News Farmacovigilanza 2007

Farmaci, aumentano segnalazioni reazioni avverse

A fare il punto sull'andamento della farmacovigilanza in Italia è l'Aifa

Il 2006 segna un risultato positivo nella segnalazioni delle reazioni avverse ai farmaci 'arrivate' alla rete nazionale di farmacovigilanza, con un aumento, nel 2006, del 14,7 per cento rispetto al 2005. Un dato doppiamente positivo perché, con 6.551 segnalazioni, l'anno appena trascorso totalizza il numero più alto registrato dal 2002, anno in cui si era avuto il 'picco' con ben 9.401 segnalazioni. Una 'buona abitudine' quella di denunciare gli effetti collaterali dei medicinali che rimane, però, ancora 'a macchia di leopardo' fra le diverse regioni italiane.

A fare il punto sull'andamento della farmacovigilanza in Italia è l'Aifa nel suo nuovo bollettino 'dedicato', battezzato 'Rea', e pubblicato on line sul sito dell'Agenzia. A livello regionale, dunque, nel 2006 gli aumenti più consistenti si registrano in Lombardia (+38,5 per cento, con 1.786 segnalazioni contro le 1.290 del 2005) e soprattutto in Toscana (+112,9 per cento con 807 segnalazioni contro le 379). Anche il Molise fa registrare un raddoppio (+100 per cento), ma il numero di segnalazioni resta ancora esiguo, passando dalle 3 del 2005 alle 6 del 2006. Fra le regioni con segno positivo, la Puglia totalizza un aumento del 56,2 per cento (con 261 segnalazioni rispetto alle 167 del 2005), e la Campania (+34,5 per cento con 191 reazioni segnalate rispetto alle 142 dell'anno precedente). Nelle altre regioni, invece, il numero è rimasto pressoché invariato o è diminuito, come in Valle d'Aosta (-63,6 per cento) dove le segnalazioni nel 2005 erano 11 contro le 4 del 2006; in Sardegna con -40,7 per cento (da 209 a 172); nelle Marche (-38,8 per cento, da 170 a 104); in Friuli Venezia Giulia (con un calo del 29,6 per cento, passando da 186 segnalazioni a 131).

A denunciare più di frequente le reazioni avverse ai farmaci - secondo i dati riportati dall'Aifa sul bollettino - sono i medici ospedalieri, che 'coprono' il 42 per cento delle segnalazioni, seguiti dai medici di famiglia (22 per cento), dagli specialisti (17 per cento), altre figure professionali (10 per cento), farmacisti (4 per cento) e pediatri di libera scelta (4 per cento). Nel commentare i dati annuali, gli esperti, pur sottolineando il fatto negativo che solo poche regioni abbiano registrato aumenti consistenti nella segnalazione, fanno notare però che queste sono le regioni "che hanno attivato iniziative importanti nella farmacovigilanza (centro regionale e potenziamento dei centri locali in Toscana, attivazione dei progetti di farmacovigilanza in Lombardia). Ciò dimostra - secondo l'Aifa - come iniziative adeguate permettano di ottenere buoni risultati". Infine, in un più ampio raffronto, si osserva anche un miglioramento nella qualità delle segnalazioni. Nel 2001 (anno di attivazione della rete nazionale di farmacovigilanza) non veniva definita la gravità della reazione avversa nel 48 per cento dei casi. Percentuale che, nel 2006, è scesa fino al 3,8 per cento. Dunque l'attivazione della Rete, la collaborazione tra l'Aifa e i responsabili territoriali, gli importanti cambiamenti legislativi avvenuti negli anni e lo sforzo nella comunicazione e nella formazione "hanno contribuito - si legge sul 'Rea' - a migliorare il sistema di farmacovigilanza, anche se il numero di segnalazioni non raggiunge ancora gli standard previsti dall'Organizzazione mondiale della sanità".