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Giovedì 10 maggio 2012  | Enpam. Oliveti Presidente                               

“Pensioni al sicuro, patrimonio a 12,5 miliardi”


Alberto Oliveti assume tutte le deleghe rimesse da Eolo Parodi, indagato dalla procura di Roma. Una nuova stagione: "Investimenti meno redditizi ma sicuri, taglio dei consulenti esterni, più trasparenza".
Le stagioni della finanza creativa sono davvero finite. È questo il messaggio che emerge con forza dal primo incontro con la stampa del nuovo presidente (facente funzioni) dell’Enpam, Alberto Oliveti.

Una frase torna più volte: “Le pensioni dei medici sono sacre”. E per difenderle Oliveti ricorda di aver già avviato, con il ruolo di vicepresidente ricoperto fino alle dimissioni di Eolo Parodi, tre
riforme: quella del modello di governance del patrimonio, quella del sistema di previdenza e quella della rappresentanza interna all’Ente.

Temi già ampiamente illustrati negli
Stati Generali della Previdenza tenuti a Roma nel novembre scorso, con la presenza di ospiti illustri come il professor Mario Monti, vicinissimo ad essere chiamato alla guida del Governo tecnico, e come Giuliano Amato, anch’egli ora nella squadra di Governo.

Tutta l’attenzione è rivolta a “mettere in sicurezza” la previdenza dei medici, anche facendo una riforma difficile che lo stesso Oliveti, rivolto ai medici, riassume così: “Ti darò un po’ più tardi e un po’ di meno, ma ti garantisco che avrai la tua pensione”.

Parole chiare sui criteri che guidano ora gli investimenti. Il presidente f.f. li riassume nella formula “zero virgola”, che spiega così: “Dobbiamo rovesciare l’approccio agli investimenti finanziari, che solitamente puntano a massimalizzare i rendimenti, alzando di conseguenza i costi delle commissioni. I nostri investimenti sono rivolti solo a garantire la previdenza e dunque devono essere prudenti, sicuri, sia pure con una rendita bassa, dello ‘zero virgola’”.

Anche per il patrimonio immobiliare si è aperta una stagione più austera. Gestione “in house” attraverso Enpam Real Estate, ricontrattazione degli accordi con Ata Hotel, il gruppo che gestisce i complessi turistici di proprietà dell’Ente, e recupero di un contenzioso di 40 milioni che si trascinava dal 2008. Il risultato è che nel 2011 la gestione del patrimonio immobiliare Enpam è costata 2,5 milioni di euro in meno.

Venendo
all’indagine della Procura di Roma
che ha portato alle dimissioni di Eolo Parodi, Oliveti ha detto di aver incontrato ieri gli inquirenti, il procuratore aggiunto Rossi e il sostituto procuratore Farinelli, ai quali ha illustrato attraverso quale percorso di valutazione si arrivasse alle scelte del CdA Enpam, nel quale egli sedeva come “consigliere semplice”. Un percorso che coinvolgeva il Comitato Enpam per gli investimenti, i consiglieri esperti di finanza, il collegio dei sindaci e, ovviamente, i vertici dell’Ente. L’indagine riguarda in particolare prodotti finanziari acquistati nei primi anni 2000. “In quel periodo – ha detto Oliveti – un po’ tutti hanno comprato prodotti opachi, Comuni, Regioni, anche il Fondo pensioni della Banca d’Italia. Noi ci siamo trovati circa 400 milioni a rischio perdita, ma siamo intervenuti subito e nel bilancio consuntivo 2011, che approveremo a breve, questa quota a rischio è scesa a 250 milioni”.

Nella stessa inchiesta sono entrati anche tre acquisti immobiliari che l’Enpam avrebbe pagato eccessivamente, in rapporto alla cifra per la quale erano stati acquistati in precedenza: il palazzo de La Rinascente a Milano e due stabili in via del Serafico a Roma. Oliveti ha però difeso il valore di queste acquisizioni: “Il palazzo de La Rinascente a fianco del Duomo è un unico, di grande valore – ha detto – mentre i due immobili romani sono stati acquistati già affittati alla Regione Lazio e hanno quindi una redditività intorno al 6%, che mi sembra soddisfacente”. In ogni caso “se qualcuno ha lucrato sulle pensioni sarà chiamato a risponderne”, ha concluso Alberto Oliveti, annunciando la volontà di agire per vie legali contro chiunque danneggi l’Enpam sia sotto il profilo finanziario che sotto il profilo dell’immagine.

Aprile 2012  | No tasse giovani                                                                                   

Cancellata norma borse studio


La norma era stata introdotta in Senato ed introduceva un prelievo del 20% sulle borse di studio, assegni e sussidi per studio o addestramento professionale, da chiunque corrisposti, per le somme superiori agli 11.500 euro l'anno. Soddisfazione del Segretariato Giovani Medici.
Scampato pericolo per gli specializzandi in Medicina. La commissione Finanze della Camera ha approvato all'unanimità un controemendamento (numero 3.35 a firma Di Virgilio) che abroga l'emendamento 3143 approvato al Senato con il quale si era stabilita l’introduzione della tassazione Irpef sulle borse di studio, assegni e sussidi per studio o addestramento professionale, da chiunque corrisposti, per le somme eccedenti agli 11.500 euro l'anno.
Soddisfazione da parte del Segretariato dei Giovani Medici, che contro la norma aveva indetto due giorni di sciopero e una manifestazione in piazza del Parlamento a Roma convocata per domani mattina, nonché scritto una lettera al presidente della Repubblica Napolitano e al presidente del Consiglio Monti.
Soddisfazione per l'eliminazione della tassazione delle borse di studio è stata espressa anche dalla deputata Udc Paola Binetti, che ha evidenziato come “questa volta i Parlamentari della Camera hanno reagito in modo compatto contro questa norma palesemente ingiusta approvata al Senato”. Una soddisfazione dai toni bassi, tuttavia, perché secondo Binetti “per ottenere un passo indietro dalla commissione e dal Governo è stato necessario che la protesta montasse in tutti gli Atenei e che i giovani specializzandi della facoltà di Medicina creassero un fronte compatto con gli altri dottorandi, dandosi appuntamento per un sit in domani mattina in Piazza Montecitorio”. Arrivato anche il sostegno dei Parlamentari, “il Governo deve aver capito che il rischio di andare sotto era tutt'altro che remoto”.
Insomma, per Binetti “vale sempre la vecchia regola: per farsi sentire occorre alzare la voce e se si vuole ottenere qualcosa occorre apparire come una potenziale minaccia... solo in questo modo è stato possibile porre uno stop ad un emendamento iniquo”. La deputata Udc si chiede dunque “perché sia così difficile tenere insieme l'attenzione alle persone che lavorano sul serio, soprattutto quando sono giovani, e le esigenze di un bilancio che sembra alimentarsi solo di tasse e tagli. A quando, signori Ministri, i famosi decreti per la ricerca e lo sviluppo e, soprattutto, le tanto decantate politiche a favore dei giovani e del loro ingresso nel mondo del lavoro? A quando – conclude la deputata dell’Udc - un modo di far politica che affronti i problemi per la loro importanza effettiva e non solo perché c'è una pressione della piazza?”.
 

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