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News Ottobre 2003
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Salute
"L'abuso di aspirine favorisce il cancro" fonte Reuters
Il
consumo frequente di aspirine espone le donne a un elevato
rischio di contrarre il cancro al pancreas, una forma tumorale
pressoché inguaribile. A questa clamorosa conclusione è giunta
un'equipe universitaria guidata dalla dottoressa Eva
Schernhammer che ha studiato oltre 88mila donne nell'ambito di
una ricerca sulla salute delle infermiere. I dati raccolti dai
medici hanno messo in evidenza che chi ha assunto due o più
aspirine alla settimana per oltre 20 anni ha una probabilità di
contrarre il tumore più alta del 58% rispetto alle media.
Entrando nello specifico, la ricerca ha appurato che le donne
che fanno regolarmente uso di più di 14 pastiglie la settimana
hanno l'86% di probabilità di ammalarsi mentre per chi si ferma
a 6-13 aspirine ogni sette giorni la percentuale si ferma al
41%. Per chi infine non supera le tre pasticche a settimana il
rischio cresce "solo" dell’11%. Lo choc
nell'ambiente medico è grande, anche perché, ha sottolineato
la dottoressa Schernhammer, fino a ora l'aspirina era
considerata un antidoto al cancro del pancreas, così come lo è
per i tumori colo-rettali. Questi risultati rimettono invece
tutto in discussione: le cause della malattia del pancreas
restano poco chiare, così come rimane difficile spiegare la sua
elevatissima mortalità. Al momento le associazioni sanitarie
invitano a una maggiore cautela nel consumo di aspirine, in
attesa che nuovi studi su vasta scala permettano di arrivare a
conclusioni definitive, senza però dimenticare gli
indiscutibili benefici che il farmaco apporta nel trattamento di
molte patologie. Appare comunque dimostrato che l'abuso di
aspirine può causare pancreatiti, ossia infezioni croniche
della ghiandola che possono essere il preludio al cancro vero e
proprio. (l.m.) La
notizia in Rete:
http://edition.cnn.com/2003/HEALTH/10/27/cancer.aspirin.reut/index.html
Assistenza
domiciliare: maglia nera per l'Italia
La
notizia. Presentati al Congresso di
Geriatria i risultati di una ricerca condotta in 11 paesi
dell’Unione Europea sul tema dell’assistenza domiciliare.
Questo l’andamento nel vecchio Continente: l’Italia assistie
a casa solo l’1 per cento degli over 65, la Francia l’8 per
cento, la Germania oltre il 10 per cento, il Regno Unito il 20
per cento.
I dati. Maglia nera, anzi nerissima, nella classifica
europea dell’assistenza domiciliare agli anziani oltre i 65
anni. L’attribuisce all’Italia una ricerca in 11 paesi della
Comunità condotta dall’Università Sacro Cuore di Roma per
conto della Commissione Europea. Secondo la ricerca, il nostro
sistema sanitario riesce ad assistere a domicilio meno dell’1
per cento degli over 65, per l’esattezza lo 0,9. Peggio di
tutti e di gran lunga. Il dato più basso, dopo quello
dell’Italia è il 6 per cento della Cecoslovacchia. La Francia
supera l’8 per cento, la Germania il 10 per cento, il regno
Unito e i Paesi scandinavi addirittura il 20 per cento.Lo ha
annunciato al congresso della Società Italiana di Gerontologia
e Geriatria in corso a Firenze il responsabile della ricerca, il
professor Roberto Bernabei. "Si tratta", ha spiegato,
"di uno studio durato tre anni, realizzato per il Quinto
Programma Quadro della Commissione con lo scopo di capire le
differenti caratteristiche di ciascun sistema e di individuare
il migliore". I risultati completi saranno presentati a
Bruxelles nelle prossime settimane. Lo studio dovrebbe inoltre
essere presto pubblicato sulle prestigiosa rivista Lancet".
I bisogni. La popolazione europea, ha ricordato il
professore, sta invecchiando a ritmi sostenuti in tutto
l’Occidente, un fenomeno che riguarda in particolare
l’Italia, ormai, notoriamente, il Paese più vecchio del mondo
con circa un quarto della popolazione oltre i 65 anni. In una
società con molti anziani un efficiente servizio di assistenza
domiciliare diventa strategico almeno per tre motivi: garantisce
sorveglianza e aiuto a persone rese fragili dall’età; le fa
sentire meno sole (l’isolamento è uno dei drammi della
vecchiaia); consente risparmi sensibilissimi al sistema.
Commenti. "In Italia", ha aggiunto Bernabei,
"si preferisce di gran lunga ricoverare gli anziani in
ospedale, ma un solo giorno di degenza costa oltre cinquecento
euro, mentre con l’assistenza a domicilio non si superano i
cinquanta". Una differenza di uno a dieci che pesa
enormemente sul bilancio di un sistema sanitario. Una diversa
organizzazione con sentirà di risparmiare miliardi di euro
oltretutto garantendo più efficenza.La ricerca non ignora che
il sistema assistenziale di ciascun Paese rispecchia cultura e
costumi locali. La graduatoria dell’Italia si spiega dunque
anche con la forte diffusione del volontariato, che supplisce
alle carenze dello Stato, e con quel che resta della vocazione
assistenziale delle famiglie. "Il peso ricade
principalmente sulle donne", ha detto il professore,
"Ma questo modello ha esaurito le risorse". Anche in
Italia prevale la famiglia mononucleare e le donne, che lavorano
ormai tutte fuori casa, non sono più disponibili per fare da
balia agli anziani. Dunque tocca allo Stato attrezzarsi per
intervenire.(a.l.)
Clonazione:
Usa, Carne, latte e latticini di animali clonati sono sicuri per
i consumatori
(ANSA-REUTERS)
- WASHINGTON, 31 OTT - Carne, latte e latticini di animali
clonati sono sicuri per i consumatori, secondo un documento
della Food and Drug Administration (Fda, l' ente americano per
gli alimenti e i medicinali) di cui l'agenzia Reuters e' venuta
in possesso.
Il giudizio della Fda e' un passo avanti lungo la strada che
dovrebbe portare all'autorizzazione della commercializzazione di
cibi derivati da animali clonati. Una decisione definitiva in
materia e' attesa negli Stati Uniti per il prossimo
anno.
''Prodotti commestibili di cloni normali e sani, o della loro
progenie, non sembrano rappresentare un rischio piu' elevato
quanto a consumo di cibo'', afferma il documento, un sommario in
12 pagine di un piu' ampio rapporto dell'Fda, fornito alla
Reuters da una fonte industriale.
Secondo le conclusioni dell'Fda, i prodotti alimentari derivati
da bestie clonate sono generalmente sicuri per il consumo umano:
il massimo livello di certezza al riguardo si ha per i cloni di
bovini, seguiti, in ordine decrescente di certezza, da suini,
caprini e ovini.
L'Fda pubblichera' oggi (venerdi') il sommario, mentre il
rapporto completo verra' reso noto successivamente. (ANSA-
REUTERS).
Sanità:
presentato a Torino studio su onde dei telefonini
(ANSA) - TORINO, 29
OTT - E' in dirittura d' arrivo il piu' grande studio
epidemiologico mondiale, denominato Progetto Interphone, sull'
eventuale cancerogenicita' delle onde emesse dei telefonini
cellulari. Vi partecipano 13 paesi, inclusa l' Italia, saranno
esaminati 7.500 utenti e sono previsti 9.800 controlli sanitari.
Gli studi finora eseguiti sull' argomento, avevano dato esito
negativo. L' iniziativa, coordinata dall' Agenzia internazionale
per la ricerca sul cancro, e' stata presentata oggi a Torino, in
occasione del convegno promosso dall' Istituto scientifico
europeo sull' inquinamento da radiazioni, da Susanna Lagorio
dell' Istituto superiore di sanita'. ''La raccolta dei dati - ha
precisato Lagorio - si concludera' entro la fine del 2003 e l'
analisi combinata dei 13 studi sara' realizzata entro la fine
del 2004. Vengono identificati tutti i casi di glioma,
meningioma, tumore maligno della parotide e neurinoma del nervo
acustico diagnosticati tra i residenti nelle principali citta'
dei paesi partecipanti nel 200-2002. Vengono anche inclusi nello
studio, come soggetti di confronti, campioni casuali delle
popolazioni residenti nelle aree di studio, appaiati ai casi per
sesso ed eta'''. I telefoni cellulari portatili sono stati
introdotti sul mercato verso la meta' degli anni '80. Si stima
che nel 2005 gli utenti dei servizi di telefonia mobile nel
mondo saranno piu' di un miliardo. In Italia la telefoni
acellulare e' stata introdotta nel 1990 e gli utenti sono
passati dal 7% della popolazione nel 1995 al 58% nel 2000. ''A
partire dalla seconda meta' degli anni '90 - ha aggiunto l'
esperta dell' Istituto superiore di sanita' - sono stati avviati
numerosi studi sul rischio di tumori eventualmente associato
all' uso di radiotelefoni. Ad oggi sono disponibili i risultati
di 8 diversi studi epidemiologici sull' incidenza di tumori
cerebrali e neurinomi del nervo acustico in relazioni all' uso
di telefoni cellulari. Nessuno di questi studi - ha commentato -
ha evidenziato associazioni tra uso del cellulare e tumori negli
organi esposti. Secondo l' organizzazione mondiale delle sanita'
e numerosi gruppi di esperti incaricati da diversi governi
nazionali e agenzie internazionali e' improbabile che l'
esposizione alle radiofrequenze utilizzate nella telefonia
cellulare induca o promuova il cancro''.(ANSA).
Medicina
Alternativa: Sirchia,
senza prove no ad ingresso nel SSN
''Sono molto
preoccupato perche' si affacciano una serie di pratiche mediche che
non sono scientificamente provate e convalidate. Ne' con evidenze di
efficacia ne' con prove di innocuita'. Tanto meno se rapportate alla
medicina ufficiale''. Lo ha detto il ministro della Salute Girolamo
Sirchia intervenendo al 39.mo congresso della Sie (Società Italiana
Ematologia) in corso a Roma. "Tutto questo - continua Sirchia -
non puo' non preoccupare, anche perche' il loro obiettivo e' il
riconoscimento della gratuita' con l'inserimento di queste cure
nell'Ssn''. Il Ministro fa riferimento ''a qualsiasi medicina non
convenzionale, che non sia fondata sulla evidence based medicine,
quindi sulle prove''. Rispondendo alla domande se le sue critiche si
riferissero anche all'omeopatia, il Ministro spiega che questa
pratica ''potrebbe essere anche efficace, ma le prove non sono fino
ad oggi ritenute valide''. Per Sirchia si tratta di presupposti che
non sono ''confrontabili con le prove di efficacia rigorosamente e
spietatamente richieste per le altre terapie''.
SANITA':
SIRCHIA,
RIDARE CENTRALITA' A MEDICI NEGLI OSPEDALI
(ANSA) - NAPOLI, 29 OTT -
''Bisogna ridare con forza centralita' al ruolo dei medici negli
ospedali che in questi ultimi anni e' stato un po' offuscato. Per
questo motivo la prossima settimana portero' in consiglio dei ministri
un apposito provvedimento''. Lo ha detto il ministro della Salute,
Girolamo Sirchia, a margine della visita compiuta oggi alla piccola
Rossella, ricoverata al reparto di cardiochirurgia dell'ospedale
napoletano 'Monaldi'. ''I medici non dovranno piu' prendere ordini
dagli amministratori - ha proseguito Sirchia - ma con essi dovranno
decidere cio' che va fatto negli ospedali. Ne vale il rispetto del
paziente''. Il provvedimento annunciato oggi dal ministro e' molto
piu' ampio e riguardera' certamente anche la cosiddetta medicina di
base.(SEGUE).
MEDICINA:
ANTICORPI MONOCLONALI PER TUMORE PROSTATA
(ANSA) - TORINO, 29 OTT -
Una sorta di 'proiettili magici', di 'postini' in grado di portare
isotopi radioattivi, tossine o farmaci sulle cellule tumorali: si
tratta degli anticorpi monoclonali costruiti dal gruppo di Fabio
Malavasi, ordinario di genetica umana all' Universita' di Torino.
Malavasi ha presentato stamattina all' ospedale Molinettte le
ricerche, uniche in Europa, analoghe a quelle in corso a New York.
Tali ricerche sugli anticorpi monoclonali e il loro utilizzo clinico
sono frutto di una decina di anni di lavori e di pubblicazioni sulle
maggiori riviste scientifiche internazionali, tra cui ''Blood'' e
''American Journal of Pathology''. ''Si tratta di proteine - ha
spiegato Malavasi - che si trovano nel sangue e nei liquidi biologici,
che siamo riusciti a ricostruire in vitro. Il bersaglio su cui vengono
inviati questi 'proiettili' sono le cellule malate della membrana
prostatica, che riguarda quindi casi primitivi di lesioni tumorali''.
I 'proiettili' vengono inviati sulle cellule malate della membrana
allo scopo di ''marcare'' queste molecole, cioe' di evidenziarle e
cosi' rendere possibile la diagnosi. Il metodo non rivela
controindicazioni, dal momento che vengono utilizzate quantita' minime
di sostanze radioattive. ''Prima di arrivare ai pazienti - ha aggiunto
Malavasi - dobbiamo completare le cosiddete prove 'in vivo', su
topolini a cui viene inoculato un tumore umano''. Si pensa dunque a
un' applicazione sull' uomo nei primi mesi del 2004. L' ulteriore
passaggio alla terapia e' invece subordinato alla creazione di un
ibrido molecolare: l' anticorpo deve essere reso umano. ''A quel punto
si puo' utilizzare per colpire le cellule tumorali - ha sottolineato
il docente - senza incappare nelle controindicazioni tipiche della
chemioterapia, che invece ha il difetto di non poter escludere dalla
propria azione le cellule sane''. (ANSA).
MEDICINA:
PER INVECCHIARE BENE IL CUORE SI CURA DA GIOVANI
(ANSA) - ROMA, 28 OTT - Il
segreto per invecchiare in salute e' non avere problemi di cuore. Lo
rivela un vasto screening i cui risultati sono apparsi sulla rivista
Archives of Internal Medicine. Secondo l'indagine svolta da scienziati
dell'Universita' di Pittsburgh su quasi 3000 persone, chi da adulto
non ha fattori di rischio cardiovascolari subclinici, cioe' che si
individuano solo con test appositi perche' ancora non evidenti dal
punto di vista della sintomatologia, raggiunge la tarda eta' in piena
salute e puo' veramente considerarsi nell'eta' d'oro, senza cancro,
malattie polmonari o deficit cognitivi. Quindi il messaggio degli
autori e' aver cura del proprio cuore limitando i fattori di rischio
come l'ipertensione in eta' adulta per non dover poi combattere con le
malattie negli anni a venire. Niente fumo, esercizio fisico, corretta
alimentazione, tenere a bada la pressione del sangue ed il
colesterolo, e' questa la ricetta per vivere una vecchiaia felice, ha
detto il coordinatore dell'indagine Anne Newman dopo aver attentamente
seguito per 8 anni l'invecchiamento del gruppo di 2932 individui di
varie eta'. Di questi il 48% e' arrivato in perfetta salute alla fine
degli otto anni dello studio, in particolare il 56% delle donne ed il
51% degli uomini che non avevano disturbi cardiovascolari subclinici
all'inizio degli 8 anni, contro solo il 40% di quelli che invece
presentavano tali disturbi al 'nastro di avvio'. Questi ultimi alla
fine dello studio erano cinque anni piu' vecchi in fatto di salute,
ossia mostravano un'eta' fisica comparabile a quella degli individui 5
anni piu' grandi di loro ma senza fattori subclinici iniziali.
Dividendo gli individui per classi d'eta' gli scienziati hanno avuto
conferma che si invecchia meglio se da adulti non si hanno fattori
subclinici cardiovascolari, infatti la fascia da 65 a 69 anni con
pochi fattori di rischio puo' godere in media di altri 15-16 anni di
perfetta salute, gli ottantacinquenni o gli over-85 senza grossi
rischi cardiovascolari vivono in buona salute altri 5 anni. Invece
tutti gli uomini e le donne con grossi fattori di rischio in eta'
adulta dopo due anni gia' cominciano a perdere benessere fisico.
Insomma prevenire le malattie del cuore e' proprio un'assicurazione
sulla salute che accompagna i fortunati alla soglia della terza eta'.
(ANSA).
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SARS:
SCOPERTI PUNTI DEBOLI SOSTANZA INDISPENSABILE A VIRUS
(ANSA) - ROMA, 28 OTT - Con
l'inverno alle porte e il timore di un ritorno del virus della
polmonite atipica che la scorsa primavera ha fatto molte vittime
soprattutto in Cina, gli scienziati in molti laboratori del mondo
lavorano in tutta fretta nel tentativo di ideare strategie di cura
contro il virus. Tra loro il team guidato da Zihe Rao alla Tsinghua
University ha fatto registrare un successo che fa sperare nella
formulazione dei primi farmaci contro il virus. Il gruppo ha infatti
riferito sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze (Pnas)
di aver scoperto i punti deboli di una sostanza prodotta dal virus che
ha un ruolo chiave nella sua moltiplicazione dentro l'organismo umano,
la proteasi principale. Queste conoscenze potrebbero essere usate per
ideare dei farmaci che impediscano al virus di riprodursi. Quando un
virus entra in un organismo invade le cellule e comincia ad usarne
macchinari biologici per moltiplicarsi ed andare poi ad invaderne
altre. Il patogeno che e' responsabile della Sars,dela famiglia dei
coronavirus, ad un certo punto di questo ciclo produce una lunga
molecola che poi un'altra sostanza virale come una forbice taglia in
piu' parti che serviranno al virus per costruire il proprio guscio,
uscire dalla cellula e continuare il ciclo infettivo. La forbice
molecolare e' la proteasi principale. Gli scienziati ne hanno studiato
la struttura tridimensionale con una tecnica detta cristallografia ed
hanno cercato di interferire con questa struttura usando agenti
chimici. La struttura tridimensionale di ogni proteina e' fondamentale
per il suo funzionamento. Quando i ricercatori hanno alterato il grado
di acidita' dell'ambiente circostante la proteasi, questa si e'
sensibilmente modificata molto piu' di quanto succede a sostanze
simili di altri virus della stessa famiglia della Sars. Inoltre gli
scienziati hanno testato degli inibitori sulla molecola-forbice ed
hanno visto che si legano ad essa differentemente rispetto ad altri
coronavirus. La proteasi ha quindi dei punti deboli, averli scoperti
e' un ottimo punto di partenza nella ricerca farmacologica contro la
polmonite atipica. (ANSA).
SCLEROSI MULTIPLA:
RISCHIO PIU' ALTO TRA FUMATORI
(ANSA) - ROMA, 28 OTT -
Sclerosi multipla, il rischio di ammalarsi di questa grave malattia e'
quasi doppio per i fumatori rispetto a quanti non hanno mai avuto il
vizio. Lo rivela sulla rivista Neurology, Trond Riise dell'Universita'
norvegese di di Bergen che commenta i suoi risultati non solo
suggerendo che questa e' un'altra buona ragione per non fumare ma
anche avanzando la speranza che la comprensione del nesso biochimico
tra fumo ed insorgenza del male permettera' di capire meglio i
meccanismi biologici della malattia, ancora avvolti nella nebbia. La
sclerosi multipla e' una malattia autoimmune, cioe' dovuta ad
un'erronea risposta del sistema immunitario che si rivolta contro lo
stesso organismo danneggiando il sistema nervoso. La
neurodegenerazione porta a paralisi progressiva e morte. Le cause
scatenanti della malattia sono ancora sconosciute anche se gli
scienziati pensano dipenda sia da fattori genetici sia dall'influenza
di fattori esterni, dell'ambiente in cui l~individuo vive e delle sue
abitudini. Un individuo che e' suscettibile al male per via dei geni,
rischia molto di piu' se ha stile di vita scorretto. Uno dei fattori
scatenanti potrebbe essere proprio il fumo, come e' emerso
dall~indagine su 22312 persone norvegesi tra i 40 ed i 47 anni. Al
campione gli scienziati hanno chiesto di indicare se avevano fumato in
passato o se erano fumatori al momento dell~indagine, poi hanno
catalogato le loro malattie. Nel gruppo 87 avevano la sclerosi
multipla. Quindi hanno confrontato la frequenza della malattia in
fumatori, ex fumatori e non ed hanno visto che il rischio di ammalarsi
di sclerosi multipla e' 2,75 e 1,61 volte piu' alto rispettivamente
per gli uomini e per le donne ex-fumatori. Inoltre e' 1,81 volte piu'
alto per i fumatori. In media trascorrevano 15 anni dal momento in cui
i partecipanti avevano acceso la prima sigaretta alla comparsa della
malattia. Per ora gli scienziati non sanno quale possa essere il
legame tra sigarette e sclerosi multipla ma, poiche' il fumo puo'
influenzare sia le difese dell'organismo sia il sistema nervoso, la
soluzione si potrebbe trovare con successivi studi incentrati sulla
comprensione degli effetti del fumo, della nicotina e di altre
componenti delle sigarette su di essi. Nel frattempo gli scienziati
suggeriscono di non fumare perche' individui che potenzialmente
potrebbero sviluppare la malattia aumenterebbero di gran lunga il
proprio rischio di ammalarsi. (ANSA).
Complicanze
dopo radioterapia della leucemia linfoblastica acuta in età
pediatrica. Di Ematologia.net
I bambini che
sopravvivono alla leucemia linfoblastica acuta sono a rischio di
complicanze associate alla malattia o al trattamento.
Ricercatori del St. Jude Children’s Research Hospital e della
University of Tennessee a Memphis ( Usa ) hanno valutato la
sopravvivenza nel lungo periodo e lo stato socioeconomico dei pazienti
con almeno 10 anni senza malattia.
Lo studio è stato effettuato su 856 pazienti , sottoposti a
trattamento tra il 1962 ed il 1992.
Cinquantasei pazienti hanno presentato eventi avversi maggiori, tra
cui 8 casi fatali durante la remissione , 4 recidive e 44 tumori
secondari.
Riguardo ai tumori secondari , 41 sono risultati associati alla
radioterapia.
Questi tumori erano per la maggior parte di natura benigna o di basso
grado di malignità.
La percentuale di morte dei pazienti sottoposti a radioterapia ha
leggermente ecceduto quella attesa per la popolazione generale, mentre
la percentuale di morte tra i pazienti non irradiati è risultata in
linea con quella della popolazione generale.
Sotto l’aspetto socioeconomico i pazienti sottoposti a radiazione
hanno presentato un’aumentata percentuale di disoccupazione e tra le
donne una minore probabilità di essere sposate. ( Xagena 2003 )
Pui C-H et al, N Engl J Med 2003; 349:640-649
Sanita':
manifestazioni in 93 citta' a difesa SSN
(ANSA) - ROMA, 25 OTT
- E'in corso oggi, in 93 citta' italiane, ''Curati se ci riesci'', la
mobilitazione a sostegno del Servizio sanitario nazionale, promossa da
Cittadinanzattiva (che ha tra le sue reti il Tribunale per i diritti
del malato) in collaborazione con il Coordinamento nazionale delle
associazioni dei malati cronici e Consumatori indipendenti. ''Il
servizio sanitario pubblico e' dei cittadini. A nessuno e' consentito
indebolirlo o cancellarlo'', ha spiegato Teresa Petrangolini,
segretario generale di Cittadinanzattiva, rilasciate nel corso della
manifestazione nazionale a Roma, presso il Policlinico Umberto
I.
''Vogliamo richiamare l'attenzione del paese sui rischi che in questo
momento sta correndo il servizio pubblico'', ha continuato, ''che e'
un cardine del nostro sistema di protezione sociale e un bene
irrinunciabile per tutti noi. Le risorse economiche limitate e
l'attenzione esasperata ai bilanci stanno mettendo seriamente in
discussione la tenuta del sistema''. ''Ormai si parla soltanto di
soldi, sembra che tutto il resto non conti'', ha aggiunto Stefano
Inglese, segretario nazionale del Tribunale per i diritti del malato,
nel corso della manifestazione Toscana, in corso a Firenze. ''Cosi'
passano in secondo piano liste di attesa intollerabili (come quelle
per la radioterapia), la terapia del dolore e l'assistenza ai malati
terminali inadeguate, l'accesso ai farmaci per i malati cronici non
sempre garantito, la riabilitazione impossibile, la mancanza di unita'
spinali, la tutela della salute mentale ridotta ai minimi termini. Per
questo abbiamo chiesto al Parlamento di modificare la legge
finanziaria, prevedendo investimenti specifici per queste aree, anche
modesti, ma che darebbero al Paese un segnale preciso della volonta'
di intervenire per avviare a soluzione questioni concrete, che
talvolta pesano come macigni sulla vita dei cittadini''.
Fra le manifestazioni in corso ci sono interventi dell'associazione a
Roma nel Policlinico Umberto I, nosocomio simbolo della citta'. A
Torino la manifestazione si svolge in Piazza San Carlo, dove e'
prevista la presenza di un migliaio di cittadini aderenti alle diverse
sezioni del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva e
rappresentanti delle numerose realta' del terzo settore locali.
A Bari il programma prevede la manifestazione presso la presidenza
della giunta regionale per sottolineare il precario stato della
sanita' pugliese. A Firenze altra iniziativa. La Toscana e' l'unica
Regione in cui ha aderito ufficialmente la Giunta, con la
partecipazione dell'Assessore per il Diritto alla Salute. Previsto un
banchetto in Piazza con incontro-dibattito. (ANSA).
PRIVACY:
MEDICI DI FAMIGLIA, I PAZIENTI NON SONO NUMERI
(ANSA) -
ROMA, 23 OTT - ''I medici di famiglia non vogliono rivolgersi ai
propri assistiti chiamandoli con un numero''. Lo dichiara Mario
Falconi, segretario generale della Fimmg (Federazione Italiana Medici
di Famiglia), in riferimento al decreto legislativo del 30 giugno 2003
n.196, il quale contiene una norma che ''obbligherebbe i medici -
continua Falconi - a chiamare i pazienti in sala d'attesa non gia' con
nome e cognome, ma con un numero''. ''Sono decenni - aggiunge Falconi
- che le organizzazioni a tutela dei cittadini si battono perche' essi
non vengano chiamati e considerati un numero, ma persone con un nome e
cognome. Da sempre esistono forme di tutela che obbligano ad omettere,
in casi particolari, il nome e il cognome, ma la norma succitata
riporta indietro le lancette della storia''. ''Pur essendo del tutto
convinti - conclude Falconi - di dover dare il massimo di garanzia
possibile ai cittadini in tema di privacy, ci batteremo in tutti i
modi e in tutte le forme, compresa l'autodenuncia alla Magistratura,
per mantenere un proficuo rapporto medico-paziente''. (ANSA).
SANITA': SIRCHIA,
PROGRESSI SU CENTRO UE MALATTIE INFETTIVE
(ANSA) -
STRASBURGO, 23 OTT - Il Centro di coordinamento europeo (Ccd) per le
malattie infettive sara' al centro dei lavori del prossimo Consiglio
dei ministri della sanita' dell'Ue del 2 dicembre, nel quale si
potrebbe gia' arrivare a chiudere il progetto. Lo ha detto a
Strasburgo il ministro della Sanita', Girolamo Sirchia, osservando che
la realizzazione del Ccd ''e' urgente e rappresenta una priorita'''.
''Cercheremo di chiudere dossier importanti'' ha osservato il ministro
- a Strasburgo per una serie di incontri al Parlamento europeo -
sottolineando gli sviluppi positivi in direzione del Ccd, che
rappresenta una delle priorita' del semestre di presidenza italiana.
Per il ministro si tratta di una decisione urgente perche'
l'esperienza della Sars ha dimostrato che c'e' stata ''mancanza di
comunicazione e insufficiente tempestivita' negli interventi'' a causa
del mancato coordinamento delle agenzie esistenti nei sigoli Stati
membri. Il ministro si e' detto ottimista sulla possibilita' di
''arrivare ad un accordo sul Centro gia' il 2 dicembre prossimo'',
anche se l'idea ''trova ancora qualche resistenza sotto il profilo
della missione e dell' organigramma'' ed e' necessario ''un negoziato
su alcuni aspetti tecnici, pratici e organizzativi''. Sirchia ha
ricordato che i lavori dei Quindici si articoleranno anche sul
cosiddetto pacchetto farmaceutico, che introduce norme per consentire
l'accesso ai pazienti alle terapie innovative e che mira a migliorare
i livelli d' investimento del comparto farmaceutico in Europa. Un
altro tema che sara' discusso - ha sottolineato Sirchia - e' la
prevenzione dei tumori, con particolare attenzione allo screening per
i tumori della cervice uterina, del seno e del colon retto. La
direttiva europea in materia - che il ministro spera di poter chiudere
il 2 dicembre - fa il punto anche sull'organizzazione necessaria per
mettere in atto i processi di prevenzione e di cura. (ANSA).
ANCHE
“INTESA SINDACALE” ADERISCE ALLA MOBILITAZIONE
S'allarga la protesta dei medici di famiglia
ROMA – Anche Intesa sindacale (composta da Cisl Medici, Simet e
Sumai) si unisce alla protesta già indetta dai sindacati
Federazione Medici aderenti UilFpl, Fimmg, Fimp e Snami, contro il
mancato rinnovo della convenzione per i pediatri e i medici di
famiglia. Il cartello ha infatti proclamato lo stato di agitazione.
«L'Intesa Sindacale – spiegano i sindacati – avendo giudicato
criticamente l'Atto di indirizzo delle Regioni per il rinnovo delle
Convenzioni dei medici di famiglia, specialisti ambulatoriali e
pediatri, aveva richiesto al coordinatore delle Regioni, Ghigo, e al
ministro della Salute, Sirchia, di aprire le trattative contrattuali
incominciando a discutere proprio dell'Atto di Indirizzo stesso».
Ma al momento non è arrivata ancora alcuna risposta. «L'Intesa
Sindacale auspica la sollecita apertura delle trattative, anche per
scongiurare, responsabilmente, l'inasprirsi delle azioni di lotta
sindacale da parte dei medici, che possono creare notevoli disagi ai
cittadini». Giuseppe Garraffo, segretario generale Cisl Medici, ha
spiegato che non sarà tollerato l'ulteriore rinvio delle
Convenzioni mediche scadute ormai da tre anni, tantomeno che «venga
ibernata la Medicina del territorio, con il rischio della forzata
rinuncia, per i cittadini, delle prestazioni gratuite del medico e
del pediatra di famiglia, e degli specialisti ambulatoriali del Ssn».
(b.r.)
(mercoledì
22 ottobre 2003) gazzetta del Sud
MEDICINA:
STAMINALI, TROVATO MODO PER AUMENTARLE NEI TOPI
(ANSA-REUTERS)
- LONDRA, 23 OTT - Un gruppo di scienziati ha individuato un modo per
aumentare la produzione di cellule staminali nei topi, una scoperta
che potrebbe rivelarsi utile per i malati di cancro bisognosi di
trapianto di midollo osseo.
Alcuni ricercatori negli Stati Uniti - riferisce la rivista 'Nature' -
hanno scoperto che le cellule che formano le ossa controllano anche la
produzione di cellule staminali che evolvono in cellule del sangue.
Essi hanno trovato un modo per stimolare tali cellule staminali e
indurle a
riprodursi.
''La capacita' di aumentare il numero delle cellule staminali che un
individuo produce potrebbe avere un impatto immediato sulla cura dei
pazienti'', ha detto il dottor David Scadder, del Massachusetts
General Hospital, che ha guidato il gruppo di studiosi.
Le cellule staminali emopoietiche, che possono trasformarsi in
qualsiasi tipo di cellule del sangue, si trovano negli strati esterni
del midollo osseo. Di solito, tuttavia, sono in numero ridotto e di
scarsa riproducibilita'.
I malati di cancro che non riescono a produrre cellule staminali a
sufficienza possono non essere in condizione di sottoporsi a trapianto
di midollo osseo, quando tale intervento sarebbe per loro la terapia
di elezione, se non l'ultima speranza.
Secondo lo studio pubblicato su 'Nature', la chiave del processo sta
nelle cellule ossee chiamate osteoblasti.
Se gli scienziati riusciranno a fare altrettanto con gli esseri umani,
cio' potrebbe mettere un maggior numero di pazienti in condizione di
sottoporsi a trapianto di midollo osseo. (ANSA-REUTERS).
Tumori:
colon, con fast food e cibi pronti piu' rischi donne
(ANSA)
- ROMA, 22 OTT - Fast food, cibi pronti e una dieta poco variata sono
tra i principali colpevoli dell'aumento della diffusione del tumore
del colon nelle donne. Dopo che negli Stati Uniti il numero delle
donne colpite da questa malattia si e' equiparato a quello degli
uomini, lo sta accadendo in Europa e in Italia. E' emerso nel
congresso dell' Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) in
corso a Roma. Sono invece incoraggianti le notizie sul fronte della
terapia, con la disponibilita' di farmaci che possono essere presi per
bocca e che, secondo gli esperti, promettono di sostituire la classica
terapia per infusione. ''Una volta il tumore del colon retto colpiva
soprattutto gli uomini, ma oggi e' in corso un'inversione di tendenza'',
ha detto il direttore del dipartimento di Oncologia medica
dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano, Emilio Bajetta. ''In Italia
- ha aggiunto - non c'e' ancora l'equiparazione che e' avvenuta negli
Stati Uniti, ma la diffusione nelle donne e' in aumento, probabilmente
soprattutto a causa di fattori alimentari come il ricorso sempre piu'
frequente a fast food e cibi preconfezionati''. Oggi in Italia le
donne colpite dal tumore del colon sono il 30-35%, contro il 50-60%
degli uomini. Si sta abbassando anche l'eta' in cui compare la
malattia: ''una volta era la malattia della terza eta' e colpiva dopo
i 65 anni, oggi si manifesta gia' intorno ai 50 anni'', ha aggiunto.
Anche in questo caso la cattiva alimentazione sale sul banco degli
accusati: ''si mangia in fretta, si mastica male e soprattutto si
varia poco'', ha detto l'esperto. Si' a frutta e verdura, ha
proseguito, ''ma bisogna essere consapevoli che queste sono trattate
con sostanze non innocue per l'organismo. La prima regola, ha
aggiunto, ''e' avere l'accortezza di mangiare prodotti di stagione''.
Attenzione anche al riso: secondo Bajetta ''e' impossibile reggere il
prezzo della produzione biologica'' e di conseguenza bisogna tenere
conto che ''il riso pesca il nutrimento da radici che affondano in
acque ricche di concimi e diserbanti: basti pensare che dalle risaie
sono spariti rane e pesci, e che le rondini non si avvicinano piu' in
cerca di cibo''. (segue).
MEDICINA:
ALCUNI TUMORI PIU' FREQUENTI IN PERSONALE VOLO
(ANSA-REUTERS) -
LONDRA, 22 OTT - Nuovi studi scientifici pubblicati in Islanda e in
Svezia mostrano che il personale di volo delle compagnie aeree ha un
tasso di tumori della pelle e al seno piu' elevato della media della
popolazione.
Ricercatori dell'Universita' d'Islanda a Reykjavik hanno rilevato che
le hostess che lavorano da cinque o piu' anni hanno piu' probabilita'
di sviluppare un cancro al
seno.
In un altro studio, ricercatori del Centro di Stoccolma per la Salute
pubblica hanno scoperto un aumento della frequenza del melanoma
maligno, la forma piu' grave di cancro cutaneo, nel personale di volo,
sia maschile sia femminile.
Precedenti ricerche gia' suggerivano che, tra i piloti, apparivano
piu' frequenti i cancri cutanei e forse la leucemia mieloide acuta; e
che le hostess erano piu' a rischio per i tumori della mammella.
''Vi sono prove crescenti che il personale di cabina sembri presentare
un maggiore rischio di melanoma maligno e di cancro al seno'', scrive
Elizabeth Whelan, dei Centri per il controllo e la prevenzione delle
malattie di Atlanta (Usa), in un commento alle due nuove ricerche,
pubblicate sul giornale 'Occupational and Environmental Medicine'.
La dottoressa Whelan rileva che, ad alte quote, sono maggiori le dosi
di radiazioni cosmiche ionizzanti; e che l'esposizione del personale
di volo ad esse cresce con l'aumento delle ore e delle quote di volo
(oltre che, naturalmente, con la frequenza dei voli e con il sommarsi
degli anni di lavoro).
Ma - aggiunge l'esperta - saranno necessarie ulteriori ricerche per
accertare se l'aumento della frequenza dei suddetti tipi di cancro tra
il personale di volo sia correlata al lavoro e/o ad altri fattori
legati allo stile di vita. Al riguardo, potranno rivelarsi utili altri
studi che vengono condotti nell'Unione europea e negli Usa. (ANSA-REUTERS).
Vista: Mutazioni
Genetiche Provocano Retinite Pigmentosa Grave
Milano, 21 ott. (Adnkronos)
- Dalla genetica la speranza di prevenire la cecita' da retinite
pigmentosa, che colpisce 1,5 milioni di persone nel mondo ed e' tra i
principali fattori ereditari legati alla perdita della vista. I
ricercatori dell'universita' di Montreal, in Canada, studiando due
famiglie franco-canadesi colpite da retinite pigmentosa da quattro
generazioni hanno infatti identificato due mutazioni genetiche che
provocano forme acute della malattia e, in altri casi, disturbi
neurologici e perdita dell'udito. E sulla base di tali risultati -
riferisce 'Biotech.com', notiziario di Assobiotec-Federchimica - gli
scienziati contano di sviluppare ''nuovi test diagnostici utili
soprattutto alle famiglie che da generazioni soffrono di retinite
pigmentosa'', cosi' da prevenire la patologia e le sue complicanze
piu' gravi come appunto la cecita'. (Red-Opa/Adnkronos Salute)
LA
NOTIZIA IN EVIDENZA
Dall'ultimo
numero del Sole 24 ore Sanità un documento esplosivo
! Generalista solitario addio: alle cure ci pensa l'Utap.
Medici di medicina generale, pediatri, infermieri, e guardie
mediche in uno maxi-studio modulato sul territorio e collegato in rete
con l'Ospedale. L'Unità territoriale di assistenza primaria è
l'asso nella manica della convenzione per riorganizzare gli
extraospedalieri. Tutto secondo il piano sanitario 2003-2005. Scarica
il file pdf con l'articolo integrale
Proclamato
lo stato di agitazione
Milano,
16 ottobre 2003 – In un incontro svoltosi ieri presso l’Ordine dei
Medici di Milano, lo S.N.A.M.I. (rappresentato dai Dott.ri R. Anzalone,
P.G. Conti, G. Messina e R. C. Rossi, in applicazione del mandato
ricevuto dagli organi istituzionali del Sindacato), e F.I.M.M.G.
(rappresentata dal Dott. M. Falconi) hanno deciso congiuntamente di
proclamare lo stato di agitazione della categoria per protestare
contro il mancato rinnovo dell’A.C.N. - DPR
270/2000 - nonché contro quanto previsto dalla Direttiva del
Comitato di Settore relativa al rinnovo della Convenzione che, tra le
altre cose, prevede di remunerare gli attuali compiti del MMG con il
70% dell’odierno compenso. La comunicazione dello stato di
agitazione è compiuta per consentire l'avvio delle procedure
obbligatorie di conciliazione previste dalla Legge, ed è propedeutica
alla proclamazione di ulteriori iniziative di lotta sindacale.
Nel
contesto dell’incontro lo S.N.A.M.I. ha consegnato al Dott. Falconi
un documento (allegato) contenente la proposta di 15 possibili punti
di condivisione inerenti il rinnovo dell’A.C.N. stesso (rcr).
Comunicato
Ufficiale su:
http://www.snami.org/cont/1380com/0310/1600/2189all1.doc
SARS:
ESPERTO, IMPOSSIBILI PREVISIONI SU RITORNO CORONAVIRUS
(ANSA)
- ROMA, 21 OTT - Non si possono fare previsioni su un eventuale
ritorno del virus della Sars, la polmonite atipica, perche' non
sappiamo se ci sono dei cicli animali ne' se ci sono dei portatori
cronici del virus; dunque ci si puo' solo affidarsi alla sorveglianza
e ai controlli che in piena emergenza sono stati efficaci. E' quanto
ha sostenuto Giovanni Rezza epidemiologo dell'istituto superiore di
sanita' alla prima giornata del congresso della Societa' Italiana di
Microbiologia in corso a Roma. Passando in rassegna tutte le piu'
recenti emergenze infettive l'esperto ha anche ricordato che la
minaccia principale di infezioni e' rappresentata oggi dall'influenza
aviaria, che e' emersa due volte, nel 1993 a Hong Kong e quest'anno in
Olanda e che si potrebbe rivelare molto piu' pericolosa della Sars.
Infatti, ha spiegato Rezza, l'influenza aviaria nasce dal passaggio
diretto da volatile all'uomo e finora siamo scampati al pericolo
perche' il virus non e' riuscito ad adattarsi all'ospite umano. ''Ma
se questo accadesse in futuro - ha rilevato Rezza - il contagio
sarebbe molto piu' grave della Sars perche' l'influenza aviaria si
trasmette a distanza e comunque non potremmo disporre di un vaccino
prima di mesi ad essere fortunati''. La Sars e' stata la prima
emergenza infettiva del ventunesimo secolo, la ricerca e' riuscita con
rapidita' ad identificarne la causa, il coronavirus, ma ancora non
sappiamo se la provenienza del patogeno sia lo zibetto. La fortuna, ha
detto l'esperto, e' stata finora la bassa contagiosita' rispetto ad
altri virus come quelli influenzali, perche' la Sars non si trasmette
a distanza quindi le operazioni di isolamento dei malati sono state
efficaci. Rimane pero' da scoprire se ci sono cicli animali del virus
e quindi se sia possibile un nuovo passaggio all'uomo, conclude Rezza,
nonche' se ci sono dei portatori cronici della malattia, che
potrebbero innescare un contagio, quindi non possiamo fare previsioni
future ma solo tenere alta la guardia dei controlli. (ANSA).
SANITA':ODONTOIATRI, APPLICAZIONE RIFORMA PEGGIORERA' CURE
(ANSA) - ROMA, 20 OTT - L'Aio,
Associazione Italiana Odontoiatri, si schiera contro la gestione della
salute pubblica odontoiatrica cosi' come e' voluta dalla Riforma
Sanitaria Ter, in via di applicazione in una decina di regioni,
perche' rischia, sostiene la categoria, di portare ad un
''livellamento verso il basso dello standard qualitativo delle
prestazioni odontoiatriche''. Con l'applicazione di questa Riforma
infatti, specifica l'Aio in una nota, ''le prestazioni odontoiatriche
potranno essere erogate in regime di accreditamento presso strutture
autorizzate ed accreditate istituzionalmente''. Questo sistema, gia'
in vigore in vari paesi della comunita' europea, ha abbassato, secondo
l'Aio, il livello della qualita' delle prestazioni odontoiatriche:
''per equilibrare le risorse economiche con la richiesta di
prestazioni da parte del paziente - dice l'associazione - i vari
governi hanno scelto di ridurre i costi per le prestazioni stesse.
Questa opzione, determinata da logiche meramente finanziarie, non e'
stata concertata con gli odontoiatri. Paesi come Francia, Germania ed
Inghilterra - sottolinea l'Aio - hanno progressivamente registrato una
drastica riduzione dello standard qualitativo delle prestazioni
odontoiatriche erogate, appunto, in regime di accreditamento''. L'Aio
ritiene, in conclusione, che con la Riforma Sanitaria Ter avverrebbe
uno ''svilimento della professione odontoiatrica in quanto vincolata
esclusivamente alla risoluzione di problemi di natura economica ed il
paziente, inoltre, perderebbe l'esercizio di un diritto quale la
libera scelta del sanitario cui affidare la propria salute''. (ANSA).
FINANZIARIA:
SIRCHIA, TESSERA IMPORTANTE MONITORARE SANITA'
(ANSA) - ROMA, 21 OTT - La
tessera del cittadino, proposta con un emendamento alla finanziaria,
e' uno strumento importante ''sia per i cittadini, sia per monitorare
l'andamento della spesa sanitaria''. Lo ha detto il ministro della
salute, Girolamo Sirchia. ''Molti dati, infatti - ha aggiunto il
ministro - non sono conosciuti. Quelle di questi giorni non sono
polemiche, sono osservazioni tese a migliorare le cose. La privacy
dev'essere tutelata, se c'e' qualche sospetto che non possa esserlo,
e' giusto che si correggano le cose''.(ANSA).
Dolore:
Nasce Sito Internet Per Medici e Pazienti Su Terapie
Roma,
20 ott (Adnkronos) - Un nuovo sito internet dedicato alla terapia del
dolore. Rivolto a medici e pazienti, www.doloredoc.it, vuole colmare
il vuoto informativo in materia - si legge in una nota - e diventare
un luogo di incontro e dibattito trasversale per tutte le
specializzazioni mediche e per gli stessi malati. Il medico, infatti,
potra' usufruire di nuovi servizi sul dolore la sua cura che, come
recita il Piano Sanitario 2003-2005, non riguardano esclusivamente la
malattia oncologica ma rappresentano una costante anche per le persone
affette da malattie ad andamento evolutivo, spesso cronico, a carico
di numerosi apparati e sistemi. Ma anche per il paziente - continua il
comunicato - sono previste molte aree e servizi di aggiornamento sulla
terapia. In particolare sono gia' stati pubblicati interessanti 'focus'
ed e' in costante aggiornamento il servizio che raccoglie i siti delle
Unita' oncologiche italiane e dei Centri ed Ambulatori di terapia del
Dolore. Molti sono anche i database a disposizione del visitatore e
che raccolgono: le farmacie italiane, le leggi e decreti in materia,
gli indirizzi USL e molto altro ancora. (Red-Ife/Adnkronos
Salute)
Tumori:
seno, laser diagnstico ascolta il tessuto malato
(ANSA)
- ROMA, 20 OTT - Un 'orecchio' al seno per 'sentire' prematuramente
l'eventuale comparsa di un cancro. E' la nuova possibilita'
diagnostica offerta dai fisici dell'International Scientific and
Educational Laser Center della Lomonosov State University di Mosca. Si
tratta di uno strumento per la tomografia laser-acustica che, secondo
quanto riferito dal project manager Alexander Karabutov, e' in grado
di rivelare la presenza di un tumore due volte piu' piccolo di un
pisello ed anche di capire se la neoplasia e' benigna o maligna. Lo
strumento ha bisogno di pochi minuti per dare il suo responso e
l'esame e' completamente
indolore.
Lo strumento consiste di un laser che invia due radiazioni di
lunghezza d'onda nella banda degli infrarossi e di strutture di
ricezione che captano la risposta del tessuto della ghiandola
mammaria.
Il primo 'raggio' serve per individuare eventuali eterogeneita' nella
ghiandola mammaria. Al raggio il tessuto risponde con un lieve aumento
di temperatura, nell'ordine di qualche frazione di grado, e cio' si
traduce in un segnale acustico molto flebile che viene auscultato
grazie a microfoni che fanno da amplificatori. Cio' permette di
localizzare il tumore e la sua profondita' nel tessuto.
La sensibilita' e' tale da rivelare la presenza di eterogeneita'
grandi quanto la punta di un fiammifero.
Poi si passa alla seconda fase per rispondere ad un'altra domanda
determinante nella cura della neoplasia: maligna o benigna? In fatto
di tessuti la differenza e' una diversa vascolarizzazione del tumore
nonche' che i tumori maligni hanno imparato a sopravvivere in carenza
d'ossigeno, quindi il sangue che li nutre contiene minori quantita'
del gas.
Lo strumento invia il secondo 'raggio' e questa volta si misura lo
spettro d'assorbimento della radiazione da parte dei vasi.
L'assorbimento dipende da quanto ossigeno c'e'.
Tutto l'apparato diagnostico e' corredato con uno schermo che traduce
in immagini la risposta acustica e di assorbimento della radiazione da
parte dei vasi.
In questo modo, assicurano i fisici russi, il tumore e' caratterizzato
in tutti i parametri rilevanti per decidere la cura.
Per ora e' pronto il prototipo, rilevano gli esperti, speriamo di
procedere con i test clinici entro la fine del nuovo anno. ''C'e' un
grande bisogno di simili strumenti nella diagnostica clinica'',
conclude Karabutov.
(ANSA).
Terapia
genica: svelato mistero casi di leucemia in francia
(ANSA)
- ROMA, 18 OTT - Si e' acceso per sbaglio un gene che induce la
comparsa di tumori: ecco cosa e' andato storto in Francia durante la
sperientazione della terapia genica che ha provocato l'insorgenza di
leucemia in due ragazzi trattati. Lo ha rivelato uno studio del
Babraham Insitute e del MRC Laboratory of Molecular Biology a
Cambridge secondo il quale il pezzo di Dna veicolato nel genoma dei
pazienti per risolvere la loro grave malattia genetica si e' andato a
posizionare accanto a un gene e l'ha acceso. Da qui il tumore,
spiegano gli esperti sulla rivista scientifica Science, innescato
proprio dal gene acceso per sbaglio, chiamato LMO2. I problemi sono
iniziati all'inizio di quest'anno in Francia dove, all'ospedale Necker
di Parigi, 11 bambini erano sperimentalmente trattati con la terapia
genica perche' malati di X-scid, una immunodeficienza congenita che
costringe chi ne e' colpito a vivere in un ambiente sterile perche'
anche una banalissima infezione puo' ucciderlo. Coloro che sono
affetti da X-scid (1 su 50 mila nuovi nati) prima avevano basse
aspettative di vita, a meno che non trovasero un donatore compatibile
di midollo, poi, con l'identificazione del gene colpevole della
malattia, gli scienziati hanno sviluppato la terapia genica per
sostituire loro il gene difettoso. Essa consiste nel trasferire una
copia sana del gene malato negli individui, servendosi di vettori
virali innocui dal punto di vista infettivo. Proprio tra gli 11
pazienti francesi, pero', due si sono ammalati di leucemia durante la
cura e da li' gli scienziati hanno bloccato le sperimentazioni in
attesa che si venisse a capo del nuovo mistero, cioe' del perche' la
terapia causa il cancro. C'e' riuscita l'equipe di Cambridge guidata
da Terry Rabbitts, che ha trovato che l'inserimento del gene sano al
posto di quello malato provoca l'attivazione di un gene vicino che,
una volta acceso, provoca la leucemia. Con questa conoscenza si potra'
puntare all'ideazione di nuovi vettori virali ideati in modo da
evitare, o quantomeno diminuire la possibilita', che si vadano a
inserire vicino a LMO2 e, quindi, concludono gli scienziati, si
arrivera' a forme di terapia genica sempre piu' sicure per chi non ha
altra scelta che sottoporvisi. (ANSA).
Infarto:
angioplastica dimezza mortalita' rispetto a farmaci
Genova,
17 ott. (Adnkronos) - L'angioplastica dimezza la mortalita' di chi
viene colpito da infarto del miocardio rispetto ai malati trattati con
terapia farmacologica. Ma non solo: ''Questa tecnica riesce a far
'risparmiare' 22 vite e 60 infarti e ictus ogni mille pazienti'', dice
Ciro Indolfi, presidente della Societa' italiana di cardiologia
invasiva (Gise), e ordinario di cardiologia all'universita' Magna
Graecia di Catanzaro a Genova per il XXIV congresso nazionale.
''Tuttavia - prosegue il cardiologo - solo il 10% dei 100 mila
ricoverati all'anno per infarto riesce ad accedere a questa metodica,
per mancanza di strutture adeguatamente attrezzate su tutto il
territorio nazionale''. Nella penisola cresce il trattamento 'high
tech' delle malattie cardiovascolari: oltre 280 mila le procedure
invasive eseguite lo scorso anno. E raddoppiati anche gli interventi
di angioplastica primaria, passati dai 4.700 del 2000 agli oltre 9
mila del 2002. ''Ma mentre la terapia medica e' facile da
somministrare ovunque - spiega Indolfi - per l'angioplastica serve
un'organizzazione complessa che operi 24 ore su 24, e colleghi in una
rete istituzionale e permanente come 'interruttori di un circuito
salvavita' sempre acceso costituito da centri di emodinamica,
cardiologie, unita' coronariche e 118''. Una sorta di network
inter-ospedaliero che ''non e' difficile da realizzare se c'e' la
volonta' politica di renderlo concreto''. La Gise e' impegnata a
fornire le linee guida ''ma l'organizzazione concreta deve venire
dalle Regioni''. Ma quanti sono in Italia i centri dove e' possibile
effettuare angioplastica e coronarografia? Nella penisola sono 183 i
laboratori di emodinamica (uno ogni 310 mila abitanti). Il che vale a
dire che un ospedale su quattro e' in grado di eseguire interventi
invasivi ad alta tecnologia. Il 60% di queste strutture, 109, si trova
al Nord, 27 i laboratori del Centro (15%), 44 (24%) quelli nel Sud.
Delle circa 280 mila procedure invasive eseguite nel 2002, le
coronarografie diagnostiche sono state oltre 193 mila, con un
incremento del 25%. In pole position ancora una volta il Nord, con il
57% del totale (172.000). Capofila la Lombardia (57.500), seguono
Piemonte (23.000) e Veneto (21.000). Al Centro si registra il 25% del
totale delle attivita' interventistiche (67.000), mentre il Sud chiude
la graduatoria con il 18% e 48 mila procedure all'attivo nel 2002.
''Pur rimanendo 'distanziato' rispetto al resto d'Italia, il
Mezzogiorno e' in evidente recupero - commentano i cardiologi della
Gise - Lo dimostrano l'esperienza di Calabria, Puglia e Sicilia, dove
il numero delle angioplastiche e' quasi raddoppiato, e della Campania,
regione meridionale 'in maglia rosa', con un totale di 18.218
interventi''. (Red-Chs/Adnkronos
Salute)
GENETICA:
UNESCO CONDANNA USO DISCRIMINATORIO DATI GENETICI
(ANSA)
- PARIGI, 16 OTT - La Conferenza generale dell'Unesco ha approvato
oggi la Dichiarazione internazionale sui dati genetici umani, che
condanna l'uso discriminatorio e lesivo dei diritti o della dignita'
dei dati genetici umani.
Riunita a Parigi per la 32/a sessione, contrassegnata dal rientro
degli Stati Uniti nell'Organizzazione delle Nazioni Unite per
l'Educazione, la Scienza e la Cultura, la Conferenza ha sancito che
''tutto dovra' essere fatto perche' i dati genetici umani e quelli
proteomici umani non siano utilizzati in modo discriminatorio, con lo
scopo o l'effetto di ledere i diritti dell'uomo, le liberta'
fondamentali o la dignita' fondamentale di un individuo, di una
famiglia o di un gruppo, o di
comunita'''.
I dati genetici, per scopi scientifici, sono ormai raccolti sempre
piu' numerosi in banche dati e rivestono un ruolo sempre piu'
importante per la scienza e la vita di tutti. Malattie vengono
affrontate con nuovi sistemi e spesso guarite, inestricabili misteri
giudiziari vengono chiariti grazie al DNA, ma - avverte l'Unesco - non
sempre questo grande sviluppo e' tenuto sotto controllo.
L'Unesco, per evitare sconfinamenti nel campo dei diritti inalienabili
dell'uomo da parte di chi sia in possesso dei dati genetici - impronta
indelebile dell'individuo - chiede che sia rispettato il principio del
''consenso preventivo, libero, chiaro ed espresso'' della persona che
fornisce i dati. L'altra chiave irrinunciabile deve essere la ''confidenzialita'''
dei dati, e infine la chiarezza dei propositi.(ANSA).
Trapianti:
Scoperta Molecola Placenta Che Evita Rigetto
Augusta,
16 ott. (Adnkronos) - Una molecola scoperta nella placenta, nei primi
stadi della gravidanza, potrebbe ridurre il rischio di rigetto nei
trapianti. La sostanza, spiegano i ricercatori del Medical College of
Georgia di Augusta, agirebbe come uno 'scudo', impedendo al sistema
immunitario della futura mamma di attaccare il feto. Una qualita' che
i ricercatori americani sperano di poter utilizzare per migliorare le
probabilita' di successo nei trapianti d'organo, evitando la
somministrazione di farmaci immunosoppressori che impediscono il
rigetto ma espongono i pazienti al rischio di infezioni. La HLA-G,
questo il nome della molecola, attenua l'attivita delle cellule
dendritiche, quelle che nel sistema immunitario ordinano l'attacco
contro gli invasori. L'attivita della HLA-G e' vitale durante i primi
stadi della gravidanza perche' il feto e' costituito da materiale
genetico di entrambi i genitori e quindi potrebbe essere riconosciuto
dal sistema immunitario come un invasore. Per valutarne l'efficacia
come antirigetto, i ricercatori guidati da Anatolij Horuzsko hanno
condotto esperimenti su topi geneticamente modificati per produrre
HLA-G. In questi roditori la reazione di rigetto provocata da un
trapianto di pelle si manifestava anche un mese piu' tardi rispetto
agli animali del gruppo di controllo. Un risultato che tradotto
sull'uomo dovrebbe assicurare un periodo di protezione piu' ampio: gli
esperti calcolano che un giorno nella vita di un topo equivale a un
mese in quella umana. (Pin/Adnkronos
Salute)
Bambini:
Iss, 52% Respira Fumo Passivo, 21% Rischia Incidenti
Roma,
16 ott (Adnkronos) - Genitori italiani 'bocciati a meta'' in
prevenzione. Se gran parte dei bambini e' protetto dalle vaccinazioni
obbligatorie e mangia la giusta 'dose' quotidiana di frutta e verdura,
ben il 52% dei piccoli in casa e' costretto a 'respirare' fumo passivo
e il 21% viaggia in macchina senza seggiolino. E ancora poche mamme
sanno che, addormentando i neonati a pancia in su, si riduce della
meta' il rischio di morti improvvise. A 'fotografare' i comportamenti
delle famiglie verso i bimbi da 0 a due anni e' l'indagine, denominata
Icona 2003, condotta su un campione di 4602 famiglie italiane,
coordinata dall'Istituto Superiore di sanita', in collaborazione con
le regioni, presentata oggi a Roma. Questi, nel dettaglio, i risultati
della ricerca: VACCINAZIONI - Oltre il 95% dei bambini appena nati e'
stato vaccinati contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite ed
epatite B, secondo le indicazioni del Piano Sanitario Nazionale e le
raccomandazioni dell'OMS. Inferiore, pero', la percentuale di
vaccinati per morbillo, rosolia e parotite: la percentuale del
campione vaccinato contro l'emofilo di tipo B (Hib) E' dell'87%, e
solo del 77% contro morbillo, rosolia e parotite. I dati regionali
evidenziano un incremento delle coperture vaccinali rispetto ai
risultati delle precedente indagine condotta nel 1998, tuttavia
permangono notevoli differenze tra le varie regioni. ALIMENTAZIONE -
Il 63% dei bimbi consuma molta frutta e il 42% mangia a sufficienza la
verdura, secondo le raccomandazioni nutrizionali dell'Oms. Apprezzati
anche pesce fresco e legumi, mangiati abitualmente rispettivamente dal
65% e 73% dei bambini. Cibi preconfezionati, invece, sono dati ai
bimbi dal 18% delle mamme intervistate, mentre non tramonta per il 74%
del campione l'abitudine scorretta di consumare cibi fuori pasto. Beve
succhi di frutta e bevande zuccherine il 15% di bimbi e consuma bibite
gassate il 3%. ALLATTAMENTO - Per l'allattamento al seno le
raccomandazioni dell'Oms di nutrire i bimbi con il latte materno
almeno per i primi sei mesi, sono accolte solo in parte: i risultati
mostrano, che se il 93% dei bambini viene da subito attaccato al seno
della madre, solo il 33% dei bimbi e' poi alimentato col latte della
madre fino al sesto mese. FUMO PASSIVO - Il 52% dei piccoli italiani
e' costretti a respirare, in casa, il fumo passivo. E la media sale al
Sud fino al 59%, in particolare (in tutta Italia) nelle famiglie con
scolarita' medio bassa (63%). SICUREZZA STRADALE - Il 21% dei
genitori, in auto, non usa il seggiolino per i piccoli, e piu' della
meta' delle mamme e dei papa' che non rispetta questa regola di
sicurezza si giustifica affermando che 'il bimbo non sopporta di
essere legato'. Sono oltre 8 mila l'anno i bambini italiani che
rimangono feriti in incidenti stradali e oltre cento i morti. MORTE
IMPROVVISA DEL NEONATO - Un bambino su mille, di eta' compresa fra un
mese e un anno di vita, muore per la cosiddetta 'sindrome della morte
in culla', o morte improvvisa del lattante (Sids). Fondamentali per
scongiurare il piu' possibile questo rischio, sono la posizione
assunta dal bambino durante il sonno oltre che l'ambiente in cui dorme
e l'esposizione al fumo. Addormentando il bambino a pancia in su', il
rischio di Sids si riduce del 50%, ma lo studio dimostra che solo il
27% delle madri adotta la misura di prevenzione. Piu' responsabili le
mamme del nord: la percentuale delle mamme che ha l'abitudine di
coricare il figlio a pancia in su', infatti, diminuisce scendendo al
Sud. (Red-Ife/Adnkronos
Salute)
Europa,
porte chiuse agli specialisti italiani
Dai
tossicologi ai medici legali, dagli scienziati dell'alimentazione agli
oncologi, passando per genetisti, neurofisiopatologi, audiologi,
medici di comunità e persino cardiochirurghi. Fior fiore di
specialisti - formati in quattro o cinque anni di corsi dopo la laurea
- ai quali gli ospedali del resto d'Europa possono chiudere le porte.
Perché negli altri Stati i loro titoli non esistono.
Per fare chiarezza sulla circolazione dei nostri dottori specialisti
nella Ue, il ministero della Salute e la Federazione nazionale degli
Ordini dei medici (FnomCeO) hanno appena istituito un tavolo di
lavoro. Con l'obiettivo di proporre soluzioni da adottare a livello
europeo.
Gli esperti del ministero e il responsabile esteri della FnomCeO,
Giovanni Maria Righetti, hanno già messo nero su bianco il panorama
delle specialità attivate in Italia (si veda «Il Sole-24 Ore Sanità»
n. 38/2003). Che, incredibilmente, nessuno conosceva. Una vera storia
da azzeccagarbugli. Cavilli e dimenticanze. Sono appena 17 i titoli
che, in base alla direttiva 2001/19/CE (recepita con un Dlgs approvato
dal Consiglio dei ministri il 3 luglio scorso, ma non ancora
pubblicato), sono riconosciuti automaticamente in tutti i 15 Stati
dell'Unione.
Nessun problema, a esempio, per anestesisti, oculisti, ortopedici,
psichiatri e specialisti in chirurgia generale. Altre 26 discipline
(tra cui chirurgia toracica, reumatologia, medicina tropicale,
allergologia e medicina del lavoro) sono comuni ad almeno due Paesi.
«In questi casi - spiega Righetti - i titoli sono automaticamente
riconosciuti solo negli Stati dove la specializzazione esiste.
Altrimenti occorre inoltrare domanda alle istituzioni sanitarie
responsabili, che valutano curricula e piani di studio».
Le note dolenti riguardano soprattutto 12 specialità. Dieci sono
state istituite con decreti interministeriali in virtù del Dlgs
257/1991, che ha previsto la possibilità di attivare scuole per «obiettive
esigenze del Ssn». Sono state registrate così oncologia, medicina
legale, medicina dello sport, genetica medica, tossicologia, scienza
dell'alimentazione, audiologia e foniatria, neurofisiopatologia,
psicologia clinica e medicina di comunità. Che hanno sfornato, negli
ultimi 5 anni, più di 3mila specialisti.
«Queste scuole sono a norma Ue - precisa Righetti - quanto a durata e
tipologia. Però non hanno un corrispettivo in Europa tale da
permettere la libera circolazione». Il problema, secondo l'Amsce (la
principale associazione italiana dei medici specializzandi), è che i
neo-laureati che si iscrivono alle scuole non sono sufficientemente
informati di questo "dettaglio".
Risultato: con l'aumento della mobilità nella Ue, crescono le denunce
e le richieste di aiuto da parte di specialisti italiani che non
riescono a lavorare - da specialisti, appunto - negli altri Paesi. Che
li considerano medici generici. Casi-limite e scuole da chiudere. Se
per sciogliere i nodi di queste dieci specializzazioni si prospettano
tempi lunghi, basterebbe poco per altre due discipline.
Cardiochirurgia, in primis: in Italia esiste come specializzazione a sé,
accanto a chirurgia toracica.
Nella direttiva Ue, invece, c'è solo chirurgia toracica. «Ci
attiveremo presso le istituzioni comunitarie», promette Righetti.
Ancora più sottile il disguido per igiene e medicina preventiva:
nella regole Ue è registrata come «igiene e medicina sociale»: e
così il riconoscimento automatico potrebbe saltare. «Ma la Salute -
afferma Righetti - ha chiesto quest'anno che sia inserita la
denominazione corretta».
Non mancano i casi grotteschi. Come per farmacologia: in Italia esiste
in moltissime facoltà, ma la direttiva non ne fa cenno. Dimenticata
dal ministero, nella notifica, o da un distratto funzionario Ue? Per
non parlare delle scuole - idrologia medica o medicina aeronautica -
che sono fuorilegge sia per l'Europa sia per l'Italia. E che quindi
non rilasciano diplomi con valore legale. Un Dm del 1999 impone che
chiudano i battenti entro quest'anno. Bisognerà verificare, tra
qualche mese, se gli atenei rispetteranno il diktat.
Manuela Perrone (da Il
Sole-24 Ore del Lunedì
SANITA':SIRCHIA,
PER DIABETICI FUTURO CURE E' FUORI OSPEDALE
(ANSA) - ROMA, 15 OTT - Il
futuro per la cura delle malattie croniche, come il diabete, e' sempre
piu' sul territorio, in nuove strutture organizzate da gruppi di medici,
e sempre meno negli ospedali: a sostenerlo e' il ministro della Salute,
Girolamo Sirchia che ne ha indicato i vantaggi. Una realta' per la quale
esiste gia' un accordo Stato~Regioni, al quale sono destinati i fondi
del 4 per cento del Piano Sanitario Nazionale, per dar vita ad unita'
territoriali polispecialistiche in grado di seguire il paziente con
patologie croniche. In pratica, ha spiegato il ministro durante la
presentazione del rapporto sociale diabete 2003 curato dall'associazione
dei medici diabetologi, non appena questo accordo diverra' esecutivo,
gruppi di medici convenzionati diventeranno i referenti territoriali del
paziente, in totale autonomia di budget. Queste unita' saranno poi
valutate sulla base dei risultati. L'ospedale, invece, continuera' ad
offrire cure ad alta specializzazione''. ''Tutte le patologie croniche ~
ha continuato il ministro Sirchia ~ dovranno essere sottratte alla
gestione ospedaliera a vantaggio di una piu' capillare assistenza sul
territorio. I medici che opereranno in questo contesto dovranno seguire
linee guida condivise, basate sull'evidenza clinica. Per quanto riguarda
il diabete l'intervento dovr articolarsi su due livelli. Innanzitutto,
la prevenzione primaria con la correzione degli stili di vita (fumo,
alcol, alimentazione scorretta). Nel caso di malattia diagnosticata,
invece, bisogna attuare quelle misure terapeutiche che evitino danni ad
altri organi, come la retina o i reni''. E per il ministro, se dai
medici che combattono il diabete deve partire il messaggio di salute,
''e' necessario che questo sia elaborato ed amplificato dalle
associazioni dei pazienti, uno strumento poderoso e irrinunciabile per
contenere questa malattia cronica in aumento in tutto il mondo''.
(ANSA).
La
Talidomide associata ad Interleuchina 2 nel carcinoma a cellule renali
metastatico. Da
OncologiaMedica.net
Uno
studio clinico di fase II ha valutato l’associazione Talidomide ed
Interleuchina-2 ( IL-2 ) nel trattamento del carcinoma a cellule
renali metastatico. Tutti i pazienti erano stati sottoposti a
nefrectomia ed avevano in meda 3 siti metastatici ( range:1-5 ). Un
totale di 37 pazienti è stato trattato con Talidomide ( 400 mg/die) e
IL-2 2,7 milioni UI/m2 nei giorni 1-5, nelle settimane 1-4.
Tra i 36 pazienti valutabili , 2 (6%) hanno raggiunto una risposta
completa, 11 (31%) una risposta parziale e 6 (17%) hanno presentato
una stabilizzazione della malattia. I pazienti che hanno raggiunto una
risposta completa hanno mantenuto il risultato nel tempo per 15, 17 e
19 mesi, rispettivamente. I pazienti con risposta parziale hanno
presentato una sopravvivenza di 4-23 mesi, mentre la sopravvivenza in
coloro che hanno avuto la stabilizzazione della malattia è stata di
10-24 mesi. Gli effetti indesiderati osservati nel corso degli studi
clinici sono stati: sedazione, senso di affaticamento, costipazione,
rash cutaneo, trombosi venosa profonda, ritenzione di liquidi, sintomi
simil-influenzali, bradicardia e neuropatia. ( Xagena 2003 )
Fonte: 2003 Annual Meeting / American Society of Clinical Oncology (
ASCO )
FARMACI:
SOLO 36% PRESCRIZIONI PER BAMBINI SONO NECESSARIE
(ANSA)
- ROMA, 14 OTT - Le prescrizioni di medicine con cui si conclude il
59% delle visite pediatriche sono assolutamente necessarie nel 36% dei
casi, in tutti gli altri casi in cui il genitore esce dallo studio con
una ricetta in mano la prescrizione poteva essere evitata. L'eccesso
di prescrizioni nasce per lo piu' dall'ansia dei genitori e dalla
percezione di essa da parte dei pediatri. L'eccesso riguarda
soprattutto gli antibiotici, che nella meta' dei casi non erano
necessari e che rappresentano il 33% di tutti i farmaci prescritti
dopo una
visita.
Lo rivelano i risultati del primo studio italiano per la valutazione
dei fattori determinanti le prescrizioni in pediatria ambulatoriale,
allestito dall'organizzazione Spes, di Sorveglianza Pediatri
Sentinella formata da pediatri di libera scelta e coordinata
dall'Istituto Superiore di Sanita'.
Lo studio, presentato oggi all'Iss, si e' basato sulla valutazione di
coppie di questionari somministrati a pediatri e genitori nel corso
delle visite ambulatoriali. Lo studio si e' esteso su tutto il
territorio nazionale e di tutte le visite prese in considerazione il
30% erano visite di controllo generale della salute dei bambini, da 0
a 15 anni, piu' del 50% invece erano dedicate a infezioni delle vie
respiratorie ed otiti.
Dai questionari, in tutto 2749 raccolti dai pediatri e 2449 dai
genitori, emerge anche che i genitori sono soddisfatti al 70% della
visita effetuata dal pediatra e al 97% della sua durata. Questa
influisce a sua volta sulle prescrizioni infatti lo studio ha messo in
luce che le visite inferiori ai 15 minuti si concludono quasi sempre
con una ricetta.
La prescrizione di un farmaco quindi non e' dettata solo dalla
diagnosi fatta in laboratorio, racconta Stefania Salmaso, direttore
del reparto di epidemiologia e malattie infettive ma dipende anche
dalla relazione pediatra-genitore, da cio' che il genitore si aspetta
dalla visita stessa, spesso proprio un farmaco, da come il pediatra
percepisce e risponde a queste aspettative.
''Infatti abbiamo visto che un farmaco e' prescritto con una
probabilita' quattro volte maggiore se il medico sente che il genitore
lo desidera e che invece la probabilita' e' doppia se il genitore va
in ambulatorio con un'idea ben precisa, cioe' gia' sa che vorrebbe una
ricetta per un dato farmaco'', spiega la Salmaso precisando che sono
spesso i genitori con un livello culturale piu' basso ad avere questo
tipo di pretese.
In particolare il 25% delle mamme con un titolo di studio elementare
preme per una ricetta medica, contro solo il 9% delle laureate.
Sirchia,
accordo con Nejm e Jama per l'ecm a distanza
Tra
una settimana partirà la sperimentazione, gli editori italiani alla
finestra. Il ministero della Salute e l'Istituto Superiore di Sanita'
hanno siglato con due delle piu' prestigiose riviste scientifiche
internazionali un accordo per la formazione medica a distanza (Fad). Lo
ha riferito il ministro della Salute Girolamo Sirchia, annunciando che
''insieme al 'New England Journal of Medicine' e a 'Jama' abbiamo
concordato una sperimentazione gratuita al via la prossima settimana. In
seguito valuteremo i vantaggi del progetto ed eventualmente lo
estenderemo''. In concreto, precisa Sirchia, ''i medici riceveranno
materiale informativo cartaceo o via Internet. Su alcuni punti dei
contenuti cosi' diffusi la rivista pone le domande, il medico risponde e
la rivista stessa valuta se e quanto il medico ha appreso, attribuendo i
crediti formativi''. Restano per ora alla
finestra gli editori italiani. Anche se sono da mesi pronti a lanciarsi
nella formazione a distanza, dopo aver superato prove quali la
costituzione di comitati scientifici di "eccellenza" e la
certificazione di qualità, il ministero non ha ancora deciso quale sarà
il loro ruolo della sperimentazione della Fad.
Sanità:
35 mila casi di bronchite causati da smog
(ANSA)
- MILANO, 13 OTT - Sono piu' di 35.000 in Italia i casi di bronchiti
acute causate dallo smog; ogni anno, oltre 5 milioni di bambini nel
mondo muoiono per cause legate ad ambienti insalubri e si stima che a
livello internazionale i rischi ambientali siano responsabili fino al
33% delle malattie, il 40% delle quali ricadono sui bambini al di sotto
dei 5 anni. Sono dati resi noti oggi a Milano nel corso dell'incontro su
Inquinamento e patologie respiratorie nei
bambini.
Smog, cambiamenti climatici e inquinamento indoor sono i principali
fattori che stanno tuttora determinando un aumento delle malattie
respiratorie nei bambini: ''Dalla meta' degli anni 70 alla meta' degli
anni 90, la prevalenza dei sintomi di asma nei bambini, per esempio, ha
registrato a livello nazionale un incremento del 200%'', ha detto
Roberto Romizi, presidente ISDE Italia (Associazione Italiana dei Medici
per l' Ambiente).
Ma qual e' la reale consapevolezza collettiva relativa all' impatto
dell'inquinamento sulla salute dei bambini? I risultati di un'indagine
promossa da Zambon Italia e realizzata dalla Societa' Italiana di
Pediatria (SIP) su un campione di 450 pediatri di tre citta' italiane
(Milano, Bologna e Roma) dimostrano che c'e' ancora molto da fare per
sensibilizzare la popolazione: ''I pediatri concordano nell'opportunita'
di parlare di inquinamento (dal 60 all'80% dei pediatri la sentono come
un'esigenza necessaria), ma solo nel 10-12% dei casi la prevenzione
viene indicata dai genitori quale motivo di preoccupazione di fronte a
una possibile bronchite del loro bambino'', ha osservato Alberto
Villani, Consigliere del Direttivo SIP e Primario dell'Unita' Operativa
di Pediatria Generale dell' Ospedale Bambino Gesu' di Roma. Per questa
ragione ''e' bene non abbassare la guardia e, in considerazione delle
possibili ripercussioni delle infezioni respiratorie dell' infanzia
sulla salute in eta' adulta, sara' opportuno ricordare ai genitori l'
importanza di una cura il piu' possibile mirata non soltanto al
controllo dei sintomi ma anche alla protezione delle vie aeree nei
confronti dei danni ossidativi''.
Intervenire prontamente, quindi, sui sintomi delle malattie respiratorie
(tosse e catarro) ''oggi non basta piu''', come ha sottolineato Luigi
Allegra, pneumologo dell' Universita' di Milano, ricordando come sia
stato dimostrato che ''e' importante un intervento mirato, ad esempio
con acetilcisteina, a contrastare anche l'azione dei radicali liberi. E
non solo quelli di per se' circolanti nell'organismo, ma anche gli
ossidanti direttamente inalati dall'atmosfera e pure quelli che si
formano localmente, per effetto soprattutto dei processi infiammatori,
anche nelle vie aeree stesse''. (ANSA).
Influenza:
medici sentinella al lavoro da prossima settimana
(ANSA) - ROMA, 11 OTT -
Nelle prossime settimane i medici sentinella segnaleranno soprattutto
l'andamento dei virus sosia dell'influenza, che si annunciano con
sintomi molto simili a quelli dell'influenza vera e propria, attesa per
Natale.
Febbre a 38, mal di testa e malessere porteranno quindi i medici
sentinella a lanciare le prime segnalazioni: complici i forti sbalzi di
temperatura delle ultime settimane, i virus simili all'influenza hanno
gia' cominciato a circolare con un mese di anticipo rispetto alla media.
Gli esperti li considerano una sorta di rumore di fondo che precede
l'arrivo dell'influenza vera e propria, che si fara' viva soltanto a
dicembre
inoltrato.
Secondo le prime stime, l'influenza del prossimo inverno sara' un po'
piu' aggressiva e si prevede che potrebbe colpire complessivamente otto
milioni di persone, circa due milioni in piu' rispetto allo scorso anno.
L'aumento dei casi potrebbe essere dovuto alla circolazione della
variante del tipo B chiamata Victoria, gia' emersa nella stagione
precedente ma in modo sporadico. Gli altri due virus, entrambi del tipo
A, sono invece ben noti: sono il Mosca AH3N2 e il Nuova Caledonia
AH1N1.(ANSA).
Cardiologia
Tripla terapia
antipiastrinica migliora gli esiti dopo stenting coronarico
Il pretrattamento con
clopidogrel fornisce benefici che si sommano a quelli dell'aspirina e
degli inibitori dei recettori delle glicoproteine IIb/IIIa negli
interventi di posizionamento di stent coronarico: questi ultimi due
farmaci sono comunemente usati negli interventi coronarici percutanei
per le loro note proprietà antiaggreganti. E' stato provato che
l'aggiunta di clopidogrel diminuisce il tasso degli infarti dal 9,5%
al 6%, e provoca una significativa riduzione nella mortalità
nell'anno che segue il posizionamento dello stent (1,7% vs 3,6%),
fornendo così la migliore protezione del miocardio ottenibile dalla
combinazione di questi 3 farmaci. (J
Am Coll Cardiol 2003;42:1188-1195,1196-1198)
Ue:
100 milioni di euro per ricerca sul cancro
ANSA)
- BRUXELLES, 10 OTT - La Commissione Ue ha assegnato 100 milioni alla
lotta contro il cancro, finanziando 19 progetti nell'ambito del Sesto
programma quadro di ricerca Ue. I progetti permetteranno di capire
meglio i legami tra il patrimonio genetico e il cancro, di sviluppare
nuovi sistemi di definizione delle immagini a scopi medici, e di
lavorare su nuovi test per identificare il cancro al seno e le leucemie.
L'obiettivo e' individuare i tumori in fase precoce e di intervenire
rapidamente.
Sanita':
neo presidente fiaso, completare aziendalizzazione
(ANSA) - ROMA, 9 OTT -
Piena aziendalizzazione, formazione degli operatori e definizione del
ruolo del top management: per Marco Bonamico, nuovo Presidente Fiaso (la
federazione italiana che riunisce 150 Aziende sanitarie e ospedaliere)
''oggi diventa fondamentale andare verso la vera aziendalizzazione che
rimane l'unico strumento utile a governare in maniera efficiente ed
efficace la sanita'
pubblica''.
L'importante, aggiunge Bonamico, in ogni caso, e' dare alle aziende
obiettivi chiari ''mettendo al contempo in campo un serio monitoraggio
del loro raggiungimento. In tal senso le Regioni devono avere poteri e
strumenti adatti e questo deve essere l'unico vincolo per il Direttore
generale''.
In una intervista, rilasciata al settimanale Panorama della Sanita' che
ne ha anticipato i contenuti, ha anche spiegato che l'obiettivo e'
quello di ''ricompattare l'intera compagine associativa sui contenuti
che la Fiaso deve esprimere per contribuire al processo di
aziendalizzazione. Non dimentichiamo che sugli obiettivi piu'
importanti, come il riconoscimento del ruolo del Direttore Generale,
l'importanza dell'aziendalizzazione, il ruolo delle Aziende nella
formazione degli operatori, l'unita' non e' mai venuta meno''. (ANSA).
Obesita':
Sirchia, Accordo Con Associazioni Per Combatterla
Roma, 9 ott (Adnkronos)
- Il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, continua la battaglia
anti-obesita'. Il prossimo passo: ''stringere un accordo con le
associazioni di produttori, consumatori, agricoltori e pubblici
esercenti per avviare campagne di informazione rivolte al pubblico, e
condividere, nel rispetto dei legittimi interessi di ogni categoria,
alcuni principi etici a tutela della salute degli italiani''. L'annuncio
arriva dallo stesso Sirchia, oggi a Roma, a margine del convegno
organizzato da Business International, che ieri ha incontrate alcune
associazioni, fra cui Confagricoltori, Confcommercio, Federalimentare.
''Abbiamo chiesto soprattutto - dice Sirchia - di condividere l'idea che
l'obesita' e' ormai un problema di salute pubblica in Italia, e che si
debba lavorare insieme per evitare che continui a crescere e diventi
un'epidemia grave, soprattutto fra i nostri bambini, che ormai nel
10-15% dei casi e' obeso e nel 40% in sovrappeso. L'obesita' - ricorda -
causa molte patologie, come il diabete e altri danni ai ragazzi, che
durano poi per tutta la vita. Senza prevenzione si andrebbe incontro a
un danno grave e colpevole verso i nostri bambini. Il mio invito a
collaborare - riferisce - e' stato accolto positivamente. ''Tutto cio'
e' importante - aggiunge - perche' gli italiani non hanno ancora la
percezione che l'eccesso alimentare, il sovrappeso e l'inattivita' sono
una minaccia per la salute, a differenza del fumo che e' percepito come
danno, anche se gli italiani continuano a fumare. Non servono decreti
punitivi sulle porzioni o tasse sugli zuccheri, basta far conoscere a
ogni cittadino i dati scientifici, secondo cui se si continua cosi' si
fa male a se stesso e ai propri figli. Gran parte degli italiani accetta
questo discorso, ci pensa e condivide il messaggio - conclude - e cosi'
si crea la convinzione sociale per cui l'alimentazione e' considerata un
elemento della vita quotidiana da usare con moderazione''. (Fei/Adnkronos
Salute)
Sars: OMS, attenzione a
possibili recrudescenze
(ANSA) - BRUXELLES, 8
OTT - Ci sono rischi che nei prossimi mesi torni la minaccia della Sars,
la polmonite atipica che ha fatto nella scorsa primavera circa 800
vittime. Lo ha detto oggi il nuovo direttore generale
dell'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) Lee Jong-Wook durante
un incontro con i giornalisti nella sede
dell'Europarlamento.
Jong-Wook ha fatto presente che non si conosce ancora l'evoluzione di
questa malattia in un ciclo di un anno ''quindi ignoriamo come potra'
comportarsi in autunno, inverno e nella prossima estate''.
Per il direttore dell'Oms in mancanza di informazioni sufficienti e'
presumibile che il virus torni in qualche maniera a manifestarsi.
L'Organizzazione mondiale della sanita', ha aggiunto, e' in stato
d'allerta e, in vista dell'inverno, ha aumentato la sorveglianza ed
inviato ricercatori nella provincia cinese del Guangdong dove l'epidemia
si e' manifestata per la prima volta. L'Oms, ha inoltre reso noto,
lavora a test per consentire ai medici, al momento della diagnosi, di
non confondere la Sars con una normale influenza.
Lee Jong-Wook, il quale ha incontrato rappresentanti del Parlamento e
della Commissione europei, ha auspicato una rafforzamento della
collaborazione con l'Unione, soprattutto a livello finanziario, nella
sorveglianza delle malattie infettive, nella sanita' mentale e nella
sicurezza alimentare. (ANSA).
Influenza: virologi,
fate anche vaccino pneumococco
(ANSA) - MILANO, 8 OTT
- Diminuisce il numero di ricoveri per polmonite, riduce sensibilmente
la mortalita' e fa risparmiare risorse. Sono i benefici della
vaccinazione antipneumococcica, che hanno convinto i ricercatori dell'
Istituto di Virologia dell' Universita' di Milano a predisporre un
documento che esprime la posizione ufficiale del mondo accademico a
favore di questo
vaccino.
Questo ''expert report'' chiarisce le ragioni per cui e' importante
raccomandare il vaccino antipneumococcico - spiega uno dei padri del
documento, il prof. Fabrizio Pregliasco, dell' Istituto di Virologia
dell' Universita' di Milano -. La sua efficacia si fa sentire
soprattutto in termini di protezione dalle manifestazioni piu' severe
dell'infezione, quelle che mettono a repentaglio la vita del paziente.
Nei soggetti anziani la vaccinazione anti-pneumococcica da sola permette
di ridurre le ospedalizzazioni del 43% e di ridurre la mortalita' del
29%.
Associando la vaccinazione anti-influenzale a quella antipneumococcica
arriviamo ad un calo rispettivamente del 63% per i ricoveri e del1'81%
per i decessi''.
A beneficiare dell'intervento preventivo sono soprattutto gli anziani e
in generale tutte le persone a rischio. La vaccinazione
antipneumococcica e' indicata infatti, oltre che per le persone che
abbiano superato i 65 anni, in tutti i pazienti affetti da malattie
croniche cardiovascolari, respiratorie, renali, epatiche, da diabete e
da condizioni che compromettono il sistema immunitario.
E anche i pazienti che hanno ricevuto un trapianto d'organo e quelli in
trattamento con chemioterapici dovrebbero sottoporsi alla vaccinazione,
''che garantisce una protezione per 3 anni e mezzo - aggiunge Pregliasco
-. Di conseguenza l'obiettivo per il soggetto anziano puo' essere quello
di vaccinarsi almeno una volta, magari cogliendo l'occasione dalla
vaccinazione antinfluenzale, anche se in effetti la vaccinazione
antipneumococcica puo' essere eseguita in qualsiasi momento dell' anno''.
Secondo Pregliasco, ''al di fuori della campagna di vaccinazione
antinfluenzale, quella antipneumococcica dovrebbe essere proposta a
tutti i soggetti a rischio al momento della dimissione dopo un ricovero,
agli ospiti delle strutture per anziani, ai soggetti a rischio presso
l'ambulatorio del medico di medicina generale e agli anziani negli
ambulatori dei servizi vaccinali delle ASL, su indicazione del loro
medico o su invito della stessa ASL''.
Le ragioni alla base dell''expert report' dell'Istituto di Virologia
dell'ateneo milanese sono probabilmente ''le stesse ragioni - secondo
Pregliasco - che recentemente hanno spinto anche il Ministero della
Salute a sottolineare la possibilita' di effettuare questa vaccinazione
insieme a quella antinfluenzale''. Nella circolare ministeriale per la
''Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la
stagione 2003-2004'', viene infatti ricordato come i due vaccini
condividano sostanzialmente le stesse indicazioni e possano essere
somministrati in occasione della stessa seduta. (ANSA)
SANITA':
SIRCHIA, PRESTO UNA CAMPAGNA CONTRO L'OBESITA'
(ANSA)
- ROMA, 8 OTT - Una campagna informativa contro l' obesita' che in
Italia continua a crescere in modo preoccupante, in particolare quella
infantile con tutte le gravi conseguenze che comporta sulla salute a
cominciare dal diabete. L' incidenza dell' obesita' fra i bambini si
aggira introno al 10-15%, mentre quelli in sovrappeso sono addirittura
il 40%. Per sensibilizzare i cittadini a una corretta alimentazione il
ministro della Salute, Girolamo Sirchia, sta elaborando un protocollo
con le associazioni del settore alimentare, con le quali ha avuto un
primo incontro ieri, per lanciare una campagna di
prevenzione.
''L' eccesso di alimentazione e il sovrappeso sono un danno terribile,
una minaccia per la salute di cui i cittadini devono avere
consapevolezza - ha detto il ministro a margine della conferenza
'Business International - noi vogliamo creare questa consapevolezza
senza decreti sulle porzioni o tasse sugli zuccheri, ma semplicemente
facendo capire a ogni italiano che continuando cosi' fa male a se stesso
e ai propri figli, che rischiano di rimanere obesi tutta la vita e di
sviluppare precocemente il diabete''. Per il ministro Sirchia, ''nel
rispetto degli interessi di ogni categoria'', la salute pubblica e' un
bene primario a cui tutti gli altri vanno subordinati. Un principio,
questo, che le associazioni hanno condiviso: ''Faremo un protocollo,
cosi' come e' stato fatto in passato per i farmaci, in modo da
condividere alcuni principi etici e per attivare campagne di
informazione'', ha annunciato il ministro. ''L' obesita' oggi e' di
fatto intrattabile a lungo termine, speriamo che lo sia in futuro - ha
concluso - ma se non facciamo una prevenzione adeguata andiamo incontro
a danni gravi per i nostri ragazzini''. (ANSA).
MEDICINA:
MALATTIE CARDIOVASCOLARI PRIMA CAUSA DI MORTE
(ANSA) - PADOVA, 7 OTT
- Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nelle citta'
industrializzate e in Italia si fa ancora troppo poco per prevenirle. E'
quanto sostiene il cardiologo Gian Paolo Rossi, che con un pool di
medici padovani e in collaborazione con il servizio di Emodinamica
dell'ospedale di Cittadella (Padova) ha messo a punto uno
studio.
Alcuni elementi della ricerca, pubblicata in questi giorni sul Journal
of cardiovascular pharmacology, sono stati anticipati dallo stesso Rossi
che sottolinea come l'infarto miocardico, lo scompenso cardiaco e
l'ictus siano in agguato tra chi vive nelle grandi citta', affiancati da
ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, fumo e diabete mellito.
Lo studio dei ricercatori padovani ha evidenziato come, di circa 1.300
pazienti sottoposti alla coronografia, solo un terzo fosse in
trattamento con statine, farmaci che riducono efficacemente il
colesterolo nel sangue, soprattutto l'Ldl che, tramite dieta e terapia,
dovrebbe essere tenuto a livelli di guardia.
Secondo lo studio, le linee guida delle malattie cardiovascolari appena
pubblicate dalla Societa' europea di cardiologia con la Societa' europea
dell'ipertensione arteriosa non sembrerebbero riscontrare adeguata
attuazione pratica, considerato che solo il 5% dei pazienti studiati dai
ricercatori padovani risultava avere un'ipercolesterolemia adeguatamente
controllata.
La ricerca sottolinea la necessita' di incrementare gli sforzi miranti a
promuovere sia la conoscenza delle linee guida negli operatori sanitari
e nella popolazione, sia l'utilizzo di quelle misure dietetiche e
farmacologiche che si sono dimostrate marcatamente efficaci nel ridurre
la colesterolemia.(ANSA).
SANITA': COMMISSIONE SENATO PRESENTA INDAGINE SU OSTEOPOROSI
(ANSA)
- ROMA, 6 OTT - Saranno presentati domani, dalla senatrice Rossana Boldi
della Lega Nord, i risultati dell'indagine conoscitiva, svolta dalla
commissione Igiene e sanita' del Senato, sui problemi socio-sanitari
connessi con l'osteoporosi, malattia che colpisce una porzione elevata
della popolazione italiana, soprattutto di sesso femminile e in eta'
avanzata. ''Il recente interessamento al problema - afferma Boldi - da
parte del Parlamento Europeo, sottolinea la valenza sociale e politica
di questa patologia cronico-degenerativa, particolarmente diffusa in
Italia. A causa del quadro demografico, caratterizzato da una vita media
tra le piu' alte del mondo, il nostro paese ha il triste primato di area
ad altissimo rischio di patologia osteoporotica''. (ANSA).
»
STAMINALI: SIRCHIA, INVESTIMENTI CON PRIMI RISULTATI
Data: 06.10.2003 - 20:03 - PADOVA
(ANSA) - PADOVA, 6 OTT - Le
terapie con l' uso di cellule staminali, assieme alla nuova genomica e
alla proteomica, rappresentano il futuro della medicina, ma al momento
''possono contare su risorse relativamente modeste, perche' non arrivano
ancora risultati significativi''. Lo ha detto questa sera a Padova il
ministro della Salute, Girolamo Sirchia, in occasione di un convegno
internazionale sulle cellule staminali e la terapia genica promosso
dall' ateneo patavino e dalla Regione Veneto. Il ministro si e' detto
pero' convinto che ''nell' attimo stesso in cui un risultato comincera'
ad arrivare, arriveranno anche gli investimenti pubblici''. Su questo
aspetto Sirchia non ha nascosto il fatto che ''gli investimenti pubblici
sono quello che sono. Ma la grande forza in questi campi - ha aggiunto -
deriva dagli investimenti privati che si attivano solo se sono veramente
convinti di avere un ritorno in tempi ragionevoli''. ''Il pubblico - ha
osservato - ha tante cose da fare, non ne ha solo una. Naturalmente
sostiene la ricerca nei limiti delle possibilita' che ha. Ma i grandi
investimenti, e i farmaci lo dimostrano tutti i giorni, non derivano dal
pubblico ma dai privati''. La speranza, quindi - ha argomentato Sirchia
- e' che anche per le cellule staminali escano a breve dei risultati
''che convincano i privati che possono farlo ad investire in questo
settore''. Sirchia ha detto di augurarsi che ''nel giro di qualche anno,
non troppi, questa terapia rappresenti un' alternativa valida ai sistemi
di cura consueti''. Per Sirchia potrebbe essere questa una strada che
affianca il trapianto, ma che consente di arrivare ''in un tempo
precedente a quello dello scompenso totale dell' organo. L' uso delle
cellule staminali nella riparazione dei tessuti puo' essere quindi una
strada nuova per affrontare molte malattie oggi non ben curabili''. Il
convegno sulle cellule staminali, che proseguira' domani e dopodomani ad
Abano Terme, con l' intervento di esperti italiani, europei e
nordamericani del settore, e' organizzato dal prof. Giorgio Palu', del
dipartimento di istologia, microbiologia e biotecnologie mediche dell'
universita' di Padova, centro che per primo ha sperimentato con successo
nell' uomo un protocollo di terapia genica per la cura dei tumori
cerebrali e, in alcuni casi, della tiroide. Palu' ha ricordato che negli
ultimi dieci anni sono stati sviluppati a Padova dei protocolli di
terapia genica su una ventina di pazienti, i quali hanno mostrato
risultati positivi soprattutto nei casi di neoplasie allo stato
iniziale''. (ANSA).
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INFLUENZA: PEDIATRI, INUTILE VACCINARE BAMBINI SANI
Data: 02.10.2003 - 19:22 - GORIZIA
(ANSA) - GORIZIA, 2 OTT - I
pediatri italiani ritengono che non vi sia alcuna evidenza scientifica
che dimostri l' utilita' di una vaccinazione antinfluenzale di massa dei
bambini sani. A sostenerlo sono stati la gran parte dei partecipanti, a
Gorizia, al Congresso Nazionale della Societa' Italiana di Pediatria,
come confermato dal presidente regionale del Friuli-Venezia Giulia della
stessa societa', Dino Faraguna. ''In questi giorni - ha spiegato
Faraguna - i pediatri di famiglia, i dipartimenti di prevenzione, gli
uffici di vaccinazione e gli ospedali di tutta la regione sono stati
bombardati di telefonate di genitori e nonni che chiedevano informazioni
sulla necessita' di vaccinare anche i bambini sani. Ma tale necessita'
non e' mai stata dimostrata, nemmeno dalle aziende che producono i
vaccini''. ''L' unico dato certo - ha continuato il pediatra - riguarda
l' opportunita' di vaccinare tutti i bambini con una malattia cronica
che, nel caso si ammalassero anche d' influenza, potrebbe aggravarsi. Ma
parliamo di una percentuale molto bassa di bambini e i cui genitori e
rispettivi pediatri sono certamente gia' informati sull' utilita' di
questo tipo d' intervento, peraltro raccomandato dalla Circolare del
Ministero della Sanita' sul vaccino per l'influenza''. E' stata anche
smentita l' idea che la vaccinazione che partira' con la campagna del
prossimo 13 ottobre possa prevenire le cosiddette 'malattie influenzali'
del bambino, ''quelle - ha precisato Faraguna - che provocano febbre,
tosse e catarro nell' eta' della scuola materna e che si ripetono di
frequente durante la stagione invernale, ma che sono causate da virus
diversi dal virus dell' influenza. Il vaccino per l' influenza funziona,
ma previene soltanto l' infezione da virus influenzale''. E' anche
esagerato, secondo i pediatri della Societa' Italiana, l' accento posto
sulla protezione che deriverebbe agli anziani che vivono o incontrano di
frequente i bambini: ''E' una notizia vera - ha affermato Faraguna - ma
l' entita' della protezione e' modestissima, e, quindi, per nulla
sufficiente a suffragare la convinzione che questo sia un sistema valido
per proteggere gli anziani''. (ANSA).
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FARMACI:SIRCHIA,CON NUOVA AGENZIA MAI PIU' CASI COME LIPOBAY
Data: 02.10.2003 - 19:22 - ROMA
(ANSA) - ROMA, 2 OTT - L'
Agenzia del Farmaco sara' una garanzia di trasparenza per i cittadini e
non si ripeteranno piu' casi come il Lipobay: e' il ministro della
Salute Girolamo Sirchia a spiegare cosa fara' con il nuovo organismo la
cui nascita e' prevista nella Finanziaria. Attraverso il sito del
ministero con un video messaggio spiega che ''si tratta di una
Istituzione molto importante perche' assolve a diversi compiti. Riunisce
competenze oggi disperse a vari livelli e quindi unifica la problematica
del farmaco e coloro che se ne occupano. In particolare, comprendera'
anche l'attivita' della Commissione Unica del Farmaco, cioe' l'organismo
scientifico che ha cura di valutare i farmaci proposti per la
registrazione e, con criteri scientifici, decide se inserirli nel
Prontuario farmaceutico e quindi renderli rimborsabili oppure no dal
Servizio sanitario nazionale. Ricordo a questo proposito che il nostro
Prontuario farmaceutico e' tra i piu' avanzati in quanto pur abbattendo
la spesa per il farmaco ha aumentato il numero di farmaci a disposizione
dei cittadini gratuitamente''. Ma numerose sono le iniziative che
l'Agenzia prendera'. E' stato poi costituito un fondo per le malattie
rare e ''avremo quindi a disposizione piu' risorse per studiare e per
trattare questo genere di patologie. Lo stesso fondo si occupera' anche
di assicurare un'informazione indipendente alla cittadinanza. In altri
termini, si vuole fare in modo che tutta l'informazione che riguarda il
farmaco sia basata su solidi criteri scientifici e che quindi possa
prescindere dalla pur legittima attivita' promozionale che le aziende
fanno per sostenere il loro farmaco''. Arriva poi il famoso foglietto
illustrativo semplificato, stampato a grossi caratteri, in modo che il
paziente capisca finalmente che farmaco prende, quali sono le possibili
complicanze e quali sono i vantaggi. L'Agenzia, inoltre, attivera' gli
strumenti di sicurezza sul farmaco. ''Episodi come quello del Lipobay di
due anni orsono non devono accadere piu' '' ha aggiunto il ministro. Via
poi al confronto tra i farmaci attualmente in uso e quei farmaci che
vengono proposti come innovativi. ''I farmaci davvero innovativi sono
pochi - ha detto Sirchia - e dobbiamo garantire che le aziende li
producano sempre di piu' e che i pazienti possano accedervi anche se
questi farmaci costano molto, cioe' che il Servizio Sanitario Nazionale
li possa rimborsare''.Un ultimo punto molto importante riguarda la
sponsorizzazione da parte delle aziende farmaceutiche dei congressi
medici. ''Se ne e' parlato molto, molte cose non hanno funzionato - ha
concluso - oggi mettiamo nero su bianco che ai congressi i medici devono
partecipare per essere aggiornati, devono partecipare gli specialisti e
devono partecipare i medici di base. Le aziende possono sostenere le
spese dei convegni ma questi devono avere un contenuto scientifico
indipendente e non essere un mezzo promozionale utilizzato perche' i
medici possano prescrivere di piu'. Questa e' un'attivita' fondamentale
per l'etica del sistema, anche le industrie farmaceutiche sono d'accordo
che ~ arrivato il momento di fare chiarezza. E faremo chiarezza con
l'Agenzia''. Il ministro ha infine ricordato che saranno abbreviati i
tempi di registrazione dei medicinali per curare le malattie rare e
quelle che non hanno possibilita' di cura alternative. ''Anche questo e'
un elemento fortemente sentito e richiesto dai pazienti''.Tutto
l'insieme di queste attivita' - ha assicurato Sirchia - sara' in capo a
persone di alto profilo tecnico scientifico e quindi vi sara' per il
paziente un miglioramento nella disponibilita' e nell'uso dei farmaci e
per il sistema sanitario una garanzia che le cose si svolgano in modo
trasparente e limpido''. (ANSA).
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