News  Ottobre 2003

Salute "L'abuso di aspirine favorisce il cancro" fonte Reuters

Il consumo frequente di aspirine espone le donne a un elevato rischio di contrarre il cancro al pancreas, una forma tumorale pressoché inguaribile. A questa clamorosa conclusione è giunta un'equipe universitaria guidata dalla dottoressa Eva Schernhammer che ha studiato oltre 88mila donne nell'ambito di una ricerca sulla salute delle infermiere. I dati raccolti dai medici hanno messo in evidenza che chi ha assunto due o più aspirine alla settimana per oltre 20 anni ha una probabilità di contrarre il tumore più alta del 58% rispetto alle media. Entrando nello specifico, la ricerca ha appurato che le donne che fanno regolarmente uso di più di 14 pastiglie la settimana hanno l'86% di probabilità di ammalarsi mentre per chi si ferma a 6-13 aspirine ogni sette giorni la percentuale si ferma al 41%. Per chi infine non supera le tre pasticche a settimana il rischio cresce "solo" dell’11%. Lo choc nell'ambiente medico è grande, anche perché, ha sottolineato la dottoressa Schernhammer, fino a ora l'aspirina era considerata un antidoto al cancro del pancreas, così come lo è per i tumori colo-rettali. Questi risultati rimettono invece tutto in discussione: le cause della malattia del pancreas restano poco chiare, così come rimane difficile spiegare la sua elevatissima mortalità. Al momento le associazioni sanitarie invitano a una maggiore cautela nel consumo di aspirine, in attesa che nuovi studi su vasta scala permettano di arrivare a conclusioni definitive, senza però dimenticare gli indiscutibili benefici che il farmaco apporta nel trattamento di molte patologie. Appare comunque dimostrato che l'abuso di aspirine può causare pancreatiti, ossia infezioni croniche della ghiandola che possono essere il preludio al cancro vero e proprio. (l.m.)

La notizia in Rete:
http://edition.cnn.com/2003/HEALTH/10/27/cancer.aspirin.reut/index.html

Assistenza domiciliare: maglia nera per l'Italia

La notizia. Presentati al Congresso di Geriatria i risultati di una ricerca condotta in 11 paesi dell’Unione Europea sul tema dell’assistenza domiciliare. Questo l’andamento nel vecchio Continente: l’Italia assistie a casa solo l’1 per cento degli over 65, la Francia l’8 per cento, la Germania oltre il 10 per cento, il Regno Unito il 20 per cento.

I dati. Maglia nera, anzi nerissima, nella classifica europea dell’assistenza domiciliare agli anziani oltre i 65 anni. L’attribuisce all’Italia una ricerca in 11 paesi della Comunità condotta dall’Università Sacro Cuore di Roma per conto della Commissione Europea. Secondo la ricerca, il nostro sistema sanitario riesce ad assistere a domicilio meno dell’1 per cento degli over 65, per l’esattezza lo 0,9. Peggio di tutti e di gran lunga. Il dato più basso, dopo quello dell’Italia è il 6 per cento della Cecoslovacchia. La Francia supera l’8 per cento, la Germania il 10 per cento, il regno Unito e i Paesi scandinavi addirittura il 20 per cento.Lo ha annunciato al congresso della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria in corso a Firenze il responsabile della ricerca, il professor Roberto Bernabei. "Si tratta", ha spiegato, "di uno studio durato tre anni, realizzato per il Quinto Programma Quadro della Commissione con lo scopo di capire le differenti caratteristiche di ciascun sistema e di individuare il migliore". I risultati completi saranno presentati a Bruxelles nelle prossime settimane. Lo studio dovrebbe inoltre essere presto pubblicato sulle prestigiosa rivista Lancet".

I bisogni. La popolazione europea, ha ricordato il professore, sta invecchiando a ritmi sostenuti in tutto l’Occidente, un fenomeno che riguarda in particolare l’Italia, ormai, notoriamente, il Paese più vecchio del mondo con circa un quarto della popolazione oltre i 65 anni. In una società con molti anziani un efficiente servizio di assistenza domiciliare diventa strategico almeno per tre motivi: garantisce sorveglianza e aiuto a persone rese fragili dall’età; le fa sentire meno sole (l’isolamento è uno dei drammi della vecchiaia); consente risparmi sensibilissimi al sistema.

Commenti. "In Italia", ha aggiunto Bernabei, "si preferisce di gran lunga ricoverare gli anziani in ospedale, ma un solo giorno di degenza costa oltre cinquecento euro, mentre con l’assistenza a domicilio non si superano i cinquanta". Una differenza di uno a dieci che pesa enormemente sul bilancio di un sistema sanitario. Una diversa organizzazione con sentirà di risparmiare miliardi di euro oltretutto garantendo più efficenza.La ricerca non ignora che il sistema assistenziale di ciascun Paese rispecchia cultura e costumi locali. La graduatoria dell’Italia si spiega dunque anche con la forte diffusione del volontariato, che supplisce alle carenze dello Stato, e con quel che resta della vocazione assistenziale delle famiglie. "Il peso ricade principalmente sulle donne", ha detto il professore, "Ma questo modello ha esaurito le risorse". Anche in Italia prevale la famiglia mononucleare e le donne, che lavorano ormai tutte fuori casa, non sono più disponibili per fare da balia agli anziani. Dunque tocca allo Stato attrezzarsi per intervenire.(a.l.)

Clonazione: Usa, Carne, latte e latticini di animali clonati sono sicuri per i consumatori

(ANSA-REUTERS) - WASHINGTON, 31 OTT - Carne, latte e latticini di animali clonati sono sicuri per i consumatori, secondo un documento della Food and Drug Administration (Fda, l' ente americano per gli alimenti e i medicinali) di cui l'agenzia Reuters e' venuta in possesso.
Il giudizio della Fda e' un passo avanti lungo la strada che dovrebbe portare all'autorizzazione della commercializzazione di cibi derivati da animali clonati. Una decisione definitiva in materia e' attesa negli Stati Uniti per il prossimo anno.
''Prodotti commestibili di cloni normali e sani, o della loro progenie, non sembrano rappresentare un rischio piu' elevato quanto a consumo di cibo'', afferma il documento, un sommario in 12 pagine di un piu' ampio rapporto dell'Fda, fornito alla Reuters da una fonte industriale.
Secondo le conclusioni dell'Fda, i prodotti alimentari derivati da bestie clonate sono generalmente sicuri per il consumo umano: il massimo livello di certezza al riguardo si ha per i cloni di bovini, seguiti, in ordine decrescente di certezza, da suini, caprini e ovini.
L'Fda pubblichera' oggi (venerdi') il sommario, mentre il rapporto completo verra' reso noto successivamente. (ANSA- REUTERS).

Sanità: presentato a Torino studio su onde dei telefonini

(ANSA) - TORINO, 29 OTT - E' in dirittura d' arrivo il piu' grande studio epidemiologico mondiale, denominato Progetto Interphone, sull' eventuale cancerogenicita' delle onde emesse dei telefonini cellulari. Vi partecipano 13 paesi, inclusa l' Italia, saranno esaminati 7.500 utenti e sono previsti 9.800 controlli sanitari. Gli studi finora eseguiti sull' argomento, avevano dato esito negativo. L' iniziativa, coordinata dall' Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, e' stata presentata oggi a Torino, in occasione del convegno promosso dall' Istituto scientifico europeo sull' inquinamento da radiazioni, da Susanna Lagorio dell' Istituto superiore di sanita'. ''La raccolta dei dati - ha precisato Lagorio - si concludera' entro la fine del 2003 e l' analisi combinata dei 13 studi sara' realizzata entro la fine del 2004. Vengono identificati tutti i casi di glioma, meningioma, tumore maligno della parotide e neurinoma del nervo acustico diagnosticati tra i residenti nelle principali citta' dei paesi partecipanti nel 200-2002. Vengono anche inclusi nello studio, come soggetti di confronti, campioni casuali delle popolazioni residenti nelle aree di studio, appaiati ai casi per sesso ed eta'''. I telefoni cellulari portatili sono stati introdotti sul mercato verso la meta' degli anni '80. Si stima che nel 2005 gli utenti dei servizi di telefonia mobile nel mondo saranno piu' di un miliardo. In Italia la telefoni acellulare e' stata introdotta nel 1990 e gli utenti sono passati dal 7% della popolazione nel 1995 al 58% nel 2000. ''A partire dalla seconda meta' degli anni '90 - ha aggiunto l' esperta dell' Istituto superiore di sanita' - sono stati avviati numerosi studi sul rischio di tumori eventualmente associato all' uso di radiotelefoni. Ad oggi sono disponibili i risultati di 8 diversi studi epidemiologici sull' incidenza di tumori cerebrali e neurinomi del nervo acustico in relazioni all' uso di telefoni cellulari. Nessuno di questi studi - ha commentato - ha evidenziato associazioni tra uso del cellulare e tumori negli organi esposti. Secondo l' organizzazione mondiale delle sanita' e numerosi gruppi di esperti incaricati da diversi governi nazionali e agenzie internazionali e' improbabile che l' esposizione alle radiofrequenze utilizzate nella telefonia cellulare induca o promuova il cancro''.(ANSA).

 

Medicina Alternativa: Sirchia, senza prove no ad ingresso nel SSN

''Sono molto preoccupato perche' si affacciano una serie di pratiche mediche che non sono scientificamente provate e convalidate. Ne' con evidenze di efficacia ne' con prove di innocuita'. Tanto meno se rapportate alla medicina ufficiale''. Lo ha detto il ministro della Salute Girolamo Sirchia intervenendo al 39.mo congresso della Sie (Società Italiana Ematologia) in corso a Roma. "Tutto questo - continua Sirchia - non puo' non preoccupare, anche perche' il loro obiettivo e' il riconoscimento della gratuita' con l'inserimento di queste cure nell'Ssn''. Il Ministro fa riferimento ''a qualsiasi medicina non convenzionale, che non sia fondata sulla evidence based medicine, quindi sulle prove''. Rispondendo alla domande se le sue critiche si riferissero anche all'omeopatia, il Ministro spiega che questa pratica ''potrebbe essere anche efficace, ma le prove non sono fino ad oggi ritenute valide''. Per Sirchia si tratta di presupposti che non sono ''confrontabili con le prove di efficacia rigorosamente e spietatamente richieste per le altre terapie''.

SANITA': SIRCHIA, RIDARE CENTRALITA' A MEDICI NEGLI OSPEDALI

(ANSA) - NAPOLI, 29 OTT - ''Bisogna ridare con forza centralita' al ruolo dei medici negli ospedali che in questi ultimi anni e' stato un po' offuscato. Per questo motivo la prossima settimana portero' in consiglio dei ministri un apposito provvedimento''. Lo ha detto il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, a margine della visita compiuta oggi alla piccola Rossella, ricoverata al reparto di cardiochirurgia dell'ospedale napoletano 'Monaldi'. ''I medici non dovranno piu' prendere ordini dagli amministratori - ha proseguito Sirchia - ma con essi dovranno decidere cio' che va fatto negli ospedali. Ne vale il rispetto del paziente''. Il provvedimento annunciato oggi dal ministro e' molto piu' ampio e riguardera' certamente anche la cosiddetta medicina di base.(SEGUE).

MEDICINA: ANTICORPI MONOCLONALI PER TUMORE PROSTATA


(ANSA) - TORINO, 29 OTT - Una sorta di 'proiettili magici', di 'postini' in grado di portare isotopi radioattivi, tossine o farmaci sulle cellule tumorali: si tratta degli anticorpi monoclonali costruiti dal gruppo di Fabio Malavasi, ordinario di genetica umana all' Universita' di Torino. Malavasi ha presentato stamattina all' ospedale Molinettte le ricerche, uniche in Europa, analoghe a quelle in corso a New York. Tali ricerche sugli anticorpi monoclonali e il loro utilizzo clinico sono frutto di una decina di anni di lavori e di pubblicazioni sulle maggiori riviste scientifiche internazionali, tra cui ''Blood'' e ''American Journal of Pathology''. ''Si tratta di proteine - ha spiegato Malavasi - che si trovano nel sangue e nei liquidi biologici, che siamo riusciti a ricostruire in vitro. Il bersaglio su cui vengono inviati questi 'proiettili' sono le cellule malate della membrana prostatica, che riguarda quindi casi primitivi di lesioni tumorali''. I 'proiettili' vengono inviati sulle cellule malate della membrana allo scopo di ''marcare'' queste molecole, cioe' di evidenziarle e cosi' rendere possibile la diagnosi. Il metodo non rivela controindicazioni, dal momento che vengono utilizzate quantita' minime di sostanze radioattive. ''Prima di arrivare ai pazienti - ha aggiunto Malavasi - dobbiamo completare le cosiddete prove 'in vivo', su topolini a cui viene inoculato un tumore umano''. Si pensa dunque a un' applicazione sull' uomo nei primi mesi del 2004. L' ulteriore passaggio alla terapia e' invece subordinato alla creazione di un ibrido molecolare: l' anticorpo deve essere reso umano. ''A quel punto si puo' utilizzare per colpire le cellule tumorali - ha sottolineato il docente - senza incappare nelle controindicazioni tipiche della chemioterapia, che invece ha il difetto di non poter escludere dalla propria azione le cellule sane''. (ANSA).

MEDICINA: PER INVECCHIARE BENE IL CUORE SI CURA DA GIOVANI

(ANSA) - ROMA, 28 OTT - Il segreto per invecchiare in salute e' non avere problemi di cuore. Lo rivela un vasto screening i cui risultati sono apparsi sulla rivista Archives of Internal Medicine. Secondo l'indagine svolta da scienziati dell'Universita' di Pittsburgh su quasi 3000 persone, chi da adulto non ha fattori di rischio cardiovascolari subclinici, cioe' che si individuano solo con test appositi perche' ancora non evidenti dal punto di vista della sintomatologia, raggiunge la tarda eta' in piena salute e puo' veramente considerarsi nell'eta' d'oro, senza cancro, malattie polmonari o deficit cognitivi. Quindi il messaggio degli autori e' aver cura del proprio cuore limitando i fattori di rischio come l'ipertensione in eta' adulta per non dover poi combattere con le malattie negli anni a venire. Niente fumo, esercizio fisico, corretta alimentazione, tenere a bada la pressione del sangue ed il colesterolo, e' questa la ricetta per vivere una vecchiaia felice, ha detto il coordinatore dell'indagine Anne Newman dopo aver attentamente seguito per 8 anni l'invecchiamento del gruppo di 2932 individui di varie eta'. Di questi il 48% e' arrivato in perfetta salute alla fine degli otto anni dello studio, in particolare il 56% delle donne ed il 51% degli uomini che non avevano disturbi cardiovascolari subclinici all'inizio degli 8 anni, contro solo il 40% di quelli che invece presentavano tali disturbi al 'nastro di avvio'. Questi ultimi alla fine dello studio erano cinque anni piu' vecchi in fatto di salute, ossia mostravano un'eta' fisica comparabile a quella degli individui 5 anni piu' grandi di loro ma senza fattori subclinici iniziali. Dividendo gli individui per classi d'eta' gli scienziati hanno avuto conferma che si invecchia meglio se da adulti non si hanno fattori subclinici cardiovascolari, infatti la fascia da 65 a 69 anni con pochi fattori di rischio puo' godere in media di altri 15-16 anni di perfetta salute, gli ottantacinquenni o gli over-85 senza grossi rischi cardiovascolari vivono in buona salute altri 5 anni. Invece tutti gli uomini e le donne con grossi fattori di rischio in eta' adulta dopo due anni gia' cominciano a perdere benessere fisico. Insomma prevenire le malattie del cuore e' proprio un'assicurazione sulla salute che accompagna i fortunati alla soglia della terza eta'. (ANSA).

 
SARS: SCOPERTI PUNTI DEBOLI SOSTANZA INDISPENSABILE A VIRUS

(ANSA) - ROMA, 28 OTT - Con l'inverno alle porte e il timore di un ritorno del virus della polmonite atipica che la scorsa primavera ha fatto molte vittime soprattutto in Cina, gli scienziati in molti laboratori del mondo lavorano in tutta fretta nel tentativo di ideare strategie di cura contro il virus. Tra loro il team guidato da Zihe Rao alla Tsinghua University ha fatto registrare un successo che fa sperare nella formulazione dei primi farmaci contro il virus. Il gruppo ha infatti riferito sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze (Pnas) di aver scoperto i punti deboli di una sostanza prodotta dal virus che ha un ruolo chiave nella sua moltiplicazione dentro l'organismo umano, la proteasi principale. Queste conoscenze potrebbero essere usate per ideare dei farmaci che impediscano al virus di riprodursi. Quando un virus entra in un organismo invade le cellule e comincia ad usarne macchinari biologici per moltiplicarsi ed andare poi ad invaderne altre. Il patogeno che e' responsabile della Sars,dela famiglia dei coronavirus, ad un certo punto di questo ciclo produce una lunga molecola che poi un'altra sostanza virale come una forbice taglia in piu' parti che serviranno al virus per costruire il proprio guscio, uscire dalla cellula e continuare il ciclo infettivo. La forbice molecolare e' la proteasi principale. Gli scienziati ne hanno studiato la struttura tridimensionale con una tecnica detta cristallografia ed hanno cercato di interferire con questa struttura usando agenti chimici. La struttura tridimensionale di ogni proteina e' fondamentale per il suo funzionamento. Quando i ricercatori hanno alterato il grado di acidita' dell'ambiente circostante la proteasi, questa si e' sensibilmente modificata molto piu' di quanto succede a sostanze simili di altri virus della stessa famiglia della Sars. Inoltre gli scienziati hanno testato degli inibitori sulla molecola-forbice ed hanno visto che si legano ad essa differentemente rispetto ad altri coronavirus. La proteasi ha quindi dei punti deboli, averli scoperti e' un ottimo punto di partenza nella ricerca farmacologica contro la polmonite atipica. (ANSA).

SCLEROSI MULTIPLA: RISCHIO PIU' ALTO TRA FUMATORI

(ANSA) - ROMA, 28 OTT - Sclerosi multipla, il rischio di ammalarsi di questa grave malattia e' quasi doppio per i fumatori rispetto a quanti non hanno mai avuto il vizio. Lo rivela sulla rivista Neurology, Trond Riise dell'Universita' norvegese di di Bergen che commenta i suoi risultati non solo suggerendo che questa e' un'altra buona ragione per non fumare ma anche avanzando la speranza che la comprensione del nesso biochimico tra fumo ed insorgenza del male permettera' di capire meglio i meccanismi biologici della malattia, ancora avvolti nella nebbia. La sclerosi multipla e' una malattia autoimmune, cioe' dovuta ad un'erronea risposta del sistema immunitario che si rivolta contro lo stesso organismo danneggiando il sistema nervoso. La neurodegenerazione porta a paralisi progressiva e morte. Le cause scatenanti della malattia sono ancora sconosciute anche se gli scienziati pensano dipenda sia da fattori genetici sia dall'influenza di fattori esterni, dell'ambiente in cui l~individuo vive e delle sue abitudini. Un individuo che e' suscettibile al male per via dei geni, rischia molto di piu' se ha stile di vita scorretto. Uno dei fattori scatenanti potrebbe essere proprio il fumo, come e' emerso dall~indagine su 22312 persone norvegesi tra i 40 ed i 47 anni. Al campione gli scienziati hanno chiesto di indicare se avevano fumato in passato o se erano fumatori al momento dell~indagine, poi hanno catalogato le loro malattie. Nel gruppo 87 avevano la sclerosi multipla. Quindi hanno confrontato la frequenza della malattia in fumatori, ex fumatori e non ed hanno visto che il rischio di ammalarsi di sclerosi multipla e' 2,75 e 1,61 volte piu' alto rispettivamente per gli uomini e per le donne ex-fumatori. Inoltre e' 1,81 volte piu' alto per i fumatori. In media trascorrevano 15 anni dal momento in cui i partecipanti avevano acceso la prima sigaretta alla comparsa della malattia. Per ora gli scienziati non sanno quale possa essere il legame tra sigarette e sclerosi multipla ma, poiche' il fumo puo' influenzare sia le difese dell'organismo sia il sistema nervoso, la soluzione si potrebbe trovare con successivi studi incentrati sulla comprensione degli effetti del fumo, della nicotina e di altre componenti delle sigarette su di essi. Nel frattempo gli scienziati suggeriscono di non fumare perche' individui che potenzialmente potrebbero sviluppare la malattia aumenterebbero di gran lunga il proprio rischio di ammalarsi. (ANSA).

Complicanze dopo radioterapia della leucemia linfoblastica acuta in età pediatrica. Di Ematologia.net

I bambini che sopravvivono alla leucemia linfoblastica acuta sono a rischio di complicanze associate alla malattia o al trattamento.

Ricercatori del St. Jude Children’s Research Hospital e della University of Tennessee a Memphis ( Usa ) hanno valutato la sopravvivenza nel lungo periodo e lo stato socioeconomico dei pazienti con almeno 10 anni senza malattia.

Lo studio è stato effettuato su 856 pazienti , sottoposti a trattamento tra il 1962 ed il 1992.

Cinquantasei pazienti hanno presentato eventi avversi maggiori, tra cui 8 casi fatali durante la remissione , 4 recidive e 44 tumori secondari.

Riguardo ai tumori secondari , 41 sono risultati associati alla radioterapia.
Questi tumori erano per la maggior parte di natura benigna o di basso grado di malignità.

La percentuale di morte dei pazienti sottoposti a radioterapia ha leggermente ecceduto quella attesa per la popolazione generale, mentre la percentuale di morte tra i pazienti non irradiati è risultata in linea con quella della popolazione generale.

Sotto l’aspetto socioeconomico i pazienti sottoposti a radiazione hanno presentato un’aumentata percentuale di disoccupazione e tra le donne una minore probabilità di essere sposate. ( Xagena 2003 )

Pui C-H et al, N Engl J Med 2003; 349:640-649

Sanita': manifestazioni in 93 citta' a difesa SSN

(ANSA) - ROMA, 25 OTT - E'in corso oggi, in 93 citta' italiane, ''Curati se ci riesci'', la mobilitazione a sostegno del Servizio sanitario nazionale, promossa da Cittadinanzattiva (che ha tra le sue reti il Tribunale per i diritti del malato) in collaborazione con il Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici e Consumatori indipendenti. ''Il servizio sanitario pubblico e' dei cittadini. A nessuno e' consentito indebolirlo o cancellarlo'', ha spiegato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, rilasciate nel corso della manifestazione nazionale a Roma, presso il Policlinico Umberto I.
''Vogliamo richiamare l'attenzione del paese sui rischi che in questo momento sta correndo il servizio pubblico'', ha continuato, ''che e' un cardine del nostro sistema di protezione sociale e un bene irrinunciabile per tutti noi. Le risorse economiche limitate e l'attenzione esasperata ai bilanci stanno mettendo seriamente in discussione la tenuta del sistema''. ''Ormai si parla soltanto di soldi, sembra che tutto il resto non conti'', ha aggiunto Stefano Inglese, segretario nazionale del Tribunale per i diritti del malato, nel corso della manifestazione Toscana, in corso a Firenze. ''Cosi' passano in secondo piano liste di attesa intollerabili (come quelle per la radioterapia), la terapia del dolore e l'assistenza ai malati terminali inadeguate, l'accesso ai farmaci per i malati cronici non sempre garantito, la riabilitazione impossibile, la mancanza di unita' spinali, la tutela della salute mentale ridotta ai minimi termini. Per questo abbiamo chiesto al Parlamento di modificare la legge finanziaria, prevedendo investimenti specifici per queste aree, anche modesti, ma che darebbero al Paese un segnale preciso della volonta' di intervenire per avviare a soluzione questioni concrete, che talvolta pesano come macigni sulla vita dei cittadini''.
Fra le manifestazioni in corso ci sono interventi dell'associazione a Roma nel Policlinico Umberto I, nosocomio simbolo della citta'. A Torino la manifestazione si svolge in Piazza San Carlo, dove e' prevista la presenza di un migliaio di cittadini aderenti alle diverse sezioni del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva e rappresentanti delle numerose realta' del terzo settore locali.
A Bari il programma prevede la manifestazione presso la presidenza della giunta regionale per sottolineare il precario stato della sanita' pugliese. A Firenze altra iniziativa. La Toscana e' l'unica Regione in cui ha aderito ufficialmente la Giunta, con la partecipazione dell'Assessore per il Diritto alla Salute. Previsto un banchetto in Piazza con incontro-dibattito. (ANSA).

 

PRIVACY: MEDICI DI FAMIGLIA, I PAZIENTI NON SONO NUMERI

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - ''I medici di famiglia non vogliono rivolgersi ai propri assistiti chiamandoli con un numero''. Lo dichiara Mario Falconi, segretario generale della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Famiglia), in riferimento al decreto legislativo del 30 giugno 2003 n.196, il quale contiene una norma che ''obbligherebbe i medici - continua Falconi - a chiamare i pazienti in sala d'attesa non gia' con nome e cognome, ma con un numero''. ''Sono decenni - aggiunge Falconi - che le organizzazioni a tutela dei cittadini si battono perche' essi non vengano chiamati e considerati un numero, ma persone con un nome e cognome. Da sempre esistono forme di tutela che obbligano ad omettere, in casi particolari, il nome e il cognome, ma la norma succitata riporta indietro le lancette della storia''. ''Pur essendo del tutto convinti - conclude Falconi - di dover dare il massimo di garanzia possibile ai cittadini in tema di privacy, ci batteremo in tutti i modi e in tutte le forme, compresa l'autodenuncia alla Magistratura, per mantenere un proficuo rapporto medico-paziente''. (ANSA).

SANITA': SIRCHIA, PROGRESSI SU CENTRO UE MALATTIE INFETTIVE

(ANSA) - STRASBURGO, 23 OTT - Il Centro di coordinamento europeo (Ccd) per le malattie infettive sara' al centro dei lavori del prossimo Consiglio dei ministri della sanita' dell'Ue del 2 dicembre, nel quale si potrebbe gia' arrivare a chiudere il progetto. Lo ha detto a Strasburgo il ministro della Sanita', Girolamo Sirchia, osservando che la realizzazione del Ccd ''e' urgente e rappresenta una priorita'''. ''Cercheremo di chiudere dossier importanti'' ha osservato il ministro - a Strasburgo per una serie di incontri al Parlamento europeo - sottolineando gli sviluppi positivi in direzione del Ccd, che rappresenta una delle priorita' del semestre di presidenza italiana. Per il ministro si tratta di una decisione urgente perche' l'esperienza della Sars ha dimostrato che c'e' stata ''mancanza di comunicazione e insufficiente tempestivita' negli interventi'' a causa del mancato coordinamento delle agenzie esistenti nei sigoli Stati membri. Il ministro si e' detto ottimista sulla possibilita' di ''arrivare ad un accordo sul Centro gia' il 2 dicembre prossimo'', anche se l'idea ''trova ancora qualche resistenza sotto il profilo della missione e dell' organigramma'' ed e' necessario ''un negoziato su alcuni aspetti tecnici, pratici e organizzativi''. Sirchia ha ricordato che i lavori dei Quindici si articoleranno anche sul cosiddetto pacchetto farmaceutico, che introduce norme per consentire l'accesso ai pazienti alle terapie innovative e che mira a migliorare i livelli d' investimento del comparto farmaceutico in Europa. Un altro tema che sara' discusso - ha sottolineato Sirchia - e' la prevenzione dei tumori, con particolare attenzione allo screening per i tumori della cervice uterina, del seno e del colon retto. La direttiva europea in materia - che il ministro spera di poter chiudere il 2 dicembre - fa il punto anche sull'organizzazione necessaria per mettere in atto i processi di prevenzione e di cura. (ANSA).

ANCHE “INTESA SINDACALE” ADERISCE ALLA MOBILITAZIONE

S'allarga la protesta dei medici di famiglia

ROMA – Anche Intesa sindacale (composta da Cisl Medici, Simet e Sumai) si unisce alla protesta già indetta dai sindacati Federazione Medici aderenti UilFpl, Fimmg, Fimp e Snami, contro il mancato rinnovo della convenzione per i pediatri e i medici di famiglia. Il cartello ha infatti proclamato lo stato di agitazione. «L'Intesa Sindacale – spiegano i sindacati – avendo giudicato criticamente l'Atto di indirizzo delle Regioni per il rinnovo delle Convenzioni dei medici di famiglia, specialisti ambulatoriali e pediatri, aveva richiesto al coordinatore delle Regioni, Ghigo, e al ministro della Salute, Sirchia, di aprire le trattative contrattuali incominciando a discutere proprio dell'Atto di Indirizzo stesso». Ma al momento non è arrivata ancora alcuna risposta. «L'Intesa Sindacale auspica la sollecita apertura delle trattative, anche per scongiurare, responsabilmente, l'inasprirsi delle azioni di lotta sindacale da parte dei medici, che possono creare notevoli disagi ai cittadini». Giuseppe Garraffo, segretario generale Cisl Medici, ha spiegato che non sarà tollerato l'ulteriore rinvio delle Convenzioni mediche scadute ormai da tre anni, tantomeno che «venga ibernata la Medicina del territorio, con il rischio della forzata rinuncia, per i cittadini, delle prestazioni gratuite del medico e del pediatra di famiglia, e degli specialisti ambulatoriali del Ssn». (b.r.)

(mercoledì 22 ottobre 2003) gazzetta del Sud

MEDICINA: STAMINALI, TROVATO MODO PER AUMENTARLE NEI TOPI

(ANSA-REUTERS) - LONDRA, 23 OTT - Un gruppo di scienziati ha individuato un modo per aumentare la produzione di cellule staminali nei topi, una scoperta che potrebbe rivelarsi utile per i malati di cancro bisognosi di trapianto di midollo osseo.
Alcuni ricercatori negli Stati Uniti - riferisce la rivista 'Nature' - hanno scoperto che le cellule che formano le ossa controllano anche la produzione di cellule staminali che evolvono in cellule del sangue. Essi hanno trovato un modo per stimolare tali cellule staminali e indurle a riprodursi.
''La capacita' di aumentare il numero delle cellule staminali che un individuo produce potrebbe avere un impatto immediato sulla cura dei pazienti'', ha detto il dottor David Scadder, del Massachusetts General Hospital, che ha guidato il gruppo di studiosi.
Le cellule staminali emopoietiche, che possono trasformarsi in qualsiasi tipo di cellule del sangue, si trovano negli strati esterni del midollo osseo. Di solito, tuttavia, sono in numero ridotto e di scarsa riproducibilita'.
I malati di cancro che non riescono a produrre cellule staminali a sufficienza possono non essere in condizione di sottoporsi a trapianto di midollo osseo, quando tale intervento sarebbe per loro la terapia di elezione, se non l'ultima speranza.
Secondo lo studio pubblicato su 'Nature', la chiave del processo sta nelle cellule ossee chiamate osteoblasti.
Se gli scienziati riusciranno a fare altrettanto con gli esseri umani, cio' potrebbe mettere un maggior numero di pazienti in condizione di sottoporsi a trapianto di midollo osseo. (ANSA-REUTERS).

Tumori: colon, con fast food e cibi pronti piu' rischi donne

(ANSA) - ROMA, 22 OTT - Fast food, cibi pronti e una dieta poco variata sono tra i principali colpevoli dell'aumento della diffusione del tumore del colon nelle donne. Dopo che negli Stati Uniti il numero delle donne colpite da questa malattia si e' equiparato a quello degli uomini, lo sta accadendo in Europa e in Italia. E' emerso nel congresso dell' Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) in corso a Roma. Sono invece incoraggianti le notizie sul fronte della terapia, con la disponibilita' di farmaci che possono essere presi per bocca e che, secondo gli esperti, promettono di sostituire la classica terapia per infusione. ''Una volta il tumore del colon retto colpiva soprattutto gli uomini, ma oggi e' in corso un'inversione di tendenza'', ha detto il direttore del dipartimento di Oncologia medica dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano, Emilio Bajetta. ''In Italia - ha aggiunto - non c'e' ancora l'equiparazione che e' avvenuta negli Stati Uniti, ma la diffusione nelle donne e' in aumento, probabilmente soprattutto a causa di fattori alimentari come il ricorso sempre piu' frequente a fast food e cibi preconfezionati''. Oggi in Italia le donne colpite dal tumore del colon sono il 30-35%, contro il 50-60% degli uomini. Si sta abbassando anche l'eta' in cui compare la malattia: ''una volta era la malattia della terza eta' e colpiva dopo i 65 anni, oggi si manifesta gia' intorno ai 50 anni'', ha aggiunto. Anche in questo caso la cattiva alimentazione sale sul banco degli accusati: ''si mangia in fretta, si mastica male e soprattutto si varia poco'', ha detto l'esperto. Si' a frutta e verdura, ha proseguito, ''ma bisogna essere consapevoli che queste sono trattate con sostanze non innocue per l'organismo. La prima regola, ha aggiunto, ''e' avere l'accortezza di mangiare prodotti di stagione''. Attenzione anche al riso: secondo Bajetta ''e' impossibile reggere il prezzo della produzione biologica'' e di conseguenza bisogna tenere conto che ''il riso pesca il nutrimento da radici che affondano in acque ricche di concimi e diserbanti: basti pensare che dalle risaie sono spariti rane e pesci, e che le rondini non si avvicinano piu' in cerca di cibo''. (segue).

MEDICINA: ALCUNI TUMORI PIU' FREQUENTI IN PERSONALE VOLO

(ANSA-REUTERS) - LONDRA, 22 OTT - Nuovi studi scientifici pubblicati in Islanda e in Svezia mostrano che il personale di volo delle compagnie aeree ha un tasso di tumori della pelle e al seno piu' elevato della media della popolazione.
Ricercatori dell'Universita' d'Islanda a Reykjavik hanno rilevato che le hostess che lavorano da cinque o piu' anni hanno piu' probabilita' di sviluppare un cancro al seno.
In un altro studio, ricercatori del Centro di Stoccolma per la Salute pubblica hanno scoperto un aumento della frequenza del melanoma maligno, la forma piu' grave di cancro cutaneo, nel personale di volo, sia maschile sia femminile.
Precedenti ricerche gia' suggerivano che, tra i piloti, apparivano piu' frequenti i cancri cutanei e forse la leucemia mieloide acuta; e che le hostess erano piu' a rischio per i tumori della mammella.
''Vi sono prove crescenti che il personale di cabina sembri presentare un maggiore rischio di melanoma maligno e di cancro al seno'', scrive Elizabeth Whelan, dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta (Usa), in un commento alle due nuove ricerche, pubblicate sul giornale 'Occupational and Environmental Medicine'.
La dottoressa Whelan rileva che, ad alte quote, sono maggiori le dosi di radiazioni cosmiche ionizzanti; e che l'esposizione del personale di volo ad esse cresce con l'aumento delle ore e delle quote di volo (oltre che, naturalmente, con la frequenza dei voli e con il sommarsi degli anni di lavoro).
Ma - aggiunge l'esperta - saranno necessarie ulteriori ricerche per accertare se l'aumento della frequenza dei suddetti tipi di cancro tra il personale di volo sia correlata al lavoro e/o ad altri fattori legati allo stile di vita. Al riguardo, potranno rivelarsi utili altri studi che vengono condotti nell'Unione europea e negli Usa. (ANSA-REUTERS).

Vista: Mutazioni Genetiche Provocano Retinite Pigmentosa Grave

Milano, 21 ott. (Adnkronos) - Dalla genetica la speranza di prevenire la cecita' da retinite pigmentosa, che colpisce 1,5 milioni di persone nel mondo ed e' tra i principali fattori ereditari legati alla perdita della vista. I ricercatori dell'universita' di Montreal, in Canada, studiando due famiglie franco-canadesi colpite da retinite pigmentosa da quattro generazioni hanno infatti identificato due mutazioni genetiche che provocano forme acute della malattia e, in altri casi, disturbi neurologici e perdita dell'udito. E sulla base di tali risultati - riferisce 'Biotech.com', notiziario di Assobiotec-Federchimica - gli scienziati contano di sviluppare ''nuovi test diagnostici utili soprattutto alle famiglie che da generazioni soffrono di retinite pigmentosa'', cosi' da prevenire la patologia e le sue complicanze piu' gravi come appunto la cecita'. (Red-Opa/Adnkronos Salute)

LA NOTIZIA IN EVIDENZA
Dall'ultimo numero del Sole 24 ore Sanità un documento esplosivo
! Generalista solitario addio: alle cure ci pensa l'Utap. Medici di medicina generale, pediatri, infermieri, e guardie mediche in uno maxi-studio modulato sul territorio e collegato in rete con l'Ospedale. L'Unità territoriale di assistenza primaria è l'asso nella manica della convenzione per riorganizzare gli extraospedalieri. Tutto secondo il piano sanitario 2003-2005. Scarica il file pdf con l'articolo integrale

Proclamato lo stato di agitazione

Milano, 16 ottobre 2003 – In un incontro svoltosi ieri presso l’Ordine dei Medici di Milano, lo S.N.A.M.I. (rappresentato dai Dott.ri R. Anzalone, P.G. Conti, G. Messina e R. C. Rossi, in applicazione del mandato ricevuto dagli organi istituzionali del Sindacato), e F.I.M.M.G. (rappresentata dal Dott. M. Falconi) hanno deciso congiuntamente di proclamare lo stato di agitazione della categoria per protestare contro il mancato rinnovo dell’A.C.N. - DPR 270/2000 - nonché contro quanto previsto dalla Direttiva del Comitato di Settore relativa al rinnovo della Convenzione che, tra le altre cose, prevede di remunerare gli attuali compiti del MMG con il 70% dell’odierno compenso. La comunicazione dello stato di agitazione è compiuta per consentire l'avvio delle procedure obbligatorie di conciliazione previste dalla Legge, ed è propedeutica alla proclamazione di ulteriori iniziative di lotta sindacale.

Nel contesto dell’incontro lo S.N.A.M.I. ha consegnato al Dott. Falconi un documento (allegato) contenente la proposta di 15 possibili punti di condivisione inerenti il rinnovo dell’A.C.N. stesso (rcr).

Comunicato Ufficiale su:
http://www.snami.org/cont/1380com/0310/1600/2189all1.doc

SARS: ESPERTO, IMPOSSIBILI PREVISIONI SU RITORNO CORONAVIRUS

(ANSA) - ROMA, 21 OTT - Non si possono fare previsioni su un eventuale ritorno del virus della Sars, la polmonite atipica, perche' non sappiamo se ci sono dei cicli animali ne' se ci sono dei portatori cronici del virus; dunque ci si puo' solo affidarsi alla sorveglianza e ai controlli che in piena emergenza sono stati efficaci. E' quanto ha sostenuto Giovanni Rezza epidemiologo dell'istituto superiore di sanita' alla prima giornata del congresso della Societa' Italiana di Microbiologia in corso a Roma. Passando in rassegna tutte le piu' recenti emergenze infettive l'esperto ha anche ricordato che la minaccia principale di infezioni e' rappresentata oggi dall'influenza aviaria, che e' emersa due volte, nel 1993 a Hong Kong e quest'anno in Olanda e che si potrebbe rivelare molto piu' pericolosa della Sars. Infatti, ha spiegato Rezza, l'influenza aviaria nasce dal passaggio diretto da volatile all'uomo e finora siamo scampati al pericolo perche' il virus non e' riuscito ad adattarsi all'ospite umano. ''Ma se questo accadesse in futuro - ha rilevato Rezza - il contagio sarebbe molto piu' grave della Sars perche' l'influenza aviaria si trasmette a distanza e comunque non potremmo disporre di un vaccino prima di mesi ad essere fortunati''. La Sars e' stata la prima emergenza infettiva del ventunesimo secolo, la ricerca e' riuscita con rapidita' ad identificarne la causa, il coronavirus, ma ancora non sappiamo se la provenienza del patogeno sia lo zibetto. La fortuna, ha detto l'esperto, e' stata finora la bassa contagiosita' rispetto ad altri virus come quelli influenzali, perche' la Sars non si trasmette a distanza quindi le operazioni di isolamento dei malati sono state efficaci. Rimane pero' da scoprire se ci sono cicli animali del virus e quindi se sia possibile un nuovo passaggio all'uomo, conclude Rezza, nonche' se ci sono dei portatori cronici della malattia, che potrebbero innescare un contagio, quindi non possiamo fare previsioni future ma solo tenere alta la guardia dei controlli. (ANSA).

SANITA':ODONTOIATRI, APPLICAZIONE RIFORMA PEGGIORERA' CURE

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - L'Aio, Associazione Italiana Odontoiatri, si schiera contro la gestione della salute pubblica odontoiatrica cosi' come e' voluta dalla Riforma Sanitaria Ter, in via di applicazione in una decina di regioni, perche' rischia, sostiene la categoria, di portare ad un ''livellamento verso il basso dello standard qualitativo delle prestazioni odontoiatriche''. Con l'applicazione di questa Riforma infatti, specifica l'Aio in una nota, ''le prestazioni odontoiatriche potranno essere erogate in regime di accreditamento presso strutture autorizzate ed accreditate istituzionalmente''. Questo sistema, gia' in vigore in vari paesi della comunita' europea, ha abbassato, secondo l'Aio, il livello della qualita' delle prestazioni odontoiatriche: ''per equilibrare le risorse economiche con la richiesta di prestazioni da parte del paziente - dice l'associazione - i vari governi hanno scelto di ridurre i costi per le prestazioni stesse. Questa opzione, determinata da logiche meramente finanziarie, non e' stata concertata con gli odontoiatri. Paesi come Francia, Germania ed Inghilterra - sottolinea l'Aio - hanno progressivamente registrato una drastica riduzione dello standard qualitativo delle prestazioni odontoiatriche erogate, appunto, in regime di accreditamento''. L'Aio ritiene, in conclusione, che con la Riforma Sanitaria Ter avverrebbe uno ''svilimento della professione odontoiatrica in quanto vincolata esclusivamente alla risoluzione di problemi di natura economica ed il paziente, inoltre, perderebbe l'esercizio di un diritto quale la libera scelta del sanitario cui affidare la propria salute''. (ANSA).

FINANZIARIA: SIRCHIA, TESSERA IMPORTANTE MONITORARE SANITA'

(ANSA) - ROMA, 21 OTT - La tessera del cittadino, proposta con un emendamento alla finanziaria, e' uno strumento importante ''sia per i cittadini, sia per monitorare l'andamento della spesa sanitaria''. Lo ha detto il ministro della salute, Girolamo Sirchia. ''Molti dati, infatti - ha aggiunto il ministro - non sono conosciuti. Quelle di questi giorni non sono polemiche, sono osservazioni tese a migliorare le cose. La privacy dev'essere tutelata, se c'e' qualche sospetto che non possa esserlo, e' giusto che si correggano le cose''.(ANSA).

Dolore: Nasce Sito Internet Per Medici e Pazienti Su Terapie

Roma, 20 ott (Adnkronos) - Un nuovo sito internet dedicato alla terapia del dolore. Rivolto a medici e pazienti, www.doloredoc.it, vuole colmare il vuoto informativo in materia - si legge in una nota - e diventare un luogo di incontro e dibattito trasversale per tutte le specializzazioni mediche e per gli stessi malati. Il medico, infatti, potra' usufruire di nuovi servizi sul dolore la sua cura che, come recita il Piano Sanitario 2003-2005, non riguardano esclusivamente la malattia oncologica ma rappresentano una costante anche per le persone affette da malattie ad andamento evolutivo, spesso cronico, a carico di numerosi apparati e sistemi. Ma anche per il paziente - continua il comunicato - sono previste molte aree e servizi di aggiornamento sulla terapia. In particolare sono gia' stati pubblicati interessanti 'focus' ed e' in costante aggiornamento il servizio che raccoglie i siti delle Unita' oncologiche italiane e dei Centri ed Ambulatori di terapia del Dolore. Molti sono anche i database a disposizione del visitatore e che raccolgono: le farmacie italiane, le leggi e decreti in materia, gli indirizzi USL e molto altro ancora. (Red-Ife/Adnkronos Salute)

Tumori: seno, laser diagnstico ascolta il tessuto malato

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - Un 'orecchio' al seno per 'sentire' prematuramente l'eventuale comparsa di un cancro. E' la nuova possibilita' diagnostica offerta dai fisici dell'International Scientific and Educational Laser Center della Lomonosov State University di Mosca. Si tratta di uno strumento per la tomografia laser-acustica che, secondo quanto riferito dal project manager Alexander Karabutov, e' in grado di rivelare la presenza di un tumore due volte piu' piccolo di un pisello ed anche di capire se la neoplasia e' benigna o maligna. Lo strumento ha bisogno di pochi minuti per dare il suo responso e l'esame e' completamente indolore.
Lo strumento consiste di un laser che invia due radiazioni di lunghezza d'onda nella banda degli infrarossi e di strutture di ricezione che captano la risposta del tessuto della ghiandola mammaria.
Il primo 'raggio' serve per individuare eventuali eterogeneita' nella ghiandola mammaria. Al raggio il tessuto risponde con un lieve aumento di temperatura, nell'ordine di qualche frazione di grado, e cio' si traduce in un segnale acustico molto flebile che viene auscultato grazie a microfoni che fanno da amplificatori. Cio' permette di localizzare il tumore e la sua profondita' nel tessuto.
La sensibilita' e' tale da rivelare la presenza di eterogeneita' grandi quanto la punta di un fiammifero.
Poi si passa alla seconda fase per rispondere ad un'altra domanda determinante nella cura della neoplasia: maligna o benigna? In fatto di tessuti la differenza e' una diversa vascolarizzazione del tumore nonche' che i tumori maligni hanno imparato a sopravvivere in carenza d'ossigeno, quindi il sangue che li nutre contiene minori quantita' del gas.
Lo strumento invia il secondo 'raggio' e questa volta si misura lo spettro d'assorbimento della radiazione da parte dei vasi. L'assorbimento dipende da quanto ossigeno c'e'.
Tutto l'apparato diagnostico e' corredato con uno schermo che traduce in immagini la risposta acustica e di assorbimento della radiazione da parte dei vasi.
In questo modo, assicurano i fisici russi, il tumore e' caratterizzato in tutti i parametri rilevanti per decidere la cura.
Per ora e' pronto il prototipo, rilevano gli esperti, speriamo di procedere con i test clinici entro la fine del nuovo anno. ''C'e' un grande bisogno di simili strumenti nella diagnostica clinica'', conclude Karabutov.
(ANSA).

Terapia genica: svelato mistero casi di leucemia in francia

(ANSA) - ROMA, 18 OTT - Si e' acceso per sbaglio un gene che induce la comparsa di tumori: ecco cosa e' andato storto in Francia durante la sperientazione della terapia genica che ha provocato l'insorgenza di leucemia in due ragazzi trattati. Lo ha rivelato uno studio del Babraham Insitute e del MRC Laboratory of Molecular Biology a Cambridge secondo il quale il pezzo di Dna veicolato nel genoma dei pazienti per risolvere la loro grave malattia genetica si e' andato a posizionare accanto a un gene e l'ha acceso. Da qui il tumore, spiegano gli esperti sulla rivista scientifica Science, innescato proprio dal gene acceso per sbaglio, chiamato LMO2. I problemi sono iniziati all'inizio di quest'anno in Francia dove, all'ospedale Necker di Parigi, 11 bambini erano sperimentalmente trattati con la terapia genica perche' malati di X-scid, una immunodeficienza congenita che costringe chi ne e' colpito a vivere in un ambiente sterile perche' anche una banalissima infezione puo' ucciderlo. Coloro che sono affetti da X-scid (1 su 50 mila nuovi nati) prima avevano basse aspettative di vita, a meno che non trovasero un donatore compatibile di midollo, poi, con l'identificazione del gene colpevole della malattia, gli scienziati hanno sviluppato la terapia genica per sostituire loro il gene difettoso. Essa consiste nel trasferire una copia sana del gene malato negli individui, servendosi di vettori virali innocui dal punto di vista infettivo. Proprio tra gli 11 pazienti francesi, pero', due si sono ammalati di leucemia durante la cura e da li' gli scienziati hanno bloccato le sperimentazioni in attesa che si venisse a capo del nuovo mistero, cioe' del perche' la terapia causa il cancro. C'e' riuscita l'equipe di Cambridge guidata da Terry Rabbitts, che ha trovato che l'inserimento del gene sano al posto di quello malato provoca l'attivazione di un gene vicino che, una volta acceso, provoca la leucemia. Con questa conoscenza si potra' puntare all'ideazione di nuovi vettori virali ideati in modo da evitare, o quantomeno diminuire la possibilita', che si vadano a inserire vicino a LMO2 e, quindi, concludono gli scienziati, si arrivera' a forme di terapia genica sempre piu' sicure per chi non ha altra scelta che sottoporvisi. (ANSA).

Infarto: angioplastica dimezza mortalita' rispetto a farmaci

Genova, 17 ott. (Adnkronos) - L'angioplastica dimezza la mortalita' di chi viene colpito da infarto del miocardio rispetto ai malati trattati con terapia farmacologica. Ma non solo: ''Questa tecnica riesce a far 'risparmiare' 22 vite e 60 infarti e ictus ogni mille pazienti'', dice Ciro Indolfi, presidente della Societa' italiana di cardiologia invasiva (Gise), e ordinario di cardiologia all'universita' Magna Graecia di Catanzaro a Genova per il XXIV congresso nazionale. ''Tuttavia - prosegue il cardiologo - solo il 10% dei 100 mila ricoverati all'anno per infarto riesce ad accedere a questa metodica, per mancanza di strutture adeguatamente attrezzate su tutto il territorio nazionale''. Nella penisola cresce il trattamento 'high tech' delle malattie cardiovascolari: oltre 280 mila le procedure invasive eseguite lo scorso anno. E raddoppiati anche gli interventi di angioplastica primaria, passati dai 4.700 del 2000 agli oltre 9 mila del 2002. ''Ma mentre la terapia medica e' facile da somministrare ovunque - spiega Indolfi - per l'angioplastica serve un'organizzazione complessa che operi 24 ore su 24, e colleghi in una rete istituzionale e permanente come 'interruttori di un circuito salvavita' sempre acceso costituito da centri di emodinamica, cardiologie, unita' coronariche e 118''. Una sorta di network inter-ospedaliero che ''non e' difficile da realizzare se c'e' la volonta' politica di renderlo concreto''. La Gise e' impegnata a fornire le linee guida ''ma l'organizzazione concreta deve venire dalle Regioni''. Ma quanti sono in Italia i centri dove e' possibile effettuare angioplastica e coronarografia? Nella penisola sono 183 i laboratori di emodinamica (uno ogni 310 mila abitanti). Il che vale a dire che un ospedale su quattro e' in grado di eseguire interventi invasivi ad alta tecnologia. Il 60% di queste strutture, 109, si trova al Nord, 27 i laboratori del Centro (15%), 44 (24%) quelli nel Sud. Delle circa 280 mila procedure invasive eseguite nel 2002, le coronarografie diagnostiche sono state oltre 193 mila, con un incremento del 25%. In pole position ancora una volta il Nord, con il 57% del totale (172.000). Capofila la Lombardia (57.500), seguono Piemonte (23.000) e Veneto (21.000). Al Centro si registra il 25% del totale delle attivita' interventistiche (67.000), mentre il Sud chiude la graduatoria con il 18% e 48 mila procedure all'attivo nel 2002. ''Pur rimanendo 'distanziato' rispetto al resto d'Italia, il Mezzogiorno e' in evidente recupero - commentano i cardiologi della Gise - Lo dimostrano l'esperienza di Calabria, Puglia e Sicilia, dove il numero delle angioplastiche e' quasi raddoppiato, e della Campania, regione meridionale 'in maglia rosa', con un totale di 18.218 interventi''. (Red-Chs/Adnkronos Salute)

GENETICA: UNESCO CONDANNA USO DISCRIMINATORIO DATI GENETICI

(ANSA) - PARIGI, 16 OTT - La Conferenza generale dell'Unesco ha approvato oggi la Dichiarazione internazionale sui dati genetici umani, che condanna l'uso discriminatorio e lesivo dei diritti o della dignita' dei dati genetici umani.
Riunita a Parigi per la 32/a sessione, contrassegnata dal rientro degli Stati Uniti nell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, la Conferenza ha sancito che ''tutto dovra' essere fatto perche' i dati genetici umani e quelli proteomici umani non siano utilizzati in modo discriminatorio, con lo scopo o l'effetto di ledere i diritti dell'uomo, le liberta' fondamentali o la dignita' fondamentale di un individuo, di una famiglia o di un gruppo, o di comunita'''.
I dati genetici, per scopi scientifici, sono ormai raccolti sempre piu' numerosi in banche dati e rivestono un ruolo sempre piu' importante per la scienza e la vita di tutti. Malattie vengono affrontate con nuovi sistemi e spesso guarite, inestricabili misteri giudiziari vengono chiariti grazie al DNA, ma - avverte l'Unesco - non sempre questo grande sviluppo e' tenuto sotto controllo.
L'Unesco, per evitare sconfinamenti nel campo dei diritti inalienabili dell'uomo da parte di chi sia in possesso dei dati genetici - impronta indelebile dell'individuo - chiede che sia rispettato il principio del ''consenso preventivo, libero, chiaro ed espresso'' della persona che fornisce i dati. L'altra chiave irrinunciabile deve essere la ''confidenzialita''' dei dati, e infine la chiarezza dei propositi.(ANSA).

Trapianti: Scoperta Molecola Placenta Che Evita Rigetto

Augusta, 16 ott. (Adnkronos) - Una molecola scoperta nella placenta, nei primi stadi della gravidanza, potrebbe ridurre il rischio di rigetto nei trapianti. La sostanza, spiegano i ricercatori del Medical College of Georgia di Augusta, agirebbe come uno 'scudo', impedendo al sistema immunitario della futura mamma di attaccare il feto. Una qualita' che i ricercatori americani sperano di poter utilizzare per migliorare le probabilita' di successo nei trapianti d'organo, evitando la somministrazione di farmaci immunosoppressori che impediscono il rigetto ma espongono i pazienti al rischio di infezioni. La HLA-G, questo il nome della molecola, attenua l'attivita delle cellule dendritiche, quelle che nel sistema immunitario ordinano l'attacco contro gli invasori. L'attivita della HLA-G e' vitale durante i primi stadi della gravidanza perche' il feto e' costituito da materiale genetico di entrambi i genitori e quindi potrebbe essere riconosciuto dal sistema immunitario come un invasore. Per valutarne l'efficacia come antirigetto, i ricercatori guidati da Anatolij Horuzsko hanno condotto esperimenti su topi geneticamente modificati per produrre HLA-G. In questi roditori la reazione di rigetto provocata da un trapianto di pelle si manifestava anche un mese piu' tardi rispetto agli animali del gruppo di controllo. Un risultato che tradotto sull'uomo dovrebbe assicurare un periodo di protezione piu' ampio: gli esperti calcolano che un giorno nella vita di un topo equivale a un mese in quella umana. (Pin/Adnkronos Salute)

Bambini: Iss, 52% Respira Fumo Passivo, 21% Rischia Incidenti

Roma, 16 ott (Adnkronos) - Genitori italiani 'bocciati a meta'' in prevenzione. Se gran parte dei bambini e' protetto dalle vaccinazioni obbligatorie e mangia la giusta 'dose' quotidiana di frutta e verdura, ben il 52% dei piccoli in casa e' costretto a 'respirare' fumo passivo e il 21% viaggia in macchina senza seggiolino. E ancora poche mamme sanno che, addormentando i neonati a pancia in su, si riduce della meta' il rischio di morti improvvise. A 'fotografare' i comportamenti delle famiglie verso i bimbi da 0 a due anni e' l'indagine, denominata Icona 2003, condotta su un campione di 4602 famiglie italiane, coordinata dall'Istituto Superiore di sanita', in collaborazione con le regioni, presentata oggi a Roma. Questi, nel dettaglio, i risultati della ricerca: VACCINAZIONI - Oltre il 95% dei bambini appena nati e' stato vaccinati contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite ed epatite B, secondo le indicazioni del Piano Sanitario Nazionale e le raccomandazioni dell'OMS. Inferiore, pero', la percentuale di vaccinati per morbillo, rosolia e parotite: la percentuale del campione vaccinato contro l'emofilo di tipo B (Hib) E' dell'87%, e solo del 77% contro morbillo, rosolia e parotite. I dati regionali evidenziano un incremento delle coperture vaccinali rispetto ai risultati delle precedente indagine condotta nel 1998, tuttavia permangono notevoli differenze tra le varie regioni. ALIMENTAZIONE - Il 63% dei bimbi consuma molta frutta e il 42% mangia a sufficienza la verdura, secondo le raccomandazioni nutrizionali dell'Oms. Apprezzati anche pesce fresco e legumi, mangiati abitualmente rispettivamente dal 65% e 73% dei bambini. Cibi preconfezionati, invece, sono dati ai bimbi dal 18% delle mamme intervistate, mentre non tramonta per il 74% del campione l'abitudine scorretta di consumare cibi fuori pasto. Beve succhi di frutta e bevande zuccherine il 15% di bimbi e consuma bibite gassate il 3%. ALLATTAMENTO - Per l'allattamento al seno le raccomandazioni dell'Oms di nutrire i bimbi con il latte materno almeno per i primi sei mesi, sono accolte solo in parte: i risultati mostrano, che se il 93% dei bambini viene da subito attaccato al seno della madre, solo il 33% dei bimbi e' poi alimentato col latte della madre fino al sesto mese. FUMO PASSIVO - Il 52% dei piccoli italiani e' costretti a respirare, in casa, il fumo passivo. E la media sale al Sud fino al 59%, in particolare (in tutta Italia) nelle famiglie con scolarita' medio bassa (63%). SICUREZZA STRADALE - Il 21% dei genitori, in auto, non usa il seggiolino per i piccoli, e piu' della meta' delle mamme e dei papa' che non rispetta questa regola di sicurezza si giustifica affermando che 'il bimbo non sopporta di essere legato'. Sono oltre 8 mila l'anno i bambini italiani che rimangono feriti in incidenti stradali e oltre cento i morti. MORTE IMPROVVISA DEL NEONATO - Un bambino su mille, di eta' compresa fra un mese e un anno di vita, muore per la cosiddetta 'sindrome della morte in culla', o morte improvvisa del lattante (Sids). Fondamentali per scongiurare il piu' possibile questo rischio, sono la posizione assunta dal bambino durante il sonno oltre che l'ambiente in cui dorme e l'esposizione al fumo. Addormentando il bambino a pancia in su', il rischio di Sids si riduce del 50%, ma lo studio dimostra che solo il 27% delle madri adotta la misura di prevenzione. Piu' responsabili le mamme del nord: la percentuale delle mamme che ha l'abitudine di coricare il figlio a pancia in su', infatti, diminuisce scendendo al Sud. (Red-Ife/Adnkronos Salute)

Europa, porte chiuse agli specialisti italiani

Dai tossicologi ai medici legali, dagli scienziati dell'alimentazione agli oncologi, passando per genetisti, neurofisiopatologi, audiologi, medici di comunità e persino cardiochirurghi. Fior fiore di specialisti - formati in quattro o cinque anni di corsi dopo la laurea - ai quali gli ospedali del resto d'Europa possono chiudere le porte. Perché negli altri Stati i loro titoli non esistono.

Per fare chiarezza sulla circolazione dei nostri dottori specialisti nella Ue, il ministero della Salute e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (FnomCeO) hanno appena istituito un tavolo di lavoro. Con l'obiettivo di proporre soluzioni da adottare a livello europeo.

Gli esperti del ministero e il responsabile esteri della FnomCeO, Giovanni Maria Righetti, hanno già messo nero su bianco il panorama delle specialità attivate in Italia (si veda «Il Sole-24 Ore Sanità» n. 38/2003). Che, incredibilmente, nessuno conosceva. Una vera storia da azzeccagarbugli. Cavilli e dimenticanze. Sono appena 17 i titoli che, in base alla direttiva 2001/19/CE (recepita con un Dlgs approvato dal Consiglio dei ministri il 3 luglio scorso, ma non ancora pubblicato), sono riconosciuti automaticamente in tutti i 15 Stati dell'Unione.

Nessun problema, a esempio, per anestesisti, oculisti, ortopedici, psichiatri e specialisti in chirurgia generale. Altre 26 discipline (tra cui chirurgia toracica, reumatologia, medicina tropicale, allergologia e medicina del lavoro) sono comuni ad almeno due Paesi. «In questi casi - spiega Righetti - i titoli sono automaticamente riconosciuti solo negli Stati dove la specializzazione esiste. Altrimenti occorre inoltrare domanda alle istituzioni sanitarie responsabili, che valutano curricula e piani di studio».

Le note dolenti riguardano soprattutto 12 specialità. Dieci sono state istituite con decreti interministeriali in virtù del Dlgs 257/1991, che ha previsto la possibilità di attivare scuole per «obiettive esigenze del Ssn». Sono state registrate così oncologia, medicina legale, medicina dello sport, genetica medica, tossicologia, scienza dell'alimentazione, audiologia e foniatria, neurofisiopatologia, psicologia clinica e medicina di comunità. Che hanno sfornato, negli ultimi 5 anni, più di 3mila specialisti.

«Queste scuole sono a norma Ue - precisa Righetti - quanto a durata e tipologia. Però non hanno un corrispettivo in Europa tale da permettere la libera circolazione». Il problema, secondo l'Amsce (la principale associazione italiana dei medici specializzandi), è che i neo-laureati che si iscrivono alle scuole non sono sufficientemente informati di questo "dettaglio".

Risultato: con l'aumento della mobilità nella Ue, crescono le denunce e le richieste di aiuto da parte di specialisti italiani che non riescono a lavorare - da specialisti, appunto - negli altri Paesi. Che li considerano medici generici. Casi-limite e scuole da chiudere. Se per sciogliere i nodi di queste dieci specializzazioni si prospettano tempi lunghi, basterebbe poco per altre due discipline. Cardiochirurgia, in primis: in Italia esiste come specializzazione a sé, accanto a chirurgia toracica.

Nella direttiva Ue, invece, c'è solo chirurgia toracica. «Ci attiveremo presso le istituzioni comunitarie», promette Righetti. Ancora più sottile il disguido per igiene e medicina preventiva: nella regole Ue è registrata come «igiene e medicina sociale»: e così il riconoscimento automatico potrebbe saltare. «Ma la Salute - afferma Righetti - ha chiesto quest'anno che sia inserita la denominazione corretta».

Non mancano i casi grotteschi. Come per farmacologia: in Italia esiste in moltissime facoltà, ma la direttiva non ne fa cenno. Dimenticata dal ministero, nella notifica, o da un distratto funzionario Ue? Per non parlare delle scuole - idrologia medica o medicina aeronautica - che sono fuorilegge sia per l'Europa sia per l'Italia. E che quindi non rilasciano diplomi con valore legale. Un Dm del 1999 impone che chiudano i battenti entro quest'anno. Bisognerà verificare, tra qualche mese, se gli atenei rispetteranno il diktat.
Manuela Perrone (da Il Sole-24 Ore del Lunedì

SANITA':SIRCHIA, PER DIABETICI FUTURO CURE E' FUORI OSPEDALE

(ANSA) - ROMA, 15 OTT - Il futuro per la cura delle malattie croniche, come il diabete, e' sempre piu' sul territorio, in nuove strutture organizzate da gruppi di medici, e sempre meno negli ospedali: a sostenerlo e' il ministro della Salute, Girolamo Sirchia che ne ha indicato i vantaggi. Una realta' per la quale esiste gia' un accordo Stato~Regioni, al quale sono destinati i fondi del 4 per cento del Piano Sanitario Nazionale, per dar vita ad unita' territoriali polispecialistiche in grado di seguire il paziente con patologie croniche. In pratica, ha spiegato il ministro durante la presentazione del rapporto sociale diabete 2003 curato dall'associazione dei medici diabetologi, non appena questo accordo diverra' esecutivo, gruppi di medici convenzionati diventeranno i referenti territoriali del paziente, in totale autonomia di budget. Queste unita' saranno poi valutate sulla base dei risultati. L'ospedale, invece, continuera' ad offrire cure ad alta specializzazione''. ''Tutte le patologie croniche ~ ha continuato il ministro Sirchia ~ dovranno essere sottratte alla gestione ospedaliera a vantaggio di una piu' capillare assistenza sul territorio. I medici che opereranno in questo contesto dovranno seguire linee guida condivise, basate sull'evidenza clinica. Per quanto riguarda il diabete l'intervento dovr articolarsi su due livelli. Innanzitutto, la prevenzione primaria con la correzione degli stili di vita (fumo, alcol, alimentazione scorretta). Nel caso di malattia diagnosticata, invece, bisogna attuare quelle misure terapeutiche che evitino danni ad altri organi, come la retina o i reni''. E per il ministro, se dai medici che combattono il diabete deve partire il messaggio di salute, ''e' necessario che questo sia elaborato ed amplificato dalle associazioni dei pazienti, uno strumento poderoso e irrinunciabile per contenere questa malattia cronica in aumento in tutto il mondo''. (ANSA).

La Talidomide associata ad Interleuchina 2 nel carcinoma a cellule renali metastatico. Da OncologiaMedica.net

Uno studio clinico di fase II ha valutato l’associazione Talidomide ed Interleuchina-2 ( IL-2 ) nel trattamento del carcinoma a cellule renali metastatico. Tutti i pazienti erano stati sottoposti a nefrectomia ed avevano in meda 3 siti metastatici ( range:1-5 ). Un totale di 37 pazienti è stato trattato con Talidomide ( 400 mg/die) e IL-2 2,7 milioni UI/m2 nei giorni 1-5, nelle settimane 1-4. Tra i 36 pazienti valutabili , 2 (6%) hanno raggiunto una risposta completa, 11 (31%) una risposta parziale e 6 (17%) hanno presentato una stabilizzazione della malattia. I pazienti che hanno raggiunto una risposta completa hanno mantenuto il risultato nel tempo per 15, 17 e 19 mesi, rispettivamente. I pazienti con risposta parziale hanno presentato una sopravvivenza di 4-23 mesi, mentre la sopravvivenza in coloro che hanno avuto la stabilizzazione della malattia è stata di 10-24 mesi. Gli effetti indesiderati osservati nel corso degli studi clinici sono stati: sedazione, senso di affaticamento, costipazione, rash cutaneo, trombosi venosa profonda, ritenzione di liquidi, sintomi simil-influenzali, bradicardia e neuropatia. ( Xagena 2003 )

Fonte: 2003 Annual Meeting / American Society of Clinical Oncology ( ASCO )

FARMACI: SOLO 36% PRESCRIZIONI PER BAMBINI SONO NECESSARIE

(ANSA) - ROMA, 14 OTT - Le prescrizioni di medicine con cui si conclude il 59% delle visite pediatriche sono assolutamente necessarie nel 36% dei casi, in tutti gli altri casi in cui il genitore esce dallo studio con una ricetta in mano la prescrizione poteva essere evitata. L'eccesso di prescrizioni nasce per lo piu' dall'ansia dei genitori e dalla percezione di essa da parte dei pediatri. L'eccesso riguarda soprattutto gli antibiotici, che nella meta' dei casi non erano necessari e che rappresentano il 33% di tutti i farmaci prescritti dopo una visita.
Lo rivelano i risultati del primo studio italiano per la valutazione dei fattori determinanti le prescrizioni in pediatria ambulatoriale, allestito dall'organizzazione Spes, di Sorveglianza Pediatri Sentinella formata da pediatri di libera scelta e coordinata dall'Istituto Superiore di Sanita'.
Lo studio, presentato oggi all'Iss, si e' basato sulla valutazione di coppie di questionari somministrati a pediatri e genitori nel corso delle visite ambulatoriali. Lo studio si e' esteso su tutto il territorio nazionale e di tutte le visite prese in considerazione il 30% erano visite di controllo generale della salute dei bambini, da 0 a 15 anni, piu' del 50% invece erano dedicate a infezioni delle vie respiratorie ed otiti.
Dai questionari, in tutto 2749 raccolti dai pediatri e 2449 dai genitori, emerge anche che i genitori sono soddisfatti al 70% della visita effetuata dal pediatra e al 97% della sua durata. Questa influisce a sua volta sulle prescrizioni infatti lo studio ha messo in luce che le visite inferiori ai 15 minuti si concludono quasi sempre con una ricetta.
La prescrizione di un farmaco quindi non e' dettata solo dalla diagnosi fatta in laboratorio, racconta Stefania Salmaso, direttore del reparto di epidemiologia e malattie infettive ma dipende anche dalla relazione pediatra-genitore, da cio' che il genitore si aspetta dalla visita stessa, spesso proprio un farmaco, da come il pediatra percepisce e risponde a queste aspettative.
''Infatti abbiamo visto che un farmaco e' prescritto con una probabilita' quattro volte maggiore se il medico sente che il genitore lo desidera e che invece la probabilita' e' doppia se il genitore va in ambulatorio con un'idea ben precisa, cioe' gia' sa che vorrebbe una ricetta per un dato farmaco'', spiega la Salmaso precisando che sono spesso i genitori con un livello culturale piu' basso ad avere questo tipo di pretese.
In particolare il 25% delle mamme con un titolo di studio elementare preme per una ricetta medica, contro solo il 9% delle laureate.

Sirchia, accordo con Nejm e Jama per l'ecm a distanza

Tra una settimana partirà la sperimentazione, gli editori italiani alla finestra. Il ministero della Salute e l'Istituto Superiore di Sanita' hanno siglato con due delle piu' prestigiose riviste scientifiche internazionali un accordo per la formazione medica a distanza (Fad). Lo ha riferito il ministro della Salute Girolamo Sirchia, annunciando che ''insieme al 'New England Journal of Medicine' e a 'Jama' abbiamo concordato una sperimentazione gratuita al via la prossima settimana. In seguito valuteremo i vantaggi del progetto ed eventualmente lo estenderemo''. In concreto, precisa Sirchia, ''i medici riceveranno materiale informativo cartaceo o via Internet. Su alcuni punti dei contenuti cosi' diffusi la rivista pone le domande, il medico risponde e la rivista stessa valuta se e quanto il medico ha appreso, attribuendo i crediti formativi''. Restano per ora alla finestra gli editori italiani. Anche se sono da mesi pronti a lanciarsi nella formazione a distanza,  dopo aver superato prove quali la costituzione di comitati scientifici di "eccellenza" e la certificazione di qualità, il ministero non ha ancora deciso quale sarà il loro ruolo della sperimentazione della Fad.

Sanità: 35 mila casi di bronchite causati da smog

(ANSA) - MILANO, 13 OTT - Sono piu' di 35.000 in Italia i casi di bronchiti acute causate dallo smog; ogni anno, oltre 5 milioni di bambini nel mondo muoiono per cause legate ad ambienti insalubri e si stima che a livello internazionale i rischi ambientali siano responsabili fino al 33% delle malattie, il 40% delle quali ricadono sui bambini al di sotto dei 5 anni. Sono dati resi noti oggi a Milano nel corso dell'incontro su Inquinamento e patologie respiratorie nei bambini.
Smog, cambiamenti climatici e inquinamento indoor sono i principali fattori che stanno tuttora determinando un aumento delle malattie respiratorie nei bambini: ''Dalla meta' degli anni 70 alla meta' degli anni 90, la prevalenza dei sintomi di asma nei bambini, per esempio, ha registrato a livello nazionale un incremento del 200%'', ha detto Roberto Romizi, presidente ISDE Italia (Associazione Italiana dei Medici per l' Ambiente).
Ma qual e' la reale consapevolezza collettiva relativa all' impatto dell'inquinamento sulla salute dei bambini? I risultati di un'indagine promossa da Zambon Italia e realizzata dalla Societa' Italiana di Pediatria (SIP) su un campione di 450 pediatri di tre citta' italiane (Milano, Bologna e Roma) dimostrano che c'e' ancora molto da fare per sensibilizzare la popolazione: ''I pediatri concordano nell'opportunita' di parlare di inquinamento (dal 60 all'80% dei pediatri la sentono come un'esigenza necessaria), ma solo nel 10-12% dei casi la prevenzione viene indicata dai genitori quale motivo di preoccupazione di fronte a una possibile bronchite del loro bambino'', ha osservato Alberto Villani, Consigliere del Direttivo SIP e Primario dell'Unita' Operativa di Pediatria Generale dell' Ospedale Bambino Gesu' di Roma. Per questa ragione ''e' bene non abbassare la guardia e, in considerazione delle possibili ripercussioni delle infezioni respiratorie dell' infanzia sulla salute in eta' adulta, sara' opportuno ricordare ai genitori l' importanza di una cura il piu' possibile mirata non soltanto al controllo dei sintomi ma anche alla protezione delle vie aeree nei confronti dei danni ossidativi''.
Intervenire prontamente, quindi, sui sintomi delle malattie respiratorie (tosse e catarro) ''oggi non basta piu''', come ha sottolineato Luigi Allegra, pneumologo dell' Universita' di Milano, ricordando come sia stato dimostrato che ''e' importante un intervento mirato, ad esempio con acetilcisteina, a contrastare anche l'azione dei radicali liberi. E non solo quelli di per se' circolanti nell'organismo, ma anche gli ossidanti direttamente inalati dall'atmosfera e pure quelli che si formano localmente, per effetto soprattutto dei processi infiammatori, anche nelle vie aeree stesse''. (ANSA).

Influenza: medici sentinella al lavoro da prossima settimana

(ANSA) - ROMA, 11 OTT - Nelle prossime settimane i medici sentinella segnaleranno soprattutto l'andamento dei virus sosia dell'influenza, che si annunciano con sintomi molto simili a quelli dell'influenza vera e propria, attesa per Natale.
Febbre a 38, mal di testa e malessere porteranno quindi i medici sentinella a lanciare le prime segnalazioni: complici i forti sbalzi di temperatura delle ultime settimane, i virus simili all'influenza hanno gia' cominciato a circolare con un mese di anticipo rispetto alla media. Gli esperti li considerano una sorta di rumore di fondo che precede l'arrivo dell'influenza vera e propria, che si fara' viva soltanto a dicembre inoltrato.
Secondo le prime stime, l'influenza del prossimo inverno sara' un po' piu' aggressiva e si prevede che potrebbe colpire complessivamente otto milioni di persone, circa due milioni in piu' rispetto allo scorso anno. L'aumento dei casi potrebbe essere dovuto alla circolazione della variante del tipo B chiamata Victoria, gia' emersa nella stagione precedente ma in modo sporadico. Gli altri due virus, entrambi del tipo A, sono invece ben noti: sono il Mosca AH3N2 e il Nuova Caledonia AH1N1.(ANSA).

Cardiologia

Tripla terapia antipiastrinica migliora gli esiti dopo stenting coronarico

Il pretrattamento con clopidogrel fornisce benefici che si sommano a quelli dell'aspirina e degli inibitori dei recettori delle glicoproteine IIb/IIIa negli interventi di posizionamento di stent coronarico: questi ultimi due farmaci sono comunemente usati negli interventi coronarici percutanei per le loro note proprietà antiaggreganti. E' stato provato che l'aggiunta di clopidogrel diminuisce il tasso degli infarti dal 9,5% al 6%, e provoca una significativa riduzione nella mortalità nell'anno che segue il posizionamento dello stent (1,7% vs 3,6%), fornendo così la migliore protezione del miocardio ottenibile dalla combinazione di questi 3 farmaci. (J Am Coll Cardiol 2003;42:1188-1195,1196-1198)

Ue: 100 milioni di euro per ricerca sul cancro

ANSA) - BRUXELLES, 10 OTT - La Commissione Ue ha assegnato 100 milioni alla lotta contro il cancro, finanziando 19 progetti nell'ambito del Sesto programma quadro di ricerca Ue. I progetti permetteranno di capire meglio i legami tra il patrimonio genetico e il cancro, di sviluppare nuovi sistemi di definizione delle immagini a scopi medici, e di lavorare su nuovi test per identificare il cancro al seno e le leucemie. L'obiettivo e' individuare i tumori in fase precoce e di intervenire rapidamente.

Sanita': neo presidente fiaso, completare aziendalizzazione

(ANSA) - ROMA, 9 OTT - Piena aziendalizzazione, formazione degli operatori e definizione del ruolo del top management: per Marco Bonamico, nuovo Presidente Fiaso (la federazione italiana che riunisce 150 Aziende sanitarie e ospedaliere) ''oggi diventa fondamentale andare verso la vera aziendalizzazione che rimane l'unico strumento utile a governare in maniera efficiente ed efficace la sanita' pubblica''.
L'importante, aggiunge Bonamico, in ogni caso, e' dare alle aziende obiettivi chiari ''mettendo al contempo in campo un serio monitoraggio del loro raggiungimento. In tal senso le Regioni devono avere poteri e strumenti adatti e questo deve essere l'unico vincolo per il Direttore generale''.
In una intervista, rilasciata al settimanale Panorama della Sanita' che ne ha anticipato i contenuti, ha anche spiegato che l'obiettivo e' quello di ''ricompattare l'intera compagine associativa sui contenuti che la Fiaso deve esprimere per contribuire al processo di aziendalizzazione. Non dimentichiamo che sugli obiettivi piu' importanti, come il riconoscimento del ruolo del Direttore Generale, l'importanza dell'aziendalizzazione, il ruolo delle Aziende nella formazione degli operatori, l'unita' non e' mai venuta meno''. (ANSA).

Obesita': Sirchia, Accordo Con Associazioni Per Combatterla

Roma, 9 ott (Adnkronos) - Il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, continua la battaglia anti-obesita'. Il prossimo passo: ''stringere un accordo con le associazioni di produttori, consumatori, agricoltori e pubblici esercenti per avviare campagne di informazione rivolte al pubblico, e condividere, nel rispetto dei legittimi interessi di ogni categoria, alcuni principi etici a tutela della salute degli italiani''. L'annuncio arriva dallo stesso Sirchia, oggi a Roma, a margine del convegno organizzato da Business International, che ieri ha incontrate alcune associazioni, fra cui Confagricoltori, Confcommercio, Federalimentare. ''Abbiamo chiesto soprattutto - dice Sirchia - di condividere l'idea che l'obesita' e' ormai un problema di salute pubblica in Italia, e che si debba lavorare insieme per evitare che continui a crescere e diventi un'epidemia grave, soprattutto fra i nostri bambini, che ormai nel 10-15% dei casi e' obeso e nel 40% in sovrappeso. L'obesita' - ricorda - causa molte patologie, come il diabete e altri danni ai ragazzi, che durano poi per tutta la vita. Senza prevenzione si andrebbe incontro a un danno grave e colpevole verso i nostri bambini. Il mio invito a collaborare - riferisce - e' stato accolto positivamente. ''Tutto cio' e' importante - aggiunge - perche' gli italiani non hanno ancora la percezione che l'eccesso alimentare, il sovrappeso e l'inattivita' sono una minaccia per la salute, a differenza del fumo che e' percepito come danno, anche se gli italiani continuano a fumare. Non servono decreti punitivi sulle porzioni o tasse sugli zuccheri, basta far conoscere a ogni cittadino i dati scientifici, secondo cui se si continua cosi' si fa male a se stesso e ai propri figli. Gran parte degli italiani accetta questo discorso, ci pensa e condivide il messaggio - conclude - e cosi' si crea la convinzione sociale per cui l'alimentazione e' considerata un elemento della vita quotidiana da usare con moderazione''. (Fei/Adnkronos Salute)

Sars: OMS, attenzione a possibili recrudescenze

(ANSA) - BRUXELLES, 8 OTT - Ci sono rischi che nei prossimi mesi torni la minaccia della Sars, la polmonite atipica che ha fatto nella scorsa primavera circa 800 vittime. Lo ha detto oggi il nuovo direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) Lee Jong-Wook durante un incontro con i giornalisti nella sede dell'Europarlamento.
Jong-Wook ha fatto presente che non si conosce ancora l'evoluzione di questa malattia in un ciclo di un anno ''quindi ignoriamo come potra' comportarsi in autunno, inverno e nella prossima estate''.
Per il direttore dell'Oms in mancanza di informazioni sufficienti e' presumibile che il virus torni in qualche maniera a manifestarsi. L'Organizzazione mondiale della sanita', ha aggiunto, e' in stato d'allerta e, in vista dell'inverno, ha aumentato la sorveglianza ed inviato ricercatori nella provincia cinese del Guangdong dove l'epidemia si e' manifestata per la prima volta. L'Oms, ha inoltre reso noto, lavora a test per consentire ai medici, al momento della diagnosi, di non confondere la Sars con una normale influenza.
Lee Jong-Wook, il quale ha incontrato rappresentanti del Parlamento e della Commissione europei, ha auspicato una rafforzamento della collaborazione con l'Unione, soprattutto a livello finanziario, nella sorveglianza delle malattie infettive, nella sanita' mentale e nella sicurezza alimentare. (ANSA).

Influenza: virologi, fate anche vaccino pneumococco

(ANSA) - MILANO, 8 OTT - Diminuisce il numero di ricoveri per polmonite, riduce sensibilmente la mortalita' e fa risparmiare risorse. Sono i benefici della vaccinazione antipneumococcica, che hanno convinto i ricercatori dell' Istituto di Virologia dell' Universita' di Milano a predisporre un documento che esprime la posizione ufficiale del mondo accademico a favore di questo vaccino.
Questo ''expert report'' chiarisce le ragioni per cui e' importante raccomandare il vaccino antipneumococcico - spiega uno dei padri del documento, il prof. Fabrizio Pregliasco, dell' Istituto di Virologia dell' Universita' di Milano -. La sua efficacia si fa sentire soprattutto in termini di protezione dalle manifestazioni piu' severe dell'infezione, quelle che mettono a repentaglio la vita del paziente. Nei soggetti anziani la vaccinazione anti-pneumococcica da sola permette di ridurre le ospedalizzazioni del 43% e di ridurre la mortalita' del 29%.
Associando la vaccinazione anti-influenzale a quella antipneumococcica arriviamo ad un calo rispettivamente del 63% per i ricoveri e del1'81% per i decessi''.
A beneficiare dell'intervento preventivo sono soprattutto gli anziani e in generale tutte le persone a rischio. La vaccinazione antipneumococcica e' indicata infatti, oltre che per le persone che abbiano superato i 65 anni, in tutti i pazienti affetti da malattie croniche cardiovascolari, respiratorie, renali, epatiche, da diabete e da condizioni che compromettono il sistema immunitario.
E anche i pazienti che hanno ricevuto un trapianto d'organo e quelli in trattamento con chemioterapici dovrebbero sottoporsi alla vaccinazione, ''che garantisce una protezione per 3 anni e mezzo - aggiunge Pregliasco -. Di conseguenza l'obiettivo per il soggetto anziano puo' essere quello di vaccinarsi almeno una volta, magari cogliendo l'occasione dalla vaccinazione antinfluenzale, anche se in effetti la vaccinazione antipneumococcica puo' essere eseguita in qualsiasi momento dell' anno''.
Secondo Pregliasco, ''al di fuori della campagna di vaccinazione antinfluenzale, quella antipneumococcica dovrebbe essere proposta a tutti i soggetti a rischio al momento della dimissione dopo un ricovero, agli ospiti delle strutture per anziani, ai soggetti a rischio presso l'ambulatorio del medico di medicina generale e agli anziani negli ambulatori dei servizi vaccinali delle ASL, su indicazione del loro medico o su invito della stessa ASL''.
Le ragioni alla base dell''expert report' dell'Istituto di Virologia dell'ateneo milanese sono probabilmente ''le stesse ragioni - secondo Pregliasco - che recentemente hanno spinto anche il Ministero della Salute a sottolineare la possibilita' di effettuare questa vaccinazione insieme a quella antinfluenzale''. Nella circolare ministeriale per la ''Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2003-2004'', viene infatti ricordato come i due vaccini condividano sostanzialmente le stesse indicazioni e possano essere somministrati in occasione della stessa seduta. (ANSA)

SANITA': SIRCHIA, PRESTO UNA CAMPAGNA CONTRO L'OBESITA'

(ANSA) - ROMA, 8 OTT - Una campagna informativa contro l' obesita' che in Italia continua a crescere in modo preoccupante, in particolare quella infantile con tutte le gravi conseguenze che comporta sulla salute a cominciare dal diabete. L' incidenza dell' obesita' fra i bambini si aggira introno al 10-15%, mentre quelli in sovrappeso sono addirittura il 40%. Per sensibilizzare i cittadini a una corretta alimentazione il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, sta elaborando un protocollo con le associazioni del settore alimentare, con le quali ha avuto un primo incontro ieri, per lanciare una campagna di prevenzione.
''L' eccesso di alimentazione e il sovrappeso sono un danno terribile, una minaccia per la salute di cui i cittadini devono avere consapevolezza - ha detto il ministro a margine della conferenza 'Business International - noi vogliamo creare questa consapevolezza senza decreti sulle porzioni o tasse sugli zuccheri, ma semplicemente facendo capire a ogni italiano che continuando cosi' fa male a se stesso e ai propri figli, che rischiano di rimanere obesi tutta la vita e di sviluppare precocemente il diabete''. Per il ministro Sirchia, ''nel rispetto degli interessi di ogni categoria'', la salute pubblica e' un bene primario a cui tutti gli altri vanno subordinati. Un principio, questo, che le associazioni hanno condiviso: ''Faremo un protocollo, cosi' come e' stato fatto in passato per i farmaci, in modo da condividere alcuni principi etici e per attivare campagne di informazione'', ha annunciato il ministro. ''L' obesita' oggi e' di fatto intrattabile a lungo termine, speriamo che lo sia in futuro - ha concluso - ma se non facciamo una prevenzione adeguata andiamo incontro a danni gravi per i nostri ragazzini''. (ANSA).

MEDICINA: MALATTIE CARDIOVASCOLARI PRIMA CAUSA DI MORTE

(ANSA) - PADOVA, 7 OTT - Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nelle citta' industrializzate e in Italia si fa ancora troppo poco per prevenirle. E' quanto sostiene il cardiologo Gian Paolo Rossi, che con un pool di medici padovani e in collaborazione con il servizio di Emodinamica dell'ospedale di Cittadella (Padova) ha messo a punto uno studio.
Alcuni elementi della ricerca, pubblicata in questi giorni sul Journal of cardiovascular pharmacology, sono stati anticipati dallo stesso Rossi che sottolinea come l'infarto miocardico, lo scompenso cardiaco e l'ictus siano in agguato tra chi vive nelle grandi citta', affiancati da ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, fumo e diabete mellito.
Lo studio dei ricercatori padovani ha evidenziato come, di circa 1.300 pazienti sottoposti alla coronografia, solo un terzo fosse in trattamento con statine, farmaci che riducono efficacemente il colesterolo nel sangue, soprattutto l'Ldl che, tramite dieta e terapia, dovrebbe essere tenuto a livelli di guardia.
Secondo lo studio, le linee guida delle malattie cardiovascolari appena pubblicate dalla Societa' europea di cardiologia con la Societa' europea dell'ipertensione arteriosa non sembrerebbero riscontrare adeguata attuazione pratica, considerato che solo il 5% dei pazienti studiati dai ricercatori padovani risultava avere un'ipercolesterolemia adeguatamente controllata.
La ricerca sottolinea la necessita' di incrementare gli sforzi miranti a promuovere sia la conoscenza delle linee guida negli operatori sanitari e nella popolazione, sia l'utilizzo di quelle misure dietetiche e farmacologiche che si sono dimostrate marcatamente efficaci nel ridurre la colesterolemia.(ANSA).

SANITA': COMMISSIONE SENATO PRESENTA INDAGINE SU OSTEOPOROSI

(ANSA) - ROMA, 6 OTT - Saranno presentati domani, dalla senatrice Rossana Boldi della Lega Nord, i risultati dell'indagine conoscitiva, svolta dalla commissione Igiene e sanita' del Senato, sui problemi socio-sanitari connessi con l'osteoporosi, malattia che colpisce una porzione elevata della popolazione italiana, soprattutto di sesso femminile e in eta' avanzata. ''Il recente interessamento al problema - afferma Boldi - da parte del Parlamento Europeo, sottolinea la valenza sociale e politica di questa patologia cronico-degenerativa, particolarmente diffusa in Italia. A causa del quadro demografico, caratterizzato da una vita media tra le piu' alte del mondo, il nostro paese ha il triste primato di area ad altissimo rischio di patologia osteoporotica''. (ANSA).

»  STAMINALI: SIRCHIA, INVESTIMENTI CON PRIMI RISULTATI
Data: 06.10.2003 - 20:03 - PADOVA

(ANSA) - PADOVA, 6 OTT - Le terapie con l' uso di cellule staminali, assieme alla nuova genomica e alla proteomica, rappresentano il futuro della medicina, ma al momento ''possono contare su risorse relativamente modeste, perche' non arrivano ancora risultati significativi''. Lo ha detto questa sera a Padova il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, in occasione di un convegno internazionale sulle cellule staminali e la terapia genica promosso dall' ateneo patavino e dalla Regione Veneto. Il ministro si e' detto pero' convinto che ''nell' attimo stesso in cui un risultato comincera' ad arrivare, arriveranno anche gli investimenti pubblici''. Su questo aspetto Sirchia non ha nascosto il fatto che ''gli investimenti pubblici sono quello che sono. Ma la grande forza in questi campi - ha aggiunto - deriva dagli investimenti privati che si attivano solo se sono veramente convinti di avere un ritorno in tempi ragionevoli''. ''Il pubblico - ha osservato - ha tante cose da fare, non ne ha solo una. Naturalmente sostiene la ricerca nei limiti delle possibilita' che ha. Ma i grandi investimenti, e i farmaci lo dimostrano tutti i giorni, non derivano dal pubblico ma dai privati''. La speranza, quindi - ha argomentato Sirchia - e' che anche per le cellule staminali escano a breve dei risultati ''che convincano i privati che possono farlo ad investire in questo settore''. Sirchia ha detto di augurarsi che ''nel giro di qualche anno, non troppi, questa terapia rappresenti un' alternativa valida ai sistemi di cura consueti''. Per Sirchia potrebbe essere questa una strada che affianca il trapianto, ma che consente di arrivare ''in un tempo precedente a quello dello scompenso totale dell' organo. L' uso delle cellule staminali nella riparazione dei tessuti puo' essere quindi una strada nuova per affrontare molte malattie oggi non ben curabili''. Il convegno sulle cellule staminali, che proseguira' domani e dopodomani ad Abano Terme, con l' intervento di esperti italiani, europei e nordamericani del settore, e' organizzato dal prof. Giorgio Palu', del dipartimento di istologia, microbiologia e biotecnologie mediche dell' universita' di Padova, centro che per primo ha sperimentato con successo nell' uomo un protocollo di terapia genica per la cura dei tumori cerebrali e, in alcuni casi, della tiroide. Palu' ha ricordato che negli ultimi dieci anni sono stati sviluppati a Padova dei protocolli di terapia genica su una ventina di pazienti, i quali hanno mostrato risultati positivi soprattutto nei casi di neoplasie allo stato iniziale''. (ANSA).

»  INFLUENZA: PEDIATRI, INUTILE VACCINARE BAMBINI SANI
Data: 02.10.2003 - 19:22 - GORIZIA

(ANSA) - GORIZIA, 2 OTT - I pediatri italiani ritengono che non vi sia alcuna evidenza scientifica che dimostri l' utilita' di una vaccinazione antinfluenzale di massa dei bambini sani. A sostenerlo sono stati la gran parte dei partecipanti, a Gorizia, al Congresso Nazionale della Societa' Italiana di Pediatria, come confermato dal presidente regionale del Friuli-Venezia Giulia della stessa societa', Dino Faraguna. ''In questi giorni - ha spiegato Faraguna - i pediatri di famiglia, i dipartimenti di prevenzione, gli uffici di vaccinazione e gli ospedali di tutta la regione sono stati bombardati di telefonate di genitori e nonni che chiedevano informazioni sulla necessita' di vaccinare anche i bambini sani. Ma tale necessita' non e' mai stata dimostrata, nemmeno dalle aziende che producono i vaccini''. ''L' unico dato certo - ha continuato il pediatra - riguarda l' opportunita' di vaccinare tutti i bambini con una malattia cronica che, nel caso si ammalassero anche d' influenza, potrebbe aggravarsi. Ma parliamo di una percentuale molto bassa di bambini e i cui genitori e rispettivi pediatri sono certamente gia' informati sull' utilita' di questo tipo d' intervento, peraltro raccomandato dalla Circolare del Ministero della Sanita' sul vaccino per l'influenza''. E' stata anche smentita l' idea che la vaccinazione che partira' con la campagna del prossimo 13 ottobre possa prevenire le cosiddette 'malattie influenzali' del bambino, ''quelle - ha precisato Faraguna - che provocano febbre, tosse e catarro nell' eta' della scuola materna e che si ripetono di frequente durante la stagione invernale, ma che sono causate da virus diversi dal virus dell' influenza. Il vaccino per l' influenza funziona, ma previene soltanto l' infezione da virus influenzale''. E' anche esagerato, secondo i pediatri della Societa' Italiana, l' accento posto sulla protezione che deriverebbe agli anziani che vivono o incontrano di frequente i bambini: ''E' una notizia vera - ha affermato Faraguna - ma l' entita' della protezione e' modestissima, e, quindi, per nulla sufficiente a suffragare la convinzione che questo sia un sistema valido per proteggere gli anziani''. (ANSA).

»  FARMACI:SIRCHIA,CON NUOVA AGENZIA MAI PIU' CASI COME LIPOBAY
Data: 02.10.2003 - 19:22 - ROMA

(ANSA) - ROMA, 2 OTT - L' Agenzia del Farmaco sara' una garanzia di trasparenza per i cittadini e non si ripeteranno piu' casi come il Lipobay: e' il ministro della Salute Girolamo Sirchia a spiegare cosa fara' con il nuovo organismo la cui nascita e' prevista nella Finanziaria. Attraverso il sito del ministero con un video messaggio spiega che ''si tratta di una Istituzione molto importante perche' assolve a diversi compiti. Riunisce competenze oggi disperse a vari livelli e quindi unifica la problematica del farmaco e coloro che se ne occupano. In particolare, comprendera' anche l'attivita' della Commissione Unica del Farmaco, cioe' l'organismo scientifico che ha cura di valutare i farmaci proposti per la registrazione e, con criteri scientifici, decide se inserirli nel Prontuario farmaceutico e quindi renderli rimborsabili oppure no dal Servizio sanitario nazionale. Ricordo a questo proposito che il nostro Prontuario farmaceutico e' tra i piu' avanzati in quanto pur abbattendo la spesa per il farmaco ha aumentato il numero di farmaci a disposizione dei cittadini gratuitamente''. Ma numerose sono le iniziative che l'Agenzia prendera'. E' stato poi costituito un fondo per le malattie rare e ''avremo quindi a disposizione piu' risorse per studiare e per trattare questo genere di patologie. Lo stesso fondo si occupera' anche di assicurare un'informazione indipendente alla cittadinanza. In altri termini, si vuole fare in modo che tutta l'informazione che riguarda il farmaco sia basata su solidi criteri scientifici e che quindi possa prescindere dalla pur legittima attivita' promozionale che le aziende fanno per sostenere il loro farmaco''. Arriva poi il famoso foglietto illustrativo semplificato, stampato a grossi caratteri, in modo che il paziente capisca finalmente che farmaco prende, quali sono le possibili complicanze e quali sono i vantaggi. L'Agenzia, inoltre, attivera' gli strumenti di sicurezza sul farmaco. ''Episodi come quello del Lipobay di due anni orsono non devono accadere piu' '' ha aggiunto il ministro. Via poi al confronto tra i farmaci attualmente in uso e quei farmaci che vengono proposti come innovativi. ''I farmaci davvero innovativi sono pochi - ha detto Sirchia - e dobbiamo garantire che le aziende li producano sempre di piu' e che i pazienti possano accedervi anche se questi farmaci costano molto, cioe' che il Servizio Sanitario Nazionale li possa rimborsare''.Un ultimo punto molto importante riguarda la sponsorizzazione da parte delle aziende farmaceutiche dei congressi medici. ''Se ne e' parlato molto, molte cose non hanno funzionato - ha concluso - oggi mettiamo nero su bianco che ai congressi i medici devono partecipare per essere aggiornati, devono partecipare gli specialisti e devono partecipare i medici di base. Le aziende possono sostenere le spese dei convegni ma questi devono avere un contenuto scientifico indipendente e non essere un mezzo promozionale utilizzato perche' i medici possano prescrivere di piu'. Questa e' un'attivita' fondamentale per l'etica del sistema, anche le industrie farmaceutiche sono d'accordo che ~ arrivato il momento di fare chiarezza. E faremo chiarezza con l'Agenzia''. Il ministro ha infine ricordato che saranno abbreviati i tempi di registrazione dei medicinali per curare le malattie rare e quelle che non hanno possibilita' di cura alternative. ''Anche questo e' un elemento fortemente sentito e richiesto dai pazienti''.Tutto l'insieme di queste attivita' - ha assicurato Sirchia - sara' in capo a persone di alto profilo tecnico scientifico e quindi vi sara' per il paziente un miglioramento nella disponibilita' e nell'uso dei farmaci e per il sistema sanitario una garanzia che le cose si svolgano in modo trasparente e limpido''. (ANSA).