
Programma permanente ed in continua
evoluzione per informarsi e/o saperne di piùRischi associati ai nuovi farmaci per l’osteoporosi

Ylenia Ingrasciotta e Alessandra Russo. Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia. Università di Messina
In un articolo pubblicato sulla rivista Australian Prescriber (1) sono state descritte le reazioni avverse associate ai farmaci impiegati nel trattamento dell’osteoporosi. Di seguito se ne riporta una sintesi.
Acido zoledronico
Effetti avversi
Sono comuni le reazioni di fase acuta correlate all’infusione, che si verificano in circa un terzo dei pazienti dopo la prima infusione e solo nel 7% e nel 3% dei pazienti dopo la seconda e terza infusione, rispettivamente (2). Sintomi che includono febbre, mialgia, sintomi simil-influenzali, mal di testa, nausea e artralgia, si manifestano per 1-3 giorni.
La somministrazione di paracetamolo subito dopo l’infusione riduce questi sintomi. L’acido zoledronico può anche aumentare le concentrazioni seriche di creatinina, particolarmente in pazienti con preesistente insufficienza renale.
Nelle donne in post-menopausa con osteoporosi, l’incidenza di fibrillazione atriale grave è risultata aumentata rispetto al placebo (1,3% vs 0,5%; p<0,001) (2). Comunque, poiché questo non è stato riscontrato negli altri trial sull’acido zoledronico, l’associazione resta incerta e un report effettuato dalla Food and Drug Administration non ha trovato alcuna associazione tra i bifosfonati e la fibrillazione atriale. Rari eventi riportati sia con i bifosfonati somministrati per via orale sia per quella endovenosa includono un’infiammazione oculare severa e dolore muscolo-scheletrico severo e invalidante. In questo trial, non si sono verificate fratture femorali atipiche (2).
Nei trial sull’acido zoledronico impiegato per l’osteopoporosi si è verificato solo un caso di osteonecrosi della mascella riportato sia nel gruppo trattato con il farmaco sia in quello esposto a placebo. Il rischio è stimato essere molto basso (circa 1:10.000) ed è maggiormente associato con elevate dosi cumulative di bifosfonato per via endovenosa in pazienti con neoplasie, piuttosto che in pazienti con osteoporosi.
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Fonte:
www.farmacovigilanza.org