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Ritenzione urinaria acuta da anticolinergici per via inalatoria nella terapia della BPCO

Commento di Patrizia Iaccarino. SIMG Napoli
Di recente sulla rivista Archives of Internal Medicine è stato pubblicato un articolo (1) in cui è stato osservato che in nuovi utilizzatori di anticolinergici per via inalatoria si è manifestata ritenzione urinaria acuta entro 30 giorni (media di 14 giorni) dall’inizio della terapia.
Ciò significa che potrebbe essere molto utile uno stretto monitoraggio di segni e sintomi di ritenzione urinaria acuta nel primo mese dall’inizio della terapia, rappresentando un monito ulteriore per il medico di medicina generale a porre attenzione agli eventi avversi delle terapie e alla diagnosi di reazione avversa, senza la quale il rischio di innescare una “cascata prescrittiva” è molto elevato.
I farmaci anticolinergici inalatori sono ampiamente usati per trattare la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), ma i loro effetti avversi a livello sistemico non sono stati studiati in maniera estesa.
Questo studio ha valutato il rischio di ritenzione urinaria acuta in soggetti anziani con BPCO trattati con anticolinergici per via inalatoria. Si tratta di uno studio caso-controllo nested di soggetti con BPCO di età ≥66 anni, condotto dall’1 Aprile 2003 al 31 Marzo 2009, che ha utilizzato database collegati basati su popolazione in Ontario, Canada.
I casi sono stati identificati in base alle ospedalizzazioni, al day hospital chirurgico, alle visite in pronto soccorso. L’esposizione ad anticolinergici per via inalatoria è stata determinata utilizzando l’Ontario Drug Benefits database. È stato valutato il pattern d’uso nei 180 giorni precedenti la data indice e i pazienti sono stati suddivisi in 4 gruppi:
- nuovi utilizzatori (con una nuova prescrizione entro 30 giorni dalla data indice),
- utilizzatori correnti (con prescrizioni nei 30-180 giorni precedenti la data indice e che continuano oltre),
- vecchi utilizzatori (con prescrizioni nei 30-180 giorni precedenti 30 giorni prima della data indice),³la data indice le cui scorte terminavano
- non utilizzatori (senza prescrizioni nei 180 giorni precedenti la data indice).
Per valutare l’effetto di differenti regimi di trattamento, i nuovi utilizzatori sono stati classificati in:
- utilizzatori di una monoterapia a breve durata d’azione (quelli che avevano iniziato una terapia con prodotti a base di ipratropio a breve durata d’azione nei 30 giorni precedenti la data indice);
- utilizzatori di una monoterapia a lunga durata di azione (quelli che avevano iniziato una terapia con tiotropio 18-μg capsule rilasciate per via inalatoria nei 30 giorni precedenti la data indice).
Sono stati definiti utilizzatori di terapie combinate quelli che avevano evidenza di utilizzo di entrambi i prodotti: il primo nei 180 giorni e il secondo nei 30 giorni precedenti la data indice.
Su 565.073 soggetti con BPCO, 9.432 uomini e 1.806 donne hanno presentato ritenzione urinaria acuta. Negli uomini che avevano appena iniziato una terapia con anticolinergici per via inalatoria è stato osservato un aumento del rischio di sviluppare ritenzione urinaria acuta rispetto ai non utilizzatori (odds ratio aggiustata, OR, 1,42; IC 95% 1,20-1,68). In uomini con evidenza di iperplasia prostatica benigna (IPB), il rischio era aumentato ulteriormente (OR 1,81; IC 95% 1,46-2,24). Gli uomini che utilizzavano anticolinergici per via inalatoria sia a breve durata di azione sia a lunga durata di azione avevano un rischio significativamente più elevato di sviluppare ritenzione urinaria acuta rispetto agli uomini in monoterapia (1,84; 1,25-2,71) e ai non utilizzatori (2,69; 1,93-3,76).
In sintesi
Gli autori concludono che, in uomini con BPCO, la terapia con anticolinergici per via inalatoria a breve e a lunga durata di azione è associata ad un aumentato rischio di ritenzione urinaria acuta.
Gli uomini con duplice terapia (a breve ed a lunga durata d’azione) e quelli con IPB presentano un rischio maggiore. La mancanza di un effetto tra le donne osservate nello studio potrebbe essere un riflesso della piccola dimensione del campione di questo sottogruppo, anche se precedenti studi epidemiologici hanno dimostrato che il rischio di ritenzione urinaria è notevolmente più basso nelle donne.
Bibliografia
- Stephenson A et al. Inhaled anticholinergic drug therapy and the risk of acute urinary retention in chronic obstructive pulmonary disease: a population-based study. Arch Intern Med 2011; 171: 914-920.
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