siamo davanti ad un passo avanti di vasta portata. Ricavare cellule
staminali e' gia' un'impresa difficile quando si utilizzano embrioni freschi
- ha detto un esperto dell' universita' statale di Seul - Ed era quasi
impossibile in caso di embrioni congelati'.
Park e il suo gruppo ritengono che la scoperta aiutera' a superare molti
problemi etici legati all'uso di embrioni nella ricerca scientifica. Domande
di brevetto della nuova tecnologia sono state fatte in 108 paesi, tra cui
Stati Uniti, Cina e Australia. I particolari della ricerca sono pubblicati
sull'ultimo numero della rivista britannica '' Human reproduction''.
Il 12 febbraio scorso un gruppo di ricercatori della Statale di Seul aveva
sbalordito il mondo scientifico annunciando di aver ricavato cellule
staminali a scopo terapeutico da un embrione ottenuto per clonazione.
(ANSA).
SANITA':
CURSI, SERVONO CRITERI PER SCELTA MANAGER
(ANSA)
- ROMA, 2 MAR - Criteri nazionali uguali in tutte le regioni per la scelta
dei direttori generali nelle aziende sanitarie, come strumento per
assicurare trasparenza ed evitare dubbi di pressioni politiche nelle nomine.
L' appello e' del sottosegretario alla Salute, Cesare Cursi, che, nel corso
del convegno ''Aziendalizzazione e governo clinico in sanita''', ha
affermato: ''Servono criteri che siano uguali nella scelta dei manager e
che, quindi, consentano una scelta ancora piu' rigorosa e oggettiva e che
sia sempre meno influenzata dall' esterno''. Secondo Cursi, ad esempio, un
criterio potrebbe essere la scelta delle lauree, che nelle diverse regioni
ha valore
differente.
''E' luogo comune - ha continuato Cursi - pensare che i direttori generali
vengano scelti non in base alle competenze personali, ma per designazione
politica; se, invece, mettiamo una griglia di requisiti necessari, ci
saranno meno dubbi sulle reali competenze dei manager''.
D' accordo su questa linea proposta dal sottosegretario per una selezione
dei direttori generali anche Giuseppe Fioroni, presidente di Federsanita'-Anci.
Fioroni, pero', ritiene necessaria anche l' individuazione di criteri per la
revoca, questo per evitare decisioni arbitrarie, ma anche per favorire il
lavoro degli amministratori. ''E' difficile governare - spiega Fioroni - con
serenita' un' azienda sanitaria quando in ogni momento si puo' essere tolti
di mezzo, soprattutto se non si portano i conti in pareggio e non si ha un
buon rapporto con gli assessori regionali''. Secondo Fioroni, e', inoltre,
necessario ''garantire la stabilita' almeno triennale delle cariche, che e'
il tempo minimo per poter realizzare un progetto che garantisca la qualita'
delle prestazioni''. (ANSA).
TRAPIANTI:
MANO, ALL' ITALIA IL REGISTRO MONDIALE
(ANSA)
- SYDNEY, 2 MAR - E' stato assegnato all'Italia il registro mondiale per il
trapianto della mano. Lo ha annunciato oggi a Sydney il professor Marco
Lanzetta, il chirurgo milanese del San Gerardo di Monza che ha eseguito in
equipe il primo trapianto di una mano, nel corso di un incontro con il
Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, in visita in
Australia.
Sara' quindi l'Italia ad essere incaricata di creare un database dove
raccogliere tutti i dati sui trapianti delle mani. Lanzetta, che da 15 anni
e' impregnato anche al Microsearch di Sydney, un centro di ricerca dove
vengono sviluppate le tecniche di microchirurgia e dove e' stato concepito
il primo trapianto di mano realizzato poi a Lione nel settembre del 1998, ha
sottolineato come oggi l'Italia sia all'avanguardia per quanto riguarda i
trapianti di mano.
In particolare, l'ospedale San Gerardo di Monza, dove sono gia' stati
effettuati da Lanzetta tre interventi, detiene il record al mondo per il
numero di trapianti. ''Gli altri Paesi che effettuano questi interventi come
Cina, Stati Uniti, Austria, Belgio, Francia e Australia - ha detto Lanzetta
- hanno incaricato proprio noi di tenere il registro mondiale dei trapianti
di mano. Un grande onore per noi e ora stiamo cercando una sede prestigiosa
in Lombardia''.
Il legame tra la Lombardia e il Centro di Sydney, dove opera Earl Owen che
con il francese Jean Michel Dubernard ha diretto l'equipe che ha eseguito il
primo trapianto, e' molto forte. ''Ogni anno - ha spiegato Lanzetta - cerco
di far venire il maggior numero possibile di studenti italiani in questo
centro. So che gli italiani per una serie di motivi sono piu' svantaggiati
rispetto agli altri. Fino ad ora siamo riusciti a far venire alcuni studenti
e contiamo di continuare anche nei prossimi anni''.
Formigoni, che si e' incontrato con Lanzetta e Owen, ha voluto conoscere
ogni dettaglio della ricerca che condotta nel centro di Sydney e si e'
dichiarato orgoglioso che sia proprio un lombardo a portare avanti questo
programma. ''Siamo in contatto da tempo - ha detto il presidente lombardo -.
Per quanto riguarda la sede del registro mondiale vedremo di affrontare
l'argomento''.(ANSA).
SANITA':GB,
CENTINAIA MORTI ALL'ANNO PER SUPER BATTERIO MRSA
Il
superbatterio resistente agli antibiotici Mrsa ha causato nel 2002
centinaia di morti negli ospedali di Inghilterra e Galles, secondo stime
delle autorita' sanitarie britanniche rese note oggi.
In 248 decessi e' stato individuato come la causa principale e in altri
550 come uno dei fattori che hanno contribuito alla morte del paziente.
''E' difficile stabilire quando l'Mrsa e' la causa prima della morte del
paziente o solo uno dei fattori perche' la maggioranza delle infezioni si
verificano in persone molto malate. Quindi non sappiamo se sono morte a
causa della malattia principale o per il super batterio'', ha detto
Georgia Duckworth, della Health Protection Agency.
Nel 1993 i decessi attribuiti all'Mrsa furono soltanto 51.
(ANSA).
DROGA:PRIMA
CAUSA DI RIDUZIONE PERCEZIONE RISCHIO SU 2 RUOTE
Sostanze
come alcol e droghe sono al primo posto tra le cause di riduzione della
percezione del rischio stradale connesso all'uso delle due ruote,
inducendo i 'piloti', spesso giovanissimi, a trasgressioni del codice
della strada, pericolose per se' e per gli altri. Inoltre assumere queste
sostanze stupefacenti prima di mettersi alla guida di moto e scooter e'
anche fonte di un pericolo diretto, perche' le droghe abbassano le
capacita' visive e disturbano drasticamente l'equilibrio, importantissimo
sulle due
ruote.
E' il monito che si legge nella relazione di Ruggero Rossi, membro della
Commissione Antidoping del Ministero della Sanita', presentata nel corso
dell'incontro 'Motociclismo stupefacente'.
Il rischio del 'doping sociale' non va trascurato, spiegano i relatori
visto che, dati della World Antidoping Association alla mano, due giovani
su tre consumano bevande alcoliche gia' intorno ai 13 anni, con un consumo
che tende ad aumentare fino alla maggiore eta'. Inoltre in media il 23,6%
dei giovani dichiara di aver assunto altre sostanze, si va dalla marijuana
all'ecstasy e alla cocaina.
Alcol e droghe, spiegano gli esperti, inducono i giovani a opinioni e
comportamenti piu' negativi rispetto ai coetanei che non ne fanno uso,
esponendosi a un duplice livello di rischio, sia per la distorsione delle
percezioni sensoriali quando si e' sotto l'effetto di stupefacenti, sia
per la tendenza a comportamenti trasgressivi in sella a moto o motorini.
Il problema e' rilevante visto che si calcola che in Italia ci siano quasi
sei giovani su 10 alla guida del motorino. Infatti gli incidenti che
coinvolgono le due ruote, moto e scooter, fanno registrare - ricorda Marco
Giustini, epidemiologo dell'Istituto Superiore di Sanita' - 1300-1400
decessi ogni anno e 2-3 invalidi in media per ogni decesso, 50 mila
ricoveri ospedalieri e 350 mila accessi al pronto soccorso, con una spesa
sanitaria complessiva di 200 milioni di euro.(ANSA).
PSICHIATRIA:
TRAPIANTI; CUORE NUOVO? DA' CRISI MISTICA/ANSA
Delirio
mistico dopo un trapianto di cuore. Ma anche sindrome persecutoria dopo un
trapianto di rene o fegato e deliri autolesivi dopo un trapianto di
cornee. Al trapianto di determinati organi possono corrispondere specifici
disturbi di tipo psichiatrico, che trovano una spiegazione proprio nella
tipologia dell'organo
trapiantato.
Un filone di ricerca, quello che studia i disturbi psichiatrici legati al
trapianto d'organi, ancora giovane ma che in Italia conta numerosi studi
condotti dallo psichiatra Filippo Ferro dell'Universita' di Chieti. Una
casistica non e' ancora stata fatta, ma i vari casi osservati negli Stati
Uniti ed anche in Italia puntano i riflettori sulle conseguenze che il
trapianto puo' determinare a livello psicologico nei pazienti. La
psicologia del soggetto che riceve un trapianto d'organo e' ''molto
complessa - ha sottolineato Ferro, in occasione del Congresso nazionale
della Societa' italiana di psicopatologia in corso a Roma - e
l'atteggiamento tipico del trapiantato oscilla, di solito, tra due poli:
la tendenza ad identificarsi con il vissuto del donatore o, al contrario,
la tendenza al rifiuto dell'organo in quanto estraneo alla propria storia''.
Con il trapianto, ha rilevato l'esperto, ''si pongono infatti le basi per
un cambiamento dell'identita' del soggetto, dal momento che il trapiantato
sente in un certo senso di aver acquisito una parte della storia personale
del donatore''. In vari casi, ha spiegato Ferro, il paziente ''si sente in
obbligo nei confronti del donatore che sente vivere dentro di se', tanto
da assumere in qualche modo tratti della sua storia personale''. Un
esempio: un paziente trapiantato di fegato che, saputo che il donatore era
originario di Trieste, racconta lo psichiatra, ha preso l'abitudine di
bere un vino prodotto nella citta'. Un modo, per ''compiere una sorta di
tributo quotidiano al donatore''.
Ma non sempre al trapianto segue una reazione di piena accettazione ed in
vari casi insorgono disturbi psichiatrici precisi. L'elemento particolare
pero', osservato da Ferro e altri specialisti, e' che il disturbo varia a
seconda del tipo d'organo trapiantato. In vari pazienti trapiantati di
cuore, ad esempio, si sono osservati, nelle prime ore successive
all'operazione, i sintomi del delirio mistico: ''il paziente - ha spiegato
Ferro - aveva cioe' delle visioni di tipo mistico e credeva di parlare con
santi o entita' divine''. Un disturbo legato al fatto che ''l'esperienza
dell'arresto del proprio cuore viene vissuta inconsciamente come
un'esperienza di fine della vita e resurrezione''. In alcuni pazienti che
avevano invece subito un trapianto di fegato o di rene si sono osservati i
sintomi di un delirio di tipo persecutorio: ''L'organo veniva cioe'
avvertito come tossico e velenoso, tanto che, in alcuni casi, i pazienti
hanno rifiutato le necessarie terapie post-trapianto anche con gravi
conseguenze. Un disturbo - ha rilevato l'esperto - legato al rifiuto
inconscio dell'organo trapiantato''. Un delirio di tipo autolesivo si e'
invece osservato in vari pazienti che avevano subito un trapianto di
cornee: ''E' il caso di quei soggetti che, dopo il trapianto, non riescono
ad accettare il fatto di vedere con gli occhi di un altro. Una situazione
che in molti casi ha portato addirittura al tentativo di accecarsi''.
Insomma, il verificarsi in vari casi di gravi sindromi psichiatriche
post-trapianto, ha concluso Ferro, ''ha acceso i riflettori sulla
necessita' di piu' mirati controlli psichiatrici di tipo preventivo per la
valutazione dei candidati al trapianto: un evento cosi' eccezionale,
infatti - ha concluso - in soggetti gia' predisposti puo' scatenare
patologie psichiatriche anche con gravissime conseguenze''. (ANSA).
MEDICINA:
DEPRESSIONE, NELLE DONNE ALLEATA DEL MAL DI TESTA
(ANSA)
- TORINO, 26 FEB - C' e' una relazione non casuale tra emicrania cronica e
depressione. E' quanto emerge da uno studio di un gruppo di ricercatori
dell' Universita' di Torino e pubblicato recentemente su ''Cephalgia'', la
piu' importante e autorevole rivista al mondo che si occupa di cefalee.
L' equipe che ha condotto la ricerca era guidata dal professor Franco
Mongini, responsabile del servizio cefalee e dolore facciale della Clinica
odontostomatologica dell' ospedale Molinette e del dipartimento di
fisiopatologia clinica dell' Universita' di Torino. Per sei anni sono
state poste sotto osservazione 56 donne affette da emicrania. Prima del
trattamento e' stato loro chiesto di annotare su un diario per un mese
frequenza, gravita' e durata del mal di testa ed e' stata analizzata l'
eventuale presenza di depressione mediante un colloquio e test
psicologici. Le pazienti sono state quindi curate e la risposta alla
terapia valutata con i
diari.
Sei anni piu' tardi le pazienti sono state richiamate e, se ancora
presente, il mal di testa e' stato nuovamente monitorato con i diari. Le
pazienti sono quindi state suddivise in ''migliorate'' e ''non migliorate''
ed e' emersa la relazione fra emicrania cronica e depressione. Infatti, le
pazienti ''non migliorate'' presentavano sin dall' inizio dello studio una
presenza di depressione significativamente piu' elevata rispetto al gruppo
delle ''migliorate''.
Secondo i ricercatori quindi, i dati dimostrerebbero che ''a parita' di
gravita' di mal di testa la depressione puo' favorire nel lungo periodo la
ricomparsa del dolore''. ''E' dunque importante - affermano - accertare in
ogni paziente tempestivamente la presenza di depressione e in caso
positivo trattarla contestualmente al mal di testa, controllando i
risultati della terapia a scadenze regolari''. (ANSA).
MEDICINA:
AUSTRALIA, OLIO FEGATO MERLUZZO CONTRO ASMA
(ANSA)
- SYDNEY, 26 FEB - Il detestato olio di fegato di merluzzo, generosamente
somministrato alle generazioni passate di bambini, li ha probabilmente
aiutati a combattere i sintomi dell'asma, di cui oggi soffrono milioni di
persone, due milioni nella sola Australia. Uno studio dell'Istituto per la
prevenzione dell'asma infantile, ha concluso che gli acidi grassi Omega-3,
che si trovano nella colza, nel tonno e nell'olio di fegato di merluzzo,
puo' ridurre significativamente sintomi come tosse e respiro affannoso,
nei bambini di genitori che soffrono di
asma.
I risultati, presentati oggi alla Conferenza australiana per l'asma in
corso a Melbourne sono basati su un programma che ha seguito 6161 bambini
sin dalla nascita. Lo studio indica che la riduzione degli acari della
polvere in lenzuola e coperte e l'eliminazione dei giocattoli di peluche
produce risultati positivi in termini di allergie, ma i supplementi
Omega-3 sono ancora piu' efficaci contro tosse e respiro affannoso.
Nella sperimentazione, i bambini sono stati divisi in quattro gruppi: ad
uno e' stato somministrato il supplemento Omega-3, un degli acari della
polvere, un terzo ha ricevuto ambedue i trattamenti, mentre al quarto e'
stato somministrato un placebo.
E' troppo presto - sostiene il ricercatore prof. Craig Mellis della Bond
University - per stabilire se qualcuno dei bambini ha effettivamente
contratto l'asma, ma l'effetto dell'Omega-3 sui bambini di tre anni e'
stato ''statisticamente impressionante''.
I tassi di mortalita' da asma sono diminuiti in Australia in anni recenti,
ma i casi di asma continuano a crescere, e attualmente ne soffrono oltre
due milioni di australiani.
SANITA':
A PADOVA PRIMO TRAPIANTO FEGATO VIVENTE TRA GEMELLI
(ANSA)
- PADOVA, 25 FEB - Nuovo eccezionale intervento chirurgico all'ospedale di
Padova, dove l'equipe del prof.
Davide D'Amico ha eseguito un trapianto di fegato da vivente tra una
coppia di gemelli. Si e' trattato di uno ''split leaver'', cioe' della
donazione da parte del paziente sano di una parte del fegato, poi
impiantato nel soggetto malato.
Protagonisti dell'operazione sono stati due giovani gemelli, di
nazionalita' italiana. Le loro condizioni di salute sono buone. Secondo
l'azienda ospedaliera, nella letteratura medica sarebbe questo il primo
caso al mondo di trapianto di fegato da vivente tra gemelli; vi era stato
invece un caso di trapianto di midollo osseo. (ANSA)
PROCREAZIONE:
LEGGE IN GAZZETTA, IN VIGORE DAL 10 MARZO
(ANSA)
- ROMA, 25 FEB - Divieto della fecondazione artificiale eterologa, cioe'
al di fuori della coppia; sara' consentita solo per risolvere problemi di
sterilita' o infertilita' e se non ci sono altri metodi terapeutici
efficaci. Questi alcuni punti della legge sulla procreazione medicalmente
assistita che e' stata pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale e che sara'
in vigore dal 10 di
marzo.
Ecco in sintesi le norme previste alla legge, approvata dalla Camera il 10
febbraio: - ACCESSO ALLE TECNICHE DI PROCREAZIONE ASSISTITA: sara'
consentita per risolvere problemi di sterilita' o infertilita' e solo se
non ci sono altri metodi terapeutici efficaci; sterilita' e infertilita'
dovranno essere documentate e certificate dal medico.
- NO ALL' ETEROLOGA: il testo vieta il ricorso alla fecondazione eterologa,
cioe' con seme di persona estranea alla coppia.
- CHI POTRA' RICORRERE ALLE TECNICHE DI PROCREAZIONE: saranno le coppie
formate da persone maggiorenni di sesso diverso, sposate o conviventi, in
eta' potenzialmente fertile ed entrambe viventi. No, insomma, ai single,
alle ''mamme-nonne'' e alla fecondazione post mortem.
- TUTELA DEL NATO E DEL NASCITURO: il progetto di legge assicura il
diritto a nascere del concepito. I bambini che nasceranno dall'
applicazione di queste tecniche saranno figli legittimi della coppia o
acquisiranno lo status di figli riconosciuti della madre o della coppia
stessa.
- CONSENSO INFORMATO: la coppia dovra' essere accuratamente e
costantemente informata sulle tecniche e sulle varie fasi della loro
applicazione, in modo da consentire una scelta consapevole. Una volta che
l' ovulo e' fecondato deve essere impiantato entro sette giorni e non e'
possibile alcun ripensamento. Unica eccezione per motivi di ordine
medico-sanitario accertati dal medico che deve presentare per iscritto la
motivazione.
- EMBRIONI E SPERIMENTAZIONE: sono vietate la sperimentazione sugli
embrioni e la clonazione umana. Ricerca clinica e sperimentazione sull'
embrione sono ammesse solo se finalizzate alla tutela della sua salute e
del suo sviluppo. E' vietata anche qualsiasi tecnica che possa
predeterminare o alterare il patrimonio genetico dell'embrione.
- PRODUZIONE EMBRIONI: e' possibile produrre non piu' di tre embrioni per
volta, ovvero il numero necessario ad un unico e contemporaneo impianto.
- ADOTTABILITA' DEGLI EMBRIONI: e' prevista l' adottabilita' degli
embrioni congelati di cui non si conoscano i genitori biologici o dei
quali non sia stato chiesto l' impianto da almeno tre anni.
- CRIOCONSERVAZIONE: e' consentita solo quando il trasferimento nell'
utero degli embrioni non risulti possibile per gravi e documentati
problemi di salute della donna che non erano prevedibili. Gli embrioni
possono rimanere congelati fino alla data del trasferimento, da realizzare
non appena possibile.
- STRUTTURE AUTORIZZATE: gli interventi di procreazione potranno essere
eseguiti solo in strutture pubbliche o private autorizzate dalle Regioni e
iscritte in un apposito registro che verra' istituito presso l' Istituto
Superiore di Sanita'; i centri dovranno rispondere a requisiti che saranno
determinati con un apposito Dpr.
- SANZIONI: e' prevista una serie di sanzioni amministrative, civili e
penali rapportate alla gravita' delle violazioni delle disposizioni della
legge: chi utilizza gameti estranei alla coppia rischia una multa che va
da 300.000 a 600.000 euro; tra i 200.000 e i 400.000 euro saranno pagati a
chi applica la fecondazione medicalmente assistita a un single, una
minorenne, a copie dello stesso sesso. Se non viene raccolto il consenso
nei modi previsti dalla legge le multe vanno da 5.000 a 50.000 euro; se la
struttura non e' autorizzata la sanzione puo' arrivare a 300.000 euro. Per
il commercio di embrioni o gameti e' prevista la reclusione da 3 mesi a 2
anni e multe da 600.000 a un milione di euro, per tentativi di clonazione
si rischia la reclusione da 10 a 20 anni e la multa da 600.000 a un
milione di euro.
(ANSA
SANITA':
TRAPIANTI, GIAPPONE SI MUOVE PER FACILITARLI
(ANSA)
- TOKYO, 25 FEB - Il Giappone si muove per modificare la legge restrittiva
in vigore sui trapianti - che costringe ancora centinaia di persone ad
emigrare per essere operate all'estero -, abolendo la clausola che
richiede per l'espianto di organi l'assenso espresso in vita del paziente
ma mantenendo comunque come condizione necessaria il consenso esplicito
dei suoi
familiari.
Lo hanno reso noto oggi fonti del partito di governo liberaldemocratico,
che hanno concordato una bozza di revisione alla legge, in vigore dal
1997, da presentare il mese prossimo in parlamento. L'espianto diventera'
possibile con il solo assenso dei familiari, eccettuati in casi in cui il
paziente abbia manifestato in vita il suo rifiuto. La revisione mira ad
abolire anche il divieto di espianto di organi sui minorenni fino a 15
anni di eta' e del trapianto di cuore sui bambini.
La proposta dei liberaldemocratici mira ad aumentare il numero dei
trapianti in Giappone, ancora rari, ma si prevedono forti resistenze
all'interno dello stesso partito liberaldemocratico dal momento che
abolisce uno dei due capisaldi della legge in vigore: l'espresso assenso
del singolo cittadino all'espianto degli organi, oltre al consenso dei
familiari.
Secondo sondaggi d'opinione, l'80 % della popolazione e' contraria a
questa proposta di revisione, mentre i familiari di persone in attesa di
trapianto hanno espresso soddisfazione e appoggio. Scettiche invece le
associazioni che offrono assistenza in caso di trapianto, secondo le quali
la revisione, anche se andra' in porto, non cambiera' di molto il quadro
attuale, che vede ogni anno, centinaia di persone andare all'estero per
sottoporsi a trapianti di organi, dal momento che rimane immutato il
principio dell'assenso dei familiari come condizione necessaria per
l'espianto.
Benche' all'avanguardia delle tecniche e attrezzature mediche, il Giappone
e' in forte ritardo nel settore dei trapianti rispetto ai Paesi
occidentali, in forza di una tradizione che considera il singolo non come
individuo autonomo ma sempre all'interno del gruppo familiare, rifiuta il
concetto di morte cerebrale e fissa il decesso nell'arresto cardiaco o,
addirittura, in alcune credenze estreme animiste e buddhiste, nella
cremazione come vero momento di distacco del defunto dal mondo terreno dei
vivi.
E' stato necessario attendere fino al 1997 per vedere la legge permettere
l'espianto dopo l'arresto dell'attivita' cerebrale e di quella
respiratoria non assistita. Da allora, i casi di trapianto effettuati in
Giappone in sei anni sono stati, secondo dati del ministero della sanita',
soltanto 28.
AEREO
CADUTO: NANNI COSTA, COMMOSSA INTERA RETE TRAPIANTI
(ANSA)
- ROMA, 24 FEB - Ha suscitato ''un'intensa commozione in tutta la rete
trapiantologica'', la scomparsa dell'equipe medica rimasta vittima di un
incidente aereo mentre trasportava un cuore da Roma a Cagliari. Il
coordinatore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa,
esprime in una nota una ''profonda condivisione per il dolore delle
famiglie dei colleghi e del personale di bordo che, facendo il loro dovere
in condizioni difficili, hanno sacrificato la loro vita per salvare quella
di un
paziente''.
Essi, rileva Nanni Costa, ''rappresentando tutta la comunita'
trapiantologica che tutti i giorni dell'anno, 24 ore su 24, si impegna per
curare chi ha bisogno, sempre in condizioni difficili, lottando contro il
tempo e con grande disponibilita'''. Secondo il coordinatore del Centro
Trapianti, ''il rischio e il sacrificio di questo lavoro consapevolmente
accettato da coloro che si trovavano su quell'aereo per salvare delle vite
fanno loro degli eroi''.
Nanni Costa esprime quindi ''solidarieta''' e ringrazia i colleghi della
Sardegna, del Centro regionale dell'ospedale Brotzu, ''che da anni
conducono con difficolta' queste attivita' con risultati
straordinari''.(ANSA).
AEREO
CADUTO: IL CORDOGLIO DEL MINISTRO SIRCHIA
(ANSA)
- ROMA, 24 FEB - Il Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha espresso il
proprio cordoglio per le vittime dell' aereo caduto in Sardegna.
Il Ministro - si legge in una nota - ''si unisce nel dolore alle famiglie
e alla Regione Sardegna nel ricordo della valorosa equipe medica che
insieme al pilota hanno dato la vita nel tentativo di salvarne un' altra.
Si tratta di persone che oltre a caricarsi di sacrifici enormi dal punto
di vista professionale - ha aggiunto il Ministro Sirchia - pagano con la
vita il prezzo della dedizione al dovere, dell'amore per la medicina e per
la gente''.
''Il Ministero della Salute e tutto il Servizio sanitario nazionale - ha
concluso Sirchia - rendono onore ai loro eroi che ogni giorno, senza
clamori, sacrificano la loro vita per salvare chi e' in attesa di un
trapianto''.
(ANSA).
PRIVACY:
LETTERA GARANTE A SENATORI, NON CAMBIATE LA LEGGE
(ANSA)
- ROMA, 24 FEB - No a modifiche alla legge sulla privacy ''non meditate
che rischiano di incrinare gravemente l'armonia del nuovo quadro
normativo'' con soluzioni sbagliate dal punto di vista tecnico-giuridico,
''ispirate da ingiustificati allarmismi purtroppo alimentati da qualche
esponente della categoria medica''. E' quanto sostiene in una lettera
inviata ai senatori il Garante alla privacy Stefano Rodota', difendendo il
testo della legge per il quale e' pronto per essere votato un emendamento
di modifica all'interno del decreto sulle emergenze sanitarie. I
componenti del Garante per la protezione dei dati personali Stefano
Rodota', Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi, Mauro Paissan, spiegano, di
fronte all'annunciata possibilita' di modifica, di ritenere doveroso
sottoporre all'attenzione dei senatori alcune considerazioni sull'
emendamento ''che suscita non pochi
rilievi''.
Innanzitutto si sottolinea che la legge e' il frutto di un'attenta,
complessa e convergente attivita' del Parlamento e del Governo: ''Nel
settore della sanita', come in altre materie, la meditata
razionalizzazione delle norme quasi sempre varate all'unanimita' dal
Parlamento ha portato a nuove e consistenti semplificazioni gia' attuate o
che sono di prossima attuazione attraverso i provvedimenti che la legge ha
demandato a questa Autorita'''.
Nel frattempo, si ricorda, il Garante ha gia' avviato un lavoro di
consultazione con i medici e la Federazione degli ordini professionali e,
su questa base, e' imminente un provvedimento di ulteriore chiarimento e
semplificazione conforme ai principi del Codice.
Entrando nello specifico si ribadisce nella lettera che ''il nuovo Codice
non ha introdotto alcun obbligo generalizzato di notificazione a carico
dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta, contrariamente a
quanto incautamente dichiarato da alcuni. Come risulta chiaramente
dall'art. 37 del Codice, la notificazione e' dovuta unicamente in casi
particolari, quali determinate attivita' volte specificamente al
trattamento dei dati genetici o alla procreazione assistita.
L'eliminazione integrale pure di queste ipotesi eccezionali, come previsto
dall'emendamento, sarebbe in evidente contrasto con gli orientamenti
costantemente espressi dal legislatore anche comunitario, anche in norme
diverse da quelle riguardanti la protezione dei dati''. Proprio nelle
materie della genetica e della procreazione assistita, si legge nella
lettera, ''si vuole che varie attivita' restino ispirate ai principi della
trasparenza e della responsabilita': finalita' che sarebbe quasi
impossibile realizzare in assenza di una notificazione che, peraltro, e'
peraltro ormai molto agevole, grazie alle semplificazioni introdotte dal
Codice ed alle procedure telematiche gia' rese operative dal Garante, che
varera' il provvedimento annunciato al Ministro Sirchia entro il mese di
marzo''. Un allarme ingiustificato riguarda invece le chiamate numeriche,
aggiunge il Garante: la legge dice in modo ''chiarissimo che si tratta di
adempimenti riferiti a strutture, e non all'attivita' del singolo medico,
come appunto i pediatri e i medici di famiglia. Rodota' spiega infine la
necessita' di non modificare la legge nella parte che riguarda le ricette
anonime, in quanto la parte cambiata (che introduce un obbligo del medico
di chiedere caso per caso quale sia la volonta' del paziente)
introdurrebbe una ''consistente complicazione''. (ANSA).
AIDS:
KENYA, 1 MILIONE DI ORFANI E 750 MORTI AL GIORNO
(ANSA)
- NAIROBI, 23 FEB - In Kenya ci sono ormai almeno 1 milione di orfani i
cui genitori sono morti di Aids.E di Hiv in Kenya muoiono 750 persone al
giorno. I dati sono stati resi noti alla conferenza nazionale delle donne
keniane.Per il ministro della Sanita',Charity Ngilu,bisogna cambiare anche
le abitudini sociali.'In tutta l'Africa subsahariana,le vedove devono
sposare un fratello o un parente del marito morto e poiche' spesso il
coniuge e' morto di Aids,il virus si propaga geometricamente'.
AIDS:
OMS-UNICEF, EUROPA A RISCHIO NUOVA E VIOLENTA EPIDEMIA
(ANSA)
- ROMA, 23 FEB - E' allarme per il diffondersi dell'Hiv-Aids nell'Europa
dell'est: sono infatti oltre un milione e mezzo le persone colpite dal
virus, contro le 30.000 del 1995. L'infezione si sta dunque allargando a
macchia d'olio e se non si adotteranno misure urgenti di contenimento,
soprattutto in vista dell'allargamento dell'Ue da maggio 2004, anche
l'Europa occidentale sara' a rischio di una nuova e violenta esplosione
dell'epidemia. A lanciare l'allarme sono le agenzie dell'Onu,
l'Organizzazione mondiale della sanita', l'unicef, la Banca mondiale e il
Fondo mondiale per la lotta all'Aids, Tubercolosi e Malaria, riuniti da
oggi a Dublino per la conferenza ministeriale 'Infrangere le barriere -
una partnership per la lotta all'Hiv-Aids in Europa e nell'Asia centrale'
promossa nell'ambito del semestre di presidenza irlandese della
commissione europea. Alla conferenza partecipa, per l'Italia, il ministro
della Salute Girolamo
Sirchia.
Preoccupante il messaggio lanciato dalle organizzazioni internazionali:
esiste il rischio concreto di una recrudescenza dell'infezione in tutta
l'Europa, per questo e' urgente che i ministri della sanita' europei
promuovano nuovi programmi di prevenzione e trattamento della malattia.
Proprio nei Paesi baltici e dell'Europa dell'est, il cui ingresso
nell'Unione europea e' ormai imminente, l'epidemia si sta diffondendo con
una rapidita' maggiore rispetto al resto del mondo.
''Europa ed Asia centrale - ha avvertito il direttore esecutivo dell'Unaids,
Peter Piot - sono al centro della piu' vasta epidemia di Hiv nel mondo e
non c'e' tempo da perdere: i ministri europei devono adottare urgentemente
misure di contrasto''. Soprattutto perche', ha aggiunto Piot, ''dal
momento che l'Unione europea rappresentera' a breve il maggiore blocco
commerciale nel mondo, con una popolazione che sfiorera' i 500 milioni, e'
nell'interesse della stessa Unione prevenire l'epidemia di Aids con le
pesanti conseguenze a livello sociale ed economico che essa
determinerebbe''. I numeri, hanno sottolineato gli esperti riuniti a
Dublino, parlano da soli: nell'Europa dell'est le persone colpite dal
virus superano il milione e mezzo (il numero si e' quintuplicato in poco
meno di dieci anni) e la percentuale e' particolarmente alta tra i
giovani, che rappresentano il 40% della popolazione in questa regione.
Sono in crescita anche i comportamenti sessuali a rischio (il sesso non
protetto si sta diffondendo sempre di piu' soprattutto tra i giovanissimi)
e spesso l'informazione sui rischi della malattia e' quasi del tutto
assente se in Tajikistan, ad esempio, solo il 10% delle ragazze ha sentito
parlare di Hiv e Aids. Scarse anche le cure: si stima che nei paesi
dell'est europeo, solo 7.000 soggetti, vale a dire il 9% di coloro che ne
avrebbero bisogno, siano in cura con una terapia antiretrovirale. Questo
perche', per la maggior parte dei malati di Aids il trattamento e' troppo
costoso o, piu' semplicemente, non e' disponibile. Contro tale situazione,
l'Organizzazione mondiale della sanita' e l'Unaids hanno lanciato una
sfida ambiziosa: estendere il trattamento antiretrovirale almeno a 3
milioni di malati che vivono in queste regioni entro il 2005. Una prima
azione urgente arriva dal Fondo mondiale, che ha stanziato circa 400
milioni di dollari in 5 anni per 22 programmi di cura e prevenzione in 16
paesi dell'Europa dell'est e dell'Asia centrale.(ANSA).
Martini,
nel 2004 il numero dei minimeeting si dimezzerà
Un
osservatorio nazionale per l'informazione scientifica del farmaco, per
tenere 'sotto osservazione' notizie, congressi, convegni e creare un
database degli informatori.
La
proposta di un osservatorio nazionale per l'informazione scientifica
del farmaco, per tenere 'sotto osservazione' notizie, congressi, convegni e
creare un database degli informatori arriva da Nello Martini, direttore
generale del Dipartimento di farmacovigilanza del ministero della Salute,
intervenuto ieri mattina al convegno organizzato da Forza Italia su
devoluzione e informazione scientifica del farmaco.
Contro i pericoli di una informazione squilibrata e' infatti necessaria ''trasparenza''
anche in questo settore. E ''l'osservatorio - ha spiegato Martini - e' una
giusta soluzione''. Tra gli elementi di possibile equilibrio, Martini ha
ricordato che in Italia il numero degli informatori scientifici e' tra i
piu' alti d'Europa. Elevato anche il numero di mini simposi (di un solo
giorno su un farmaco) : sono stati 15 mila lo scorso anno contro 2000
congressi e convegni, ''un numero destinato pero' a dimezzarsi nel 2004 - ha
detto Martini - un effetto del manifesto etico." Per la formazione dei
medici e degli altri opertaori sanitari, Martini invita a puntare sulla
formazione a distanza ''un'opportunita' tecnologica che deve essere colta''.
PAPA:
MEDICINA, NO A CONDOTTE ABERRANTI E A LEGGI INGIUSTE
(ANSA)
- CITTA' DEL VATICANO, 20 FEB - Attenzione alle ''condotte aberranti'' e
alla ''stesura di leggi ingiuste'' in settori delicati della medicina come
le scienze biomediche, la genetica, la biologia molecolare''. E' quanto ha
detto il papa nel suo saluto all'assemblea della pontificia Accademia per la
vita, nel quale ha chiesto ai ricercatori di coniugare ''rigore scientifico
con le istanze dell'antropologia e dell'etica cristiane''.
''I progressi delle scienze biomediche - ha sottolineato Giovanni Paolo II -
mentre fanno intravedere prospettive promettenti per il bene dell'umanita' e
la cura di malattie gravi ed affliggenti, non di rado pero' presentano seri
problemi in relazione al rispetto della vita umana e della dignita' della
persona''.
VIRUS
POLLI SI E' TRASMESSO ALLE PAPERE, PRIMO CASO IN THAILANDIA BANGKOK
Il
virus dei polli ha infettato un gatto domestico e due tigri. Si tratta dei
primi casi al mondo di trasmissione della malattia a felini. Il gatto e una
delle due tigri sono morte. Lo ha reso noto un veterinario dell' ospedale
per animali della Kasetsart University che ha confermato di aver riscontrato
nei due cadaveri la presenza del noto H5N1, il piu' virulento del virus dei
polli, lo stesso che ha gia' ucciso almeno 22 persone in Asia, tra Vietnam e
Thailandia. I felini vivevano in una casa insieme con altri gatti nei pressi
di una fattoria dove c'erano polli infetti, a Nakorn Pathom, 60 chilometri
ad ovest di Bangkok. Secondo il veterinario, Teerapol Sirinaruemit, gatto e
tigri potrebbero aver contratto il virus per aver mangiato carcasse di polli
malati o per essere entrati in contatto con i polli vivi infetti.
FARMACI:
NASCE IN SARDEGNA SITO WEB PER FARMACOVIGILANZA
(ANSA)
- CAGLIARI, 20 FEB - Si chiama 'reazione avversa' ed e' quel fenomeno
imprevisto e imprevedibile che colpisce l' utilizzatore di un farmaco a
causa di interazioni con altri principi attivi. Per migliorarne il
monitoraggio sul territorio e favorire nello stesso tempo una migliore
conoscenza dei farmaci e' nato a Cagliari il sito Web www.farmaci-asl8.org
che sara' in rete a partire dalla prossima
settimana.
L' iniziativa e' stata presentata dalla coordinatrice del gruppo di lavoro
che realizza il sito, la prof. Maria Del Zompo, responsabile della Sezione
di Farmacologia Clinica del Dipartimento di Neuroscienze ''Bernard B.
Brodie'' dell' Universita' di Cagliari, e dal direttore sanitario della Asl
8 di Cagliari, Maria Teresa Ruggiu. ''Le regole da rispettare prima che un
farmaco venga immesso in commercio sono molte - ha spiegato la prof. Del
Zompo - ma e' purtroppo impossibile prevedere le migliaia di situazioni
differenti in cui il farmaco verra' usato nella pratica quotidiana. Ecco
perche' la 'sicurezza' del farmaco deve essere continuamente osservata e
valutata, anche e soprattutto quando esso e' disponibile in farmacia''.
''Occorre quindi che la prescrizione di un farmaco, anche da banco, sia il
punto di arrivo di un' attenta analisi clinica che valuti il rischio e il
beneficio, e costo/beneficio, dell' uso di quella molecola in un determinato
paziente. Noi riteniamo - ha continuato la prof. Del Zompo - che l'
aggiornamento del medico e del personale sanitario coinvolto, dal farmacista
all' infermiere, cosi' come del singolo cittadino, sia necessario per
migliorare il buon uso dei farmaci''.
Da questo concetto e' nata l' idea della creazione di un sito Internet,
hanno spiegato i componenti del gruppo di lavoro di Farmacologia clinica,
che permettera' a tutti di approfondire le conoscenze sui farmaci e sul loro
uso. Questo grazie al lavoro della redazione di ''Farmaci'' che rendera'
disponibile in rete (e in lingua italiana) la letteratura internazionale sui
meccanismi d' azione, interazioni farmacologiche, indicazioni,
controindicazioni e possibili reazioni avverse, i siti relativi alle diverse
patologie e i link ai piu' importanti organismi internazionali che si
occupano di farmaci, come la Fda americana.
Il sito ''Farmaci'' e' articolato in una parte con libero accesso e in una
ad accesso riservato. Nel primo viene offerta al navigatore la possibilita'
di migliorare le proprie conoscenze sui farmaci, con particolare attenzione
alla corretta valutazione della malattia da reazione avversa da farmaco.
Particolarmente importante, sottolineano i curatori del sito, l' assoluta
indipendenza da sponsor farmaceutici.
La parte del sito con accesso riservato prevede un programma di
formazione/informazione relativa a particolari classi di farmaci, un' area
notizie che si propone di informare in tempo reale sul ritiro di molecole
dal commercio per reazioni avverse e/o interazioni farmacologiche. La parte
dedicata alla Farmacovigilanza prevede, ha spiegato la prof. Del Zompo, la
possibilita' di consultare e scaricare opuscoli sugli antibiotici, il Report
sulle segnalazioni di reazioni avverse da farmaci dell' anno 1998 e 2002, la
scheda di sospetta reazione avversa. Altri servizi saranno disponibili in
futuro.
La Sardegna, grazie all' incentivazione data recentemente alla
Farmacovigilanza, e' passata dal penultimo al quarto posto nella classifica
italiana della segnalazione di 'reazioni avverse'. ''E' l' indice di una
migliorata attenzione al problema - ha detto Del Zompo - e la conferma viene
anche dai due allarmi partiti dalla Sardegna su reazioni avverse, di cui non
si era ancora parlato nella letteratura internazionale, e che riguardavano
un farmaco di largo uso e un altro con una molecola di recente sintesi''.
(ANSA)
Morta
dopo no amputazione: Sirchia, ha vinto libera scelta
(ANSA)
- ROMA, 19 FEB - ''La libera scelta e' stata giustamente rispettata come
diritto inalienabile dei cittadini'': il ministro della Salute Girolamo
Sirchia ha commentato cosi' la morte della donna che ha rifiutato
l'amputazione del piede in cancrena. ''Mi dispiace che questa previsione si
sia verificata ma quanto e' accaduto non puo' spostare il diritto della
libera scelta dei cittadini - ha spiegato il ministro a margine di un
convegno sull'informazione scientifica - di farsi curare o no''. (ANSA).
Sanità':
per SSN 40 mld euro in 10 anni per cure assicurati
(ANSA)
- ROMA, 19 FEB - Sarebbe di 40 miliardi di euro la spesa sostenuta in 10
anni dal Servizio Sanitario Nazionale per curare i cittadini che sono
coperti da assicurazioni sanitarie. E' uno studio dell'Osservatorio della
terza eta' (Ageing Society), coordinato dall'ex ragioniere generale dello
Stato, Andrea Monorchio, a fare luce sugli incassi di fondi, casse e
assicurazioni ed i relativi costi dello Stato. Si tratta di risorse, secondo
l' associazione, che potrebbero essere recuperate e destinate ad un fondo
pro-anziani.
Il dipartimento economico dell'Osservatorio della terza eta' ha passato al
setaccio il settore dell'assistenza sanitaria privata (casse di categoria,
fondi sanitari, societa' di mutuo soccorso, polizze individuali) che offre
prestazioni integrative e sostitutive del Servizio Sanitario Nazionale a 8,7
milioni di italiani. Solo nel 2000, secondo Ageing society, le imprese hanno
risparmiato 1.059 milioni di euro di minori imposte, per un contributo medio
di 1.500 euro (per l' 80% a carico dell' azienda e per il restante 20% a
carico del dipendente) per circa tre milioni di lavoratori dipendenti
coperti da un' assicurazione. Un vantaggio fiscale che sale a 10 miliardi di
euro se si considerano gli ultimi 10 anni. I premi raccolti dalle 99 imprese
che operano nel comparto delle polizze sanitaria sono stati pari a 1,4
miliardi di euro. Tenuto conto che oltre alle compagnie assicuratrici ci
sono altri 300 operatori, si stima in almeno sei miliardi di euro l'
ammontare delle contribuzioni complessivamente riscosse per coprire il 15%
della popolazione.
All' aumento della diffusione di queste coperture non corrisponde un
maggiore utilizzo delle polizze. La dimostrazione di cio' e' data dai
ricoveri con rimborso integrale e parziale delle spese sostenute dai
degenti, che costituiscono appena l' 1,3% del totale (9,4 milioni all'
anno). I degenti negli ospedali pubblici con in tasca una polizza
assicurativa sono circa 1,2 milioni che se si fossero rivolti alle strutture
private avrebbero causato alle compagnie e ai fondi una spesa di 3,3
miliardi di euro all' anno. ''Le casse pubbliche - ha spiegato Roberto
Messina, segretario generale di Ageing Society - hanno sopportato tre
situazioni sfavorevoli: i maggiori sgravi fiscali, la legislazione che
favorisce gli incassi miliardari delle compagnie, le quali hanno contribuito
solo in piccolissima parte alle spese pubbliche''. O si studia una forma di
compartecipazione ai costi ospedalieri, ha concluso Messina, oppure si puo'
introdurre un contributo a carico delle compagnie e degli altri soggetti
interessati per alimentare il fondo assistenza per gli anziani non
autosufficienti e quello per la ricerca scientifica e farmaceutica.(ANSA
Virus
polli: Vietnam, contagiata bambina di 16 mesi
(ANSA)-HANOI,
19 FEB-Una bambina di 16 mesi e' risultata positiva al virus dei polli in
Vietnam portando a 23 il numero dei contagiati nel Paese, 15 dei quali
morti. La piccola era stata ricoverata lunedi' all'ospedale pediatrico di
Citta' Ho Chu Minh, sottoposta al test e' risultata positiva al virus H5N1.
Il Vietnam e' il paese piu' colpito da questo virus dal punto vista delle
perdite umane, con 15 morti dall'esplosione dell'epidemia dei volatili.
Quattro persone sono al momento ricoverate, quattro sono guarite.
Virus
polli: tre nuovi focolai scoperti in Cina
(ANSA)
-PECHINO, 19 FEB- Il ministero dell'agricoltura cinese ha rivelato la
scoperta di 3 nuovi focolai dell'epidemia di influenza dei polli. I focolai
si trovano nelle province dell'Hubei (Cina centrale), Hunan (sud) e Jilin
(nordest). Casi di infezione di volatili si sono verificati in 16 delle 31
province del paese. Nessun essere umano e' stato finora contagiato dal virus
in Cina. L'epidemia ha causato la morte di 15 persone in Vietnam e di 7 in
Thailandia.
V
IRUS
POLLI: FAO, NON SERVE UCCIDERE UCCELLI SELVATICI
(ANSA)
- ROMA, 18 FEB - Non e' necessario uccidere gli uccelli selvatici per
combattere l'influenza aviaria. Occorrono invece, sostiene la Fao
(l'Organizzazione dell'ONU per l'Alimentazione e l'Agricoltura), strette
misure di controllo per tenere gli uccelli selvatici lontani dal pollame.
L'uccisione degli uccelli selvatici non aiutera' infatti ad evitare focolai
futuri della malattia. La prevenzione, secondo la Fao, deve basarsi su un
sistema di controllo e sorveglianza che assicuri sia evitato qualsiasi
contatto tra uccelli selvatici e pollame domestico, o che almeno venga
monitorato.
Questo significa, ad esempio, che i proprietari d'allevamenti di polli
devono assicurarsi che i recinti ed i recipienti per l'acqua e per il cibo
destinati ai polli non vengano contaminati dagli uccelli migratori. E se
questo non e' possibile, allora sara' necessario trattare l'acqua che i
polli bevono per renderla sicura.
''L'esperienza - a giudizio della Fao - ha dimostrato che questa e' una
buona strategia e consente di evitare una indiscriminata eliminazione degli
uccelli selvatici''.
I proprietari di volatili, sia di pollame d'allevamento che ruspante,
dovrebbero essere particolarmente attenti, e seguire queste norme: 1)
costruire recinti che tengano separati i polli domestici dagli uccelli
selvatici; 2) tenere gli uccelli acquatici domestici separati dal pollame,
se gli uccelli domestici hanno accesso alle stesse fonti d'acqua degli
uccelli selvatici; 3) vigilare su possibili sintomi di influenza aviaria nei
volatili e riferire subito qualsiasi sospetto alle autorita' veterinarie.
Gli allevatori di pollame commerciale dovrebbero adottare alcune misure di
sicurezza biologica: 1) porre grande attenzione alle condizioni igieniche
degli allevamenti per minimizzare la diffusione della malattia; 2) nei
pollai costruire tetti a prova d'uccello per evitare il contatto tra uccelli
selvatici, specialmente quelli acquatici, e pollame; 3) controllare i
livelli produttivi e segnalare se avvengono cali improvvisi; garantire che
tutti i volatili malati siano controllati da un veterinario competente e che
campioni di quelli che muoiono siano esaminati in laboratori d'analisi.
Grande attenzione viene richiesta per il pollame che vive in prossimita' di
zone acquatiche, o in qualsiasi altra zona dove gli uccelli acquatici
selvaggi potrebbero radunarsi, potrebbe essere a maggiore rischio e dunque
la sorveglianza in zone di questo tipo deve essere maggiore.
''Le misure di bio-sicurezza sono una necessita' imprescindibile - conclude
la Fao - e se capiamo quando, come e dove gli uccelli selvatici migrano
saremo in grado anche di sapere quando occorre essere piu' vigilanti ed
avere una maggiore sorveglianza''.(ANSA).
BIOLOGIA:
DONNE 'STREGHE' TRA LORO IN FASE FERTILE CICLO
(ANSA)
- ROMA, 18 FEB - Le donne diventano un po' piu' 'cattivelle' verso le altre
donne in certi periodi del ciclo mestruale, perche' sentono il bisogno di
difendersi dalle rivali in amore. Avviene quando sono fertili, spiega
Maryanne Fisher della York University di Toronto in Canada, in quanto
avvertono le altre come un possibile ostacolo di fronte alla conquista di un
uomo
desiderabile.
Secondo quanto riferito sulla rivista Biology Letters, la psicologa se ne e'
accorta mostrando loro delle foto di altre donne e chiedendo di giudicarle.
Nulla di conscio, ma i loro diventano proprio 'giudizi da strega' nei giorni
intorno all'ovulazione.
Per mostrare questa acerrima competizione intrasessuale, la psicologa ha
arruolato 57 ragazze alle quali ha mostrato 35 foto di volti di modelle e 30
di soggetti maschili per controllo.
Quando i livelli di estrogeni delle osservatrici erano alti, come accade nel
periodo che arriva alla fase di ovulazione, compreso fra il dodicesimo e il
ventunesimo giorno del ciclo, i loro giudizi sulla bellezza dei volti
osservati erano molto piu' severi, spiega la Fisher. Mentre per i volti
maschili non si riscontrava una simile tendenza al giudizio negativo.
Non e' chiaro in che modo le donne si sentono aiutate sfoderando le armi
della malignita' contro le rivali. Potrebbe essere che denigrando l'aspetto
delle altre sentano il loro piu' desiderabile, oppure che questo sia un
trucco per attirare l'uomo facendogli focalizzare l'attenzione sulla propria
bellezza e sui difetti della rivale.
Ma e' anche possibile che dietro a questa meschinita' al femminile ci sia un
semplice effetto ormonale, in quanto altri scienziati hanno in precedenza
dimostrato che nella fase pre-ovulatoria le donne si vedono piu' belle. In
ogni caso, conclude la Fisher, le donne, spesso descritte come complici tra
loro, sanno essere in modo subdolo ed indiretto molto aggressive contro le
compagne.(ANSA).
BIOTECH:
FARMINDUSTRIA, DIFFICILE DIALOGO AZIENDE-UNIVERSITA'
(ANSA)
- ROMA, 17 FEB - Difficile collaborazione fra pubblico e privato nel biotech:
piu' del 50% dei centri di ricerca pubblici italiani collabora con il
settore privato ma i rapporti non filano lisci da entrambe le parti. E'
quanto risulta dallo studio di Farmindustria sulle biotecnologie
nell'industria farmaceutica, presentato oggi, studio patrocinato dal
Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie istituito presso
la Presidenza del Consiglio dei Ministri e presieduto dal Professor Leonardo
Santi.
Il settore privato e' per la maggioranza soddisfatto delle collaborazioni
con il mondo accademico, mentre il 60% del settore pubblico ne lamenta le
difficolta'.
Le aziende riconoscono in modo pressoche' unanime (90%) una competenza al
settore universitario, anche se rilevano una mancanza di supporto al
technology transfer (70%), di visione di sviluppo (65%) e di snellezza
burocratica (65%).
L'Accademia invece, non riconosce altrettanta competenza (60%) al settore
privato e contesta uno scarso coinvolgimento dei ricercatori nello
sfruttamento dei risultati, dal supporto a start up (70%), alla proprieta'
intellettuale (60%), oltre una scarsita' di investimenti nel settore
accademico (60%) .
Questi riscontri suggeriscono, secondo lo studio, la necessita' di
ridisegnare l'interazione fra Aziende ed Accademia, cercando di trasformare
in vere e proprie partnership le attuali collaborazioni che non possono piu'
essere vissute come semplici commesse.
Lo studio poi, analizzando la distribuzione dell'attivita' industriale nella
biotecnologia sanitaria, sottolinea la presenza di due distretti principali
impegnati in ricerca a Milano e Roma e la presenza di almeno altri tre
emergenti in Friuli, in Emilia ed in Toscana. I distretti sono fortemente
legati a presenze Accademiche di livello e testimoniano quindi come questa
integrazione possa essere gia' in atto, se non altro in alcune realta'.
In Italia, in tutto, sono 23 le aziende coinvolte nella ricerca
biotecnologica farmaceutica. La maggior parte delle industrie impegnate in
attivita' biotech, focalizza i propri interessi su anticorpi monoclonali
(60%) e farmacogenomica (35%).
Minore e' l'attenzione per la terapia genica (10%) e per la terapia
cellulare somatica (10%), mentre cresce l'interesse per le tecnologie di
bioingegneria (30%). L'oncologia e' l'area terapeutica di maggiore interesse
e l'80% delle aziende biotech in Italia operano nelle diverse aree
terapeutiche: il 45% si occupa di oncologia, il 40% di malattie del Sistema
Nervoso Centrale, il 30% di immunologia, il 28% di malattie cardiovascolari
e il 15% di malattie infettive.
Il settore di ricerca accademica impegnato in biotech e', in questo studio,
costituito da 51 Centri, che rappresentano il 54% dei 95 Centri contattati.
L'impegno maggiore riguarda le attivita' di ricerca di base (anche se un 20%
ha dichiarato un interesse per la ricerca di processo). L'oncologia emerge
anche in questo caso come l'area di maggiore interesse (50%), seguita in
maniera uniforme (30%) dal cardiovascolare, sistema nervoso centrale,
immunologia e malattie infettive. Terapia e diagnosi sono equamente
rappresentate fra gli interessi dell'accademia.
SANITA':
FEBBRE BIMBI ALLARMA 8 MAMME SU 10, INDAGINE
(ANSA)
- ROMA, 16 FEB - La febbre dei piu' piccoli? Allarma otto mamme su dieci,
anche se la quasi totalita' dichiara di preoccuparsi davvero a partire dai
38-39 gradi di temperatura. E' quanto emerge dalla ricerca 'Le mamme e la
salute dei figli' promossa da Boots Healthcare Italia, che ha effettuato 200
interviste telefoniche a mamme tra i 20 e i 45 anni con figli di eta'
compresa tra i 6 mesi e i 10
anni.
Nonostante la comprensibile preoccupazione, comunque, dall'indagine emerge
che le mamme mostrano un atteggiamento il piu' delle volte razionale in caso
di malattia dei piccoli: hanno imparato a riconoscere i sintomi e quindi si
sentono abbastanza tranquille. Anche la figura paterna e' vista in modo
molto positivo e la figura del pediatra e' giudicata rassicurante. E la
nonna materna? in alcuni casi e' punto di riferimento, in altri e' invece
vista come fonte di ansia.
Per l'80% delle mamme che ripensano alla prima infanzia dei figli, dunque,
la parola febbre evoca sentimenti allarmistici: di queste, il 46% parla di
preoccupazione, il 17% di apprensione, il 7% di ansia, il 6% di agitazione,
il 3% di paura e l'1% addirittura di terrore. Un 20% di mamme, invece,
dichiara di non essere minimamente preoccupato, grazie alla familiarita' con
i sintomi. Il 78% del campione intervistato, comunque, dichiara che la
febbre preoccupa a partire dalla temperatura di 38,5-39 gradi e soltanto il
10% dice di non preoccuparsi finche' la temperatura non raggiunge i 40
gradi.
Ma come si giudicano le mamme alle prese con la febbre dei figli? Il 13%
dichiara di comportarsi in modo molto (13%) o abbastanza razionale (48%), a
fronte di un 3% che si ritiene molto allarmista. Il 67% del campione,
inoltre, giudica il comportamento del marito o del partner in caso di
malessere del bambino ''molto'' (17%) o ''abbastanza'' razionale (50%). Se
poi l'ansia cresce e si sente il bisogno di un consiglio, l'81% delle mamme
si rivolge al medico, il 9% chiede un parere alla propria madre e un 10%
dichiara di non rivolgersi ad alcuno. Promossa la figura del medico: e' in
grado di tranquillizzare (80%), minimizzare i sintomi e le preoccupazioni
(11%). I pareri risultano invece divergenti sulla figura della nonna: se nel
50% dei casi tranquillizza e minimizza i sintomi (5%), nel 21% e' vista come
fonte di ulteriore ansia.
Tutto sommato, l'indagine promuove i genitori italiani che, in caso di
malattia del bambino, tendono a non modificare le proprie abitudini e la
routine quotidiana, anche se sono pronti a concedere al bimbo qualcosa in
piu', come un regalo o la possibilita' di dormire nel lettone. Nel 66% dei
casi, ad occuparsi del piccolo malato sono la mamma o il papa' (che non
vanno a lavorare) e nel 20% la baby-sitter o i nonni. E se la febbre arriva,
sono le proprio le mamme quelle pronte a concedere alcuni strappi alla
regola. I comportamenti piu' usuali? Il 50% cerca di stare con il bimbo piu'
tempo possibile, il 22% gli permette di dormire nel lettone, il 9% torna a
casa con un regalino, l'8% e' disposto a far vedere al bimbo piu' Tv alla
sera, il 6% racconta le fiabe, mentre il 4%, pur andando a lavorare, chiama
casa piu' volte al giorno.
TUMORI:
SPERANZE DA NUOVI FARMACI SELETTIVI, PROGETTO STROMA
(ANSA)
- MILANO, 16 FEB - Realizzare farmaci sempre piu' selettivi, in grado cioe'
di colpire e distruggere solo le cellule tumorali, risparmiando quelle sane.
E' l'obiettivo del progetto internazionale STROMA che, coordinato
dall'Istituto Mario Negri di Bergamo, ha cominciato la propria attivita' di
ricerca lo scorso mese di gennaio 2004, dopo avere ottenuto l' approvazione
scientifica dall'Unione Europea e ricevuto finanziamenti
comunitari.
L'istituto di ricerche farmacologiche diretto dal prof. Silvio Garattini
''e' coinvolto nell' impresa - precisa una nota - con una duplice
responsabilita': come sede del Coordinamento generale del Consorzio e come
uno degli investigatori rivolti all' identificazione e allo sviluppo di
molecole in grado di agire esclusivamente sullo stroma, il tessuto di
sostegno per tutti i tumori solidi''.
La ricerca, diretta da Raffaella Giavazzi, si avvale della collaborazione di
17 prestigiosi centri universitari, pubblici e privati, presenti in otto
Paesi europei. Si tratta infatti di uno studio internazionale molto
prestigioso, che rientra nel VI Programma Quadro Europeo per la Ricerca e
che accompagnera' i potenziali farmaci fino al disegno della sperimentazione
clinica. ''La scelta dei centri di ricerca partecipanti e la condivisione
delle conoscenze e delle competenze all'interno del progetto - conclude la
nota - renderanno possibile una sinergia, che si auspica favorira' il
raggiungimento dei risultati attesi''. (ANSA).
AIDS:
TOSSINA ELIMINA RISERVE HIV IN CELLULE SERBATOIO
(ANSA)
- ROMA, 16 FEB - Creata una sostanza che potrebe dare del filo da torcere al
virus dell'Aids eliminandolo nelle cellule in cui lui di solito si nasconde
per rimanere protetto contro le terapie anti-retrovirali.
La sostanza si deve a ricercatori dell'Universita' del Texas Southwestern
Medical Center e, se funzionasse in vivo, cioe' direttamente nei pazienti,
potrebbe tenere a bada il virus. Infatti la forza dell'Hiv, spiega Ellen
Vitetta in un articolo gia' pubblicato sulla rivista Proceedings of the
National Academy of Sciences, e' proprio quella di potersi nascondere in
alcune cellule ed entrare in azione al momento
giusto.
Anche quando le terapie anti-retrovirali hanno successo e non si registra la
presenza del virus nel sangue, precisa l'esperta, e' possibile che ci siano
delle 'riserve' di virus in certe cellule immunitarie della famiglia dei
linfociti T.
I ricercatori statunitensi hanno costruito la tossina unendo un anticorpo
che riconosce queste cellule a una potente molecola tossica per i nervi.
Hanno testato la sostanza su cellule T prese da campioni di sangue di 24
pazienti sieropositivi in cui la terapia anti-retrovirale aveva avuto
successo. Nel loro sangue non c'erano tracce di Hiv. Eppure usando la
tossina gli esperti hanno eliminato in vitro le cellule con le riserve del
virus.
Ma secondo Frances Gotch dell'Imperial College Londra che ha commentato la
notizia e' troppo presto per pensare a sperimentazioni sull'uomo, infatti
questa sostanza non solo potrebbe avere difficolta' in vivo a raggiungere i
siti in cui si trovano le 'cellule-riserva', ma potrebbe anche essere nociva
per il generale funzionamento del sistema immunitario gia' compromesso dall'Hiv.
Bisognerebbe prima pensare a test su animali, conclude Gotch.
(ANSA).
CERVELLO:
ESPOSIZIONE PIOMBO RADDOPPIA RISCHIO SCHIZOFRENIA
(ANSA)
- ROMA, 16 FEB - L'esposizione al piombo durante lo sviluppo embrionale
potrebbe raddoppiare il risschio di diventare schizofrenici da adulti.
Si e' accorta del legame Ezra Susser della Columbia University di New York,
analizzando campioni di sangue di quasi 20 mila donne che avevano avuto
delle gravidanze negli anni '60 quando questa sostanza era molto diffusa
nelle
benzine.
Come anticipato nel corso del meeting della American Association for the
Advancement of Science in corso a Seattle, questa e' la prima associazione
trovata tra tossine ambientali e la malattia.
Secondo Susser, che sta per pubblicare questi risultati sulla rivista
Environmental Health Perspectives, il piombo interferirebbe con lo sviluppo
delle cellule nervose nel feto disturbando la 'sinaptogenesi', fase in cui
si formano le prime connessioni tra neuroni, ed inducendo le cellule al
suicidio.
La schizofrenia e' una delle malattie mentali croniche piu' debilitanti e
difficili da trattare. Si manifesta con la sensazione del paziente
dell'esistenza di qualcuno che controlla i suoi pensieri. Inoltre il
paziente dice di sentire delle voci. Questo lo rende inquieto lasciandolo
per ore in ansia ed incapace di fare qualunque cosa.
Se il legame di neurotossicita' fosse confermato in altri studi su nuovi
campioni gia' in fase di allestimento, sostiene Susser, allora forse la
scoperta potrebbe quantomeno offrire una strada verso la comprensione delle
cause della malattia.
Inoltre cio' dovrebbe essere da monito per eliminare completamente il piombo
nella benzina in ogni parte del mondo. (ANSA).
RICERCA:
SCELTA PARTNER IDEALE? UNA QUESTIONE DI OLFATTO
(ANSA)
- ROMA, 12 FEB - Anche gli odori sono determinanti nella scelta del partner,
sebbene solo per una relazione di lunga durata, e lo sono quanto i
lineamenti del viso.
Ma attenzione, non e' un consiglio per gli acquisti di San Valentino, bensi'
la conclusione cui e' giunta Elisabeth Cornwell della School of Psychology
della Universita' di St Andrews nel suo ultimo lavoro apparso sulla rivista
Proceedings B della Royal
Society.
Pero' gli odori di cui parla l'esperta non hanno nulla a che vedere con
profumi ed acqua di colonia, infatti, almeno finora, neanche il piu' costoso
di questi prodotti si e' dimostrato un'arma di conquista dell'uomo o della
donna della nostra vita.
Sono invece gli odori naturali del corpo a detenere questo potere
incontrastato nonostante l'attuale diffusione di deodoranti o fragranze di
ogni tipo che tendono a nasconderli, spiega; odori che sono il risultato di
un mix di sostanze chiamate feromoni. E' risaputo, ricorda la Cornwell, che
questi giocano un ruolo preponderante nelle preferenze sessuali degli
animali ma da questa ricerca appare chiaro che facciano altrettanto anche
nelle nostre.
Ma solo quando si tratta di fare scelte importanti, sottolinea ancora la
psicologa, non quando invece si sta cercando un 'flirt'.
I ferormoni sono molecole prodotte dal corpo a base di composti steroidei,
come gli ormoni sessuali maschili e femminili. Di solito sono presenti nei
fluidi corporei come il sudore.
Per verificare il ruolo dei ferormoni nelle scelte di uomini e donne il team
della Cornwell ha chiesto a dei volontari di annusare delle bottigliette al
cui interno i ricercatori avevano messo 'essenza' di due ferormoni maschili
e uno femminile sintetici.
Ai soggetti, cui era stato detto che le fiale contenevano estratti di
feromoni naturali e senza specificarne il 'sesso' di provenienza, si e' poi
chiesto di dare un voto agli odori dicendo quale risultasse loro piu'
piacevole. Ma soprattutto al 'fianco' del quale avrebbe condiviso gli anni
della propria vita. Cosi' gli esperti hanno visto che vi e' una stretta
associazione tra il volto che ciascuno reputava piu' attraente e l'odore
scelto. In pratica, spiega la Cornwell, a coloro che preferivano volti
mascolini piacevano i ferormoni maschili e viceversa.
Tutto cio', ribadisce la Cornwell, non si verifica quando agli stessi veniva
chiesto di pensare l'odore attraente quel che basta per intraprendere una
relazione fugace.
Dalla relazione tra volti e odori l'esperta deduce che questi ultimi sono
altrettanto importanti dei primi quando si tratta di fare scelte per la
vita. Questo ha un suo vantaggio evolutivo, dichiara la Cornwell, perche'
per la sopravvivenza della specie noi siamo indotti alla ricerca del partner
'migliore'.
Comunque, conclude la studiosa, che a nessuno venga in mente di spruzzarsi
feromoni, il loro odore non e' gradevole, e' molto forte e non e' certo
l'ideale per chi e' in vena di conquiste.
(ANSA).
CLONAZIONE:
SCIENZIATO, CELLULE STAMINALI SONO GIA' NEURONI
(ANSA)
- SEUL, 12 FEB - Il professore sudcoreano Hwang Woo Suk, capo del team di
ricercatori sudcoreani che in collaborazione con scienziati americani hanno
clonato per la prima volta un embione umano selezionando poi le cosiddette
cellule staminali, ha detto oggi che il gruppo e' gia' riuscito a
trasformare le cellule staminali in neuroni, avvicinandosi di molto alla
fase di sperimentazione clinica della
scoperta.
''Ormai la clonazione terapeutica e' una realta. Con l'avvenuto ottenimento
di neuroni dalle cellule staminali embrionali non ci resta ora che dedicarci
alla sperimentazione clinica. E la fase che attualmente stiamo percorrendo
e' lo studio di quali tessuti queste cellule vadano a formare e come sia
possibile controllare questo processo'', ha affermato il docente della Seul
National University in un'intervista all'agenzia di stampa 'Yonhap'. Wang ha
spiegato che il successo e' stato possibile grazie alla collaborazione di
volontarie che hanno donato al team ovuli appena prodotti. L'ottima qualita'
degli ovuli ha permesso la soddisfacente riuscita del trapiano di cellule
somatiche negli ovuli privati dei nuclei originari.
Il ricercatore, tuttavia, si e' lamentato della diffusione della notizia ben
prima dell'embargo (ore 20.00 italiane di oggi) concordato con la rivista 'Science'
che pubblica nel suo nuovo numero la descrizione accurata della ricerca e ne
fa il titolo di copertina. ''La diffusione anticipata della notizia ci ha
creato grossi problemi'' ha detto Wang preannunciando una conferenza stampa
ufficiale a Seattle domani. (ANSA).
CLONAZIONE:USA;
CLONATO EMBRIONE UMANO PER CELLULE STAMINALI
(ANSA)
- NEW YORK, 12 FEB - Scienziati americani e sud- coreani hanno annunciato
negli Usa di aver clonato per la prima volta un embrione umano ed essere
riusciti a selezionare le cosiddette cellule staminali embrionali, al centro
di un ampio dibattito per le possibilita' che aprono in campo medico, ma
anche per le controversie etiche che le
accompagnano.
L'esperimento rappresenta la prima clonazione del genere della quale siano
stati pubblicati i risultati ed e' con ogni probabilita' destinato a
riaprire le polemiche sulla clonazione umana. Cio' che e' stato eseguito
alla Seul National University, secondo i risultati presentati a Washington,
e' una cosiddetta 'clonazione terapeutica', che prevede la creazione di
embrioni finalizzati all'estrazione di cellule staminali, che vengono poi
coltivate per ricreare particolari tessuti umani.
La tecnica, estremamente controversa, viene ritenuta capace di offrire
importanti risultati nella lotta al diabete, al morbo di Parkinson e ad
altre malattie, ma richiedera' ancora molti anni prima di poter essere
sperimentata su persone.
L'amministrazione Bush e il Congresso degli Usa stanno cercando di ottenere
legislazioni internazionali che rendano questo tipo di sperimentazione
illegale negli Usa e nel resto del mondo.
I tentativi di clonare un embrione umano per ottenere cellule staminali fino
ad ora erano falliti. La Advanced Cell Technology, una societa' del
Massachusetts, aveva annunciato lo scorso anno di essere riuscita a creare
un embrione umano clonato, ma non lo aveva lasciato sviluppare al punto da
ottenerne cellule staminali. Lo studio attuale, guidato dal professor Woo
Suk Hwang, sara' pubblicato sul prossimo numero della rivista Science.(ANSA
CLONAZIONE:
CLONAID ANNUNCIA SESTO BEBE', IN OSPEDALE SYDNEY
(ANSA)
- SYDNEY, 12 FEB - Il controverso gruppo internazionale di clonazione
Clonaid ha annunciato di aver 'creato' il suo sesto bebe'.
La direttrice del progetto Clonaid, la biochimica Brigitte Boisselier, ha
detto oggi alla stampa che si tratta di un maschietto nato in un ospedale
non precisato di Sydney il 5 febbraio da genitori infecondi che vivono nella
metropoli. E' stato gia' dimesso dall'ospedale e viene seguito da un
pediatra
locale.
Boisselier ha precisato che il bebe', come i primi cinque nati lo scorso
anno, e' in perfetta salute e le sue reazioni sono perfettamente normali. E'
stato il padre, ha detto, a donare le cellule per aver il bambino e la madre
lo ha portato in grembo.
Il ministro australiano della Sanita' Tony Abbott ha descritto l'annuncio
del neo-clonato a Sydney come l'equivalente medico delle storie di Ufo,
aggiungendo che la clonazione e' pericolosa, illegale ed immorale. E la
portavoce laburista per la Sanita' Julia Gillard ha definito ''allarmanti''
le asserzioni di Clonaid, ricordando che il parlamento australiano ha votato
all'unanimita' la legge che proibisce la clonazione umana. (ANSA).
AIDS:
PROMETTENTI RISULTATI PROGETTO DREAM SANT'EGIDIO
(ANSA)
- ROMA, 12 FEB - Bloccata la trasmissione del virus dell'Aids da madre a
figlio nel 97% dei casi; ottenuta una sopravvivenza nel caso di Aids
conclamato del 90%. Sono alcuni risultati del progetto Dream (Drug Resource
Enhancement against AIDS and Malnutrition) che la comunita' di Sant'Egidio
sta conducendo in Mozambico e che ha presentato alla conferenza
internazionale sull'Aids in corso a San
Francisco.
I risultati del progetto Dream (sostenuto dal Gruppo UniCredit e dalla
Fondazione Unidea) sono stati presentati dal professor Leonardo Palombi e
dai medici e ricercatori Gianni Guidotti e Giuseppe Liotta i quali hanno
spiegato che in due anni l'iniziativa e' diventata la seconda esperienza
nell'Africa sub-sahariana per numero di persone in assistenza e terapia
(rispettivamente 7000 e 3000, su un totale di 70 mila in tutto il
continente).
Inoltre, secondo i promotori dell'iniziativa si tratta del primo progetto
che ha ottenuto in quelle aree percentuali di successo elevate (97-98%)
nell'interrompere la trasmissione del virus da madre sieropositiva a
bambino, di aderenza alla terapia nel tempo (94%) e sopravvivenza anche in
casi di AIDS conclamato (90%).
Alla conferenza, dove partecipano circa 3000 scienziati, ricercatori e
operatori da tutto il mondo, ricorda la comunita' di Sant'Egidio, sono state
accettate dall'Europa non di lingua inglese, solo tre relazioni: due
dall'Italia (DREAM/Sant'Egidio e San Raffaele, con un intervento non
relativo all'Africa) e una dalla Francia.
Dopo essere stato messo a punto con efficacia in Mozambico, DREAM si sta
estendendo in queste settimane in Angola, Tanzania, Guinea Bissau, Guinea
Conakry, Malawi, Sudafrica e Swaziland. (ANSA).
LEUCEMIE:
FARMACI INTELLIGENTI PUNTANO CELLULE MALATE /ANSA
(ANSA)
- ROMA, 12 FEB - Il sogno di tutti gli ematologi e oncologi sta diventando
realta': la messa a punto di farmaci intelligenti che mirano al cuore delle
cellule malate senza ledere i tessuti sani, permettendo cosi' di curare con
piu' efficacia i tumori del sangue come le leucemie, i linfomi e
mielomi.
L'affermazione e' di Franco Mandelli, l'ematologo che ha dedicato la sua
vita allo studio e alla cura di queste malattie che ha fatto il punto sui
progressi delle ricerche dei nuovi medicinali, in occasione della
presentazione del manifesto il manifesto AIL, una nuova sfida contro i
tumori.
Oggi abbiamo a disposizione nuove molecole che colpiscono quasi
esclusivamente le cellule tumorali - ha spiegato Mandelli - senza
distruggere quelle sane. Inoltre, grazie ai metodi di diagnosi sempre piu'
sofisticati e' possibile definire sottogruppi di malattie tumorali che
verranno aggredite con farmaci sempre piu' mirati''.
Tre le diverse tipologie di sostanze innovative che ''stanno riscuotendo un
successo clinico enorme'', spiega Mandelli: le melecole differenzianti,
cioe' che danno il segnale alla cellula tumorale di maturare e smettere di
moltiplicarsi, arrestando cosi' la crescita del tumore. Una di queste
sostanze e' scoperta in Cina ed e' in grado di far sopravvivere a cinque
anni dalla diagnosi oltre il 70% dei malati.
Alla seconda famiglia appartengono alcuni anticorpi in grado di riconoscere
un bersaglio (antigene) che si trova sulla cellula malata e non sulle
cellule sane. Uno di questi anticorpi, precisa Mandelli, si chiama
anti-CD20, e' efficacissimo contro alcuni linfomi e puo' essere
somministrato in associazione con chemioterapici; in questo modo si riesce
ad aumentare la cosiddetta sopravvivenza libera da malattia.
C'e' poi una terza classe di composti, che vengono fuori dalla ricerca di
base che colpiscono molecole che danno il via alla crescita del tumore. Una
nuova sostanza, entrata da poco a disposizione dei medici, blocca un enzima
che apre la strada alla leucemia mieloide cronica. La risposta ematologica
e' quasi del 100%.
Molte sorprese positive, sottolinea Mandelli, arriveranno da una migliore
conoscenza e uso delle cellule staminali che ci permetteranno non solo di
effettuare trapianti di midollo piu' efficaci ma anche somministrare cure
meno tossiche.
In Italia ogni anno si contano 15 mila nuovi malati di leucemia, il 30-40%
dei quali guarisce; gli altri possono pero' sopravvivere dai 5 ai 10 anni
grazie alle cure oggi disponibili.
''Alla fine degli anni '60 le cure erano molto limitate e le sopravvivenze
molto basse - conclude l'ematologo - oggi le possibilita' di cura dei tumori
del sangue sono straordinariamente aumentate; per questo dobbiamo avere la
possibilita' di dare ai malati le migliori terapie disponibili in questo
momento e non possiamo permetterci di trattare i pazienti in modo non
ottimale, privilegiando gli aspetti economicistici rispetto a quelli
clinici''. (ANSA).
INFLUENZA
POLLI: SIRCHIA, IN ITALIA NESSUNA PAURA PER CARNI
(ANSA)
- ROMA, 3 FEB - In Italia ''non c'e' nessun motivo di non consumare pollame
che non provenga dalle zone a rischio per l'influenza dei polli'': lo ha
detto oggi a Roma il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, a margine
della presentazione dell' iniziativa di Trenitalia 'Liberta' di non fumare'.
L'emergenza, ha proseguito il ministro, e' di carattere sanitario nei Paesi
dell' Asia orientale ''ma soprattutto di carattere commerciale, perche' sta
mettendo in ginocchio l'economia di quei Paesi, in particolare della
Thailandia''.
Riguardo alle ripercussioni sull' economia dei Paesi europei e in
particolare dell' Italia, Sirchia ha giudicato non giustificati allarmi e
paure circa il consumo di carni non provenienti dall' Asia orientale.
''La gente ha paura, entro certi limiti fa bene ad averla ma - ha rilevato -
deve sentirsi sicura che stiamo facendo tutto quello che serve, con grande
efficacia, per evitare che questa infezione possa arrivare qui''.
''Al momento - ha proseguito Sirchia - la situazione in Europa e' tranquilla
e l'Italia e' ben protetta''. Cio' non significa, ha aggiunto, che dobbiamo
abbassare la guardia, considerando la pericolosita' di un virus come quello
dell' influenza dei polli. Bisogna quindi prepararsi ad ogni eventuale
emergenza, ha concluso il ministro della Salute, ''da un lato migliorando
farmaci e vaccini, e dall' altro continuando a mantenere alta la vigilanza
per prevenire l'ingresso del virus in Europa e in Italia, come stiamo
facendo''. (ANSA).
OBESITA':
ALLATTARE AL SENO PROTEGGE BIMBI DA RISCHIO
(ANSA)
- ROMA, 3 FEB - Il latte di mamma e' un'assicurazione antiobesita' per i
bambini: piu' e' lungo il periodo di allattamento nella vita del neonato,
minore e' la probabilita' che il bimbo diventi obeso negli anni successivi.
Questo vale per i gruppi sociali a basso reddito che sono stati oggetto di
quest'indagine, come riferito da Laurence Grummer-Strawn dei Centers for
Disease Control and Prevention di Atlanta sulla rivista
Pediatrics.
L'effetto si avverte in particolar modo nei bianchi mentre ispanici e neri,
sostiene l'autore, in questa fascia sociale hanno forse degli stili di vita
a tal punto scorretti da perdere il vantaggio offerto dall'allattamento al
seno.
Lo studio ha coinvolto ben 177.000 bambini dei quali i medici hanno
esaminato il periodo per cui hanno ricevuto latte materno e il peso a
quattro anni di eta'.
Dall'indagine, che ha anche messo in luce come proprio le fasce sociali piu'
deboli siano quelle in cui l'abitudine ad allattare e' meno consolidata, e'
emerso che il 14.5 percento dei bimbi di pelle bianca che non avevano
ricevuto latte materno diventano obesi o comunque hanno problemi di
sovrappeso. Solo il 7% di quelli allattati al seno per almeno un anno,
invece, mostrava problemi simili.
Gli scienziati avanzano vari possibili motivi che spiegano questo effetto
benefico del latte materno, a cominciare dal fatto che il bambino
imparerebbe ad autocontrollare la quantita' di cibo ingerita e passerebbe in
maniera piu' naturale ad una dieta ricca di verdure.
Inoltre e' possibile che il latte formulato per i neonati induca un maggior
rilascio dell'ormone insulina che puo' portare a depositi di grasso precoci.
Il loro consiglio e' quindi di allattare i piccoli per almeno un anno
perche' oltre a questo effetto anti-obesita', ricordano, il latte materno
rinforza le difese del neonato e l'allattamento rinsalda il legame
madre-figlio.
(ANSA).
INFLUENZA
POLLI: UE,CHIUSE FRONTIERE IMPORT CINA E COREA SUD
(ANSA)
- BRUXELLES, 3 FEB - Il comitato europeo per la catena alimentare ha deciso
oggi a Bruxelles di ''chiudere le frontiere europee sull'eventuale
importazione da Cina e da Corea del Sud di pollame, carne di pollo e
derivati''.
Inoltre, il comitato europeo per la catena alimentare che riunisce esperti
dei ministeri della sanita' degli Stati membri, ha anche deciso di
''prorogare al 15 agosto - con clausola di revisione - il blocco delle
importazioni di carne di pollo e di derivati dalla Thailandia come aveva
deciso la Commissione Europea lo scorso 23 gennaio''.
Lo ha detto all'Ansa Beate Gminder, portavoce del commissario europeo per la
sanita' David Byrne, precisando che per quanto riguarda la chiusura delle
frontiere al pollame e alle carni di pollo e derivati da Cina e Corea del
Sud si tratta di una ''decisione teorica e cautelativa'' in quanto l'UE non
importa questi prodotti dai due Paesi. (ANSA).